Amore e pensieri.

L’amore è un’emozione, un’emozione speciale e veramente complessa, forse la più complessa in assoluto, perché ci appartiene da sempre, dalle nostre origini, perché ci intride e ci ha reso possibili, come creature in vita, ma è quella meno capita e spesso, peggio vissuta.
Gli Arcangeli me lo ribadiscono spesso.

Parlare con loro di Amore è tutta un’altra storia, significa prendere visione di sfumature che costantemente ci sfuggono e acquisire consapevolezze veramente straordinarie, che confermano e consolidano conoscenze che mi appartengono e ricordo, fin dalla più tenera età, ma che condivise con gli altri, vengono accolte come chimere, mentre in realtà non lo sono.
Come mai?

Forse perché l’Amore lo viviamo in un’accezione tutta nostra, terrena, quindi molto limitata e limitante.

L’Amore è l’ingrediente primario e primordiale del Divino, è il Divino, quindi un aspetto che egli ha infuso in noi, ma che abbiamo perso e deformato nel corso dei secoli, rendendolo un qualcosa di diverso dalla sua modalità e forma originaria.
Da piccoli, ci insegnano che anche se è un sentimento intenso, non esiste se non nel nostro immaginario comune e che molti tra di noi non riescono a provarlo.
Ci inculcano anche che l’amore è sofferenza e dolore.
Bel modo di avviarci alla sua massima e completa espressione …, non vi pare?
Poi ci stupiamo degli effetti, del caos che colpiscono sovente il nostro spirito, soprattutto nelle relazioni, quando è il cuore ad essere chiamato in causa.

Siamo così mal “addomesticati” ad esprimere ciò che ci appartiene, che in molti non sappiamo che c’è una connessione tra sentimento e sofferenza, un legame sottile, creato “in casa”, che non ci permette di capire che essere felici è possibile e che una relazione senza inganni può e dovrebbe esistere, perché questa capacità ci appartiene, se solo non l’avessimo dismessa o privata del suo “effettivo potere d’essere”.

Lo so, sono tante le sfaccettature di ciascuno di noi, ma di base siamo “perfetti”, anche in questo, almeno alle nostre origini, origini che poi vengono castrate e limitate o consumate dall’educazione al “diverso concetto di amore”, quello legato a preconcetti e pregiudizi atavici.
È vero che attualmente per le persone, soprattutto per la parte maschile, gli uomini, è sempre più difficile impegnarsi in una relazione seria, tuttavia, non è impossibile, basta creare un tipo di educazione di base più  serena, più attenta e “rispettosa”, perché ciò accada.
riuscire ad entrare, o meglio concedersi di farlo, in una relazione seria è meraviglioso e può portare un’ondata di emozioni che, in generale, spaventano chiunque, soprattutto la nostra parte “terricola”,”babbana “, così piattamente dissociata da qualsiasi manifestazione piena e spontanea di questo sentimento.
E la fedeltà?
Beh, quando poi si tratta del tasto fedeltà, il problema diventa ancora più importante.
Siamo come recipienti, come bicchieri.
Se siamo vuoti, possiamo ricevere liquido.
Se siamo mezzi pieni, abbiamo ancora spazio disponibile, mentre, se siamo pieni d’acqua, non ci sta niente altro.
Proviamo a pensare a noi stessi come fossimo bicchieri.
Io come sono?
Un bicchiere vuoto o colmo di liquido?
 Se siamo colmi d’amore, siamo come il recipiente pieno d’acqua e quindi ci troviamo nella impossibilità di contenerne altra, mentre se c’è in noi del vuoto, quindi spazio ancora colmabile, siamo nella condizione di ricevere, quindi disponibili a nuovi desideri, altre curiosità e voglia d’amore.
Siamo recipienti pieni, quando siamo carichi d’amore per una persona, vale a dire innamorati…
Amare, significa quindi avere una relazione seria, significa arrendersi completamente ad un’altra persona e dargli tutta la nostra fiducia, le nostre attenzioni, la nostra carica erotica, il nostro Amore.
Facile?
Assolutamente no, nelle nostre condizioni attuali.
Perché?
Perché questo, purtroppo, sembra un passo impegnativo, un po’ rischioso, a cui non siamo abituati, educati, allevati e quindi un qualcosa di inattuabile, distante e ingestibile, per molte persone.
Eppure, quando l’amore è vero, l’unione è potente e si rafforza ogni istante, tanto che non c’è nulla che possa fermarlo.
E’ un fiume in piena, che lavora, tracima, rientra, si espande, si ritira, alimenta, ciò che incontra, e a sua volta si alimenta.

Pensare che la monogamia non sia possibile, è un atteggiamento legato alla confusione che portiamo dentro, ai pregiudizi del gallo o del macho, all’idea distorta di questo sentimento e delle sue emozioni, oltre che alla ricerca dell’essere amati e non dell’amare, del confondere e quindi richiedere e non del dare.
E questo è visceralmente e profondamente sbagliato, perché quando un uomo ama davvero, non sarà mai infedele, semplicemente perché non ne avrà, non ne sentirà il bisogno.

