Senza dolore

Dove stai ti senti bene?
Beh, se stamattina la tua pelle ti risultasse un po’, diciamo “stretta”, sappi che faremo insieme una bella chiacchierata per vedere, se vorrai, come modificare le cose, per ritrovare serenità e libertà interiore ed esteriore.
La scelta spetterà a te, naturalmente, e la farai solo se ti andrà di rischiare di ritrovarti finalmente libero e sereno.
Chi di noi, almeno una volta, non ha realizzato di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato?
Stamattina oso e dico che in quel preciso istante l’Universo ti ha messo “nel posto sbagliato” per il momento giusto.
Perché?
Perché facendoti stare male, in realtà ti vuole solo smuovere e renderti consapevole che così non va niente bene ed è ora di cambiare.
Sei semplicemente in luoghi, anche emotivi e relazionali, che non rispecchiano il tuo vero sé, la natura profonda del tuo sentirti veramente e pienamente vivo nel mondo e con il mondo.
Lo so, lo vivo anch’io, non ne sono immune, anzi: non di rado, capita di far fatica nel resistere a circostanze e situazioni.
Sarebbe bello allora, e sicuramente più semplice, innalzarci leggeri e volar via, ma la realtà è diversa.
Qui siamo e qui dobbiamo restare.
Problema di base?
Ti ostini nel ricercare all’esterno ciò che invece, passo dopo passo, crei tu e non vuoi lasciare andare.
Ti agganci tenacemente, come l’edera al suo muro, a qualcosa che pur dandoti disagio, è la tua normalità, la tua “vita”.
Non si può rinunciare a ciò che si è costruito, con impegno e costanza, anche se è proprio ciò che ci fa male, che ci fa stare male, perché quel muro rappresenta il nostro sistema di sicurezza emotiva.
Ma ne sei proprio certa, ti?
Beh, io ti chiedo:
”Sei sicuro che stai scegliendo la tua felicità? Perché se questa è felicità, allora è tutto perfettamente ok nella tua vita e tu stamattina ti dovresti sentire vivo, vegeto ed allegro come un grillo.
Se tutto sta quadrando tu sei in “perfetta forma” fisica, emotiva, logica e il tuo senso di inadeguatezza allora non dovrebbe sussistere nella maniera più assoluta.
Ma se così non è, allora significa che te la stai raccontando, che stai scivolando via, pian piano, mentre intorpidisci sempre di più le tue belle ali e stai, in qualche modo, sfibrando la loro consistenza magica, impedendoti quindi di poterti muovere, librandoti leggero nell’etere. Perché?”
Per paura, rispondo io, per te.
Accade, infatti, che per paura di perdere la tua stabilità personale, ti “attacchi” a posti e persone, per stare immobile, fermo nella tua affettività.
Che senso ha tutto questo?
Beh,  il pregio è quello di renderti solido nel tuo senso di essere al mondo.
Guarda come ti esprimi, come ci esprimiamo molto spesso …
“Mia moglie”, “Mio marito”, “La mia ragazza”, il “mio compagno”.
In parole povere: il possedere ci dà l’idea, la convinzione, di avere 1 ruolo, di essere qualcosa e qualcuno, proprio in considerazione del fatto che rientriamo nella “normalità” sociale.
Tu credi che sia l’altro a darti visibilità, a renderti quello che sei, a darti forma e riconoscimento, mentre così non è, nella maniera più assoluta.
In realtà sui sei “dipendente dall’altra persona” e tra voi esistono dei lacci dell’attaccamento all’altro, che non favoriscono la tua massima espressione.
Spesso scambiamo l’attaccamento con l’amore, rimanendo nella gabbia inodore e incolore dell’infelicità, piuttosto che prendere atto che abbiamo la responsabilità di scegliere e decidere se rinunciarvi, per cambiare tutto, o restare e stare sempre peggio.
Eppure, amore e attaccamento non sono una cosa sola, ma due entità separate, reciprocamente antagonistiche.
Cosa provi se pensi al tuo futuro senza questo legame che ti fa sentire, comunque, prigioniero?
L“ansia da separazione” una molla terribile, che spesso fa rimanere le vittime vicine al proprio carnefice, facendogli preferire il peggio all’incognita del futuro.
E’ quest’ansia che ti spinge a creare e mantenere relazioni affettive putrescenti, ma esistenti.
E’ sicuramente un fenomeno strano e indubbiamente più complesso, rispetto a come io te lo sto proponendo,  e coinvolge meccanismi particolari e difficili da annientare, ma ne devi prendere atto, se vuoi cambiare qualcosa nella tua Vita e concederti finalmente di viverla appieno.
Prendila così, come la paura che può precedere un lancio nel vuoto dal parapendio: se ti fermi due secondi, due, a guardare di sotto, ti prende la tremarella e vorresti tornare indietro …, ma se segui la voglia di librarti nell’aria, allora ti lancia e ti concedi di sentire il vento sfiorarti e di guardare ogni cosa da un’altra prospettiva e di restarne ammaliato.
 L’ attaccamento è comunque un fenomeno eterogeneo.
Ne esistono diverse forme: quello per un figlio, oppure per un genitore, sono diversi tra loro e rispetto a quello per un amico, per la persona amata o per altre figure, ma sai, in ognuno scattano e interagiscono meccanismi che implicano il coinvolgimento di tanti fattori e di varie aree del nostro cervello.
L’integrazione tra i vari meccanismi che avvengono rapidamente dentro di te, prepara il tuo organismo a rispondere in maniera adeguata a situazioni di particolare vulnerabilità e per te, potenzialmente pericolose, capaci di scatenare reazioni di paura e di insicurezza.
Paura e insicurezza?
Non sia mai!
Una parte di te le reputa sensazioni non buone, sensazioni che ti destabilizzano, che destabilizzano il tuo senso di essere al mondo, quindi da evitare nella maniera più certa ed assoluta.
Hai paura di trovarti da solo e di dover camminare sulle tue  gambe,  seguendo un’autentica direzione di vita.
Per questo, il più delle volte, scegli di restare, di non metterti in gioco, di rimanere in una situazione di comfort emotivo, perché anche se ci stai male, il risvolto della medaglia pensi che ti causerebbe sofferenza e pensi che non ne valga la pena.
Ma tristezza, ansia e angoscia sono sofferenza e tu le stai già comunque sperimentando, ogni giorno, ora, istante.
Però le conosci e ti racconti che ci sono anche momenti belli, momenti che tutto sommato vale la pena vivere e che quindi ci si può anche adattare, perché la vita è fatta così non si può avere tutto, né pretendere la luna …
Attingi dalla saggezza popolare pur di evitarti il grande “salto”.
E se invece te ne andassi?
Staccarti da ciò che ami e ti rende sicuro è subito sofferenza, una sofferenza più acuta, perché legata all’ignoto: ti vorresti staccare da ciò che conosci nei minimi dettagli, per  ciò che non riesci nemmeno ad immaginare.
Brrrr… sicuramente un brivido folle ti corre lungo la schiena.
È quindi l’attaccamento che determina il tuo malessere, è il sintonizzarti sempre sulla solita frequenza, su una determinata frequenza che perpetua la sofferenza, rendendoti vittima passiva del dolore, incapace di staccartene, di scioglierti da lei, o meglio da chi è causa di ciò.
Valuti sempre che sia meglio, in fin dei conti, restar fermo in una situazione che conosci, sebbene di afflizione, di tormento, di insoddisfazione, piuttosto che muoverti, cambiare e stare, come credi e ti racconti, ancora peggio.
Se sei maschio, questo è più facile e lo si vede: sono pochissimi gli uomini che, pur disamorati della compagna, mollano la situazione vecchia, per il nuovo.
Sono molto più opportunisti e  fifoni  rispetto a noi donne, bisogna riconoscerglielo, mentre noi donne siamo più credulone e più votate alla sindrome della crocerossina fallita.
In realtà  la sofferenza, che sperimenti, nasce dalla tua mancanza di una profonda accettazione della verità, nasce dalla tua paura del dolore  di dover rinunciare alla propria libertà attuale, nasce dalla paura di aprirti al nuovo e riscoprirti diverso, in preda al grande oceano della vita che si muove e su cui la tua mente, nel momento del taglio netto con il presente,  non avrà controllo e questo è destabilizzante, terribilmente destabilizzante e terrificante.
La sofferenza non è il sentiero verso una futura solitudine, toglitelo dalla testa, ma è, al contrario, un invito alla tua libertà e al benessere presente.
Ma è proprio qui, nel cuore del ciclone, quando la paura imperversa che puoi ritrovarti e ritrovare tutta quell’energia necessaria per dispiegare le tue ali, per spiccare il volo.
E l’amore diviene il tuo trampolino di lancio.
Quando sperimenti l’Amore, quello vero, allora partecipi ad un’altra realtà e dimensione.
E’ grazie a lui che puoi recidere le funi forti e tenaci dell’attaccamento, per concederti di vivere serenamente le relazioni e le esperienze che la vita ti riserva.
E’ lui, l’Amore, quell’Amore che assolve la sua funzione di guarigione perché è e diventa un vissuto sano, un vissuto che non ti inchioda in un rapporto con l’altro, che ti infonde solo sicurezza e non ti obbliga a nulla, e ti si offre gratuitamente, permettendoti di viverlo nella maniera più autentica e libera, in modo da favorire la tua crescita più profonda, che può essere per te la vela giusta, per trovare ed avere finalmente il coraggio di salpare e di concederti ciò che ti sei sempre negato.
Amorevolmente ti

