Spegni la Tv e accenditi.

Sicuramente il titolo odierno ti avrà lasciato esterefatto, per quanto tu sappia che “Ti degli Arcangeli” spesso ti invita a non stare incollato davanti allo schermo televiso, ma a fare altro.
Ebbene, oggi, visto che da un po’ di tempo, ti sto parlando di autostima e di come uscire da questa “condizione generale” di disagio, creata volutamente, affronterò il tema delle “offerte formative” dei nostri sistemi di informazione e divertimento.
Soprattutto cercherò di mostrarti perchè l’informazione viene gestita in questo modo.

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Aumenta e migliora le qualità relazionali.

Siamo dei “problematici cronici” e soprattutto ora, con la mascherina a schermarci il viso e l’umore sempre più ombroso, abbiamo bisogno di alzare l’asticella e di “riprendere appieno” il nostro mondo relazionale. Senza relazione tutto langue e prende sapori e colori poco dinamici e sicuramente non in linea con il nostro e l’altrui benessere.
Ecco perché oggi darò alcuni semplici consigli, da “folle”, per riesumare una sorta di “vitamina”, di integratore, indipsensabile per stare bene e vivere meglio.

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Esprimi il meglio che hai dentro!

Fare una cosa e farla con il cuore, comporta l’infondere in tutto ciò che fai una tale gioia e una tale spinta creativa, che il prodotto finale, qualunque esso sia, risulta essere straordinario e particolarmente bello, bello per gli occhi e per l’utilizzo che se ne farà.
Ogni cosa può nascere in questo modo, basta che la persona che si mette in gioco, lo faccia con l’intento di dare “il meglio” e solo il meglio di sé.

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Essere o non Essere.

Ho letto un meraviglioso articolo di D’Avenia, sul Corriere della Sera, e ho seguito alcuni video di un formatore, che ascolto molto volentieri in questo periodo, dedicati a Maradona.
Entrambi hanno offerto ampio spazio alla figura di Maradona, una figura che traccia molto bene il profilo di ciascuno di noi.
Questo calciatore, l’ho sempre visto e conosciuto attraverso i media, perché sinceramente non amo il gioco del pallone e sono legata all’Inter, da quando ero piccolissima, ma senza sapere bene, nemmeno perché avessi scelto proprio questa squadra.
Probabilmente l’ho “ereditata” da qualche figura maschile familiare, a cui ho voluto molto bene, ma sinceramente non ho mai seguito le trasmissioni televisive con i vari campionati, e così via.
Di lui, del campione Maradona, ho sentito comunque parlare o meglio potrei dire sparlare, perchè da quanto ho visto e sentito, era sovente nel mirino dei pettegolezzi, ma, lui per me, era già oltre, oltre perché lo inquadrare e lo facessi entrare nei miei interessi personali.
Per me quindi era semplicemente un calciatore dotato, ma un semplice calciatore; Maradona non l’ho mai incorniciato come anima, non so perché, forse perché non mi era giunto nulla di lui, così eclatante, da incuriosirmi e farmelo tenere nella giusta considerazione.
Oggi però, vedere che due persone che seguo e stimo, ne parlano, mi incuriosisce e allora tutto assume una luce diversa e così mi sono avvicinata e ho capito alcune cose.

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Darsi Valore è fondamentale.

Ci sono tanti piccoli gesti, che dovrebbero e potrebbero entrare nella nostra quotidianità per aiutarci a stare bene, a fare la differenza a essere la differenza e quindi a sostenerci lungo il nostro cammino.
Osserva tuo figlio mentre fa un disegno.
Sicuramente, se ha scelto di sua spontanea volontà di farlo, ce la sta mettendo tutta e si concentra.
Osservalo però quando lo termina.
Lo firma?
Se non lo firma, sappi che non lo sta riconoscendo come suo, come espressione del suo sé, di ciò che lui è e sa fare.
Può sembrare una sciocchezza, ma ogni azione quotidiana che compiamo, parla di noi, di come ci approcciamo alla vita, di come ci amiamo, di come ci sentiamo dentro.
Ogni nostro gesto racconta se ci stimiamo e ci riconosciamo e traccia il profilo di come ci percepiamo o non ci percepiamo, se ci riteniamo degni di stare sulla terra, di abitare in un certo spazio e di “riempirlo” con la nostra presenza, le nostre azioni, i nostri gesti, i nostri pensieri, i nostri prodotti, oppure no.
E’ così che noi e quindi i nostri figli, o i nostri alunni, tracciamo il nostro profilo e mostriamo agli altri, come siamo disposti ad affacciarci alla vita.
Un bambino che non mette anche solo uno scarabocchio su quello che fa, significa che non dà il dovuto peso a quel disegno, e prima ancora non dà peso a se stesso, che lo ha prodotto.
Non si dà peso, non si dà il “giusto valore” e questo noi insegnanti lo riscontriamo poi a scuola quando ritiriamo gli elaborati di un compito o di una verifica e troviamo fogli e quaderni senza il nome del proprietario, senza nessun riferimento a chi lo ha eseguito.
Perché?

