Essere Amore divino

L’articolo di oggi, nasce dalle parole che mi ha inviato Patrizia, per ringraziarmi della Preghiera.
Lei, come tantissime altre persone, si è raccontata e così mi ha reso parte, della sua fatica e dell’incontro con la malattia, con la prova fisica, ma soprattutto con il dolore del suo cuore,  per l’abbandono dei figli, proprio nel momento per lei più faticoso.
E’ proprio leggendo quelle righe, che è nato questo pensiero odierno, un pensiero carico di Luce e di “grazia e gratitudine” per lei, che mi permette di parlare di due “sfide” per noi, molto intense.
L’abbandono e l’ingratitudine, da un lato, e la nostra “cecità” terrena, dall’altro.
Il tutto in forma molto serena e grata.
Partiamo dalla prima sfida: accogliere e vivere l’allontanamento di chi amiamo, soprattutto quando siamo in difficoltà.

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Dobbiamo entrare in serie A.

Strano il titolo odierno?
Non direi.
E’ giunto il tempo di essere molto diretti e di fare parte di coloro che se la cartellina è verde, sanno indicarla come tale, senza il timore di cosa potranno pensare o di come diranno di visualizzarla le altre persone (a proposito della cartellina, mi rifaccio al video allegato nell’articolo pubblicato il giorno 30 di ottobre, che invito, chi non lo avesse ancora fatto, a leggere e visualizzare).
Ci sono luoghi comuni e pensieri imperversanti, pensieri che creano consolidamenti emotivi, affaticanti e poco costruttivi, così come esistono punti di vista che si discostano dalla logica spirituale.
Sostengo questo, perché basta guardare alcuni post, pubblicati sui Social, per notare come l’opinione pubblica tenda ancora a ricercare la Felicità, fuori di sé, non nell’interiorità della persona, nel proprio Sé.
Partire chiedendo a qualcuno che sta fuori di noi di renderci felici, significa ormai, essere prossimi alla squalifica, significa cioè far parte di una squadra che gioca in serie B o in C, con tutto il rispetto per chi rientra in queste categorie sportive.

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Conflittualità e Amore.

Nel tuo presente è scritta una lunga storia, una storia fatta dalle tue reincarnazioni precedenti e dal tuo vissuto attuale.
Per vissuto intendo proprio ciò che ti riguarda dall’istante in cui prendesti vita e forma dentro la pancia di tua madre.
Se ti capita talvolta oppure sempre di rifiutare in qualche modo i tuoi  genitori, penso che lo scritto di oggi, potrà in qualche modo giovarti.
La prima cosa che mi permetto di darti è la “memoria” di come mai ti sei trovato a nascere e vivere da loro.
Lo hai scelto tu, facendoti carico, al termine del tuo percorso “scolastico” come Anima,  di una scelta che ti permettesse di metterti alla prova, cioè di dare ampiamente spazio a tutti quegli insegnamenti avuti lassù.
Dopo tanto studiare, una bella “verifica”, direttamente inviato, in missione speciale, sul campo da gioco quaggiù.
E’ così che ti sei trovato catapultato in questa realtà e calato, come un dono, voluto o non voluto, proprio in questa “dimensione famiglia”.
Smemorizzato, per vivere al meglio, ti sei poi guardato intorno e giorno dopo giorno, ti sei rimangiato la scelta originaria, chiedendoti come fosse stato possibile un tale accostamento con due persone così faticose e distanti dal tuo sentire.

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Ciao, caro compagno a 4 zampe.

