
Come ti senti in questo momento?
E’ una domanda molto importante, che devi porti, soprattutto ora, e dopo esserti interrogato, devi offriti l’occasione irripetibile di ascoltare la risposta che darai a te stesso.


Come ti senti in questo momento?
E’ una domanda molto importante, che devi porti, soprattutto ora, e dopo esserti interrogato, devi offriti l’occasione irripetibile di ascoltare la risposta che darai a te stesso.

Che bella giornata, non trovi?
Lo so, se ti guardi intorno e attivi i tuoi occhi secondo la mente, l’aggettivo o meglio il sostantivo di cui vorresti avvalerti è sicuramente diverso, rispetto a quello che ho inserito nella mia esclamazione odierna.

Ti sarà sicuramente capitato di fermarti e di “disconoscere” una parte di te, che hai espresso attraverso un’azione o una serie di comportamenti che non “senti tuoi”.
Solitamente non fai o non dici certe cose, però hai agito così e hai detto cose che mai avresti pensato di poter fare e dire. Capita.

Assuefatto, cioè programmato a non uscire dai tuoi schemi ordinari.
Si tratta di una vera e propria “educazione” alla rinuncia del proprio Sé, un’educazione che ti spinge a credere di essere Libero e nella piena condizione di espletare la tua Libertà, mentre in realtà segui le “indicazioni per l’uso” collettive.
E’ così che Tu scompari come Individuo, ma prima ancora, purtroppo, come Anima.

Che cosa ti manca maggiormente in questo periodo?
Prova a chiedertelo e a darti una risposta serena e veritiera.
Credo che tu, come tutti, stia cercando fondamentalmente “te stesso”.
Quando sperimenti certe Emozioni, quelle che nell’immaginario comune sono date come forti o negative, ti senti in colpa e la reazione più immediata è quella di negarle, di bloccarle e di scappare.
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Oggi parliamo di Giano bifronte: il giudizio.
Lo introduco così, perché il Giudizio è esattamente come una moneta o meglio come una medaglia, cioè una superficie con 2 facce.
Giudichi e pensi di non danneggiare nessuno, invece più formuli giudizi a proposito di fatti, di eventi, di situazioni e di persone, esterni a te stesso, e più il giudizio del mondo ti ricade addosso.

L’ empatia è un aspetto relazionale, vitale, per creare sia il benessere soggettivo, personale, che quello altrui.
Attualmente è sicuramente una delle tante parole maggiormente “ricercate” nei motori di ricerca e, vi garantisco, abbastanza abusata, anche all’interno delle scuole, e ne parlo con consapevolezza.

La buona giornata odierna è legata alla parola che ho messo al centro del titolo, cioè la parola “Responsabilità”.
Credo che questo articolo la debba prendere seriamente in considerazione, perché è un termine divenuto il “baluardo” delle campagne attuali.

Più osservo la realtà circostante, più mi rendo conto di come esistano parecchi aspetti, diverse opinioni e valori.
Questo trova pieno riscontro nelle affermazioni degli Arcangeli e mi ha spinto a riflettere parecchio.

E’ normale guardarsi attorno con una discreta curiosità, mettendosi in ascolto.
Questo ti consente di leggere la realtà e di avere dei rimandi a proposito delle dinamiche animiche che puoi cogliere, attraverso certi comportamenti umani più frequenti.

Le chiacchiere ordinarie fatte o semplicemente ascoltate in un negozio aperto al pubblico, di qualsiasi natura esso sia, hanno una costante: l’inconsapevolezza collettiva di quanto stia realmente accadendo e di quanto sia già avvenuto.
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