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Prendersi cura di sé.

Viviamo in una società nella quale l’apparenza conta più dell’essenza e l’avere risulta essere l’elemento portante, per contare e essere considerato una persona di valore.
E’ così, che la stragrande maggioranza delle persone, che vogliono contare, cerca di avere l’ultimo tipo di cellulare e si prende cura della propria auto, più che della sua relazione affettiva o di se stesso.
L’auto deve essere bella, di grossa cilindrata, sempre pulitissima, senza un graffio, con cerchioni in lega.

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L’Anima ti ha parlato. Ascoltala!

E’ noioso in questo periodo nel quale siamo imbrigliati in mascherine inespressive e bombardati da notizie terroristiche, essere ancora avvicinati da persone che ripetono sempre le stesse cose, ma soprattutto “credono” sempre alle identiche dinamiche e le vivono, le sperimentano, le mettono in pista.
Mi capita spesso di raccogliere tra amiche e conoscenti, affermazioni che si riassumono pressappoco così:
“ Eh, hai voglia di uscire dalla condizione di single, quando ti rinchiudono in casa con il coprifuoco e non puoi uscire dal paese o dalla frazione in cui vivi.
Forse sarebbe stato meglio non avessi lasciato Michela, almeno ora starei con qualcuno”.
Voglio dare voce alla tua Anima, mentre tu fai un’affermazione di questo tipo.
Sai cosa borbotta lei, mentre tu hai uscite di questo tipo?
Te lo dirò con un linguaggio molto diretto e magari un po’ dissacrante, ma ti garantisco che è la versione “aggiornata” di quello che il tuo Spirito ribadisce di fronte a queste tue parole.

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Essere in sintonia universale per Essere.

E’ un anno veramente pieno questo 2020, ma lo è il secolo stesso che stiamo attraversando, una sorta di  spazio “unico” nel suo genere, nel quale Dio ci sta parlando moltissimo attraverso i numeri.
Perché? Perché la ciclicità, la teoria del precedente, la causa e l’effetto sono le costanti e gli aspetti più importanti e ricorrenti ai quali siamo tenuti a prestare attenzione.
Siamo in una fase di svolta epocale.
E tutte le “vere leggi dell’Universo” sono attive e produttive, generando quella polvere attuale dalla quale ciascuno di noi o meglio ciascuna Anima che vive eternamente in noi, deve prestare attenzione, per scegliere e trasformare la propria condotta in un qualcosa di eccellente e di utile per rientrare nelle piene dinamiche divine.
Per questo Dio ci parla attraverso i numeri, la matematica, la fisica, perché nulla ci sfugga e tutto rientri grazie ad un codice comune e invariabile e invariato.
Siamo nel duemila e qualcuno mi ha spiegato e in particolare in un anno con un doppio zero e un doppio 2, quindi un anno veramente carico dell’Energia divina, portata dallo 0 ripetuto.
Questo significa che veniamo chiamati in maniera intensa, per uscire dai vecchi schemi e sentieri per intraprendere nuovi cammini.
Per fare questo, l’Uomo deve cambiare, come ho già detto tantissime volte, e quindi tagliare anche con il “passato”.
Tutte le vecchie porte vanno chiuse ermeticamente, tutto va risolto e lasciato andare, in un modo o in altro.
Questo significa che alcune cose devono andare in risoluzione, mentre altre, sulle quali non hai più controllo, vanno lasciate sfilare dalla tua mano, come fossero il semplice filo di un palloncino che ringrazi, saluti e affidi al vento, lasci che ritorni a far parte del tutto, con la tua somma pace e benedizione.
Questo è l’Anno nel quale tu accogli di non avere il controllo delle cose che non dipendono da te e lo accetti con la semplicità animica, con la dolcezza interiore dovuta, altrimenti la rabbia ti andrà esplodendo dentro e il tuo fegato, lo stomaco e le ovaie, se donna, ne risentiranno tantissimo.

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