Sicuramente, però, per arrivare a questo, dobbiamo stoppare l’educazione in essere e quindi tutte le “fatiche” e le tragedie che ne conseguono.
La donna spesso sogna e cerca un qualcosa di eterno, ma reca in sé un’idea distorta di amore, come di un qualcosa da ricevere, e poi dare, e intanto educa la parte maschile, che lei stessa ha generato, non a dare, ma a sua volta a richiedere e spesso in maniera superficiale.
Chi educa i galli cedroni?
Noi!
Se non si crea conoscenza e gestione delle emozioni e dei sentimenti, non si può modificare lo stato delle cose e pretendere che la parte maschile si sappia gestire e mettere in gioco, in maniera più attenta, responsabile, amorevole, proficua e corretta.

Un negoziante può vendere solo ciò che ha a disposizione tra le proprie mercanzie, così noi possiamo offrire solo ciò che ci appartiene.
Un altro elemento straordinario per la piena espressione dell’Amore, ma indubbiamente da coltivare, è il rispetto, cioè uno tra i valori, se non il valore più importante che deve avere un essere umano, verso tutte le persone che lo circondano.

Quindi, se è importante rispettare anche lo sconosciuto che incroci sull’autobus, allora perché non dovresti rispettare il tuo compagno o la tua compagna?

Andare a caccia per trovare un altro, un’altra persona è una mancanza di fiducia e distrugge tutto ciò che una coppia ha costruito.
Una persona innamorata, è un bicchiere colmo; ammira il suo partner, ne è affascinato e a tal punto da non vedere, nel senso intenso del termine, null’altro e quindi, incapace di ferirla, di sottovalutarla, di ingannarla con un’altra persona.

Viene spesso detto, a noi fanciulle, che gli uomini sono dei cacciatori naturali, sempre a caccia di potenziali prede e che possono stare con molte donne, senza relazionarsi mai, emotivamente parlando,  con nessuno.
Beh, mi dispiace, ma io continuo a ribadire che ciò nasce ancora da noi donne e a noi ritorna, perché quei galli da combattimento, mi dispiace, ma li abbiamo sfornati, cresciuti ed educati noi, in un modo che sicuramente non quadra, visto che, una volta adulti, andranno ledendo poi la nostra stessa identità ed i nostri diritti/valori, usurpando altre donne.
Dobbiamo prendere atto di questo.

Se non conoscono l’Amore, ma solo la fisicità e quindi il sesso, essi ricercano e vogliono solo la soddisfazione fisica, ma ricordiamoci che Amare, amare bene e lasciarsi amare è strettamente connesso alle terre della nostra infanzia.
Amiamo esattamente come siamo stati educati a farlo, vale a dire, in maniera proporzionale a come siamo stati amati, e se siamo stati amati a sufficienza e bene.

Questa dote affettiva, ricevuta o meno in dono, è una sorta di imprinting sensoriale che orienterà in seguito tutte le nostre scelte amorose, le non scelte e gli sbagli del cuore.
Ciò che rende diverso un uomo innamorato è proprio questo: che non vorrà dormire con nessuna donna, solo perché è fisicamente attraente, ma lo farà con colei che occuperà tutto il suo cuore.
Se non accade, significa che qualcosa è andato storto nella sua “educazione affettiva” primitiva.
Ricordiamoci poi, che educare, significa tirar fuori, far uscire, qualcosa di già presente.

Se l’imprinting è corretto, chiunque sente il bisogno di andare a letto solo con una donna o un uomo che ama, perché ne è assorbito e meravigliosamente riempito, cuore, mente, anima e quindi corpo, perché ne è appetitosamente attratto, sempre e quindi non cercherà solo la soddisfazione di alcuni minuti, ma una connessione piena, che passa sì dal livello fisico, ma per arrivare a tutte le altre.
Così si gode e si potranno godere quei momenti.
Se Amo, non faccio del male all’altro in nessun modo, mai.
L’infedeltà fa male, molto male.
Mina dentro l’autostima.

Il fatto che un uomo sia innamorato non significa che non veda altre donne e non le consideri attraenti, ma lo farà con una modalità diversa: una cosa è guardare e un’altra è agire.

Un uomo innamorato non è in grado di ferire la sua compagna, così come non la colpirebbe mai fisicamente, né la tradirebbe, perché entrambe queste cose implicano un danno irreversibile alla persona che amano.
E la stessa cosa dovrebbe essere anche per la parte femminile.
Se poi si tratta di un uomo buono, cioè che ha visto uscire e ha fatto crescere questo lato di sé,  non riesce a vedere le donne come trofei, ma è consapevole che le donne e le relazioni con loro, non sono semplici giochi, né erotici, né di altra natura, ma ben altro, magari faticoso, ma carico di magia, di coraggio e di sfida.

