Gabriele è l’Arcangelo che è apparso nella nostra storia umana, per cambiarne il corso, infatti si presentò proprio a coloro che, nascendo, erano destinati a grandi imprese. Ma chi è questo Arcangelo Gabriele? E’ fondamentalmente un “comunicatore”, cioè la “Voce, la Parola di Dio”, per noi.
Oggi giocheremo un poco con i numeri, visto che il cambiamento bussa sempre più insistentemente alle nostre porte e noi siamo sempre più impauriti e pietrificati, quindi in difficoltà nell’accogliere i richiami, ed i complimenti, che il cielo ci invia, con grandissima solerzia. Il 2019 è un anno 3.
“Tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell’opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.” MARK TWAIN
Rimpianto: ciò che ricordiamo con amarezza e nostalgia. Oggi parleremo di un aspetto strettamente legato e correlato alla nostra antichissima e consunta modalità di non chiuderci mai le porte dietro le spalle, quindi di non girare mai le pagine del nostro passato, a cui rimaniamo così inesorabilmente connessi e patologicamente affaticati. Quindi ci attiveremo ora per darci una bella sferzata di energia, per vivere appieno, partendo dalle cose che non dovremo mai rimpiangere, cioè piangere di nuovo, ripetutamente. Farò quindi come una sveglia impazzita, cercherò di trillare incessantemente per far riaffiorare in ciascuno di noi tutte quelle cose che un giorno non dovremo, nella maniera più assoluta, rimpiangere. Faremo quindi un elenco, da apporre bene sulla fronte, di tutte quelle iniziative che potrebbero essere oggetto, in un futuro, o che già oggi lo sono,di rimpianti, di desideri non concessi e quindi di sogni infranti. Sarà così un ridare vigore al nostro cuore, un regalarci una scarica adrenalinica, un ripartire con le cellule cariche di ossigeno, per poter godere tutto e sempre al meglio. Seguire i propri sogni per stare bene. E’ necessario. E’ amorevole. E’ un’urgenza inalienabile. Dobbiamo invertire sicuramente la rotta,per essere più creativi, più propositivi, più vitali e quindi padroni del nostro tempo e della nostra Vita, che affronteremo sicuramente in maniera più creativa ed intelligente, senza la zavorra ti tutti gli “avrei voluto ma …” E’ tempo di fare amicizia con il passato e di utilizzare i suoi insegnamenti, per non cadere nelle stesse identiche buche. I rimpianti poi li associamo, solitamente, agli errori, ai bersagli mancati. Ognuno di noi sa di aver commesso qualche errore, ma sappiamo anche che, se alcuni di questi sbagli ci hanno complicato le cose, altri sono stati per noi fondamentali per crescere, per capire meglio noi stessi e gli altri, quindi per evolvere. Crescere è cambiare e cambiare è in sé crescere. Se ci pensiamo bene, ci accorgiamo che senza alcuni errori, probabilmente saremmo rimasti come obelischi in mezzo ad una piazza, cioè non ci saremmo proprio mossi, nemmeno di un solo passo nello sviluppo della nostra personalità. Lo so, anche se a volte siamo già arrivati a questo punto, nonostante tutto,come si trattasse di una malattia contagiosa, i rimpianti, per non aver fattola cosa giusta o per non aver agito in un certo modo, magari anche tanto tempo fa, non ci mollano e ci braccano e possono diventare veramente spiacevoli compagni di viaggio. Un viaggio lacrimevole. I rimpianti ci stanno accanto, soprattutto in alcuni momenti negativi,quando una semi depressione avanza e ci annebbia ogni orizzonte. Di solito sono fatti transitori, perché poi la consapevolezza ritorna e con lei, finalmente, la capacità di affrontare le situazioni con maggiore leggerezza, senza anche questo tragico fardello del passato, e senza che ci faccia particolari danni. I rimpianti sono in genere, molto pericolosi, se e quando generano falsi ricordi. Allora diventiamo come i bambini, che rammentano ogni cosa come fosse una balena. I rimpianti funzionano così, ci riportano la mente su un errore reale, che tendiamo poi a trasformare da semplice sogliola in uno squalo immenso o in una balena addirittura vorace. Purtroppo, ahi ahi, esistono anche i rimpianti più pericolosi e sono i falsi rimpianti, quelli che spuntano da una diversa modalità di ripensare, rivedere e rileggere la propria storia passata, di qualunque natura e genere fosse. Non parlo solo e tanto di esperienze sentimentali, ma proprio così, ingenerale. La dinamica è quella ed è straziante. “Se soltanto avessi fatto; se soltanto fossi stato più attento, se non avessi aperto bocca, oppure se fossi stato/a più sollecito; se soltanto avessi capito che quella era una grande occasione, se avessi detto quelle parole, se non fossi intervenuto, se le cose fossero andate diversamente, se la buona sorte mi avesse aiutato, ma dormiva; o ancora: bastava un niente per, ero ad un passo dal…”. Tutti questi presunti fatti del passato sono esageratamente ingigantiti e se cadiamo vittime del “se avessi” riusciamo addirittura a trasformare eventi normali in momenti “epici”, in cui avremmo potuto o dovuto cambiare il nostro destino,percepito ora sicuramente come negativo o andato diversamente dal previsto. Rimpianti per cosa? Beh, per tutto e tutti i gusti: per storie d’amore, per il lavoro, la casa e la salute, per questo o quello. Qual è il vero scopo di questi rimpianti? Giustificarci e giustificare i problemi del nostro presente. Tutta colpa di … Sooob. Il passato non va reinventato, ma noi siamo dei veri maghi di questi giochi arcaici. La vita, quando ci lasciamo prendere da queste dinamiche, smette tragicamente di scorrere, ci impantaniamo e allora altro che crescita ed evoluzione! Diventiamo dei suicidi sull’orlo del baratro. I cercatori delle fosse delle marianne. Siamo lontani anni luce dal presente e non ci vogliamo stare, perché tutto ci appare stonato. Ormai siamo tragicamente immersi nel nostro “passato immaginario”, quindi in un destino alternativo e idealizzato, fatto di occasioni ahimè perse per sempre. Allora il lavoro lasciato era il migliore sulla piazza, la relazione finita sarebbe stata “quella giusta” e lui o lei la nostra anima gemella, quella casa ci avrebbe portato sicuramente alla tanto attesa stabilità. Il vortice emotivo che si genera è inconcludente, deleterio e pluri stratificato con gocce di fatalismo, dubbi continui, fantasmi e sentori di fallimento, che, sommati tra loro, si “gonfiano”, scuotono e acuiscono i rimpianti e ci fanno cadere in dinamiche uniche e fare scelte ora veramente sbagliate. Aiutooooo. Questo è realmente ora un periodo no!! Se si vuole uscire da questo vicolo cieco di false interpretazioni, bisogna cambiare mentalità e con rapidità supersonica e fermezza unica. La soluzione ottimale? Basta compiangersi e prendersi la responsabilità di fare marcia indietro, ecco cosa dobbiamo fare. Non esiste un passato alternativo, qualcosa che avrebbe dovuto o potuto portarci a un presente migliore. Le cavolate, è vero, che vengono da noi, dal nostro Libero arbitrio, ma colui che veglia su di noi c’è e ci ha evitato, e sempre lo farà, gli esiti peggiori. Certo, le strade alternative, i momenti in cui svoltare in un raccordo anulare da una parte o dall’altra ci sono stati, ma se viviamo dentro una mentalità patofobica,perdente, passiva, cioè delle 3 p, alla fine, tutto sarebbe andato nello stesso modo, né più, né meno, anche se