La saggezza di ignorare.

“Preoccupati più della tua coscienza che della reputazione.
Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è un problema loro.”

Charlie Chaplin

Condivido appieno questa affermazione dantesca, anche se in passato, io per prima, essendo una sostenitrice del Cielo, a spada tratta, ho spesso conservato, con il benestare degli Arcangeli, relazioni ed amicizie a volte veramente pesanti.
Sono uno spirito leggero, che avverte più di altri la “fatica di vivere”, presente in alcune persone, ma reputandomi nata per sostenere la crescita animica del prossimo, ho veramente accettato a volte di far da pilastro a “costruzioni impossibili” e proprio per questo oggi mi faccio portavoce di questo pensiero.
Lo so, ci sono passata.
Scalpiti, ma obbedisci e scegli di essere l’occasione.
Rimanere accanto a queste persone può divenire la loro possibilità di uscire dal buco e trasformarsi, ma può anche divenire la tua camera a gas.
Oggi, che l’evoluzione è rapida e molto articolata, gli Arcangeli sostengo invece, che ci facciamo portatori di un taglio rapido e netto, nei confronti di queste persone; un taglio che deve essere, per il benessere generale, il più rapido possibile.
Devi lasciare a sé, al proprio destino, certe Anime mal evolute, che non riescono ad attingere da te.