Ecco perché è bene essere chiari su ciò che si prova.
Un sentimento vissuto nella maniera corretta, impedisce alla propria autostima di essere in qualche modo tiranneggiato e destabilizzato.
Quindi è improbabile che un uomo innamorato decida di rischiare la sua relazione per un incontro fugace e forse irrilevante, con un’altra donna, comunque essa sia.

Certo, il vero Amore richiede stabilità emotiva.
Un uomo che sa quello che vuole non usa le mezze misure con la donna che vuole, la cerca e la conquista con costanza e amore in ogni gesto.
Continuità e costanza sono allora i suoi fiori all’occhiello, e servono per lasciar passare tra lui e l’amata, ogni cosa e quindi costruire un rapporto magico e completo, dove l’attrazione, l’amore, il desiderio … convivono, si espandono, si mescolano, si compenetrano e si auto alimentano, dando vita ad un qualcosa di veramente unico e grandissimo.
Quando è sicuro di fare il passo successivo, lo fa senza paura di ciò che potrebbe “succedere”.

La sua sicurezza è ciò che dà forma al rapporto, lo definisce: ignorare le debolezze e darsi completamente a quella donna che ha scelto per la vita o per un tempo non definito.
Chi è sicuro di amarti, non pensa a se e quando avrà fine ogni cosa e soprattutto non smetterà mai di farlo da un giorno all’altro, solo per avere un’avventura, perché tu  e solo tu, rappresenti di più, molto di più, di quanto qualsiasi altra donna possa offrirgli.

E poi, cos’altro viene messo in gioco?
Una cosa straordinaria.
Chi si ama deve essere, ed è consapevole, e sicuro di tutto il valore che l’altra persona ha, come donna o come uomo.
Chi sa veramente tutto ciò che sei dentro e fuori, capisce che non troverà mai una persona  preziosa quanto te.

Non importa chi ti si avvicina o chi cerca di rompere il vostro legame, perché tu  e lei/ lui  vivete un Amore talmente intenso e vero, e avete una piena e perfetta consapevolezza del valore del vostro legame, che vi unisce e vi fa vivere meravigliosamente  e magicamente, pur tra le realtà quotidiane, a tal punto da non dar spazio a niente e nessuno.

Quando si ama non ci si lascia neppure sfiorare dall’idea che l’altro sia manchevole verso di noi.
C’è rispetto, quel rispetto che ognuno dei due esercita verso l’altro e che ogni giorno, aiuta il nostro Amore a mantenersi dinamico e a diventare più forte di ogni altra cosa, sia che ci sia la bellezza esteriore o meno.

Come mai ci sono a volte persone con compagni o compagne che noi giudichiamo poco attraenti?
Forse proprio per questo ed è da questa realtà, che dovremmo iniziare a pensare e rivedere tutta la nostra modalità d’amare.
Cosa ne pensate?
Per oggi è tutto.

Con grande amorevolezza
Ti degli Angeli.

Vivere felicemente

La felicità, che vive dentro di noi, è fatta di piccole cose, di cose semplici e non di grandi miracoli, di azioni eclatanti,straordinarie, o atti rivoluzionari: non dobbiamo aspettare di essere ricchi,di cambiare paese, di avere il lavoro dei nostri sogni, di incontrare l’anima gemella, per sentirci in asse, stare al meglio e quindi migliorare la nostra vita.

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Credo fermamente in me.

Limitare significa circoscrivere e impedire che qualcosa vada oltre, esca, si ampli …
Siamo degli esperti in fatto di crearci questi spazi entro i quali morire
Già, avete letto bene: morire.
Perché scrivo questo?
Perché l’Uomo, spessissimo, si pone dei limiti invalicabili e vive con il freno a mano tirato, come se avesse paura di osare troppo, fare di più, essere migliore

