La fabbrica dello scredito.

Sono stata a trovare una coppia di amici di cui adoro la compagnia.
Nel piccolo e meraviglioso Paese, dove essi vivono, c’è un antico lavatoio che mi piace per la forma e lo stato di conservazione.
Ho saputo da loro, che anticamente veniva chiamato la “Fabbrica dello scredito”, perché era il luogo di ritrovo delle zitelle del Paese, per “lavare i panni”, intendendo con la parola “lavare”, non solo l’azione reale del pulire la propria biancheria, ma lo spettegolare, che erano solite fare copiosamente, sulle restanti persone del luogo e delle meravigliose zone circostanti.
Quindi, la nonna della coppia, rammenta che lì si facevano tre cose:

  • si “lavavano i panni”
  • si consumava un “sacco di sapone”
  • per produrre una “fabbrica di pettegolezzi”.

Che storia!
Una realtà locale, che vi ho tradotto velocemente in questo modo, per rammentare un nostro sport nazionale, mai morto, anzi: alimentato, oggi più che mai, anche grazie ai social.
Sto facendo la guerra ai social?
NOOO!
Sto solo riflettendo sul come utilizziamo al peggio il nostro tempo, e certi strumenti, producendo letame, che spargiamo ovunque, secondo una ricetta plurisecolare, mettendo in campo strategie e modalità a volte sicuramente più sottili, ma non per questo meno devastanti.
Il lavatoio è stato egregiamente sostituito dai social, ma il risultato non cambia, anzi.

Leggi tutto…

Mi connetto

Siamo una popolazione di smanettoni, di persone che sembrano aver scelto i social come il mercato più gettonato di sé, un sé che vive e prende forma solo se si “vende” in ogni istante della propria giornata.
Ti posti quando ti alzi.
Ti posti quando ridi, quando piangi, quando ti arrabbi e mandi tutto e tutti a quel paese.
Ti posti nei momenti di relax.
Posti i piatti che mangi.
Posti la zia che spegne le candeline del suo duecentesimo compleanno.
Ti posti mentre parti per le ferie o durante le ferie.
Ti posti mentre scegli le nuove scarpe o la borsa di marca.
Ti posti mentre Marco ti lascia o Marica ti rompe le scatole.
Ti posti .
Ti posti sempre e comunque, senza filtri, senza pensiero, né ripensamenti.
Ti posti
Scegli un “posto” in cui finalmente sentirti qualcuno, qualcosa.
Rivedi tutto ciò che offri al pubblico dell’intero pianeta, eh sì dell’intero globo, perché anche se scegli a chi mostrare le tue immagini ed i tuoi pensieri è inaudita l’idea che tutto resti lì, semplicemente per quelle persone; esiste un passaggio di informazioni, soprattutto di immagini, continuo e costante che tu non puoi realmente gestire, anche se lo credi, anche se ti illudi.
Ripensa e osserva a tutto ciò che hai messo in rete di te, fino a questo momento.

Leggi tutto…

L’Arcangelo Uriele ci parla

“Buongiorno Figli della Luce.
Vengo a voi oggi, per parlarvi dell’Ascolto, un’arte che spesso non vi appartiene più e da tempo immemore.
Per questo mi presento a voi, per rammentarvi il pregio e la modalità corretta di siffatta Arte.
Voi pensate che a ciascun senso datovi, corrisponda un’azione o meglio un aspetto che vi consente qualcosa.
In realtà a ciascun senso corrispondono più funzioni e quindi più possibilità per ciascuno di voi di cogliere, vedere, sentire, percepire e quindi “avere” conoscenza e consapevolezza.
Un occhio vede, ma anche l’olfatto “vede”, anche se in altra maniera.
Per esempio, attraverso il naso potete cogliere tantissimi aspetti di un’altra persona, in quanto essere umano; voi potreste, uso il condizionale, perché in realtà in Voi è cosa ben rara, sentire se si tratta di maschio o femmina, se spaventato o felice, se attento o altrove con il pensiero.
Com’è possibile questo?
Con l’attenzione e l’ascolto, due aspetti molto disattesi e lontani da voi, perché siete frequentemente troppo attivi e disturbati da 300.000 attività, voleri, azioni e strumenti.
Un altro uomo vi parla e voi non lo sentite, non lo cogliete, non solo e tanto nelle sue manifestazioni verbali, dietro le quali si cela tutto il suo mondo, ma nemmeno in tutti gli altri numerosi aspetti che i sensi, se fossero tutti vigili, attenti e ben coscienti potrebbero farvi “sentire”.
Così “interpretate” l’altro, i suoi pensieri, le sue azioni, le sue paure e le sue gioie e lo travisate nella vostra normale consuetudine, in maniera tragica e poco positiva.
E’ difficile che sappiate veramente come l’altro si sente e cosa sta pensando, gustando o temendo.
Il vostro pensiero, la vostra mente, l’unica che voi pensate possa servirvi per entrare in interazione con chi vi sta vicino ed incontrate, sono sempre lontani e disturbati e quindi, nemmeno loro, possono esservi validi aiuti e supporti  per interagire al meglio.
Vi ricordate il nome di una persona che incontrate per la prima volta, dopo che ve lo ha detto per presentarsi?
In genere no!
Il nome qualifica la persona e vi dice molto di lei, eppure vi sfugge.
La situazione è sintomatica.
Ascoltare è un’Arte che dovete riesumare dalle vostre doti animiche.