In una società nevrotica, persa dietro alle cose materiali, l’animale rappresenta spesso una specie di alternativa alle relazioni umane manchevoli e mancanti.
Un amico a 4 zampe è infatti una bella presenza, sia che si tratti di un gatto, che di un cane, i quali vengono amati, vezzeggiati, coccolati, rivestiti di amorevoli attenzioni, ma spesso anche coinvolti nelle fatiche, soprattutto emotive, della vita quotidiana.
Fedele presenza, diventa, anche involontariamente, una sorta di cartina tornasole, di silenziosa spugna domestica, di assorbi energie e vibrazioni faticose e pesanti, di cui si fa carico, senza alcuna via di fuga.
E’ così che, l’animale, spesso si ammala e chi lo “ospita” si trova a dover affrontare il dolore della separazione e della morte.
Se soffri per una persona amica e del tuo ambiente familiare, tanto più soffrirai per la scomparsa del tuo fedele amico.
Membro a tutti gli effetti del nucleo familiare, viene vissuto nel momento della sofferenza e del distacco, con la stessa intensità con cui potresti vivere la scomparsa di una persona molto vicina e per la quale nutri forti emozioni e positivi stati d’animo.
Tutto funziona a meraviglia, fino al momento in cui qualcosa incomincia a stonare e allora tu cerci di riaccordarlo, portandolo dal tuo veterinario di fiducia, con serenità, sperando che si tratti di una piccola sciocchezza, una fatica temporanea, fino al momento del verdetto.

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Esercizio di felicità: L’Amore per la Vita

Ripeti l’affermazione che segue a voce alta.
Poi ripetila a voce più bassa, poi ancora più bassa, poi in un sussurro e infine ripetila solo mentalmante.

“Fa che il mio Amore diffonda la sua risata
in tutti i cuori
in ogni persona di qualsiasi razza.
Fa che il mio Amore riposi nel cuore dei fiori,
degli animali
e nei piccoli granelli di polvere di stelle.”

Dalle “Meditazioni Metafisiche” di Paramhansa Yogananda (1932).

La filosofia odierna.

Sono rientrata dalla scuola e mi frullano in testa un sacco di domande.
Apro il pc, per evadere la posta del Blog e vengo attratta da un video, di un Formatore che stimo.
Guarda caso, i miei pensieri, odierni, si agganciano e collimano perfettamente con il titolo e l’argomento del suo video.
Ho trascorso tutta la mattinata a programmare come “isolare i ragazzi” e come attuare il richiesto distanziamento sociale, in un ambiente, il mio, che dovrebbe essere a favore dell’integrazione e del contatto.
Un sacco di tempo tolto alla progettualità didattica, per mettere in scena la stessa identica situazione, che fu attuata nel secolo scorso, utilizzando  addirittura il “medesimo linguaggio” per dividere e schiacciare ogni forma di contatto umano, in nome del nostro benessere.
Una motivazione diversa, sì, ma per raggiungere lo stesso fine o scopo.
E il problema è l’assoluta incapacità dell’opinione pubblica, di cogliere tutto questo.
Sembra che il paradosso stia diventando la normalità, la nostra filosofia.
Un sacco di tempo speso, con i colleghi, nello stabilire non come accogliere al meglio Pierino e Paolino, al loro ingresso nella nuova realtà scolastica, oppure nel come creare condivisione e socialità tra ragazzini provenienti da varie scuole e realtà, ma al contrario tempo speso per capire come farlo andare al bagno senza che lui venga in contatto con il vicino di banco, o come farlo mangiare in 20 minuti, in un ambiente asettico, o ancora, come farlo entrare ed uscire da scuola senza che incroci i suoi simili in maniera attiva e costruttiva.

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Puoi amare la Vita come la Morte

Nascere e morire sono due momenti veramente unici nel nostro percorso animico e per questo sono avvolti sia da emozioni umane, che da grandi grandissime emozioni spirituali, che vanno ben al di là del nostro modo ordinario di partecipare ad un evento.
Quando sei giunto quaggiù, forse non sai e sicuramente non ricordi, che avevi intorno a te, moltissime persone, cioè Anime incarnate e altrettante, se non superiori, Anime di Luce, cioè Angeli, questo perché si tratta di un momento molto speciale, che viene festeggiato da entrambi i Mondi.

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