avessimo percorso la super strada o una strada diversa. Inutile idealizzare. Anche ora, mentre ci immaginiamo una trama, che non si è mai compiuta, in realtà ci stiamo sabotando terribilmente il presente, e stiamo già dandoci da fare per pensare che “se soltanto avessi” e quindi per rimpiangere di nuovo. E’ tempo. La nostra frase “del cavolo”, va ribaltata e diventare: “Se soltanto avessi voglia di prendermi la responsabilità per ciò che mi accade”. o meglio ancora“Devo prendermi la responsabilità!” I finti rimpianti non servono a niente e nessuno, tanto meno a noi e alla nostra situazione incancrenita; semmai servono solo a giustificare lo stato negativo in cui crediamo di trovarci e ci mettono anche nella condizione distare ben lontani da ogni presa di coscienza, cioè quelle modalità che ci rendono capaci di cambiare effettivamente le cose. Stop! Fermiamo le rotelline e la ricerca del colpevole. Non è sicuramente facile ammettere con se stessi che questi rimpianti sono solo un alibi, ma è purtroppo proprio così. Quando nella vita tutto sembra andare storto, la mente, in automatico, cerca di darci una pacca amorevole sulla spalla, per coccolarci alla sua maniera, e quindi va nel nostro passato e scava alla ricerca del “colpevole”. Tra i 1000 casini, capiamo tutti, che uno lo rintraccia sicuramente, magari attingendo pure da eventi che sembravano o magari erano pure veramente, già stati superati da tempo. Quindi … Quindi dobbiamo rinsavire. Dobbiamo prendere le distanze dalla nostra finta storia, che, se non è una vera e propria allucinazione, poco ci manca. Scatta in automatico, ma è così. È sicuramente frutto di una fantasia regressiva che vuole bloccarci,per non farci cambiare, per farci cullare nei casini di un tempo, quelli conosciuti e quindi dopo tutto “confortevoli. Ci comportiamo come le persone che vanno nello stesso posto di villeggiatura per 30 lunghissimi anni, non concedendosi nemmeno lontanamente l’idea che ci possano essere altri luoghi, altri spazi da visitare e dove sia possibile stare altrettanto bene, se non addirittura meglio. Non possiamo permettere che questo accada e prenda il sopravvento. Liberiamoci di questo falso passato, del senso di disagio, dall’idea della sfortuna e della nostra inadeguatezza, che nutrono e tengono in vita tutti i nostri“magici” rimpianti. Soprattutto diamo un taglio ed occupiamoci del presente, senza l’ansia di affrontare in ogni istante una “caverna magica” in cui si decide chissà quale futuro. Non è così. Chi vive e lo fa spesso anche nel dolore e pienamente, in modo autentico, sa che anche gli sbagli, i più mostruosi, possono tradursi, sorprendentemente, in svolte straordinariamente vantaggiose. Ho imparato, ma non in questa vita, ma già nelle precedenti, che non siamo mai soli e qualcuno lassù e talmente bravo da sostenerci sempre e tramutare ogni colpo basso, del sotto, in un’occasione. Se egli concede al male di tentarci e farci cadere rovinosamente e solo perché sa che ne trarremo grandi agi, altrimenti non consentirebbe a lui di tentarci,sapendo che abbiamo ottime chance di abboccare, grazie al nostro “straordinario Libero Arbitrioooo”. (Lo dico in senso ironico …) Ma ritorniamo a noi ora, pieni e perfetti padroni di casa di noi stessi. Se serve mettiamoci in pausa e riposiamo. Ascoltiamo la nostra pancia e le sue intuizioni. Diventiamo scolari perfetti della nostra vita, ma abbandoniamo la via dei rimpianti. E’ il momento per cambiare proprio il nostro modo di fare. Dire più sì, concedendosi sia più alternative che i no, che non devono scomparire, ma esserci sempre quando sentiamo, a pelle di dover essere fermi e sicuri, con i nostri paletti. Dobbiamo “vivere il mondo”, pur restando concentrati sul presente, ma senza attaccarci a nessuna cosa riesumata dal passato. Siamo qui e qui dobbiamo restare. Niente è come allora e questo dobbiamo stamparcelo bene in testa. Anche eventi simili, sono simili, non identici e quello che ci viene prospettato è per avanzare, quindi è un gradino in più, nuovo, un gradino che solo noi possiamo rendere vecchio, ma questo non deve essere. Dobbiamo amare, amare di più, soprattutto quando la vita sembra accanirsi,sembra che ci dia solo bastonate e prove. Questo è proprio il momento per sguainare l’amore e farne la nostra spada di Verità, come direbbe il principe azzurro,delle fiabe. Questo è il momento in cui dobbiamo investire su di noi, perché le energie vitali si rinnovino e non vengano a mancare. Là dove c’è energia e movimento, lo scoraggiamento non trova spazio e la mente non riesce a ritornare indietro e a tirarci brutti scherzi. Facciamo tutto ciò che può darci vivacità, in modo da riuscire a far fronte al presente più statico e appesantente. Cerchiamo di ridurre la nostra ansia di possedere, la sfiducia verso noi stessi, gli eventi e gli altri. Facciamo cose che ci “sollevino il morale”, impedendoci di vedere tutto buio e nere. Anche se non abbiamo voglia, usciamo,stiamo all’aria aperta, incontriamo gente, ascoltiamo buona musica,cantiamo: non c’è nulla di meglio e di più costruttivo delle vibrazioni del suono. E allora? Allora viaaaaa, diamoci da fare. Diamoci a rapporti veri e sani, con persone radiose, luminose, positive, pronte a condividere e dare con amorevolezza. Rifuggiamo dai soliti 4 gatti che avvalorano solo le tesi della “sfiga” e della vita come un eterno dolore:non siamo nati per soffrire. Dio è venuto perché non conosceva i frutti del male, primo tra tutti il dolore e dovendoci aiutare, doveva conoscere, sapere, sperimentarlo, altrimenti non ci poteva essere d’aiuto alcuno. Da lui non viene e non verrà mai la richiesta di farci vivere una vita di …beh, ci siamo capiti. Quello che non quadra, viene da colui che ha creato e fu l’alternativa al cerchio. Con lui e da lui nacquero le fatiche, la sofferenza ed i dolori, non dal divino, dalla luce dall’alto. Dobbiamo essere liberi dentro, sereni nell’essere ciò che siamo, quindi, avolte magari introversi ed altre estroversi. Sforziamoci con allegria di essere sempre i migliori amici, parenti, vicini e/o compagni che si possa avere,certi che il positivo dato all’Universo tornerà a noi in positivo. Non parlo di essere falsamente attenti agli altri, sia chiaro, ma di esserlo spontaneamente, di dare solo quello che ci piacerebbe avere, ricevere dagli altri e non il contrario. Allontaniamo i veri negativi,quelli che vanno con l’ombrello anche sotto il sole d’agosto, perché giustamente non si sa mai cosa potrebbe capitare, quelli che ci limitano, ci fanno distogliere dall’ottimismo, quelli che vivono alla ricerca dell’ultima disgrazia, i cultori dei disastri perenni. Basta! Basta persone, gente, amici e conoscenti così e basta anche a compagni o compagnecosì. Lavoriamo sulle nostre parti migliori e gestiamo al meglio le peggiori o lecarenti. Abbiamo il coraggio di ammettere, anche i fallimenti e soprattutto di concederci di fare qualche volta “flopp”, perché mica casca il mondo per una torta bruciata. Andiamo a scovare dove sta la nostra felicità, a cosa è legata e tiriamola fuori, diamole la licenza di esplodere, senza pensiero, senza giudizio e preconcetto di sorta. Ridiamo, ridiamo di più. Ridiamo anche quando la giornata è più buia, anche quando ci alziamo con il piede