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Credo in me


Oggi parleremo di una modalità ordinaria che ci contraddistingue, che non rende però straordinaria la nostra Vita.
Proviamo a chiederci:
“ Io perché sono qua?”
“Per amare?”
“Fare figli?”
“Per un caso?”
“Perché? Non lo so!”
“Perché qualcuno mi ha fatto nascere?”
Sì, ma ora che ci sono, come la mettiamo?
Cosa vogliamo farne della nostra Vita?
In genere viviamo come se avessimo a disposizione una quantità infinita di anni e quindi di occasioni, assecondando gli inviti altrui ad essere e fare così o cosà, …ma dando poco, ben poco spazio a noi, soprattutto noi donne.
Si vive costretti in ruoli dove tutto è strettamente calcolato, misurato, predisposto, scandito da calendari biologici e non, secolari.
Quando però, crescendo, riaffiorano i tuoi veri bisogni, le ambizioni, le abilità, le attitudini, i sogni, i desideri … e appaiono contrari a queste dinamiche millenarie, tutto diventa faticoso e il circondario lavora alacremente per smontarti al fine di evitarti il “disastro” di non appartenere all’ordine costituito.
Cosa voglio dire?
Lo vediamo osservando le nuove generazioni.
Siamo stati “etichettati” ed educati ad essere uniformemente “uguali”; siamo una moltitudine omogenea e le nuove generazioni ci spiazzano, perché tra noi i mancini sono pochi, i gay contenuti, i nomadi dentro, inesistenti o calcolabili sulle dita delle mani, mentre tra i ragazzi di oggi  spesso non ci sono le nostre costanti; perfino negli apprendimenti hanno un altro modo di approcciarsi al sapere, di viverlo, di farlo proprio, tanto che dobbiamo creare percorsi personalizzati, facilitati e/o per ….
Per evitare ciò che sta venendo avanti lo strumento di “tortura” più comune, soprattutto nel passato, è stato il boicottaggio dell’autostima, che in parole diverse, non è altro che la fiducia in noi stessi, tanto che oggi non si parla d’altro.
E’ uno dei mali più comuni, uno dei fattori più determinanti per la nostra riuscita, in tutti i settori, o del nostro tragico naufragio.
Privarcene è stato il modo per tagliarci le ali.
Oggi, appunto, cercheremo di ragionare insieme su questa benedetta e sacrosanta autostima, facendo una chiacchierata un po’ inusuale, ma spero proficua.
Riflettiamo …
Qual è l’amica fedele che ci accompagna dal giorno in cui veniamo al mondo?
Lei, la tanto temuta e cornifica “morte”.
Il nostro atteggiamento nei suoi confronti può essere quello di temerla e quindi fare continuamente tutti gli scongiuri del caso, oppure usarla a nostro esclusivo vantaggio.
Lei può essere il peperoncino per dare un impulso nuovo al modo di procedere lungo il nostro cammino.
Quante volte, osservando gli altri, abbiamo sospirato e magari desiderato essere “liberi”, felici, fortunati, belli, impegnati, riconosciuti, innamorati, sereni, in salute e tanto altro, come tizio o caio??
Quando qualcuno sta bene e ha ciò che noi non abbiamo, finiamo sempre per imputare alla “fortuna”, alla sua buona sorte o alla sua sicurezza ciò che gli viene riservato.
Lo guardiamo e vorremmo poter essere esattamente come lui, ma all’occasione ci ritraiamo, come spaventati.
“Beato lui che può!” è poi sempre il commento.
“Beato lui”, aggiungo io “che non si pone limiti!”, al contrario di moltissimi di noi.
Ahi, ahi, è tempo di cambiare prospettiva.
La vita un dono MERAVIGLIOSO è stata creata con uno scopo, per raggiungere il quale, dobbiamo usare al meglio e al massimo tutto ciò che abbiamo ottenuto in dotazione dal Padre Celeste.
Vivere al di sotto delle nostre possibilità è umiliare chi ci ha creato.
E’ non riconoscere il valore di ciò che abbiamo ricevuto; è camminare come un topino, quando siamo gazzelle.
Ci manca la fiducia.
Come e cosa possiamo fare?
1) Concederci più fiducia!
Non sto prendendo in giro.
La fiducia noi la attendiamo sempre dagli altri, mentre in realtà siamo no, in prima persona,  a concedercela o a negarcela.
Se io parto sostenendo che non riuscirò a fare una cosa, non ne sarò capace, perché il mio cervello obbedirà pedestremente a questo mio semplicissimo comando.
Non abbiamo bisogno di nulla di speciale, tanto meno di una bolla pontificia esterna a noi, per farlo e concederci tanta immensa e sana fiducia.
2) Fiducia significa essere se stessi, darsi fede, concedersela, indipendentemente da quello che pensano o possono credere e pensare gli altri.
Un bambino in genere ce l’ha dentro, ma le nostre insicurezze gliela spengono.
Noi diciamo che sono spericolati e non calcolano e valutano il pericolo …
In realtà sono molto fiduciosi, quindi meno fifoni e più temerari di noi.
E’ così che impariamo a parlare, camminare, correre, andare in bicicletta.
Poi rallentiamo, perché ci adattiamo agli atti terroristici di massa, partendo dai nonni,  ai genitori in poi… fino ad arrivare alle condizioni in cui poi verseremo per tutta la durata della nostra vita, fatte salve alcune eccezioni, se mai ce le concederemo.
Fidarsi è avere un senso di forte legame al Cielo, di integrità speciale, che abbiamo dentro, ma dobbiamo riconoscercela.
3) Poi dobbiamo anche accettare la sfida, a volte, con noi stessi, quando ci vengono quelle idee strane, che richiedono maggiori attenzioni e un briciolo d’incoscienza, propria del nostro bambino interiore.
Questo significa FIDARCI.

Fidarci ogni singolo giorno.