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Fortunato & Fortunato

In questi giorni ti passa spesso per la testa un modo di dire piuttosto ricorrente tra le persone:
”La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede bene”?
Allora oggi ci divertiremo a pensare un pochino a questa tua modalità di osservare la Vita e le tue giornate.
Già, a volte avrai avuto veramente la sensazione che la sfortuna sia peggio di eros, cioè dotata di una mira inimmaginabile, perché nella tua quotidianità, hai avuto la sensazione o la certezza che i casini si stiano infilando uno appresso all’altro.
Possibile che le belle giornate siano così poche, mentre quelle pesanti e poco proficue, così numerose?
In realtà se e quando la Vita ti sorride spesso ti sembra che sia per prenderti in giro, perché a brevissimo ti colpirà a tradimento e in maniera pesante.
Mai sentito il proverbio:
“Quando la Vita ti sorride non lo fa a te, ma a chi sta alle tue spalle”?
Sono frasi fatte, che spesso gli altri ti dicono o che tu stesso avrai detto in alcune circostanze, convinto che quando nasci male, muori male.
Ma non è così.
La vita complicata non è, grazie a dio, una questione di genetica, come pensiamo, né di ruoli, come ci viene fatto credere da parecchio tempo, con una sorta di “educazione” alla povertà, alla cattiva sorte, alla piccolezza interiore ed esteriore.
Intere generazioni sono cresciute all’ombra di Calimero, il pulcino piccolo, sporco e nero, oppure di Fantozzi, l’impiegato a cui non ne andava bene una.
Che tipo di immagine d’uomo ti facevano passare attraverso la tenerezza o tra una risata e l’altra?
Due immagini pessime.
Rappresentavano chi non ha nulla di bello, non sa fare una cosa giusta e viene deriso e preso di mira, nonostante le buone intenzioni, un po’ da tutti.
E Paperino? Il Papero portavoce degli sfortunati?
Sono stati moltissimi i personaggi così, i protagonisti di fumetti, cartoni animati e film con il master di “sfigati”, per eccellenza.
E il fortunato? Non esisteva?
Esisteva, esisteva, ma nella sua rarità, sembrava impossibile da raggiungere e da emulare.
Il fortunato era una specie di Arsenio Lupin della fortuna, uno a cui tutto, ma proprio tutto, girava sempre  e solo per il giusto verso, già, ma lui era lui, quindi, non poteva che essere così.
Anche tutto questo ha a che vedere con la  nostra “etichettatrice sociale”, che spalma e distribuisce cartellini a destra e a manca.
Non ti accorgi, ma ti hanno fornito di questo piccolo aggeggio, mentre crescevi, ed oggi, dentro ti si attiva in automatico, in maniera inconscia, come capita ai più, perché si muove sulla base delle convinzioni che vengono dal tuo passato e dalle persone che ti hanno allevato e quindi influenzato.
E tu giudichi, etichetti, te stesso e le altre persone.
E’ semplice: c’è chi è più fortunato e chi meno.
Perché questa classifica?
Per proteggerci.
Se vedi una persona brillare, subito pensi che sia e sia stata fortunata e così facendo ti schivi ogni responsabilità di altra natura.
Quale?
Semplicemente che lei si sia attivata per ottenere quello che ha raggiunto, già perché dietro ogni bersaglio in realtà si cela una freccia scoccata, con precisione, determinazione, voglia di fare centro, non della fortuna, ma proprio di quella persona.
Lei ha agito e quindi ha ottenuto.
Noi invece parliamo come se tutto fosse il frutto di un gesto della fortuna o della sua rivale, cioè della sfortuna.
La fortuna nella tua testa è un qualcosa di esterno, di ingestibile, di non controllabile, qualcosa che ti fa piovere addosso il meglio o l peggio senza alcuna tua responsabilità, mentre in realtà non è così che funziona.
Niente è fuori dal tuo controllo, dal nostro controllo.
Queste convinzioni sono il frutto di condizionamenti sociali non indifferenti.
Tu vedi una persona che ottiene un buon risultato?
Ti piacerebbe essere come lei e farcela esattamente come lei, ma ti sfugge come e cosa potresti e dovresti fare per ottenere tutto questo, per cui arrivi a dirti che quel traguardo lei lo ha tagliato, suo malgrado, semplicemente perché la Fortuna glielo ha permesso.
Ma così non è.
Una persona ottiene quando lavora su un certo fronte, programma, si attiva, si documenta, cresce, spera e ci crede.
E’ stata fortunata? Dirlo ti scarica da ogni responsabilità.
Quale?
Per esempio di capire cosa potresti fare tu per ottenere la stessa cosa.
Oppure cogliere dove scivoli e quindi sbagli il tuo bersaglio.
Tutto questo significa metterti in discussione, significa controllare il tuo operato, rivedere  i tuoi passi, lavorare e scovare le criticità ed i punti di forza di tutto quello che fai.
Impegnativo?
Sì, soprattutto se fai parte della folla immane di persone che guardano la vita dal “divano” e tutto ciò che esula dalla mediocrità e ripetitività è opera della fortuna.
Il concetto “fortunato”, “sfortunato” terrorizza l’intera popolazione, le masse.
La gente pensa che senza la fortuna nulla al mondo sia possibile e questa tipa ( la fortuna appunto), la viviamo come un qualcosa di talmente esterno a noi, d’averla nel corso del tempo raffigurata come una donna, perché nell’immaginario collettivo, noi siamo volubili e imprevedibili, cicliche, e dipinta, raffigurata.
Le abbiamo dato un corpo ed un volto perché per noi, nel nostro immaginario lei esiste, c’è e ci rompe in continuazione, dandoci una Vita squallida o superba, ma così non è.
Si tratta di un “condizionamento sociale”, che ci viene passato durante la nostra crescita e che poi va lentamente abbarbicandosi in noi e prendendo piede e forza.
E’ così che a volte ti sfugge il bello di quello che ti accade, ti manca la “visione d’insieme”, perché tendi a vedere ogni singolo fatto fine a sé e non riesci maia cogliere come nel complesso tante cose siano cambiate nella tua vita, rendendola ogni volta più perfetta.
Già, più perfetta.
Quando accade qualcosa che ti priva di una “fune a cui ti aggrappavi” , una specie di maniglia, che rendeva la tua esistenza tranquilla e metodica, tu barcolli, perdi per un attimo l’equilibrio e pensi che la Vita sia veramente dura, meschina, ingiusta, perché permette alla fortuna di toglierti ciò rendeva le tue giornate serene.
In realtà la Vita insieme con il cielo, visto che come atleta, era in “pensione” e non stavi più progredendo, perché quel traguardo lo avevi tagliato, vissuto intensamente e a lungo, fosse giunto il tempo di rinforzarti ulteriormente, di farti riprendere le gare e quindi gli allenamenti per raggiungere nuove meravigliose prestazioni.
Un atleta non smette mai di allenarsi e pretende da sé sempre il meglio ed il massimo.
Noi invece, vogliamo l’eccellenza seduti in panchina.
Corri, ti alleni per raggiungere un traguardo e una volta ottenuto, credi che ora sia così per sempre, senza più muovere un solo dito, ma così non è.
E’ la malattia più diffusa.
Hai un lavoro?
Deve rimanere quello, immutabile, per sempre.
Una moglie, una persona che ti ama?
Un compagno o un marito?
Lei è tua, lui è tuo e stop.
Perché dovrebbe essere diversamente da così?
Qualsiasi cosa in natura si muove e si trasforma, ma tu pretendi per te, che sei parte di  questa Vita, la fissità, l’immobilità, e così chiedi la non vita.
Ciò che non si muove è privo di vitalità: è morto.
E’ questo che desideri?
Se distogliessi lo sguardo dagli altri e ti allenassi a guardare le meraviglie che hai saputo ottenere attraverso gli anni e le volte in cui sei stato fatto cadere dal divano e te lo sei dovuto riconquistare, forse capiresti chi eri, com’eri e chi sei e come sei oggi e ti accorgeresti che nessuno di noi è sfortunato e tu per primo.
Quanti bei riconoscimenti.
Quante vittorie, piccole e grandi.
Quanti passi hai compiuto per giungere fino a questo momento.
Le difficoltà ci sono state, ma tu le hai superate tutte.
Nessuna esclusa.
Qualcuna in maniera mediocre, forse, ma tante in modo veramente positivo.
Ti capita mai di dirti:” Io ho fatto questo? Ma come ho fatto? Dove ho trovato la forza? Dove ho trovato il tempo? Come è stato possibile?”
Se ci pensi, tu sei molto Fortunato!!
Sei fortunato anche solo perché sei Unico!
Sei fortunato perché stai bene, sei in Vita!
Sei fortunato perché hai ancora, anche oggi, la possibilità di costruirti il tuo futuro.
Sei fortunato perché ogni giorno puoi imparare qualcosa di nuovo.
Sei fortunato perché quello che la vita ti ha affidato, solo tu lo sai fare e lo potrai fare, perché dentro di te hai delle doti innate, hai doni unici e li devi usare, li devi giocare, per fare la differenza.
Cosa ti manca ancora?
Forse il “prenderti la responsabilità”.
Presente la frase di Seneca iniziale?
Lo aveva già colto lui, tantissimo tempo fa e noi siamo qui ancora a disegnare e a pensare ad una donna bendata.
Cosa devi fare?
Prendi il pieno controllo di te, della tua Vita.
Come?
Facendoti il mazzo!!
Gli Arcangeli non mi hanno fatto perdere nessun allenamento e quello che sono, lo devo proprio a quello, mentre ricordo che varie conoscenti mi ripetevano che se stavo con loro, la mia Vita doveva essere una super strada in discesa.
Nulla di più sbagliato.
Se devo risvegliare in te ciò che dorme, devo conoscere chi sei, cosa puoi e dove e come le cose non quadrano e come fare per ristabilire tutto al meglio.
E’ così che io posso lavorare in sinergia piena con loro per te, altrimenti disobbedirei, ti compiangerei e non saprei da che parte incominciare.
Un vero allenatore è stato prima un corridore.