storto, sbagliato, quando qualcosa non quadra …. Cerchiamo un motivo per sorridere,essere felici e se non lo troviamo, ridiamo di questo, prendiamo in giro glie venti che ci vogliono bacchettare a tal punto da non lasciarci nemmeno una cavolata per ridere. Dobbiamo essere unici! Quindi capaci di proporre ciò che nessuno proporrebbe mai, almeno non nei condizionamenti nei quali siamo stati abituati ed educati a vivere. Sforziamoci di trovare il tempo anche per recuperare le energie toccate da quanto ci sta accadendo di non particolarmente buono, andando a dormire prima e concedendoci più spazi riposo, anche lungo la giornata, se serve. Cerchiamo di essere semplici in tutto,quindi di non complicarci, come siamo soliti fare ( abbiamo dei master in questo, veramente unici, straordinari), la vita, con tutti i se, i ma, i però del caso e soprattutto senza suggerire all’Universo quale catastrofe futura ci sarebbe meno gradita, per non “indurlo in tentazione”. Non ci è ancora successa una cosa, che subito ne agganciamo altre, andando di male in peggio … E basta! Poi ci consoliamo dicendo che “piove sempre sul bagnato”. Per forza, se apriamo l’ombrello, non ci siamo ancora accorti, che in questo modo chiamiamo l’acqua? Siamo veramente unici!! Cerchiamo invece la nostra strada e percorriamola fino in fondo, senza paura,senza pensare ai se, ai forse e al fatto che magari nessuno l’abbia mai percorsa: gli scopritori, i navigatori, gli esploratori non sarebbero andati da nessuna parte, se avessero avuto tutti i nostri “tarli mentali”, non ci viene mai da pensarlo? Abbiamo una mente tarlata a volte, come le vecchie credenze di un tempo. Se ci viene un’idea, attuiamola, lasciandoci coinvolgere, lasciandoci trasportare, in modo che tutto scivoli nella modalità che dovrebbe essere e sia. Là dove c’è il ripensamento, si crea subito, nell’immediato un intervento della nostra mente e quindi un blocco, blocco che poi sarà difficile smantellare, ma soprattutto riuscire a riportare tutto nella condizione fluida e creativa iniziale. Non dobbiamo avere paura, perché la paura ci blocca e ci ostacola: è veramente una matrigna per noi, genere umano. Tutto va visto con occhi leggeri e piede delicato, da danzatrice. Niente ci arriva per farci del male. Siamo noi che non lo comprendiamo e quindi partiamo sempre da pensieri e posizioni catastrofiche e negative, a cui aggiungiamo anche altro e oltre. Siamo i peggiori delatori di noi stessi e i più grandi sabotatori del nostro cammino. E’ importante quindi anche leggere, scoprire, ampliare gli orizzonti, per imparare anche ad essere generoso, solidale con gli altri, per creare rapporti dinamici e costruttivi, di cui c’è molto bisogno. Una cosa importantissima è anche quella di dare spazio e tempo a chi occupa il nostro cuore, a chi conta, a chi non ci lascia mai i pensieri. Tornare a casa per tempo, inventarsi qualcosa di piacevole da condividere,crescere insieme fa la differenza e va coltivato. Non alziamo la voce inutilmente,pensando di far cambiare l’opinione degli altri, ma attiviamoci per essere l’alternativa,sempre e comunque. Ricordiamoci sempre che le cose importanti, a dispetto del nostro modo di vivere, non sono le cose (l’auto, il cellulare, la casa, il lavoro …) ma le persone e per questo facciamo in modo che dovunque siamo si senta la nostra presenza, in maniera costruttiva e positiva, sentendoci, noi per primi a casa, con chiunque e dovunque. Veniamo cresciuti con l’idea delle localizzazioni spazio/temporali, che poi trasponiamo nei vari campanilismi e nei nostri pregiudizi e prima ancora preconcetti: si può star bene dovunque, basta metterci il cuore e tanta passione. Può piovere o esserci il sole, ma se sappiamo godere e gustare ogni tempo, clima e luogo, stiamo e saremo in perfetto equilibrio con qualunque condizione metereologica, a qualsiasi latitudine e longitudine. Impariamo ad essere curiosi, non della vita degli altri e dei fatti loro, per questo ci sono già troppe pettegole e pettegoli, ma delle evoluzioni delle cose, dei fenomeni naturali, degli aspetti tecnici e/o scientifici di tutto. Sapere è potere e ci consente di crescere, sperimentare, tentare, provare, fare veramente di tutto. Facciamo ciò che diciamo. A volte pretendiamo così tanto dagli altri, ma noi facciamo esattamente il contrario e/o non facciamo proprio nulla di tutto quello che esigiamo, in maniera magari così aspra e critica. Se ci accade spesso, osserviamoci, perché forse siamo inflessibili verso gli altri o meglio verso coloro che sbagliano esattamente come e là dove anche noi scivoliamo, quindi ci dà fastidio in loro ciò che ci appartiene. Altra cosa importante imparare a dire la verità, anche a costo di rimetterci. Questo è un altro aspetto su cui credo si debba lavorare e parecchio, dire il vero ed ammettere, perché in genere le persone si ritengono fesse, quando dicendo qualcosa potrebbero pagare … eppure va fatto per correttezza verso sé egli altri; una parte di noi registra registra tutto e anche se nessuno ci scoprirà mai, non è felice e prende le distanze da noi ed incomincia a sabotarci, ci piaccia o meno. Abbiamo un senso di giustizia innato e con quello i conti li facciamo tutti. Abbracciamo la tecnologia, anche per stare in contatto con chi rientra nel nostro entourage e per crescere,documentarci, leggere, sapere e scoprire. Fatichiamo? Non fa nulla. Dobbiamo persistere e non mollare mai,sia in questo che in tutte le iniziative che sembrano richiederci più impegno ed attenzione. La sfida deve rientrare nella gioia di crescere. No alle dipendenze. A nessuna forma di dipendenza, da quelle emotive a quelle di altra natura e per questo scegli le cose buone, che alimentano l’Anima, il cuore, la mente e perché no, anche il corpo. Cibi sani, gustosi, che ci portano in paradiso con il loro aroma, sapore,consistenza e profumo. Creiamo, anche in cucina e diamo spazio alla nostra fantasia: siamo costruttori di cose nuove, anche negli accostamenti di colori, alimenti e sapori. Per questo è importante anche il vivere nella natura, per saper cogliere gli aromi i profumi e poi portarli in tavola ed offrirli ad amici e a chi desideriamo. Siamo intelligenti in tutto e tutto sarà al meglio. Se ci attiviamo con gioia con queste modalità non avremo tempo per lasciarci agganciare dai rimpianti, perché sono e saranno talmente tante le “novità di ogni giorno”, di cui essere grati, che niente risulterà mai troppo stonato,neppure qualcosa andato male o un dolore che ci arriva, magari nostro malgrado. Così la vita scorrerà meglio e quando avremo terminato il nostro cammino quaggiù non avremo rimpianti… di alcun genere. Buon cammino a tutti! Amorevolmente ti****degli Angeli
Chi non sogna non vive veramente. Solo chi ha l’audacia e il coraggio di cavalcare i propri desideri, un giorno riuscirà a farli diventare qualcosa di tangibile e reale.
Oggi riprenderò il discorso a proposito dei sogni, lasciato la scorsa volta, al fine di avvicinarli con maggiore disponibilità e con quella leggerezza costruttiva e la consapevolezza che, qualsiasi cosa ci venga affidata, mediante il “lavoro notturno” ci appartiene ed è “unica”, sotto un certo aspetto.
Lavorare in sinergia con l’Universo per realizzare il meglio e solo il meglio di noi.