Leggi tutto…

Oso rischiare

In genere, utilizziamo indistintamente due parole, che nel mio dizionario personale hanno due significati ben distinti.
Sto pensando alle parole folle e pazzo, che per me non hanno la stessa valenza, sebbene a volte l’una possa e dovrebbe sostituire egregiamente l’altra, nei nostri contesti quotidiani.
La pazzia comporta un’alterazione, per esempio nei nostri sistemi recettivi, che determina poi, come conseguenza,  certi comportamenti.
Cosa significa?
Beh, forse è più chiaro se esemplifico.
Significa che una bella mattina, io inizio a vedere un oggetto, una persona, una situazione in un altro modo, sotto un’altra luce e ne resto turbato al punto tale da assumere poi dei comportamenti aggressivi, timorosi, diversi, alterati verso quella che mi appare come “una nuova realtà”.

Leggi tutto…

Sono un’inguaribile ottimista.

Amo la convivialità e mi piace moltissimo dividere e condividere il cibo con le persone che sento viaggiare sulle mie frequenze.
Il momento del pasto lo reputo una “parentesi eccellente” sia per la ricarica energetica che ne conseguirà, sia per la magia dell’assaporare con altre persone, in un clima disteso e rigenerante, i magnifici frutti che la terra ci offre e quindi i piatti che possiamo amorevolmente creare.
E’ una magia di sapori e colori, che si mescola alla bellezza dello stare insieme.
Non ritengo quindi sia una cosa positiva, mangiare seduti con persone musone, permalose, o peggio ancora sempre pronte a sparlare e lamentarsi.
Se questo accade, e non c’è la possibilità di modificare il contesto, appena possibile mi defilo e lo tralascio.
E’ normale che eviti la compagnia di chi rende pesanti sia le proprie giornate, che quelle altrui, ma so che molte persone vi si trovano invischiate e per falso rispetto o per dovere procedono lungo questa “faticosa abitudine”.
Siamo letteralmente presi d’assalto da pensieri negativi e da cultori di disgrazie e lamentele.
Ovunque tu vada o debba sostare, tra i presenti, sicuramente, ti sarà facile rinvenire un sostenitore delle più tragiche calamità.
Viviamo in un contesto sociale nel quale si predilige il terrorismo emotivo e psicologico alla positività e alla leggerezza.
Esserne poi contagiati, contaminati è facile, soprattutto quando ne fai parte per motivi relazionali e lavorativi.
La gioia ti contamina, ma il buio più facilmente ti avvolge.
Ti sei mai accorto che basta una persona buia, perché tutto il gruppo degeneri e dia il peggio di sé?
Eh sì, perché il marcio, come nel cestino della frutta, se non lo togli nell’immediato, contamina tutti i frutti presenti; bastano poche ore e dal limone trovi che la muffa ha preso le pesche, l’albicocca e perfino la mela più ostinata.
Così è tra noi, persone.

Leggi tutto…

La Sacra Virtù della Pazienza.

