Le catene del passato.

Il suono di una voce ti riporta indietro nel tempo e i ricordi riaffiorando, ti sommergono e ti riagganciano a situazioni che pensavi “disperse”, in un oceano lontano.
Ci vuole poco, per ritrovarsi di fronte al proprio passato e ripiombare nelle stesse dinamiche, sperimentando paure vecchie e ansie nuove, PURTROPPO legate a quelle ombre.
La verità è che sovente con le parole tu sostieni che il “passato è passato” e che “quello che è stato è stato”, ma nella realtà una parte di Te si oppone a lasciar andare realmente ciò che hai vissuto, soprattutto quando si tratta di relazioni.
Sei come un alpinista che un bel giorno acquista nuove funi, ma ogni volta che scala, per le sue imbragature, si ostina ad usare quelle di un tempo, anche se logore, consunte, pericolose.
Una parte di te sembra non si dia pace e nonostante le altre parti cerchino di arginarla e di tapparle la bocca, lei continua a pensarla a modo suo; permane nel silenzio ma solo fino alla prossima volta in cui, un profumo, una canzone, un timbro di voce, un oggetto o altro le daranno modo di entrare in scena e riproporre un cammino a ritroso, sempre faticoso e impegnativo.
Concentrarti sul presente e attivati per vivere nel qui ed ora.

Leggi tutto…

Ci vuole coraggio per sapere chi Sei.

Osservo alcune persone intorno ad un tavolo stendere una progettazione comune.
La cosa che balza subito all’occhio è il diverso atteggiamento tra la parte maschile e la parte femminile, dei convenuti.
Seduti in maniera diversa, con espressioni e posture diverse, affrontano e rielaborano la consegna in maniera veramente “diversa”.
Riprendo così, quasi senza avvedermene, il filo dei pensieri che da giorni, mi scorre dentro come un film, un film nel quale mi interrogo sul come otterremo questa collaborazione e questo indispensabile completamento tra le due parti del cielo: il maschile e il femminile.
E’ stato detto e scritto che noi, donne, prenderemo in mano la situazione storica in questa fase evolutiva dell’uomo, per trasformare ciò che fino ad ora era stato impostato in maniera bellicosa, modificando una realtà nata dall’impostazione maschile e basata sulla forza e quindi sull’aggressività.
In ambito politico, in questa fase storica così particolare, stiamo assistendo infatti al coraggio di alcune rappresentanti del popolo che osano affrontare i colleghi e dire apertamente ciò che pensano di quanto sta accadendo, anche a costo di perdere la propria posizione all’interno di uno schieramento politico e addirittura la tanto ambita sedia nell’amministrazione del Paese.
Meno duttili al compromesso, quando si parla di Vita e di Valori, noi donne siamo state riservate ad un compito ancora una volta eccelso e impegnativo, di fronte al quale non sembriamo comunque arretrare in nome di falsi miti ed ideologie.
Dice di noi Osho:

«Amore, fiducia, bellezza, sincerità, onestà e autenticità sono tutte qualità femminili, ma benché siano molto più importanti di quelle maschili, l’intero passato è stato dominato dagli uomini e dalle loro qualità.

Durante una guerra, ovviamente, l’amore, la verità, la bellezza e la sensibilità estetica non sono di alcuna utilità. Per combattere, occorre un cuore più duro della pietra: servono semplicemente odio, rabbia e follia distruttrice.

Leggi tutto…

Cambio direzione.

La riflessione odierna, nasce da una semplice chiacchierata tra colleghi.
Vedere una situazione in tutta la sua interezza è sicuramente più semplice per chi accoglie una realtà dall’esterno, cioè senza implicazioni dirette di alcun tipo, come semplice ascoltatore dei fatti narrati o come osservatore.
Essere coinvolti in una situazione rende sempre le cose più complicate, perché l’inclusione comporta una visione più ristretta e nasce da una prospettiva di tipo emotivo”, prospettiva che non acquista quel pathos, quando non hai nulla a che vedere con i fatti raccontati.
Chi ascolta non vive in prima persona il fatto narrato e quindi è facilitato nel cogliere  l’essenza dei fatti; la sua posizione è più rilevata e può vedere la storia in maniera più ampia, secondo una modalità più serena, rispetto a chi è emotivamente coinvolto.
La fatica maggiore, comunque, qualsiasi sia il problema che crea una sofferenza,  è che quando la vita ti presenta il conto, la tua reazione è spesso quella di non “voler far nulla” per modificare lo stato delle cose.
Un problema, che sia di ordine lavorativo, affettivo, politico, amicale , economico o di altra natura, ti coglie sempre impreparato e pronto a non voler accogliere la trasformazione.
E’ come se  tu fossi un giocatore , seduto al tavolo da gioco, che improvvisamente, da favorito, diventa un possibile perdente.