Oggi voglio fare con voi una specie di gioco, per scoprire a che punto siamo e cosa vogliamo fare di noi e della nostra Vita. Proviamo a chiudere per un attimo gli occhi e ad immaginare di essere giunti alla fine del nostro cammino. Cosa stiamo rimpiangendo? Che cosa avremmo desiderato/voluto fare e non abbiamo in realtà fatto? Si dice che quando siamo prossimi ad andarcene, ci venga spontaneo fare questo passaggio ed è per questo, per non avere poi a provare nessun rimpianto, che in questo momento ci stiamo trovando a fare questa simulazione. Meglio ora, che il giorno in cui non ci verrà dato di poter cambiare le cose. Adesso possiamo ancora intervenire, domani forse non sarà più possibile. chiediamoci allora in maniera molto schietta: “Che cosa avremmo potuto fare, che in realtà non abbiamo fatto?” Di solito, credo che ognuno di noi si troverà a ripetersi che avrebbe dovuto rischiare di più, ma non lo ha fatto. Perché? Fondamentalmente per fifa, paura riversata su mille altre persone e scuse. Tutti ci hanno tarpato le ali, noi per primi e unici, mentre gli altri ci fungono da capro espiatorio. Cosa ci è mancato??? Fondamentalmente il coraggio e la fiducia. Già, avere più fiducia, quindi lasciarsi scivolare nel vento e credere come Icaro, che tutto sarebbe andato bene e ci avrebbe portato al nostro meglio. Spesso, quindi, rimpiangiamo di più le cose che non facciamo, che quelle che facciamo e questo perché c’è la paura, la paura che ci tormenta, ci blocca, ci ostacola spessissimo, ci impedisce di vivere appieno la nostra Vita. Per contrastare tutto questo, cerchiamo spesso un forte senso di certezza, cerchiamo tutto ciò che può darci/portarci sicurezza, cioè cerchiamo quello che sta delimitando il perimetro della nostra Vita e del nostro modo di vivere. Noi vogliamo controllare ogni cosa, controllare gli eventi, gli altri, le situazioni perché tenere sotto controllo ci da l’illusione che tutto vada bene, sia il nostro meglio e così ci creiamo “dei film” mentali, a proposito della nostra Vita e di quella delle persone che conosciamo o con cui abbiamo in qualche modo dei rapporti,e poi ci attiviamo per realizzarli, come fossimo investiti in prima persona, sempre, del ruolo di unici registi, mentre così non è. Vorremmo che tutto seguisse i nostri piani, dimenticandoci che esiste un maestro special che, oltre ad averci generato, propone certe dinamiche che spesso esulano dalle nostre attese, pretese, progettazioni. Naturalmente il cambiamento non lo amiamo e quindi non lo contempliamo, perché lui verrebbe a portare scompiglio, a “sconclusionare” un’esistenza già faticosamente assemblata e controllata. Eppure non c’è nulla di grande e creativo, come il cambiamento. E noi non possiamo pensare di crescere e camminare nella cristallizzazione: il cambiamento è inevitabile, nulla ne è esente e noi nemmeno. Chi non vuole cambiare muore e noi lo facciamo sovente, perché partendo dall’amore,cerchiamo solitamente che resti tutto immobile, invariato, immutato nel tempo, perché il solo pensiero che qualcosa muti, cambi ci sconcerta, ci spaventa, non ci sembra più amore o altro. Così viviamo cercando certezze e sciupiamo il nostro tempo. Cerchiamo, come i maialini della fiaba, di edificare una casa che resista a tutte le intemperie e le aggressioni esterne. In realtà, non ci rendiamo conto che non possiamo cercare 4 sicurezze ed aggrapparci ad esse, come fossimo dei mitili attaccati alla roccia o l’edera sul muro, perché non possiamo dare per certo, se non l’esistenza del cambiamento. Lei è l’unica certezza. Viviamo quindi, in realtà, in un presente fatto di attese, di speranze, di sogni irraggiungibili. Pensiamo come sarebbe se qualcuno da un altro pianeta venisse e ci raccontasse di noi, e ci restituisse una storia favolosa, dipingendoci come fossimo delle creature perfette, in case bellissime, perfette, con famiglie e figli meravigliosi. Sarebbe bello? Beh, sarebbe quello che tutti, o tre quarti di noi si attendono. Immaginiamoci quindi se questo “film” potesse veramente realizzarsi. Come? Con il nostro crederci, con la nostra fiducia, con la nostra disponibilità. Dove noi focalizziamo le nostre energie, quello è e sarà il nostro destino. Magari la parola destino non ci piace, utilizziamo allora la parola più generica: Vita. Siamo noi gli unici e migliori artefici del nostro cammino. Se la smettessimo di desiderare la fissità, l’immobilità e quindi di remare contro la dinamicità del Cielo e dei suoi doni, riusciremmo a creare veramente grandissime cose, a dare il via a situazioni magiche e mitiche. La nostra strada allora sarebbe lastricata di successi, di veri successi, perché la realizzazione della nostra Vita non dipende da dove ci troviamo ora, dal quartiere in cui viviamo, o dal Paese in cui ci troviamo, né dalla nostra condizione economica attuale, ma da noi. Noi abbiamo la responsabilità prima, unica e ultima di cambiare le cose, di trasformarle, di permetterci o negarci il cambiamento e quindi una nuova Vita. Dobbiamo solo iniziare a sentirci “responsabili”di noi, a comprendere che siamo noi a forgiare ogni cosa in un modo, oppure nell’altro. Quando diventiamo attori di noi, mettendoci al servizio dell’Universo, senza cercare di piegarne il volere, ma assecondandolo e accogliendolo, comprendendo che, nella sua dinamicità, stanno sorprese sempre nuove e creative, allora e solo allora la costruzione diventa sinergica, cioè realizzata in massima condivisione e quindi positiva e creativa. E’ tempo. Facciamo in modo che la nostra vita sia un capolavoro e lo sia ogni giorno, proprio come Shakespeare ci rammenta nella frase iniziale. Buon risveglio e cammino a tutti noi! Amorevolmente ti*** degli Angeli.
Bello sognare e lo facciamo in tantissimi modi: ad occhi aperti o al caldo sotto le coperte. In genere si afferma che i sogni siano i nostri desideri nascosti, oppure l’elaborazione di qualcosa che ci è accaduto, per esempio di un trauma o di un evento significativo, come scrisse il grande Jung.
Da un po’ di tempo desideravo riprendere il discorso legato al cambiamento, partendo da alcune considerazioni che non vanno indubbiamente sottovalutate nell’iter della nostra trasformazione. Come mi rammenterete voi:” Ma non ci parli un sacco di volte di trasformazione, di cambiamento, modifiche varie? “ Sì è vero, ma oggi lo voglio riprendere partendo da alcuni punti che mi sono segnata, e che mi sono stati suggeriti qua e là, leggendo alcune pagine di pubblicazioni, che ritengo validissime per la nostra trasformazione. Tutti sicuramente abbiamo sentito parlare di quello che probabilmente scriverò oggi, ma il problema è che non ne teniamo conto e quindi non ce ne serviamo assolutamente.
L’importanza della creatività. “L’essere umano dev’essere creativo perché la Divinità si esprime nella creatività”, fu scritto. Ed è vero. Gli Arcangeli mi chiedono e mi spingono ad esprimerla continuamente, un po’ in tutto: in cucina, nell’arredo, nell’abbigliamento personale, nei regali … E’ pensiero loro che quando un uomo non esprime la propria creatività, vuol dire che sta discendendo le scale della sua evoluzione e se noi vogliamo preparare un’umanità per domani, per un salto evolutivo, abbiamo bisogno di una nuova educazione in cui rinforzare l’aspetto creativo. Forse per questo i nostri bambini sono“poverissimi” dal punto di vista umano, non solo divino, e nella gestione delle proprie emozioni e faticano a cogliere e comprendere quelle altrui. Se l’emozione non viene colta nel suo profondo e vissuta bene, non c’è empatia e questo distrugge il cammino animico, la crescita spirituale. I giochi e le sollecitazioni limitate a cui li sottoponiamo, stanno facendo morire la loro creatività e con essa anche l’aspetto relazionali e prima ancora spirituale. Lo spirito è puro colore. E’ arte. E’ fantasia. E’ partecipazione alla vera natura Divina, quindi al suo potere creativo. I nostri bambini, infatti, sono spontaneamente e tendenzialmente molto creativi, ma a causa della nostra educazione sbagliata, il loro pensiero si cristallizza e presto, da adulti, si ritroveranno con una creatività molto più bassa rispetto all’infanzia. Il che è deleterio. Bambini che non si sporcano.