Ho detto, anche in altri articoli, che sono e vengo “forgiata” alla sacra virtù della Pazienza.
Essa appartiene in maniera “unica” alle creature Angeliche, le quali la applicano continuamente nei confronti di noi, Anime incarnate e delle situazioni complicate, che attraverso il nostro libero arbitrio generiamo.
Perché rispolverarla stamattina?
Perché sto ripensando a parecchie cose e mi riaffiorano tante situazioni ed argomenti ad essi correlati.
Forse anche tu, ti lamenti di tuo figlio, perché irrequieto e sempre un poco insoddisfatto di tutto; lo ami, ma a volte ti risulta veramente un po’ faticoso da sostenere ed accogliere.
Perché?
Perché è un bambino vivace e pieno di richieste: un vulcano.
Se è così, o se al posto del figlio hai pensato ad un’altra persona, credo che la pagina di stamattina ti guiderà nel rivalutare alcuni aspetti della frenesia e dell’ansia che ci accompagna nella nostra quotidianità.
Siamo i figli di una società veloce, dove lo Smartphone troneggia e ci condiziona.
Lo usiamo in continuazione e quel cliccare rapido, che genera una risposta in pratica immediata, ci sta entrando dentro in maniera sottile, inconsapevole e deleteria.
I bambini, che lo utilizzano prestissimo, disinstallano dalla propria essenza l’impronta della calma, sostituendola appunto con l’immediatezza.

Leggi tutto…

Chi sono io?

Viene un momento nella Vita, nel quale sei costretto dagli eventi a guardarti allo specchio, non con i soliti occhi, ma con attenzione profonda, per “osservarti” fino in fondo.
Non è una novità, perché anche quando eri piccolo eri solito farlo, di tanto in tanto, quando la testa iniziava a vagare e tu ti chiedevi quelle che noi reputiamo le classiche domande di rito:
“Ma tu chi sei?”
“Da dove vieni?”
“Chi ti ha creato?”
“Ma Dio esiste?”
Simili, ma fondamentalmente diverse, ora, alla prima difficoltà, ritornano.
Diverse perché tu sei cresciuto, e spesso lo sei solo anagraficamente.
Cosa significa questo?
Semplicemente che le cose ritornano, proprio come quelle domande, quando non le hai risolte e nel caso specifico, quando non hai ancora dato una risposta ai quesiti del tuo meraviglioso “bambino interiore”, quello buffo, divertente, giocoso, che sa però cosa vuole e quindi cerca di allinearsi con tutta l’altra parte di te, quella omologata e un po’ incasinata.
Lui ti spinge a cercare la tua vera essenza, la più importante e quella purtroppo che tu, come un po’ tutti gli uomini,  hai e stai dimenticando.
Parole uguali per quegli interrogativi?
Forse che sì, forse che no!!
Dipende.

Leggi tutto…

La delicatezza di ogni scelta

Ho acquistato alcuni fiori e piantine per il balcone e questo semplicissimo gesto mi è servito per “riscoprire” alcune consapevolezze interiori, particolarmente importanti, che si stavano sbiadendo dentro di me e di cui ti voglio parlare…
Ho sempre sostenuto, con grande stupore, di chi mi sta intorno, che quando scegliamo un oggetto da donare, offrire, condividere con una persona non possiamo poi farne dono ad un’altra.
E’ una consapevolezza atavica, che in questi giorni mi sono ritrovata a dover riscoprire.
E’ una modalità molto importante, quella di applicare in maniera rispettosa varie “piccole regole” universali, ai fini di muoversi in maniera sinergica e costruttiva.
Riciclo, riuso, recupero fanno parte del mio vissuto, ma sono pienamente consapevole che ci sono oggetti privati, che non possiamo rendere, restituire al loro ciclo vitale, quando dobbiamo eliminarle dalla nostra quotidianità, così come so per certo, e oggi te ne parlerò, che se scegli un qualcosa pensando ad una certa situazione o ad una persona ben precisa, non ti verrà poi dato di “recuperarla e riciclarla in altra maniera”.
Cosa significa?
Molto semplicemente che se tu vedi un bel paio di scarpe e pensi ad un’amica e le acquisti per lei, sarà buona cosa, se anche l’amicizia dovesse, per qualsiasi motivo finire, proprio in quei giorni, che tu le offra ciò che le avevi “dedicato” e quindi dia le scarpe a lei e solo a lei.
Perché?