Ricordatelo.

  • Inizia a sfidarti.
  • Inizia a costruire il nuovo, nuove consapevolezze.
  • Inizia a vederti in modo più positivo.
  • Inizia a valutarti al meglio.
  • Inizia a guardare in modo corretto anche ciò che ti circonda.

Così e solo così inizierai ad attrarre a te esperienze migliori.
Esperienza dopo esperienza diventerai un coach e potrai allenare altre persone e creare una rete virtuosa con chi condivide le tue stesse modalità o con chi desidera farlo, attivandosi al meglio, non fingendo di cercare e poi tralasciare tutto.
Sii sempre più consapevole di essere magnifico, di essere una persona Fortunata.
Quindi non aspettarti che una bella mattina ti suoni al campanello di casa la “dea bendata” per portarti in dono la sua cornucopia.
Perché, se tutto ti va bene, aspetterai in eterno.
Inizia!
Inizia ora!
Inizia in questo stesso istante, oggi!
Credi in te!
Perché se togli gli occhiali ed inizi a guardare oltre, a prendere in ano la tua Vita, ogni giorno sarà, anche solo per uno o cento motivi, il tuo giorno Fortunato.Con Amore ti

Sono io. Sono me.

Essere se stessi è preponderante, soprattutto in una società che ci nega spesso la possibilità di esprimerci ed essere ciò che realmente siamo; non si tratta di una affermazione fatta a caso, ma di una realtà, nella quale non ci sono puntelli né stampelle che potrebbero aiutarti ad essere quella/quello che sei.
Io vivo.
Ripetilo spesso e stampalo bene nel tuo cuore.
Io vivo in questo mondo e sono reperibile, spesso, a diversi recapiti e indirizzi.
Ho vari profili “social” in senso reale e web.
Perché ancora ritorno su questi aspetti?
Semplicemente perché “perdersi” è un istante, ritrovarsi una fatica, soprattutto in un contesto che “ti desidera ardentemente” in un certo modo.
E solitamente diverso da quello a cui tu ambisci.
Tu hai un nome un nome che hai scritto sul campanello della tua abitazione ed un titolo che indica la tua professione sociale, la tua attività e quindi che lascia evincere gli studi che hai svolto per ottenere quell’impiego, ma tu e quel nome, siete la stessa persona?
Quel tu che lavora, che vive in quella casa, che porta a passeggio il cane, sono un tutto?

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I miei 7 passi per svoltare

La nostra vita dovrebbe essere pura magia ogni giorno, mentre, per quanto singolare possa essere nel bene e nel male, è spesso solo una ripetizione o una ricreazione del nostro passato.
Persone simili entrano ed escono dalla tua Vita.
Amicizie identiche, con le medesime dinamiche, ti si ripropongono.
Perché non cambia mai nulla?
Bella domanda, a cui oggi cercheremo insieme, io e te, di rispondere.
Spesso conduciamo la nostra vita come facevamo nella nostra famiglia d’origine o come quando, alunni, andavamo a scuola.
Ti muovi nella quotidianità, senza mai domandarti cosa Tu voglia davvero o se effettivamente pensi che quello che stai dicendo o facendo, sia realmente il tuo pensiero e il modo che tu reputi giusto, per fare le cose.
Sei un po’ come un automa.
Ci sono molte cose che ti piacerebbe avessero un volto diverso, ma, non osi quasi pensare di poter svoltare, di cambiare, di colorare i tuoi pensieri, la tua realtà, i tuoi bisogni, la tua stessa Vita, per sentirti finalmente libero, libero di essere e di portare avanti ogni situazione, come meglio credi.
Sei immerso negli obblighi, nei doveri, nei pregiudizi e quindi non ti dai nessuna possibilità di “metterti veramente in gioco.”
Come un treno, lungo i suoi binari, … procedi senza pace e spesso, senza più gioia.
Perché?

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Le nostre convenzioni sociali

Siamo figli di una cultura del dolore e del sacrificio.
Siamo stati educati al “gusto della sofferenza”, utile per riscattarci e concederci poi il meglio in un’altra Vita e dimensione.
Attenzione: non voglio dire che il nostro cammino non sia legato effettivamente ad una risalita e ad un ricongiungimento con chi ci ha creato, ma abolisco e non riconosco, nella maniera più totale, l’idea che tutta la nostra esistenza debba essere e sia solo dolore.
Chi ci ha creato è Amore e Amorevolezza; il dolore e la sofferenza sono frutti aggiunti, appendici generate in seguito ad una nostra dissociazione da Lui, dal Creatore, quindi altra cosa, rispetto al Padre nostro.
Come figli suoi dobbiamo risalire la china, ma cercando di essere come Lui, quindi di mettere in pratica le sue stesse virtù e valori.
Proprio partendo da questo, mi viene spontaneo chiedere:
“Chi l’ha detto che la vita deve essere per forza sacrificio?”
Ti sei mai chiesto quanto ti influenzi e ti abbia influenzato l’ambiente in cui vivi? Ti rispondo io …
Tanto, moltissimo.
E’ una cosa che sto ribadendo da parecchio tempo, perché la cultura di ciascuno di noi è “atavica” e si riallaccia alla storia delle 5 scimmiette.