Piccoli che non sanno tenere le forbici ed armeggiare con colori e materiali vari. E’ necessario ritornare a farli“pasticciare”, usando il nostro vocabolario adulto, perché non muoiano dentro e lascino uscire la fantasiosa creatività, quella che potrà salvarli anche dalla disoccupazione, perché, una cosa che non abbiamo capito è che le cose stanno cambiando rapidamente e spesso il lavoro non può essere il solito, ma qualcosa di unico, di alternativo, di veramente propositivo e accrescitivo, quindi utile per chi lo progetta, lo realizza e lo propone e per chi se ne servirà poi. “La creatività è un senso di libertà, permette di capire che la vita dev’essere vissuta”.
2. Il rispetto e l’amore per la Pachamama, cioè la nostra grande, grandissima Madre Terra. Sta scritto in un testo di un famoso autore andino: “… l’uomo fa parte della Terra, noi siamo usciti dalla Terra e un giorno torneremo con i nostri corpi alla Terra, questa è la legge naturale, la legge biologica. Noi dobbiamo pensare che i nostri piedi sono sempre appoggiati sulla Terra anche se il nostro pensiero si rivolge in alto. I grandi miracoli della vita avvengono solo sulla Terra, non in cielo. Per questo gli uomini devono imparare a onorare la Terra. Per questo dobbiamo insegnare un’altra volta ai nostri bambini a trovare la radice dei loro antenati.” Che bello, ricominciare a partecipare realmente ai suoi cicli. Parliamo quindi di radici. Radici non significa mantenere quegli attaccamenti, simili a quelli delle sanguisughe, verso la propria famiglia d’origine, cosa alla quale siamo solitamente educati, ma intese come il poter mantenere quei legami, che un tempo ci appartenevano, per esempio alla terra, agli elementi, ai doni infiniti ed alle guarigioni ad essi sottesi. Era il conservare ciò che l’Uomo aveva un tempo tratto dalla natura, dai suoi cicli e stagioni , e che sapeva vivere, condividere e tramandare. Oggi i bambini pensano che il latte lo produca il supermercato e che le mucche siano viola, come nella pubblicità del cioccolato Milka. C’è poco da ridere. Ho fatto un sondaggio e moltissimi tra di noi, adulti e ragazzi, non sono a conoscenza della stagionalità di frutti ed ortaggi. Mica male, no? Come possiamo pensare di mangiare al meglio, se non sappiamo scegliere nemmeno la frutta di stagione? La ciclicità serve, per il nostro benessere, per conservare la salute, far funzionare al meglio il sistema immunitario, ma se penso che le fragole crescano sempre, le prugne anche e le albicocche siano non stop, sicuramente non mangerò al meglio e non in maniera positiva per il mio fisico. Sembrano banalità, ma non è così. In campagna o in quello che di lei resta, alcune esperienze e cibi, ancora restano, ma nelle città, nelle grandi città, dinamiche, caotiche e votate al cibo veloce no. Tutto ha un senso e dobbiamo riscoprirlo e velocemente. Il nostro spirito è legato alla Terra, ne fa parte, ma lo abbiamo dimenticato e quindi lo stiamo tradendo e gli stiamo rendendo ogni cosa estremamente faticosa e pericolosa, sia per lei, che per il genere umano e id conseguenza, per tutte le specie viventi.
3. L’importanza della Donna, di noi donne, in tutto questo cambiamento. Si dice infatti di noi: “L’amore che ha una donna ogni volta che fa qualsiasi azione è una forza tremenda che nutre il pianeta e al tempo stesso l’Universo. La donna è la colonna fondamentale della società, non soltanto dal punto di vista fisico, ma soprattutto dal punto di vista spirituale perché l’energia che libera la donna è 25 volte più alta di quella che libera l’uomo. Solo che la donna usa questa energia per dare amore.” Qualche dubbio in proposito? Amore? Lo so, qualcuno tra noi ora sta scuotendo sicuramente il capo. Quello attuale è sicuramente da evolvere, perché si tratta di un Amore veicolato, nel corso dei secoli, verso una forma di dipendenza servile, di schiavitù, di cui la storia, ad ogni sua pagina ci narra. Donne baratto, usate come oggetti per avere matrimoni di convenienza legati ai possedimenti e al potere politico, economico o storico. Parlo, o meglio scrivo, di una votata al martirio, una donna educata a rispettare certe convenzioni sociali, a rientrare sempre e comunque nell’ambito degli schemi e dei pregiudizi secolari, in ogni campo e settore, sia che si tratti delle relazionali personali, oppure nei rapporti familiari, o delle ideologie politiche, o in campo lavorativo: sappiamo che c’è e c’è stata da tempi ormai immemorabili, questa politica, chiamiamola così, di esigere da lei certe mansioni e certi comportamenti. E’ tempo di promuovere uno sconvolgente cambiamento. E’ doveroso verso la nostra grandissima e meravigliosa essenza divina e verso noi stesse; è savio che ci affranchiamo veramente, da certi luoghi comuni e diveniamo,senza rabbia o voglia di vendetta, ma semplicemente come convinte sostenitrici del nostro compito ed impegno, vere portavoce di ciò che di più bello rappresentiamo: il Cielo ed il Creato. Il 21 dicembre 2012 è stata la fine di un’era, non, come si è creduto, la fine del mondo, ma la semplice chiusura di un ciclo, ormai esaurito, esausto, sostituito da un altro, quello odierno, che cambierà le sorti della Terra e del nostro cammino. Non utilizzo il condizionale, perché, malgrado le lamentele generali, io ne faccio parte, lavoro ardentemente per portarlo avanti e ci credo fermamente. Per me è un fatto “fattibile”, non auspicabile. Nelle zone andine si parla di “era aurea”, del mito del ritorno di “Inkari”,cioè il ritorno dei governanti che molti secoli fa costruirono una delle società più perfette del pianeta, ma che furono distrutti dai popoli guerrieri. Una società pacifista, amichevole e fraterna, che ora sta tornando. Non importa come pensiamo di chiamarci, se Inkari, o Guerrieri della Luce o altro, l’importante è che ci rivestiamo di Luce e lavoriamo, in maniera pacifica, per questo sconvolgimento del pianeta e dell’intera esistenza, che così, puntata solo al materiale, a scapito dello spirituale, non funziona e non ci porta sicuramente a Dio e alla nostra vera perfezione.
4. Anche a livello economico le cose cambieranno e ci saranno molte comuni, cioè spazi condivisi e condivisibili. La Terra verrà di nuovo coltivata in maniera più rispettosa e ogni risorsa sarà utilizzata con maggiore attenzione e gratitudine. L’economia non-profit, ovvero al servizio degli altri, sarà sempre più presente in questo mutamento di prospettiva, ed infatti, già oggi, anche le botteghe solidali ed i loro prodotti, stanno prendendo sempre più piede e vengono apprezzate da un numero indubbiamente crescente, di persone.
E’ iltempo che gli onesti trovino finalmente il coraggio di farsi avanti e quindi dicambiare le cose in tanti settori, per esempio, anche in ambito politico; la politica dev’essere al servizio delpopolo. I politici di domani, anche se oggi magari stentiamo anche solo a pensarlo, saranno molto diversi da quelli acui siamo abituati, poiché anziché fare i propri interessi, lavoreranno inaccordo con il volere del popolo, per il benessere comune, della collettività.