Quello che ci è passato nella mente è sicuramente qualcosa di grande, che il cielo proteggerà, ma ha bisogno delle nostre menti e delle nostre mani per progettarlo, attuarlo, affinarlo e magari espanderlo e migliorarlo.
Solo noi possiamo essere i sommi artefici e sostenitori di ciò che nasce da noi, grazie a Dio ( sì, perché non dobbiamo dimenticarci mai che Lui lassù, “non sta solo a guardare!”).
Non pensiamo di farcela?
4)  Partiamo con piccole sfide.
Ogni giorno un qualcosa, anche piccolo, ma concediamocelo.
Facciamo come l’atleta: esercizio costante, per ottenere il massimo dei nostri risultati.
La sfida mina vecchie credenze, le sgretola, le smantella ed aumenta il nostro spessore, rendendoci migliori.
E’ così che, giorno dopo giorno rieduchiamo la nostra mente alla fiducia e ci concediamo di poter dare di più; entra finalmente in gioco la convinzione che valiamo di più, anche noi possiamo e sappiamo fare, quindi in qualche modo valiamo.
5) Dobbiamo poi avere la consapevolezza che la fiducia è un qualcosa di variabile, non di assoluto, quindi un qualcosa che dobbiamo sempre mettere in atto e ogni volta con modalità diverse, per cui dobbiamo sempre metterci in gioco e ricrearla , ampliarla, trasformarla, perché possa aiutarci in ogni momento e in tutte le imprese che intraprendiamo.
La fiducia non è statica, non la conquistiamo una volta per sempre, ma la dobbiamo spesso riadattare, ampliare, recuperare.
E’ quindi un mettersi  sempre in discussione.
Questa è la Vita.
E’ la modalità di chi vuole il meglio per sé e per gli altri, di chi ambisce a dare molto.
6) Per fare questo devo circondarmi di persone attive, dinamiche, pronte a mettersi in gioco, sempre, cioè sviluppare il gruppo dei pari, uscendo dal solito gruppo, dalle vecchie frequentazioni se e quando non ti sorreggono e non sono stimolanti.
Per esempio, non mi verrà mai voglia di mettermi lavorativamente in proprio, se frequento solo amici il cui unico interesse è non avere problemi e pensare alla birra e alla partita alla tv o allo stadio.
Le idee nascono come sogni e diventano realtà, se trovano un terreno fertile, se vengono sostenute, se trovano un ambiente vivace, desideroso di uscire dagli schemi, pronto a mettersi in gioco.
Se c’è calma piatta, non nascerà, né crescerà nulla.
Risultati diversi si ottengono con azioni diverse, è una legge fisica.
Sta a noi ricordarcene ed applicarla.
“Ah, ma loro sono la mia famiglia!”
Oppure:
” Sì, ma sto con loro dalla scuola materna, come faccio a lasciarli?”
Beh, scegliendo: tu e le tue giuste ambizioni e prospettive, o loro, le loro modalità e la solita minestra.
Cosa fare?
Quello che più ci interessa, ci piace, ci stimola, ci intriga.
Corsi, corsi di formazione, stage, … qualsiasi cosa ci piaccia, ci incuriosisca, ci sembri un’occasione da non perdere.
A quante cose rinunciamo per non uscire dalla solita cerchia?
Ma è questo che siamo venuti a fare?
E’ per questo che siamo nati, che sono nato?
Frequentiamo invece persone con alti standard, che ambiscono al meglio, che vogliono sempre di più, perché questo non ci permette di sonnecchiare nella mediocrità, di addormentarci, di rifiutare il nostro meglio e di usare pochi dei talenti avuti.
Quanto tempo abbiamo a disposizione?
Sicuramente è un tempo, anche se ampio, sempre limitato, quindi vale la pena di usarlo bene, sempre e solo per il nostro e l’altrui meglio.
Accogli le sfide e non conoscerai confini.
La Vita è un dono e non va sprecata, mai.
Amorevolmente ti*** degli Angeli

6 punti per raggiungere l’Autostima

Viviamo in una società veramente poliedrica, dove assistiamo ad eventi talvolta unici, in senso positivissimo ed altri in senso sorprendentemente poco positivo ed esilarante.
Non vi è mai capitato di trovarvi a contatto con persone saccenti, pesanti, poco attente, prive di qualsiasi predisposizione visibile e di bellezza interiore e/o esteriore, le quali però ottengono ciò che vogliono dalla Vita e da chiunque ruoti attorno ad esse?
Cosa possiedono di così magico e mitico per poterlo fare?
Semplicemente non misurando il proprio reale valore e non ponendosi limiti di alcun genere e natura, essi riescono, a raggiungere traguardi insperati, spinti e guidati solo dal loro ego smisurato, che non conosce la disistima.
Lo psicologo William James è stato tra i primi a studiare questo fenomeno, grazie al quale, le persone con scarse abilità, spesso, hanno una sicurezza di sé, ostentata ed incrollabile, che consente l’inimmaginabile, mentre chi è stimato da tutti ed è ritenuto una persona affidabile, spesso rimane nelle retrovie, perché polemico con se stesso, quindi tendenzialmente portato a diffidare delle proprie qualità.
Sapete da cosa dipende tutto questo?
Dall’autostima!
Ancora, direte voi?
E basta con questa Autostima, ne parlano tutti!
Se non l’abbiamo, cosa possiamo farci?
Beh, se volete voltiamo pagina, ma il risultato non cambia e visto che lasciare il mondo in mano a Leggi tutto…

Sono forte e ci credo.