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Sei tu che scegli

Oggi partiamo con una prova.

La Maestra chiede a Pierino:” Pierino, mi dici una parola contenente almeno una doppia p?”
Pierino ci pensa un momento e poi, serio, serio risponde:” Bottiglia, signora maestra!”
“Ma Pierino, dove sta la doppia P?”
“Nel tappo, signora maestra!”

La Maestra chiede a Pierino:” Pierino, mi dici una parola contenente almeno una doppia p?”
Pierino ci pensa un momento e poi, serio, serio risponde:” Bottiglia, signora maestra!”
“Ma Pierino, dove sta la doppia P?”
“Nel tappo, signora maestra!”

La Maestra chiede a Pierino:” Pierino, mi dici una parola contenente almeno una doppia p?”Pierino ci pensa un momento e poi, serio, serio risponde:” Bottiglia, signora maestra!”
“Ma Pierino, dove sta la doppia P?”
“Nel tappo, signora maestra!”

Qual è stata la tua reazione di fronte a questa triplice barzelletta, o meglio alla stessa barzelletta, ripetuta per ben tre volte?

Sicuramente la prima volta avrai, se non altro sorriso…
La seconda avrai pensato ad un mio copia/ incolla di distrazione e alla terza … che oggi sono un po’ stonata, anche se così non è.
Come mai la prima volta hai riso e le successive no?
Non è forse la stessa barzelletta?Allora, se fa ridere una volta, dovrebbe avere lo stesso effetto sempre, ma non è così.
La prima volta stupisce e ti spinge al riso, ma non ti piacciono, giustamente, le cose ripetute, le trovi stonate, deludenti, poco piacevoli.
Non siamo capaci di ridere tre volte alla stessa battuta.
Allora, come mai nella Vita, continui a soffrire per le stesse cose, spesso per una “vita intera?”
Quei problemi sono gli stessi, eppure non te ne discosti, come hai fatto con la barzelletta ripetuta.
Come mai?
Forse perché i nostri problemi sono spesso solo un’eccellente “scusa”, per non cambiare, per non rimboccarci le maniche, per non svoltare.
Non è forse vero?

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Parola d’ordine costanza.

Cambiare? Sì, è doveroso se vuoi crescere, ma quanti impedimenti ed ostacoli si annidano nella tua testa, forze enormi ed invisibili, spesso legate ai “dovresti” con cui sei cresciuto, e a tutte quelle convinzioni limitanti, che gestiscono le tue azioni e la tua mente e inevitabilmente influenzano i tuoi risultati, in ogni campo ed ambito.
Perfino i valori e le aspettative che hai, nei confronti della Vita, dipendono da questi potenziali rallentatori, delatori o “distruttori”, che agiscono soprattutto sulle cose che poi ritieni vere, veritiere.
E’ la ripetizione di certe affermazioni, che ti porta a credere, sia nel bene, che nel male, e quando il tuo credere, diventa una convinzione profonda, allora le cose cominciano ad accadere.
Questo significa che, se vuoi ottenere, devi ripeterti frasi motivanti e credere in te, tu, per primo, perché quel che pensi, prestissimo ti raggiungerà.
Il problema più grande?
Che in noi esistono due spinte opposte, date l’una da una forza conscia e una da una forza inconscia, interiore, profonda.
L’una sostiene, l’altra ti blocca e ti induce spesso a rivisitare le cose e a procrastinare o non agire.
Se tu pensi alla tua mente come ad un iceberg, riuscirai a cogliere appieno tutto questo; la parte che fuoriesce dall’acqua, rappresenta la tua mente conscia, mentre la parte sommersa, molto più estesa e profonda, è la mente inconscia, che non vedi e fatichi a gestire, un po’ come tutti noi.
E’ lì che vivono le “convinzioni”, cioè quelle forme pensiero che ti sabotano, ti tolgono la spontaneità, la vitalità, la gioia somma dell’intuizione, del sogno, del desiderio, facendoti approdare spesso a risultati inadeguati e ripetitivi.
Se tu continui a ritenerti povero, sbagliato, geneticamente rallentato, incapace e affannosamente sfigato, allora lo sei, solo perché ti stai negando la possibilità di cambiare la tua situazione.
Si può invertire la rotta? Certamente sì! Si può e si deve, se vuoi approdare a nuovi lidi, a nuove spiagge.

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Ascoltati e sii te stesso

Oggi parleremo di un qualcosa che ci riguarda tutti: la realizzazione di sé.
“Ma tu, hai trovato il motivo per cui vale la pena di stare quaggiù?
Hai compreso la tua ragione di esistere?”
Io me lo sono chiesta spessissimo perché fossi su questa Terra.
Le risposte che mi sono data, sono state parecchie e si sono delineate e chiarite sempre meglio, soprattutto negli ultimi tempi, dopo un altro grandissimo salto, qualcuno direbbe quantico, io dico semplicemente “oltre il vuoto”.
Se ora mi chiedessero:
” Chi sei? E cosa vuoi fare da grande?” Risponderei semplicemente: “ Bloggers to educate” oppure “Risvegliatrice” in sanissimo italiano.
Non siamo venuti solo per far danno, mangiare, sporcare, spettegolare, giudicare, lamentarci e dormire, ma ognuno di noi ha una missione “ben specifica”, che giace lì, sotto la coltre delle nostre paure limitanti, e di cui, che ci piaccia o no, una parte di noi è ben consapevole.
Perché faccio questa affermazione?
Semplice!
Perché se non ci fosse una consapevolezza inconsapevole, non finiremmo i nostri giorni con l’amaro in bocca e la ferma convinzione di non aver adempiuto al meglio a noi stessi.
Ci accorgiamo di “aver tradito una parte di noi”, proprio perché ci percepiamo comunque nella nostra Essenza, anche se ci disturba riconoscerlo e metterci in gioco, per realizzarci.