5. Le religioni dovranno dare un sostanziale supporto alla nostra Spiritualità, imparando a sostenere la tolleranza. La tolleranza? Sì, e non parlo tanto e solo di quella razziale o culturale, ma veramente radicale, cosa che le religioni, attualmente, hanno dimenticato, sebbene i grandi pensatori spirituali avessero lasciato all’umanità un messaggio di pace, un messaggio travisato per interessi e fini diversi.
6. Siamo venuti come espressione di Dio, per portare Amore, Armonia e Pace, vivere in pace, ma così non è stato, almeno non secondo lo spirito del Cielo. Siamo pezzi unici di un unico immenso puzzle e ciascuno ha il meraviglioso compito di essere se stesso,seguendo il proprio cammino, partecipando al progetto divino su di noi e sul Mondo. Per farlo è importante che l’uomo si esprima, sempre, comunque, soprattutto attraverso la sua creatività, che è espressione di quella divina. In questo nuovo Mondo, in movimento, la Donna avrà una grossa parte, come ho anticipato prima (vedi punto 3) perché aiuterà e sosterrà la creazione di un nuovo modello di famiglia, di una nuova unione tra uomo e donna, di una storia che finalmente generi coppie felici e rapporti soddisfacenti per entrambi. La schiavitù, la dipendenza emotive, che vanno ancora per la maggiore, sono scorrette, così come le violenze, le prevaricazioni, i ricatti, le segregazioni sessuali. La donna merita il rispetto dagli uomini, cosa che in molte parti del mondo ancora oggi non c’è. Per originare tutto questo, le donne devono svegliarsi e riprendere il loro cammino, modificando l’educazione maschile, quell’educazione che noi stesse impartiamo ai maschi e di cui poi paghiamo le conseguenze. I pregiudizi secolari, da cui vengono le nostre realtà, sono quindi, lo ribadisco, alimentati proprio dalla stessa donna, che poi ne subisce gli effetti. L’amore e la corporeità verranno finalmente compresi e vissuti nella loro accezione divina, come completamento pieno, quindi mezzo per guarirsi e guarire e per partecipare, e quindi conoscere sempre meglio, la nostra vera natura divina e quella di tutto il creato. Amorevolmente ti**** degli Angeli
Essere se stessi è concedersi l’alba di un nuovo giorno. Essere se stessi è il dono più grande che possiamo fare al Mondo.
Prometti a te stesso, da oggi, di essere così forte che nulla potrà distruggere la serenità della tua mente
Prometti a te stesso di parlare di salute, felicità, prosperità, bontà, bellezza e di amore ad ogni persona che incontrerai
Prometti a te stesso di fare sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro.
Prometti a te stesso di lottare sempre, perché il tuo ottimismo diventi realtà.
Prometti a te stesso di essere entusiasta del lavoro e del successo degli altri, come lo sei tu del tuo.
Prometti a te stesso che farai sentire tutti coloro che incontri, persone speciali.
Prometti a te stesso di guardare sempre il lato positivo delle cose, così da rendere l’ottimismo realtà.
Prometti a te stesso di pensare solo al meglio, di lavorare solo al meglio e di aspettarti solo il meglio, sempre.
Prometti anche a te stesso di dimenticare gli errori del passato, per guardare a quanto di grande puoi fare ora, per il futuro
Promettiti di essere sereno in ogni circostanza e di regalare un sorriso ad ogni creatura che incontri
Prometti a te stesso, di dedicare così tanto tempo a migliorare il tuo carattere, da non avere tempo per criticare gli altri.
Ed infine, prometti a te stesso di essere troppo grande per le preoccupazioni, troppo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura, e troppo felice per lasciare “ancora” che il dolore ed i problemi occupino la tua mente .
Promettiti di fare tutto questo e molto altro, per Amarti e Amare il prossimo!!! Dal testo di Christian L. Larson, liberamente riadattato.
Si può SVOLTARE!! Basta crederci e iniziare il percorso passo dopo passo (anche con la Neve e il Gelicidio). Nella nostra Società, pur parlando moltissimo di Benessere, Felicità, Pace ed Amore, non si punta al suo raggiungimento, almeno non come ci si aspetterebbe.
Sai qual è il vero segreto per essere se stessi e far risplendere la propria essenza, l’unica veramente in grado di cambiare il volto della nostra storia, sia personale, che di tutto quanto il genere umano? Semplicemente liberare la propria vita dalle credenze e convinzioni limitanti, che appesantiscono la nostra vera natura.
Cosa vuoi promettere oggi a te stesso?
Scrivilo nei commenti, qui sotto a questa prima pagina, del Nuovo Anno e se puoi, acquista l’Agenda per camminare in sinergia con Loro, incontro ad un Te, veramente unico, felice e innamorato della Vita.
Sta scritto, sulla copertina dell’Agenda Angelica, del 2019, nata per guidarci, giorno dopo giorno al cambiamento: “Devi ESSERE IL CAMBIAMENTO, CHE VUOI VEDERE NEL MONDO” Dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi.
Sei storie limitanti che ci raccontiamo e che ci impediscono di stare al meglio? Eccole! Pronte all’uso e servite su un vassoio d’argento, per tutti coloro, tra noi, che si piangono addosso ripetendosele a fasi alterne, una sola per volta o addirittura più d’una per volta… Oh, oh… qualcuno se le ripete tutte e sei insieme? Aiutoooo! Urge allora un intervento mirato ed immediato. Tu sei il peggior nemico di te stesso, se a volte ti ripeti che le hai sperimentate tutte e non riesci ad uscire da questa fase nera della tua vita, perché ti mantieni, come fa l’ospite, nell’anticamera e non ti permetti di entrare nel cuore della casa, che ti attende. Se quindi sei come un atleta in panchina o un ospite incerto sul da farsi, oggi ti prenderò per mano e insieme vedremo che cosa stai combinando … Sicuramente, se ti ritieni un buono a nulla, spesso ti troverai a ripeterti una o più di queste frasette deleterie e magiche, che sto per darti, lasciandoti andare alla deriva, tra Leggi tutto…
Già, eppure noi costruiamo ogni giorno armi autodistruttive contro noi stessi, quando coltiviamo relazioni malate e ci circondiamo per mille ed un motivo di persone negative. L’Amore per te stesso …, quell’Amore che molte volte la stessa umanità non porta avanti e non rispecchia, proprio perché “se non amo me stesso”, non amo nemmeno gli altri. Che cosa influenza di più le nostre scelte? Ce lo chiediamo mai? Beh, emozioni, stati d’animo, scelte e quindi modi di fare, che sono fondamentalmente influenzate da chi ci circonda, dalle persone a noi vicine. In tanti ce lo ripetono, ed è verissimo: noi siamo la media delle 5 persone che frequentiamo maggiormente …, per questo dobbiamo fare molta attenzione alle persone di cui ci circondiamo, perché spesso vogliono “buttarci giù!”. Incredibile, vero? Eppure spessissimo funziona proprio così. Quindi è inutile perdere tempo a criticare, perché noi siamo tutto ciò che più accanitamente critichiamo. Quando una persona ci fa stare male, ci tradisce, ci umilia, ci infastidisce, … è inutile perdere tempo nel cercare di capire, di scovare le motivazioni più recondite di certi comportamenti, così come non ci serve stare a tentare di cambiarla, di farla ricredere o crescere …, va allontanata e basta. Può sembrare un’azione poco amorevole, disdicevole, non fraterna, ma così non è. Sovente il sotto ci fa incontrare e ci pone accanto il nostro opposto, con l’intento esatto di bloccarci, di fermarci, di non farci essere il meglio di noi stessi. E’ trascorso il tempo del: ”Do a tutti un’occasione!”