Leggi tutto…

I met you for a reason.

Cosa può esserci che unisce il tuo modo di vivere economicamente e il tuo mondo emotivo e relazionale?
Beh, alla base c’è una consonanza di comportamenti, di cui non ti avvedi, ma che metti in atto in forma quasi automatica, dopo aver ricevuto un Imprinting dal nostro mercato mondiale, che crea e alimenta una sorta di bisogno inconsapevole di “consumare” tutto e tutti.
Assalito dalle informazioni mediatiche e braccato dalla pubblicità, acquisisci certi comportamenti che poi spalmi in tutta la tua vita e in ogni suo settore.
La stessa frenesia che ti coglie e sperimenti ad ogni nuova promozione di un cellulare, ad ogni inizio di stagione, ad ogni periodo di saldi, ti appartiene anche nelle relazioni.
Viviamo in una società dell’eccesso, dove tutto è “alla massima potenza” e nulla e niente vengono risparmiati e salvaguardati.
Tu conti, se possiedi, se hai molte cose, molti oggetti, molti effetti personali di ultimissima generazione  e possibilmente quotati, cioè giudicati eccellenti.
E’ così che non solo cambi scarpe continuamente, ma acquisti solo quella marca, e sempre per lo stesso motivo consideri superato anche un i phone di pochissimi mesi di vita.

Leggi tutto…

Il Valore delle Professioni.

Ci sono professioni che richiederebbero una “grande amorevolezza” e una sorta d’integrità che, purtroppo, devo dire appartengono a ben poche persone.
Lavorare con chi soffre e vive o potenzialmente potrebbe vivere nel disagio e nel dolore non è una scelta da poco e va fatta con molta attenzione, perché richiede una presenza, una capacità di ascolto e una sorta di empatia dinamica, veramente uniche.
I giuramenti che facciamo, quando completiamo certi cicli di studio, per entrare a far parte di alcune categorie lavorative, non ci mettono al riparo dalle nostre manchevolezze e fragilità, fragilità che si ripercuotono spesso sulle relazioni professionali, facendo la differenza.
Un’infermiera sgarbata, un veterinario grossolano, un medico superbo, presuntuoso, un sacerdote non sacerdote, che cioè non mette il “sacro” tra le sue doti da offrire, un’insegnante che non accoglie con amore lo studente e il suo vissuto, una cassiera che odia stare in mezzo alla gente, ma anche solo una persona che svolge un lavoro destinato al pubblico e non costruisce relazioni umane di una certa importanza, creano danni intensi al prossimo e, prima ancora, a se stessi.
Ricordo un veterinario che venne a casa, quando un cane a cui ero molto affezionata, stava morendo per avvelenamento.

Leggi tutto…

Resilienza e crescita.

Questo articolo nasce per volontà del mondo Angelico, come un supporto forte contro le possibili forme repressive, che il sistema sta tentando di nuovo di instaurare.
A cosa mi riferisco?
Mi riferisco alla situazione “faticosa”, che si potrebbe ingenerare a proposito del virus.
Cosa significa?
Semplicemente che, insieme ad altre figure che si occupano di spiritualità e benessere. sto cercando di portare a conoscenza di voi lettori e delle persone con cui interagisco, la realtà vera, per sostenere la Luce e educare alla Resilienza.
Quali sono le situazioni che attualmente umanamente ci spaventano maggiormente?
Basta guardarsi intorno per capire che ciò che crea sofferenza reale e uno stato di affaticamento generale, non è tanto il problema sanitario, quanto ciò che questo comporta, vale a dire:

  • la mancanza di Libertà
  • e l’essere e il sentirsi, in qualche modo, costretti e spinti a fare o non fare qualcosa.

Questi aspetti sono, ora come ora, le vere leve che scatenano la paura e la paranoia collettiva.
E’ evidente che una parte di noi, la nostra Essenza, si sente imprigionata in un meccanismo che non accetta, perché la libertà d’azione, la libertà di pensiero, di movimento, la libertà di scelta, fanno parte di noi e sono elementi indispensabili per il nostro benessere, sia soggettivo, che comune.

Leggi tutto…

Conosci il tuo Cane.