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Sto al meglio

Brontolare è ormai un po’ la norma.
Dovunque vai e ti giri, senti qualcuno che dice male e si lamenta di qualcosa o di qualcuno.
Sembra diventato lo sport nazionale più gettonato, grazie anche all’uso che facciamo dei social, divenuti la nostra Treccani di Vita e quindi il sacro testo che ci rende, a nostro dire, sapienti, informati, a conoscenza di …
E’ per questo che tendiamo a sostituirci agli altri ed a valutare, senza vera “conoscenza dei fatti e consapevolezza”, sia le altre persone che il loro operato.
E’ così che la maestra di Pierino non sa fare la maestra, il medico non capisce nulla del paziente, il parrucchiere che fino a ieri ci cambiava l’immagine, e di cui eravamo soddisfatte, oggi deve farci la tinta, il taglio o l’ultima novità, seguendo le nostre indicazioni ed i nostri consigli, visualizzando anche un’immagine microscopica, sul nostro cellulare, che ci siamo scelte da sole.
Perché? Per una insoddisfazione di fondo, che ci rende pericolosamente “aggressivi” e tuttologi.
Vuoi vivere la tua vita come hai sempre sognato?
Muoviti!

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Sono il mio migliore Coach

Quante flessioni oggi, per essere in forma smagliante?
Ebbene sì, oggi parleremo di nuovo di noi e di come “allenarci”, quando  vogliamo raggiungere traguardi ambiziosi.
Non devi limitarti a desiderarlo: devi volerlo con ogni grammo del tuo corpo, dei tuoi muscoli, di te, del tuo meraviglioso essere.
E’ questo l’ingrediente base, quello che ti rende capace di sollevare il mondo: il crederci.
Atlante, il personaggio mitologico, è un esempio per l’Uomo, è il simbolo di ciò che possiamo e sappiamo fare.
Leggende, mitologia, fiabe, favole … ci parlano di noi, dei nostri limiti e delle nostre infinite possibilità, così come della nostra storia.
Vuoi farcela ed essere forte e potente come lui?
Il tuo, allora,  deve essere un desiderio ardente, che niente e nessuno possono fermare.
Quando provi un desiderio di questo tipo smetti istantaneamente di raccontarti scuse e passi all’azione, quella vera, immediata, inarrestabile e proficua, molto produttiva.
Perché?
Perché Ti assumi le tue responsabilità e fai di tutto per trovare la strada giusta, il cammino verso i tuoi sogni.

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Gli ingredienti per realizzare i tuoi sogni

