
E’ tempo di smetterla di seguire l’onda che ti trascina a giudicare ogni evento, persona e azione, in essere, da una prospettiva critica e atta a crearti un “alibi”.
Basta alibi!
E’ questo il moto del Guerriero e il motto che deve contraddistinguere chiunque oggi appartenga all’antica e somma conoscenza dello spirito.
Basta fermarsi a perdere tempo nel giudizio e nel cercare il colpevole per quanto sta accadendo.
Siamo sotto una sorta di ipnosi collettiva, una specie di bolla nella quale ci si guarda con diffidenza e ci scanna a vicenda sulle responsabilità, sempre chieste agli altri e mai a te stesso.
Perplesso?
Pensa allora alla realtà di una famiglia e a come un genitore con un figlio problematico, sia solito parlarne con l’altro genitore.
Questa persona si esprime pressapoco così:
“Guarda tuo figlio cos’ha fatto!”
“Tuo figlio”.
Già, siamo talmente abituati a scaricare la colpa sull’altro, a delegare ogni forma di responsabilità, che siamo pronti anche a disconoscere la paternità o la maternità in essere, pur di salvaguardare la nostra immagine.
Farsi carico di un evento, di una reazione, di un pensiero, di una scelta, di un’azione, di una dinamica irrisolta o di qualsiasi situazione problematica non ti trova mai disponibile, non gode mai della tua presenza, né la tua benevolenza.