 

«Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza.
I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici».

                                          Khalil Gibran

Viviamo in una società piena di miti, di bambole di gomma, di persone che si offrono come dei, anche attraverso i social, mentre noi li ammiriamo e accogliamo come esempi da emulare, senza accorgerci che in questa modalità, stiamo scivolando molto lentamente, ma inesorabilmente, fuori dalla nostra vera prospettiva e realtà.
La dimostrazione, che questa corsa folle, verso l’apparente perfezione, sia un qualcosa di fuorviante, la vediamo nella perdita costante e inarrestabile dei valori, indispensabili per una realtà positiva ed una società veramente dinamica nel vero e nel costruttivo reale.
Sono tante le persone insicure, senza autostima, con numerosi amici web, spesso mendaci, e in verità inesistenti.
Questo comporta moltissime situazioni al limite, che creano paure e la mancanza di autostima.
La rabbia allora trionfa, pervadendo ogni singolo centimetro, di ogni persona scontenta di sé.
Come possiamo allora coltivare e, prima ancora,  ritrovare la nostra forza interiore??
Per affrontare le sfide della vita serve una grande forza interiore, quella che ci viene quotidianamente sminuita dalle situazioni ordinarie.
Ma dove la troviamo??
Semplicemente e solo dentro di noi!!
Ma come fare per coltivarla e accrescerla?
Bella domanda!!!
La vita è un viaggio fatto di parecchi alti e bassi e se non veniamo guidati a porre sane basi, a riconoscere le nostre emozioni, a viverle, a saperci relazionare e confrontare in maniera costruttiva, rispettosa di noi e degli altri, già nella fase iniziale del nostro cammino, vale a dire nella nostra infanzia, sicuramente la tempra universale ci ha abbandonato o si è quasi spenta.
Il nostro modo di vivere le differenti situazioni del quotidiano cambia, sicuramente, in base al nostro atteggiamento.
Il risultato è di conseguenza diversificato, perché  tutto dipende dal come l’abbiamo vissuto, partecipato, creato.
Gli ostacoli, anche minimi, possono diventare delle vere e proprie sfide per crescere, mentre esistono opportunità di crescita, di maturazione, di sviluppo personale che possono rappresentare un vero e proprio tripudio, se le sappiamo riconoscere come un qualcosa di eccellente, utile, particolare, straordinario e non come esperienze negative, soprattutto fine a se stesse.
Quando dentro di noi ci sentiamo dei molluschi, dei giovani invertebrati, dei deboli, rischiamo di essere travolti da un uragano, ma se coltiviamo la nostra forza interiore e la nostra capacità intensa di resilienza possiamo imparare a fronteggiare e a resistere alle avversità, senza lasciarci minimamente sconfiggere dalle paure, né abbattere dagli ostacoli.
La ricetta è semplice, ma come tutte le cose, richiede attenzione e voglia di mettersi veramente in gioco.
Per prima cosa, dobbiamo:

1) Superare l’insicurezza, la titubanza.

Ogni insicurezza distrugge la nostra forza interiore.
Abbiamo presente i bambini quando muovono i primi passi?
Ecco, forse riusciamo a capirci!!!
Cosa diversifica un bimbo dall’altro?
La sicurezza.
Io ho camminato a 9 mesi circa.
Mio fratello a 23: non si staccava mai dal divano e da qualsiasi oggetto gli offrisse la presa.
Dobbiamo imparare a coltivare una personalità che nello stesso tempo sia coraggiosa e resistente, senza mai perdere e dimenticare la nostra dolcezza.
Il Cielo, l’Universo sono un esempio vivido di queste due doti.
Così, come l’empatia e l’apertura verso gli altri, due ingredienti indispensabili, per un mondo straordinariamente ok.
Per questo motivo è necessario lavorare su di noi, sulla nostra autostima, sulla forza, così come è indispensabile saper riconoscere i propri pregi e i limiti, per migliorarci sempre e comunque.
Una dose di sanissima follia, di sconsiderata audacia sono meravigliosamente utili e insaporenti.

2) Come secondo ingrediente, io vedo bene il vivere nel qui e ora.

Organizziamo sempre il nostro futuro, dimenticando il presente, che trascuriamo brutalmente per il poi, convinti che là, oltre l’oggi, esista il nostro “Paese dei Balocchi”.
Quale?
Cerchiamo invece di dare la massima importanza al momento presente, cioè a ciò che stiamo vivendo, a quello che ci sta accadendo nel qui e ora e a come ci sentiamo, dato che non possiamo avere certezze su ciò che succederà domani o anche tra un’ora.
Vivere BENE la vita, un attimo dopo l’altro, ci permette di canalizzare le nostre forze, di riuscire a metterci  l’impegno congeniale e doveroso, di questo momento e di sentirci al massimo quando la vita ce lo richiede.