Se vuoi che le cose cambino nella tua vita devi, prima di tutto, avere uno scopo ben preciso e delineato/ definito, poi un ardente desiderio di raggiungerlo e infine una fede sincera che tu puoi e quindi otterrai quello che desideri.
Sono questi i tre ingredienti base, fondamentali per la tua svolta.
Sono i passi più semplici e importanti, per usare bene la Legge di Attrazione.
Se te ne manca anche uno solo o lo consideri meno importante dell’altro …beh, la tua torta del “cambiamento” non verrà al meglio.
Se hai un sogno e vuoi che si trasformi in realtà, non devi perdere tempo a chiedere consensi a chi non lo vive, non lo sente dentro, ma attivarti subito, per dargli vita e quindi devi definire al meglio il tuo obiettivo e sentirti bene da subito, proprio come se l’avessi già raggiunto.
Obiettivo definito, desiderio e fede creano energia, danno slancio al tuo vero potenziale e ti permettono quindi di rendere viva, vitale la tua “costruzione”, vale a dire di edificare la realtà che vuoi e che ti meriti.
Il maggiore sostegno?
Il tuo pensiero.
Se ci credi ti supporta e avvalora qualsiasi tuo desiderio.
Il peggior nemico?
Ancora lui, il tuo pensiero: se vacilla e va in altra direzione, ti smembra, ti rende insicuro, incerto e quindi ti induce a desistere, qualunque sia il tuo obiettivo e di qualsiasi grandezza e portata possa essere.
I pensieri sono cose e quindi è attraverso i tuoi pensieri, e solo attraverso i tuoi pensieri che contribuisci a creare la tua realtà, attirando i vari pezzi utili alla costruzione, a te; se i tuoi pensieri sono validi e corretti, attiri le condizioni di vita migliori, positive e costruttive per te e per chi ami.
Se sono scorretti attiri quelli non desiderabili e poco gratificanti e la costruzione che farai sarà solo il frutto del materiale “scadente”, che ti sei procurato.
Se poi in te si intrufolano la paura e il dubbio e prendono il sopravvento, tutto si sgretola ed il morale vacilla; anziché scoraggiarti, impara a zittirli ed a superarli.
Oggi proviamo, insieme, a rivedere alcuni passi fondamentali, per capire su quale buccia di banana sei scivolato in passato o potresti farlo ora.
Per prima cosa:
“Vuoi vivere la tua vita come hai sempre sognato?
Vuoi sapere perché non riesci ad ottenere ciò che vuoi?
Vuoi realizzare ciò che tu desideri?”
Bene, allora parti ripetendoti che:
“Non esistono fallimenti, ma solo risultati!”
Questo diventerà il nostro memento, la frase che ti ripeterò anche negli articoli e nei momenti più disparati, perché è così.
Se il risultato (la nostra Vita, il lavoro, il compagno, i figli, il marito …) non ti piacciono devi farti due conti e … svoltare, dare una bella virata.
Io posso indicarti la porta, ma non posso oltrepassarla per te, quello spetta solo ed esclusivamente a te.
Io stessa l’ho oltrepassata e la oltrepasso spessissimo e non c’è nessun Arcangelo che lo faccia per me.
Un Arcangelo può accompagnarmi, sollecitarmi, sostenermi in mille modi, ma le gambette le devo muovere io, non lo fa lui per me ed è giusto così.
Sai bene che non è facile ottenere tutto quello che si vuole, perché siamo abituati ad essere fifoni e quindi ad auto sabotarci.
Sia io che te, entrambi, conosciamo le difficoltà, eppure esistono modi per realizzarsi, modi concreti per ottenere ciò che desideriamo ed i grandi, coloro che hanno costruito veri imperi e fatto imprese uniche e sconvolgenti, per il genere umano, ce lo dimostrano ancora oggi.
Pensa alla tua vita, vuoi essere tu quello che decide come va vissuta o aspettare il consenso o il diniego di mamma e papà, del marito o dei figli?
Spesso mi capita di vedere amiche, separate, divorziate e vedove, che si ripetono e condividono con me, con le altre amiche presenti:
“ No, non cerco più nessuno, perché i miei figli non vogliono, glielo devo.”
A chi? Cosa devo?
Quando chi ci sta intorno si permette di farci richieste simili a queste, anziché accondiscendere, ritenendolo un “atto dovuto”, provate a ribaltare la cosa e a chiedere a loro, figli, madri e padri, se sarebbero disposti a rinunciare, per voi, veramente, per sempre, a qualcosa che reputano “indispensabile” nella loro vita, nel loro quotidiano.
Pensiamo ai nostri figli.
Ma se in casa smarriscono il cellulare e diventano “iene” sbavanti per un oggetto …, come possono chiedere a chi deve guidarli, sostenerli, essere amore incondizionato, vale a dire alla propria madre, di rinunciare a ciò che ci sostiene e ci appartiene alle origini?
L’Amore è il nostro carburante.
Se non attingo dall’Amore, non lo alimento, non lo ricarico,… prima o poi si esaurirà è una legge fisica, matematica, non è alchimia.
Il cellulare, il pc, l’haipad devo metterli in carica perché funzionino, la tv è attaccata alla corrente di casa, l’aspirapolvere, il frigorifero, la scopa elettrica sono, a loro volta, connesse alla distribuzione elettrica della nostra abitazione, e un cuore, un’Anima, che devono sostenere mille e più funzioni (educative, affettive, economiche, relazionali, psicologiche, culturali …) come possono solo dare, spendersi, senza mai raccogliere, mai connettersi e ricaricarsi?
Ridicolo!
Tutti abbiamo bisogno di un abbraccio, una condivisione, un bacio, una coccola, di un qualcosa che ci renda “completi”, soprattutto quando dobbiamo rivestire certi ruoli impegnativi.
Con che diritto alcune persone ci possono fare queste richieste?
Semplice!
Con il diritto che noi conferiamo loro.
In realtà, Nessuno ha il diritto di smorzare i nostri sogni ed i nostri bisogni, nessuno.
Devi desiderare e perseguire.
Se anche tu, come me, vuoi essere padrone della tua esistenza, in queste pagine, oggi, troverai un preziosissimo alleato, per pensare, riflettere, cogliere e crescere, quindi svoltare.
Per prima cosa, immagina come vorresti diventare …, come ti piacerebbe essere, come vuoi essere.
Perché non te lo concedi?
Scopriamo insieme cosa ti blocca e dove in genere sbagliamo, quindi come correggere e come rimediare.
Ma, più di ogni altra cosa, avremo a disposizione mezzi potenti ed efficaci per, finalmente, realizzare i nostri desideri in tutti gli ambiti della vita, soprattutto il sociale ed il lavorativo, oppure nel campo del benessere, della salute ed anche degli affetti.
Seguimi in queste prossime righe, che credo trasformerò presto in un messaggio vocale, per consentirti di risentirlo e quindi “rimeditarlo” ogni volta che ti accorgerai che stai sbagliando il bersaglio e che qualcosa non quadra più o ancora nella tua Vita.
Pensa intensamente al tuo obiettivo primario.
Dopo aver pensato, anche solo per pochi secondi, ad un argomento, sappi che si attiva dentro di te, a tua insaputa, la vibrazione corrispondente e che, immediatamente, la Legge dell’Attrazione comincia a rispondere a questa tua attivazione.
Più manteniamo l’attenzione concentrata su qualcosa, più questa cosa ci risulta facile, perché la stiamo chiamando, la stiamo risvegliando e attirando a noi, tramite la Legge dell’Attrazione, grazie a questi ed altri pensieri o vibrazioni di invocazione, che sono l’essenza del nostro pensiero iniziale.
Pensiamo solo a ciò che è bene per noi e per gli altri, non certo ad ammazzare la suocera o soffocare la collega antipatica, perché ciò che attiviamo, se esula dall’Amore, ci ritornerà e con gli interessi ed in tempi abbastanza, per non dire assai rapidi, perché si attiva la vibrazione corrispondente.
Il primo pensiero ne attiva altri e se riesci a restare concentrato per un tempo abbastanza intenso, sappi che la sua vibrazione è così forte,  che lui inizia a manifestarsi.
Quando torni, ripetutamente, con la tua mente ad un pensiero puro, il pensiero diventa dominante.
Quando inizi ad avere un pensiero dominante, sperimenti in breve tempo i suoi effetti, con delle vere manifestazioni,  finché non cambierai il tuo pensiero.

Attento quindi, a ciò che formuli nella mente e a ciò che pronunci, questo per tutte le nostre forme pensiero, lo ripeto spesso, perché i pensieri che offri all’Universo, equivalgono al tuo polo d’attrazione.

  1. Ti succede quello a cui pensi, che tu lo voglia oppure no.
  2. Ai tuoi pensieri corrisponde una vibrazione, a cui viene data risposta, proprio tramite la Legge dell’Attrazione. Pensa di essere in un grande negozio e di dire alla commessa ciò che stai desiderando, perché è così che funziona.
  3. Più la vibrazione si espande e più diventa potente diventa, efficace  e quindi capace di  produrre una manifestazione, un qualcosa di visibile, di tangibile.
    Ciò che pensi, quello che provi  e ciò che si manifesta nella tua vita hanno sempre una corrispondenza vibrazionale, quindi se pensi di avere una vita di …. sarà una vita di ….
  4. Evita, ti invito ancora ad ascoltare queste mie parole, di esprimere desideri che possano nuocere al prossimo.
    Se sei consapevole di aver avuto un’emozione negativa, chiedi perdono, e comincia a sostituirla con pensieri meno resistenti e, quindi, manifestazioni migliori per te, per tutti noi.
    Fai l’Ho oponopono. Grazie! Grazie! Grazie! Te lo ripeto a nome dell’Universo.