. Se ci pensiamo lo abbiamo già fatto, perché nel momento in cui lui/lei sono state occasione per noi, noi lo siamo stati per l’altro e se ciò non è accaduto, non succederà più, mai più. Le motivazioni umane possono essere una, nessuna o 100.000, come avrebbe detto Pirandello, ma ora questo non ci deve più coinvolgere e straziare né il cuore, né la mente, né tanto meno l’Anima. Allontaniamo subito il detrattore, colui o colei o, peggio ancora, coloro che ci buttano giù. Qualcuno dice che è difficile trovare la persona giusta, ed è vero, ma spesso la persona giusta non la sappiamo individuare, proprio perché presi da altre persone giunte al nostro fianco con l’intento di “distrarci”, di farci perdere l’attimo, l’occasione, … ecco perché annaspiamo alla ricerca di chi sembra non passare mai lungo il nostro cammino. Se è difficile trovare la persona giusta, è un errore accontentarsi di quella sbagliata. Le persone con le quali dividiamo i nostri spazi ed il nostro tempo, hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita, quindi è importante che siano quelle giuste, adatte per noi e per questo dobbiamo imparare ad individuare e a riconoscere, chi gioca un ruolo fondamentale nel Bene, nella Luce nella nostra esistenza e chi questa luce la spegne, giorno dopo giorno, ora dopo ora, istante dopo istante. Evitare ogni forma di ancoraggio e contaminazione. Se qualcuno ci tiene prigionieri mentalmente, emotivamente o, peggio ancora, fisicamente, non scusiamola, non se lo merita. Chiunque abusi di noi non si merita nulla. Perché agisca a quel modo, se non ci è chiaro, non importa, perché per scoprirlo impiegheremmo altro utilissimo tempo, che dobbiamo invece donare a noi stessi e a chi se lo merita. Lui può essere fatto così, può aver scelto la cattiveria, la perfidia, … o altro come suoi compagni di viaggio … quindi, se non vogliamo condividere questa sua scelta e questa sua modalità di essere, di comportarsi, di vivere, lasciamolo alla “sua storia” e vediamo finalmente di vivere la nostra, secondo i nostri di intenti, di fini e di Valori. “Io valgo e non merito nulla che noi sia Buono, Bene, Costruttivo, Amorevole e carico di Luce.” Impariamo a ripetercelo, ad augurarcelo, ma soprattutto a concedercelo. Stare con chi sparge solo … beh, diciamola alla ti, “emmental svizzero ( è una pura esclamazione mia che sostituisce una parolina colorita che comincia per M…), ci riempie di schizzi e ci trasforma. Le energie si abbassano e tutto soffre in una maniera inaudita. Il nostro cammino si blocca e … può essere che, se non molliamo, ci voglia un’altra Vita per riprenderlo … Ne vale la pena. Immolarsi per chi? Immolarsi per cosa? Per un ideale di quella persona, che esiste solo nella nostra testa? Noooo! Non è più tempo, soprattutto ora che la speciazione è alle porte o ci sono o mi sono perso. Più aspettiamo, più i lacci si rinforzano ed il legame diventa tossico, velenoso, putrescente. E sarà così, fino a toglierci tutte le nostre energie, energie di cui abbiamo bisogno, mentre dobbiamo vivere la nostra Vita! Dobbiamo vivere pienamente, è tempo! Se vediamo che l’altra persona, non importa quali ruoli rivesta al nostro fianco, cerca sempre un pretesto per aggredirci, anche solo verbalmente, per sminuirci, per farci notare cento e una manchevolezza …, instaurando quindi un contatto sempre distruttivo e mai costruttivo, beh, c’è poco da riflettere e meno ancora da aspettare … E’ vero, un tempo ci veniva detto che dobbiamo sempre lottare per conservare le relazioni, che dobbiamo crederci e lavorare per farle crescere e mantenerle sane, in vita, ma si parlava di “sane”, non di bombe per la nostra distruzione. Se l’altro non ci riconosce, non apprezza nulla di noi, c’è ben poco da venirsi incontro e da costruire insieme e, purtroppo, sono molti i legami così, ancora da epurare e troncare. In passato ci sono stati molti divorzi e prima ancora separazioni, così come molte situazioni di parentela o altro, che si sono sciolte, per poco, per inezie, per ciò che andava sanato e poteva esserlo, ma quello di cui oggi parliamo sono in realtà le situazioni incancrenite, quelle che, cascasse il mondo, non si modificheranno di una virgola, anzi, peggioreranno solamente, perché se uno cerca di costruire e l’altro prende a calci qualsiasi mattone venga posato e lo disintegra, a nulla servono la buona volontà, l’Amore, la disponibilità, la gentilezza e l’abnegazione. Costruire sì, ma ciò che vale, ciò che parte da buone basi, da un piano, un progetto condiviso e sostenuto, pur tra mille fatiche, anche immani, ma insieme. Già, ma come facciamo a sapere se sia un qualcosa di ancora recuperabile, per cui serva solo un restauro, oppure vada abbattuto? Dobbiamo capire quando l’altra persona non fa per noi!!!
Chi vuole condividere ti aspetta, ti cerca, vuole scoprirti, ha interesse …, risponde alle tue chiamate, può farti notare qualcosa che non va, giustamente,, ma evidenzia anche ciò che apprezza, gli piace, condivide, trova bello, simpatico, edificante … in te. Chi stermina, brucia, fa solo terreno arido intorno è venuto per distruggerci e basta! E’ stato sganciato al nostro fianco perché facesse una strage di noi. Spesso lo fa, anche inconsapevolmente, ma lo fa e ci usa come pilastri, come ancore di salvezza, come fonti mentali per la sua Vita, per la sua esistenza e sopravvivenza, proprio per non sentirsi sola. Siamo noi ad essere importanti per lui, non lui per noi. Ha bisogno di noi, che siamo il suo “cibo” preferito. Vive, grazie a noi, sui quali riversa tutto il peggio di sé. Può essere che non sia una persona cattiva per scelta, ma sicuramente non è il nostro bene, non va bene per noi, per quello che noi rappresentiamo agli occhi del Cielo e per ciò che dobbiamo costruire quaggiù. Lui ha dei bisogni che non spetta a noi colmare; la nostra vita vale e molto di più di un sacrificio univoco, perché siamo venuti per molti, per tutti, non per farci divorare da un’unica persona.
Chi ama rispetta.
Chi ama aggiunge valore alla nostra Vita! Non prende solamente, ma da.
E cosa dire allora, se l’altra persona ci mente? Beh, anche questa è una situazione di tutto rispetto …da prendere in giusta considerazione. La fiducia è dovuta ed è importantissima: se riceviamo menzogne una, due, tre volte … non possiamo far altro che accettare questa situazione, come un dato di fatto e niente più, perché la sua modalità non siamo e non saremo mai noi a modificarla, ma solo il/la diretto/a interessato/a … Se manipoliamo ogni cosa e la rivendiamo come buona, dobbiamo essere noi a cogliere l’importanza di cambiare, di smetterla, di avere rispetto per noi e per gli altri, altrimenti le loro prediche, i consigli, le richieste, … non serviranno mai a nulla. Solo noi possiamo cambiare e per nostra scelta. Chi ci mente, mente prima di tutto a se stesso. Se ci troviamo a vivere, a lavorare, ad avere rapporti di varia natura, con un bugiardo impenitente, e tre volte è più che indicativo del suo vero “profilo” umano, cosa aspettiamo? Ah, già, ma noi siamo giustamente per le occasioni! Sicuramente sì, il Cielo ci insegna, ma, come dicono gli Arcangeli; “Tre, non più di tre volte”. Se ci vengono tre ricadute di raffreddore o influenza a breve distanza una dall’altra, in genere cosa pensiamo e, di conseguenza, cosa facciamo? Come non desideriamo ammalarci di nuovo, la stessa cosa dovrebbe valere con le scottature da bugia.