3) Come terzo ingrediente, consiglio quello di sapere e voler fare un passo alla volta

Siamo frettolosi, puntati ed educati al tutto subito, altrimenti scleriamo e diventiamo insofferenti …
Non va!!!
Se ci capita di avere la tentazione di voler ottenere tutto subito,  ricordiamoci che le cose più belle, i momenti più intensi, i più grandi successi richiedono impegno, tanto continuo impegno e tempo, dedizione sacrificio, indispensabili per raggiungere veri e importanti obiettivi.
Così, anche il nostro cammino per ritrovare e coltivare la forza interiore potrebbe essere un sentiero contorto, lungo, anzi,  potrebbe durare tutta la vita, ma non per questo siamo autorizzati ad arrenderci.
Qualunque sia e qualunque lunghezza possieda, richiede un passo dopo l’altro, per permetterci di tagliare il traguardo, al meglio, senza arrenderci.

4) Un altro insaporitore naturale, potrebbe essere quello di crearci uno spazio speciale per noi stessi

Viviamo nel caos e raccogliere le idee ci comporta l’avere un attimo di pace, di tregua, vale a dire una realtà quasi inimmaginabile, a volte, anche all’interno della nostra stessa abitazione.
Dobbiamo allora attivarci per creare uno spazio tutto nostro, speciale,  dove rimanere soli con noi stessi,  per riflettere per qualche momento all’inizio o alla fine della nostra “impegnativa” giornata.
È confortevole, molto utile, indispensabile, direi, avere del tempo solo per sé, tempo  a disposizione per ricaricarci le batterie, riconoscere le numerose emozioni della giornata, oppure per prendere consapevolezza se ancora le stiamo sperimentando, per capire come gestirle, come smorzarle, e a volte, cosa fare.
Se ci sentiamo frastornati, insicuri, confusi o fragili, e può succedere, è bene sedersi, calmarsi, ascoltare il respiro, anzi, iniziare a respirare profondamente, ascoltando magari un po’di mantra, oppure della musica che ci dia energia per calmarci, oppure per ricaricarci, o per placare i tumulti interiori e soprattutto l’ansia e la rabbia o l’agitazione, se fortemente presenti.
Ottima cosa è anche meditare.

5) Bhe, la ciliegina sulla torta è poi il prendere coscienza del proprio potere interiore

E’ indubbiamente la soluzione finale, il ciuffo di panna sulla cioccolata fumante …
Fatti gli altri passaggi è ora tempo che proviamo a riconoscere il nostro potere interiore.
Come?
Semplicemente imparando a visualizzarci come persone forti, decise e sicure, che non hanno nessuna paura nell’ affrontare la vita.
Siamo in gamba ed il Cielo ci ha fornito tutto l’occorrente, il Kit del caso: dentro di noi esistono tutte le potenzialità del mondo, dobbiamo solo crederci ed imparare ad individuarle, a selezionarle, e a farle crescere, per vivere meglio e per essere davvero e unicamente noi stessi.

Ci crediamo? Il punto è proprio questo: la FEDE!
Dobbiamo avere fiducia e pensare che chi ci ha creato, non ci sbattuto sulla Terra senza paracadute e le istruzioni del caso …
L’abbiamo in dotazione, è sulle nostre spalle, un bellissimo e preziosissimo paracadute, ma se lo ignoriamo e non tiriamo la leva, beh, sicuramente ci spiaccichiamo al suolo.
Convinti??
A tutti ora auguro un facile e positivo risveglio della propria forza interiore!

Con Amorevolezza ti**** degli Angeli.

AUTOSTIMA, una CREATURA SCONOSCIUTA

“Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso.”
(Erich Fromm)

Come ho già scritto, siamo in moltissimi a parlare di autostima e a fare percorsi per vedere di ritrovarla o farla rinascere, ma dopo aver letto, aver ascoltato, essersi confrontati …, spessissimo, ci si ritrova a fare i conti con la realtà quotidiana, una realtà che nonostante tutto ci spiazza e non sembra voler collaborare e far combaciare la parte teorica appresa, con la nostra realtà pratica.
Implementare l’autostima è invece indubbiamente possibile, ma significa passare in rassegna TUTTO il nostro percorso di costruzione, grazie al quale stiamo progettando e realizzando il nostro essere, con il nostro modo di porci, di sentirci e di farci sentire dal mondo.
Praticamente come siamo, ci viviamo e ci relazioniamo/poniamo nella realtà.
L’autostima cos’è???
E’ il rapporto tra come siamo e come vorremmo/desidereremmo essere …
E’ il risultato del proverbio: ”Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”.
E’ il giudizio che formuliamo da una valutazione di noi stessi, che siamo abituati a fare, partendo da certi criteri, ottenuti dal confronto delle nostre caratteristiche con quelle di altri soggetti.
E dite poco???
E’ pesare ogni cosa, partendo da quello che ci appartiene, che abbiamo dentro, cioè le nostre credenze, i nostri modelli educativi, i nostri valori personali,  le risorse e credenze dell’ambiente in cui abbiamo vissuto, le persone che abbiamo incontrato, le esperienze positive, negative e/o neutre, che abbiamo fatto.
Se il totale, che scaturisce da questa espressione, per usare un termine algebrico, è favorevole, allora la nostra esistenza è … serena, altrimenti veniamo in contatto con un’interpretazione che possiamo utilizzare a nostro svantaggio, perché negativa, e che quindi ci porta a sminuirci, a sentirci poco degni di stima e di amore, e Leggi tutto…