Leggi tutto…

Invito agli Arcangeli

Questa mattina parlerò di Arcangeli e dell’aiuto e della Luce che essi propagano intorno a noi, per consentirci di vivere al meglio, stare bene, riuscendo ad esprimere chi siamo e quindi a partecipare all’azione divina, quaggiù, attraverso il nostro attento lavoro.
Gli Angeli e gli Arcangeli non ci lasciano mai soli, ma, il loro spazio lavoro è più limitato, senza la nostra collaborazione e soprattutto senza una nostra esplicita richiesta di sostegno e di supporto.
Essi non desiderano, nella maniera più assoluta, cozzare con il tuo Libero Arbitrio, per cui scelgono come e in che misura intervenire, se tu non li invochi, per non “impedirti” l’espressione piena e somma della tua massima libertà.
Non siamo mai soli,  di questo puoi esserne certissimo, ma è solo, ripeto, quando tu inviti gli Arcangeli, direttamente, che l’esito di qualsiasi evento e la dinamica di qualsiasi momento tu stia vivendo, ti condurranno alle soluzioni migliori.
Con l’invito, esplicito, le tue e le loro forze si uniscono ed i risultati superano, spessissimo, ogni tua aspettativa.
E’ come invitare un amico a cena, ma non un amico qualsiasi, parlo di una persona che ama veramente cucinare.
Sicuramente, anche se non glielo richiedi esplicitamente, te lo ritrovi vicino ai fornelli, ad annusare i vari profumi e a chiederti se può in qualche modo darti un supporto.
Non è invadente, ma c’è e tu ti  ritrovi con qualche piatto speciale in più e con un’allegria conviviale nuova, indubbiamente più coinvolgente e magica.

Leggi tutto…

Desidero Pregare

Molte persone faticano a pregare, a volte perché ritengono di non credere, oppure perché sono state educate al contatto con il Divino, solo attraverso le formule consuete.
La Preghiera è un qualcosa di magico, è un dialogo intenso e reale, che si attiva in te, spesso a tua insaputa e sale verso l’alto, verso colui che ti ha originato, ti ha generato.
Da piccoli ci viene “insegnato” che si prega in una chiesa, inginocchiati, con le mani congiunte, unite e solo con certe formule e riti.
In realtà la Preghiera è un qualcosa di straordinario, che dovremmo coltivare in maniera più ampia e in uno spazio e slancio di gratitudine, di dialogo, di richiesta e di accoglienza.

Leggi tutto…

Una storia che insegna.

Ciao, ben ritrovato! Quella di oggi è una storia reale, che ho vissuto un po’ di anni fa e che intendo rendere pubblica, sebbene i contorni siano più sfumati e quindi sia possibile che non riesca a riprendere perfettamente i dialoghi, intercorsi tra i protagonisti.
So, per certo, non volendo richiamare il soggetto interessato, che salverò perfettamente il senso dell’accaduto e che userò un nome fittizio, per salvaguardare la sua pace e la sua privacy .
Ricordo perfettamente la scena.
Ero in montagna e stavo in un giardinetto con due delle mie tre figlie.
Mi raggiunse un’amica, credo fosse anche collega, la quale aveva con sé una vicina di casa, una persona che lei ben conosceva, perché viveva accanto alla sua villetta lì, in montagna.
La signora era provata e le aveva, quella mattina, per l’ennesima volta raccontato, la sua triste storia.
Carla, la chiamerò così, aveva allora sentito l’impulso di raggiungermi e, visto l’orario, sapeva per certo che mi avrebbe trovato al parco, come del resto fu.

Leggi tutto…

NIENTE PREGIUDIZI, GRAZIE.

Persone con pregiudizi?
Chi non ne ha mai incontrato lungo il proprio cammino, scagli la prima pietra.
Scherzi a parte: vivere fuori dal pregiudizio è abbastanza faticoso, nel nostro contesto “umano”, soprattutto attuale.
A scuola, con i ragazzi, smonto spesso i pregiudizi ed i luoghi comuni più ricorrenti, proprio per educarli alla “libertà di pensiero e di azione”.
E’ utile, anzi indispensabile farlo, anche perché qualcuno, un burattinaio occulto, in particolare attraverso i social, sta gestendo il nostro pensiero, soprattutto emozionale, e quindi ci sta conducendo, a nostra insaputa, verso una massificazione totale di pensieri e comportamenti.
Ho già detto che un adolescente è sempre un adolescente.
Lo era al tempo della pietra, esattamente come lo è oggi, ma non sottovalutiamo i contesti nei quali oggi il ragazzo vive, che non sono più quelli di un tempo e sono più subdoli e devastanti, rispetto a quelli remoti.
Non sono una fautrice di martello e scalpello, cioè di un ritorno alle caverne, sia ben chiaro, ma cerco di farti notare che qualcosa va rivalutato e compreso al meglio, come fenomeno destabilizzante, non fine a sé, ma per l’uso in essere, che qualcuno, in maniera occulta, ne sta facendo, con esiti sotto gli occhi di tutti.

Leggi tutto…
css.php