Sono giornate strane, giornate che scorrono leggere, nonostante i mille divieti di cui devo farmi carico, come Docente, per la riapertura della Scuola e al tempo stesso di grandi e profonde riflessioni.
Una parola che mi risuona dentro, pensando all’amicizia, al bello di stare insieme, e in risposta a cosa sta nella realtà avvenendo, per impedirci l’interrelazione, è la parola evoluzione e forse anche “rivoluzione”.
Ho letto e risposto ad una bella testimonianza di una lettrice che dopo la lettura del mio ultimo articolo, ha deciso di accogliere in casa sua, un cucciolo di cane, che prima non era intenzionata a prendere con sé.
Tutto si lega, in un discorso “universale”.
La parola Evolvere  mi fa visualizzare un grosso gomitolo di lana, simile a quelli con cui sferruzzava la mia bisnonna, nella sua calma attenta.
Come la lana si srotola tra le tue dita e diviene un qualcosa di unico e veramente utile, espandendosi, così questa parola sta ad indicare un qualcosa che in qualche misura si  espande, espande per esempio la nostra consapevolezza, la visione che ciascuno di noi ha di sé, oppure la visione e l’accoglienza degli altri e del mondo che ci circonda. Evolviamo quando impariamo a raggiungere il cuore della nostra Matrioska, quando arriviamo alla bambolina più piccola e potente esistente in noi, vale a dire la nostra Anima.
E’ allora e solo allora che impariamo ad essere accoglienza, a saper vivere in maniera affettuosa, con Amore vero e meno egoistico, ad essere creature più socievoli, meno isolate, meno attaccate alle cose, meno chiuse e giudicanti, meno categoriche e più attente.

Leggi tutto…

Gli Animali Guida

Nell’ambito del legame che unisce qualsiasi forma vivente, ho “incontrato” nel mio processo di crescita le figure degli Animali Guida in alcuni momenti particolari della mia Vita.
Affascinata, da sempre, dalla cultura dei Nativi americani ho approfondito questo aspetto quando, in un momento di contatto intenso con la Natura, ho visualizzato, spontaneamente, alcuni animali e li ho chiamati, sentendoli parte di me.
So che le tribù, dove si partica lo sciamanesimo, seguono dei rituali specifici, antichissimi e sacri, per trovare il proprio Animale Guida, rituale che qualcuno vede come un “viaggio della nostra mente”.
Io non ho, inizialmente fatto questo rito, ma ho semplicemente accolto, in un momento di grande Amore e attenzione a ciò che mi circondava, quanto spontaneamente mi giunse.
So, che nella forma rituale, chi guida la pratica, si attiva perché questo incontro avvenga e sia fruttuoso.
Il mio incontro è però stato preceduto da un episodio molto particolare, avvenuto realmente, qualche settimana prima.
Stavo camminando in un luogo molto bello, e mentre respiravo e “parlavo” mentalmente, con gratitudine al bosco e con le mie guide angeliche, ho scorto, tra le ramaglie, due magnifici cavalli bianchi. Stavano mangiando, uno accanto all’altro.
Ho provato il desiderio di poterli incontrare e di poterli accarezzare.
Ho chiesto con la mente, quasi senza rendermene conto:” Vi prego, se potete, venite a me!” e quanto è successo, in seguito, è stato semplicemente straordinario.

Leggi tutto…

15 un Numero speciale

Oggi parlerò di Numeri, o meglio di come gli Angeli e gli Arcangeli ci stiano dando supporto, proprio con il rinforzo di questo “linguaggio” privilegiato.
La fase “umana e spirituale”, che stiamo attraversando, è molto impegnativa e vede una società piena di individui “carichi di paura” e pronti a puntare il dito in maniera intransigente, contro chi non porta la mascherina, chi sembra essere un “evasore” delle buone dinamiche salvavita e tanto altro.

Leggi tutto…

La filosofia odierna.

Sono rientrata dalla scuola e mi frullano in testa un sacco di domande.
Apro il pc, per evadere la posta del Blog e vengo attratta da un video, di un Formatore che stimo.
Guarda caso, i miei pensieri, odierni, si agganciano e collimano perfettamente con il titolo e l’argomento del suo video.
Ho trascorso tutta la mattinata a programmare come “isolare i ragazzi” e come attuare il richiesto distanziamento sociale, in un ambiente, il mio, che dovrebbe essere a favore dell’integrazione e del contatto.
Un sacco di tempo tolto alla progettualità didattica, per mettere in scena la stessa identica situazione, che fu attuata nel secolo scorso, utilizzando  addirittura il “medesimo linguaggio” per dividere e schiacciare ogni forma di contatto umano, in nome del nostro benessere.
Una motivazione diversa, sì, ma per raggiungere lo stesso fine o scopo.
E il problema è l’assoluta incapacità dell’opinione pubblica, di cogliere tutto questo.
Sembra che il paradosso stia diventando la normalità, la nostra filosofia.
Un sacco di tempo speso, con i colleghi, nello stabilire non come accogliere al meglio Pierino e Paolino, al loro ingresso nella nuova realtà scolastica, oppure nel come creare condivisione e socialità tra ragazzini provenienti da varie scuole e realtà, ma al contrario tempo speso per capire come farlo andare al bagno senza che lui venga in contatto con il vicino di banco, o come farlo mangiare in 20 minuti, in un ambiente asettico, o ancora, come farlo entrare ed uscire da scuola senza che incroci i suoi simili in maniera attiva e costruttiva.

Leggi tutto…
css.php