
Sono giornate strane, giornate che scorrono leggere, nonostante i mille divieti di cui devo farmi carico, come Docente, per la riapertura della Scuola e al tempo stesso di grandi e profonde riflessioni.
Una parola che mi risuona dentro, pensando all’amicizia, al bello di stare insieme, e in risposta a cosa sta nella realtà avvenendo, per impedirci l’interrelazione, è la parola evoluzione e forse anche “rivoluzione”.
Ho letto e risposto ad una bella testimonianza di una lettrice che dopo la lettura del mio ultimo articolo, ha deciso di accogliere in casa sua, un cucciolo di cane, che prima non era intenzionata a prendere con sé.
Tutto si lega, in un discorso “universale”.
La parola Evolvere mi fa visualizzare un grosso gomitolo di lana, simile a quelli con cui sferruzzava la mia bisnonna, nella sua calma attenta.
Come la lana si srotola tra le tue dita e diviene un qualcosa di unico e veramente utile, espandendosi, così questa parola sta ad indicare un qualcosa che in qualche misura si espande, espande per esempio la nostra consapevolezza, la visione che ciascuno di noi ha di sé, oppure la visione e l’accoglienza degli altri e del mondo che ci circonda. Evolviamo quando impariamo a raggiungere il cuore della nostra Matrioska, quando arriviamo alla bambolina più piccola e potente esistente in noi, vale a dire la nostra Anima.
E’ allora e solo allora che impariamo ad essere accoglienza, a saper vivere in maniera affettuosa, con Amore vero e meno egoistico, ad essere creature più socievoli, meno isolate, meno attaccate alle cose, meno chiuse e giudicanti, meno categoriche e più attente.