Se l’individuo permette alla propria mente di trattenere pensieri di odio, di condanna, di invidia, di gelosia, di critica, di paura, di dubbio, di sospetto, e permette a questi pensieri di generare irritazione dentro di lui, otterrà solo che noi chiamiamo sfiga, come unico risultato certo e lo vediamo intorno e dentro di noi, sovente, nella nostra quotidianità.
A volte vedo e sento cose inaudite, anche da persone che vivono al mio fianco, soprattutto a livello lavorativo.
Come puoi maledire e pensare che la tua Vita sia Benedetta?
Ciò che dai, ricordati che ricevi e riceverai, è la legge del mercato universale e va bene così, credimi.
Se ti sorprende il dubbio che ciò che stai affermando, quindi chiedendo, sia positivo e giusto, prova a pensare se Dio si esprimerebbe così, al tuo posto.
Dio non impreca, non maledice, non pensa male di nessuno, non allontana, non fa e non farebbe mai una cosa del genere e tu, figlio di Luce, ritieni di poterti prendere questa libertà impunemente?
Disordine e infelicità, delusione, sogni infranti, disastri albergano nell’esistenza e nella mente, nel corpo e nell’ambiente, là dove l’uomo si serve di tali vibrazioni e forme pensiero, perché tutto è legato da sottili fili di azione e reazione, anche se non ne siamo consapevoli, anche se ce lo scordiamo.
Lo dico con forza, spronata dall’Arcangelo Raffaele, che riceve continue richieste umane di aiuto, da parte di un uomo che spesso  continua a trattenere nella sua mente questi pensieri negativi, queste forme di rancore, verso le persone che gli sono vicine, verso le sue condizioni di vita, il suo lavoro, le persone amate, la sua nazione, lui stesso, quell’uomo che, inconsciamente, obbliga le sue energie a creare situazioni negative, che col pensiero attrae e alimenta e poi, annegandoci, cerca di eliminare accendendo ceri ed elevando suppliche di aiuto, al povero Arcangelo Raffaele, preposto alla nostra salvezza.
L’Uomo e solo lui, è perciò responsabile della sua infelicità e dell’infelicità, in cui trascina gli altri, familiari, parenti ed amici, chiedendo poi illuminazione e sostegno al grande e sommo guaritore Raffaele, se ci crede.
Condanniamo il grigiore del Mondo, di cui siamo in realtà responsabili ogni qual volta che facciamo certe affermazioni.
Pensiamo positivo e parliamo solare!
Il potere delle affermazioni positive  è immenso,
perché si tratta di dichiarazioni, di obiettivi e di responsabilità costruttive, quelle che riteniamo più importanti.
Che cosa possiamo affermare?
Cose meravigliose, condivise, benedicenti e cercate in realtà da tutti.
Possiamo dichiarare di essere amabili, sani, vincenti, pazienti, innamorati, sicuri di noi, coraggiosi, felici, solari, responsabili o qualunque altra cosa ci aiuti a stare bene, a seminare Luce e ad amarci di più.
Tutti noi formuliamo delle affermazioni, ma non sempre ne siamo consapevoli e veniamo educati al potere delle parole; a scuola lo faccio, perché è molto importante.
Ci sono molti modi di formulare affermazioni:
se ad esempio una persona dice continuamente:
 “Nessuno mi capisce” oppure “La vita è sofferenza” o ancora “Non valgo nulla, non capisco niente!” sta formulando delle affermazioni molto negative, anche se crede di dire solo una grande “verità”.
Quei pensieri sono solo sue supposizioni, suoi punti di vista, ma la persona, pronunciandoli, li trasforma e li rende realtà concrete e distruttive.
E’ un punto di vista che prende forma e corporeità.
Ricorda:

  1. la mente non distingue fra le affermazioni e la “verità”;
    essa considera “vero” tutto ciò che diciamo, affermiamo…
  2. la mente non distingue fra le affermazioni pensate e le affermazioni pronunciate, perché per dire prima  devi pensarle.
  3. Quando usi l’espressione “dirompente”
    “Io sono”
    seguito da un sostantivo o da un aggettivo, come ad esempio “Io sono una frana”
    oppure “Io sono sfortunata”, stai usando il potere creatore della mente.

Potere creatore della mente?
Ma di cosa cavolo stai parlando, ti?
Sì, sto parlando del potere creatore della mente, perché c’è, esiste, sia che tu lo voglia credere, sia che tu lo ricusi.
Lui c’è e lavora al meglio, contrariamente a noi esseri umani.
I nostri pensieri sono “cose” , proiettili, che viaggiano per il mondo e provocano i loro effetti, sia positivi che negativi, a seconda della qualità del “pensiero che pensiamo”.
Il potere delle affermazioni è tale che i nostri pensieri possono cambiare la biochimica del nostro cervello e, attraverso il cervello, influenzare tutto il corpo e le sue funzioni.
Abbiamo le prove del potere delle affermazioni di guarigione, così come ci sono studi che documentano l’efficacia terapeutica della preghiera.
lo so, è un campo ancora ampiamente inesplorato, affascinante, discusso e blasfemo, ma credo, anzi ho la certezza con l’ausilio degli Arcangeli ed Angeli, che presto la scienza ci aiuterà a spiegare e a comprendere molto meglio il potere delle affermazioni e della visualizzazione creativa e allora non potremo più sfuggire alle nostre “responsabilità creative”.
Cosa succede quando una persona usa il potere delle affermazioni per dichiarare:
 “Io sono sfortunata”,
“Non ce la faccio!”
“Non posso cambiare!”
“Non è possibile!”
Oppure “non ci riesco”???
Semplice!!
Che internamente il suo cervello registra ognuna di queste affermazioni come “vera” e si comporta di conseguenza, producendo nella persona il corrispondente stato d’animo, ed esternamente l’Universo, concorre, dandogli tutte le situazioni atte a rinforzare tutto questo.
E la sua vita, com’è secondo te?
I suoi sogni?
Li realizza?
Ce la fa?
Riesce ad uscire dal suo buco nero?
Come si sente, quindi, una persona che è convinta di essere sfortunata?
Triste, debole e sfiduciata!
Uno zerbino.
Così questo tipo di pensiero indebolisce la persona e la rende ancora più fragile, meno reattiva e più  predisponendola ad affrontare la vita come una vittima, anziché come una persona vincente.
Le sfide della vita richiedono forza, lucidità mentale e determinazione.
Come puoi modificare le tue abitudini mentali in modo da rafforzarti, da essere più lucido, più attivo, più mentalmente presente e più determinato?

Usando le parole giuste e le affermazioni positive!

Poi?
Poi utilizzando i 7 passi per vincere, sfruttando tutta la forza buona delle affermazioni positive:

1. Definisci i tuoi obiettivi

2. Formula un piano

3. Riconosci e riformula le tue affermazioni negative

4. Crea nuove strategie

5. Focalizzati

6. Fai solo affermazioni in presenza mentale

7. Impara dai tuoi errori

Per oggi la nostra chiacchierata termina qui, ma sappi che “io ti do la porta, te la indico, ma tu e solo tu, la puoi oltrepassare …

Con Amore ti

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