Autostima … Come salvaguardarla

“Il compito principale nella vita di ognuno è dare alla luce se stesso.”
(Erich Fromm)

Un argomento sul quale si potrebbe scrivere un nuovo immenso libro, come fosse la Storia Infinita perché non ci manca sicuramente materiale in proposito è quello legato all’amarsi e all’autostima.
Tutto il nostro stare bene o male ruota intorno a questi aspetti molto importanti che ci riguardano in prima persona o riguardano le persone con le quali interagiamo.
E quando le cose non quadrano? Che fare?
Noi  non dovremmo essere sempre nelle condizioni di dover attuare tutte le tecniche e Leggi tutto…

Cercasi Autostima disperatamente

“Cerca di essere te stesso e non la tua ombra
o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.”
Giorgio Faletti

Autostima???
Oddio, che brutta parola!!!
Scherzo!
E’ sicuramente una parola non troppo lunga del nostro dizionario, capace di mettere in crisi, spesso, anche le persone apparentemente più impegnate del pianeta terra …
L’autostima è un qualcosa di straordinario che tutti cerchiamo, che non si presta, non si può evitare e trascurare e nemmeno dimenticare alla fermata del bus.
Facciamo parte di una società che ne parla in continuazione, eppure spesso non la conosciamo e Leggi tutto…

Come distruggiamo la nostra autostima

“Vince solo chi è convinto di poterlo fare.”

Virgilio

Possiamo avere tutte le capacità e le conoscenze del mondo, ma non ci serviranno a nulla se non abbiamo la forza che viene dalla fiducia in  noi stessi.
L’autostima ha bisogno di rinforzi e sostegno costanti, altrimenti si spegne, si estingue più o meno rapidamente …
I  principali atteggiamenti e comportamenti che stanno lentamente e inesorabilmente uccidendo l’ autostima e la  fiducia  di cui abbiamo bisogno?
Beh, gli esempi tratti dai nostri vissuti, non mancano sicuramente …
La prima cosa che tutti cerchiamo, fin da piccoli, quando veniamo “addestrati” a questo é:

  1. Cercare l’approvazione delle persone intorno a noi.

E’ un aspetto più marcato a livello femminile, a presente anche tra i maschi, anche in minor misura e questo per via del tipo di educazione che riceviamo …
Chi ha fiducia in se stesso agisce senza aspettarsi nulla in cambio, in  quanto non hanno alcun interesse a compiacere ogni persona che incontra, ma al massimo se stesso.
Se siamo persone determinate, siamo  consapevoli  che non tutte le persone possono essere d’accordo su Leggi tutto…

5 modi per raggiungere l’autostima

autostima e bambini

“Stìmati.
Gli unici che apprezzano uno zerbino
sono quelli con le scarpe sporche.”

Leo Buscaglia

Mi viene da sorridere se penso a noi donne e anche solo genericamente alla parola autostima
Sembra che tra noi e lei non corra molto il buon sangue.
La rincorriamo da sempre, ma ci appartiene raramente
I bambini, invece, sono le Anime privilegiate, quelle che sviluppano di solito una buona autostima,  grazie al potente sostegno dei genitori.
Poi, la vita va avanti, i contorni  relazionali, emotivi, sociali, lavorativi, ambientali, in generale, ed i commenti, le aspettative e i giudizi della famiglia e/o della gente ci riducono l’autostima, proprio quella perla preziosa,  che era stata coltivata durante l’infanzia.
Ma che cos’è questa benedetta autostima???
L’autostima è la considerazione che ciascuno di noi, come individuo, ha di se stesso.
Ehhh, ehhhh, è proprio quella idea, a volte buffa, a volte rallentante, massacrante, azzerante o quasi che Leggi tutto…

La ricerca interiore

ritrovarsi per crescere“La prospettiva della morte, di fallimenti, o di altri gravi dispiaceri
risveglia grandi timori nell’uomo.
Quando non sapete come venirne fuori, quando la vostra famiglia non può fare nulla per voi, quando nessun altro può porgervi aiuto:
qual è allora, lo stato della vostra mente?
Perché permettete d’essere posti in una simile situazione?
Trovate Dio e ancoratevi in Lui.
Prima che chiunque altro vi fosse vicino, chi era con voi?
Dio.
E quando lascerete questa terra, chi sarà con voi?
Dio soltanto.
Ma non sarete in grado di conoscerlo, se non stringerete amicizia con Lui adesso.
Se cercate profondamente Dio, Lo troverete.”

Yogananda Leggi tutto…

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