
Che bella giornata, non trovi?
Lo so, se ti guardi intorno e attivi i tuoi occhi secondo la mente, l’aggettivo o meglio il sostantivo di cui vorresti avvalerti è sicuramente diverso, rispetto a quello che ho inserito nella mia esclamazione odierna.


Che bella giornata, non trovi?
Lo so, se ti guardi intorno e attivi i tuoi occhi secondo la mente, l’aggettivo o meglio il sostantivo di cui vorresti avvalerti è sicuramente diverso, rispetto a quello che ho inserito nella mia esclamazione odierna.

Ti sarà sicuramente capitato di fermarti e di “disconoscere” una parte di te, che hai espresso attraverso un’azione o una serie di comportamenti che non “senti tuoi”.
Solitamente non fai o non dici certe cose, però hai agito così e hai detto cose che mai avresti pensato di poter fare e dire. Capita.

Ciao!
La nostra chiacchierata odierna prende spunto da un episodio legato ad un incontro tra persone che si ritrovano, per un’occasione un po’ particolare: un funerale.
La mente fa tanto, troppo rumore e crea una sorta di situazione, simile al cane che si morde la coda.
Tu, allora, ripeti un copione vecchio di secoli, ripetendo le stesse situazioni, perfino le stesse parole e azioni del passato.

E’ impensabile in questi giorni guardarsi intorno senza provare stupore…
La vita sembra procedere lenta, avvolta nel suo silenzio, come se nulla fosse, per tante persone.

Assuefatto, cioè programmato a non uscire dai tuoi schemi ordinari.
Si tratta di una vera e propria “educazione” alla rinuncia del proprio Sé, un’educazione che ti spinge a credere di essere Libero e nella piena condizione di espletare la tua Libertà, mentre in realtà segui le “indicazioni per l’uso” collettive.
E’ così che Tu scompari come Individuo, ma prima ancora, purtroppo, come Anima.

Credo sia capitato anche a te, un bel giorno, di guardare un oggetto, un fatto, una persona, noti, e di provare la sensazione strana, di “vederlo” per la prima volta.
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Che cosa ti manca maggiormente in questo periodo?
Prova a chiedertelo e a darti una risposta serena e veritiera.
Credo che tu, come tutti, stia cercando fondamentalmente “te stesso”.
Quando sperimenti certe Emozioni, quelle che nell’immaginario comune sono date come forti o negative, ti senti in colpa e la reazione più immediata è quella di negarle, di bloccarle e di scappare.
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Oggi parliamo di Giano bifronte: il giudizio.
Lo introduco così, perché il Giudizio è esattamente come una moneta o meglio come una medaglia, cioè una superficie con 2 facce.
Giudichi e pensi di non danneggiare nessuno, invece più formuli giudizi a proposito di fatti, di eventi, di situazioni e di persone, esterni a te stesso, e più il giudizio del mondo ti ricade addosso.

L’ empatia è un aspetto relazionale, vitale, per creare sia il benessere soggettivo, personale, che quello altrui.
Attualmente è sicuramente una delle tante parole maggiormente “ricercate” nei motori di ricerca e, vi garantisco, abbastanza abusata, anche all’interno delle scuole, e ne parlo con consapevolezza.