Momenti di fatica ci stanno, ripeto ancora, ma se l’altro, che sia un collega, un compagno, un fratello … o altro, … non fa che denigrare, evidenziare che questo non va, quello meno che meno, insomma ci limita, ci frena, ci critica sempre … mi dispiace, ma quella persona non ci merita, nella maniera più assoluta e totale. Vogliamo vivere tutti, non sopravvivere, quindi abbiamo gli stessi diritti di chi ci limita, ci distrugge, ci rimprovera sempre. La vita stessa a volte ci blocca, ci inserisce il freno a mano …, creando contesti particolari e problemi faticosi da evadere, da superare …, per cui non ci meritiamo altra spazzatura e altri problemi. Cerchiamo invece persone coraggiose, solari, allegre, disponibili, accoglienti… pronte a venirci incontro a braccia spalancate, non con la lupara puntata …, persone che vogliono vivere appieno, che hanno obiettivi carichi di buone attese, pronte a tifare per noi e con noi. Ce lo meritiamo!!! Dobbiamo circondarci di Luce, se vogliamo stare nella Luce e sentirci Bene, e fare e diffondere il Bene per noi stessi e per gli altri. Trovare chi ci eleva è possibile, basta solo volerlo, chiederlo e partecipare con l’Universo, nel suo raggiungimento. Chi ci ama ci aiuta ad esprimerci al meglio, sempre! Una situazione, anche se impegnativa, la dobbiamo poter vivere con il sorriso, sempre e solo con il sorriso. Se questo non accade è tempo di pesare le cose e decidere.
Chi ci pone dei limiti ci sta insegnando una cosa e cioè a vedere bene e distinguere ciò che non vorremmo mai essere. Ascoltiamole!!!
Dove stiamo andando? Ce lo siamo mai chiesti? Non ci siamo mai sentiti calpestati e feriti dentro da certi comportamenti, frasi, modi di fare e di rivolgersi a noi? Lo so, il giudizio degli altri, ne abbiamo parlato la scorsa volta, non ci deve toccare, ma qui non parlo di valutazione, ma di modalità relazionale, spesso poco attenta e poco coltivata. Come mai ci esprimiamo con così poca “amicizia” e correttezza? Perché siamo spesso aggressivi anche nel linguaggio? La disattenzione al prossimo, malgrado la rete infinita di presunti amici sia marcata e sempre più presente, viva, evidente sui social, ci trova cavernicoli poi, nelle relazioni reali, immediate, quotidiane. Questo riscontro, è uno dei segni più impressionanti del nostro moderno e spietato cammino, attraverso l’arsura, il deserto dei nostri cuori e delle nostre menti, in nome di un modo di vivere disumano e di un Mondo nuovo, tecnologico ed efficientismo, ma fine a se stesso. Sta scomparendo la sensibilità dal bagaglio spirituale delle persone. O meglio forse sarebbe dire che sta proprio sparendo il bagaglio spirituale di moltissime persone. Come mai? Cosa sta accadendo? Intendiamoci: la sensibilità è un dono, un dono raro e coloro che la possiedono ci Leggi tutto…
Quante volte ci siamo sentiti e visti accusati apertamente dai nostri genitori, dai familiari, dai nostri prof., dal compagno/a o dalle persone con cui ci siamo trovati ad interagire? Sovente. Essere apostrofati con parole chiave, tipo: “E’ colpa tua, è inutile che lo neghi, questa cosa non sei proprio capace di farla!” Oppure: “E’ inutile che ti ostini, non sei portato/a per queste cose!” Il giudizio è la cosa più frequente e ricorrente, soprattutto nelle nostre dinamiche relazionali, ordinarie. Fin da piccoli ci cade addosso come una sentenza e noi abbiamo una paura tremenda del giudizio altrui, da chiunque venga formulato … E’’ proprio a causa di questa paura assurda, che moltissimi di noi, non vivono la loro vera vita, ma rimangono ai box, pronti a rientrare nell’anonimato più completo, piuttosto che dover essere vagliati e smembrati con affermazioni che sentono e vivono come gratuite, ma alle quali non riescono e non possono non dare ascolto, adito. Già a scuola, il risultato di una verifica, comporta il sentirsi nell’occhio del ciclone, quindi giudicati …, anche se non attraverso la parola, ma una formula numerica … Se poi a casa le reazioni non sono verbalmente e umanamente “gradevoli”, ecco che diventano un rinforno pesante, destinato a creare ulteriori pesantezze e fatiche. Ecco allora che un voto, una pagella scolastica, diventa così l’anticipo di una pagella generale, di vita. Se le nostre prestazioni non sono conformi agli standard generali, quindi inferiori a ciò che noi desideravamo per noi stessi, oppure a ciò che la famiglia si aspettava, la situazione diventa veramente faticosa e lascia segni indelebili, segni che ci portano a cercare tutti i modi e le strategie per evitare il giudizio, quindi ci spinge all’immobilità, onde evitare poi “il voto” finale o in itinere. Questo modo di voler rendere tutto oggettivo, ci spinge a vivere e credere che certi esiti ci debbano accomunare tutti, perché se i più arrivano fino a lì, tutti dobbiamo arrivarci e quelli e solo quelli sono gli standard giusti per me, per te, per noi, per tutti. Non li hai raggiunti? Ahi, ahi, sei perso. Questo è un qualcosa che ci condizionerà per la vita intera. Ci sentiamo e sentiremo sempre al centro del mirino. Forse dovremmo iniziare ad osservare questa dinamica da un’altra prospettiva. Chi ci giudica ci osserva dal suo punto di vista e secondo le strutture mentali che gli appartengono. Già questo potrebbe farci arrivare alla conclusione che non formula qualcosa di oggettivo, ma bensì di soggettivo, di qualsiasi cosa si tratti, almeno in certi ambiti. Se chiedo il colore del vestito che indosso, tranne che la persona non sia daltonica, mi verrà risposto per esempio giallo da tutti i miei interlocutori, ma subito dopo ciascuno di loro sarà libero di esprimersi ed allora avrò un commento che mi riporta che è proprio un bel giallo, perché incontra i canoni di gradevolezza del valutante, verso quel colore, oppure che fa schifo, se quella persona non lo ama, o ancora che è proprio bello, senza vincoli, se l’altra persona ama il giallo, a prescindere dalle sue gradazioni e sfumature. Questo esempio, credo ci porti a riflettere. Ognuno giudica partendo e consultando la “sua mappa mentale”, quella che si è creato partendo da ciò che lui ha conosciuto del mondo e nel mondo. Giudichiamo partendo dalla nostra parziale visione delle cose, dalle nostre sensazioni, che sono soggettive, e legate al nostro passato e, purtroppo, a volte, anche ad un poco d’invidia. Come ho scritto nella frase d’apertura di Madre Teresa: “ Se giudichi le persone, non avrai mai tempo per amarle veramente”. Già!! Più formuliamo giudizi, più cavilliamo e meno accogliamo e quindi amiamo. Amare comporta l’accettare l’altro senza scandagliare, senza sminuzzare, senza fare nessun tipo di controllo d’origine e qualità … Si ama e basta! E Madre Teresa amava tutti, dal lebbroso, al sano, dal povero, al ricco. Il non giudizio rientra nella modalità dell’Amorevolezza incondizionata e quindi sia del dare che del ricevere gioioso, nella Luce piena. C’è una storia, molto simpatica, che ci presenta al meglio la condizione in cui possiamo vivere se diamo troppo peso alle parole altrui e che, d’altro canto, attesta molto bene come il giudizio sia mutevole e legato alle persone che incontriamo. E’ di Charlie Chaplin … Leggi tutto…