Non preoccuparti.

Qual è la cosa più rara oggi?
L’originalità.
Viviamo in un contesto che ci sta rendendo sempre più “uguali”, sempre più omologati.
L’originalità è diventata una virtù estinta o in via di estinzione.
Come si fa ad essere originariamente se stessi, quando l’abbigliamento, il modo di parlare, il dove e come andare in vacanza, gli spazi abitativi, le valutazioni scolastiche e tutto ciò che abbiamo ci porta all’omologazione inconsapevole??
Ci vuole coraggio, buon senso e moltissimo fegato , per distinguersi dalla massa, perché non essere del branco ti rende “un diverso”, quindi ti espone al confino e ad un giudizio tagliente.
Annaspiamo se siamo “dei desigual” e quindi tentiamo con ogni mezzo di rientrare nel cerchio degli omologati, dove poter stare in pace, creandoci la nostra zona comfort, anche se ci pesa in altro modo e non ci fa stare al meglio.
Non sei libero, ma sei del gruppo.
Vuoi invece essere finalmente te stesso, quindi il tuo meglio?
Vuoi concederti di essere la tua copia originale?

Leggi tutto…

Io e la mia Felicità in Libertà.

Titolo strano, vero? Eppure sono sicura che dopo avermi seguita nelle pagine odierne, anche tu saprai cogliere il senso di quello che penso e dico.
Siamo un’orda di persone sempre alla confusa ricerca di qualcosa.
Di corsa, un po’ alterate nelle modalità espressive e relazionali, siamo sempre pronti a friggerci il cervello e a costruirci migliaia di problemi ogni giorno.
Il sogno più grande?? Sono di solito 3 e te li tramandi di generazione in generazione: una famiglia, dei figli ed una casa di proprietà, anzi forse il tetto di proprietà, sulla testa, precede ogni altra aspirazione.
Sì, perché se non hai la tua casa, è come se ti sentissi perso, sradicato, una persona che nella vita non ha saputo concludere nulla.
Sarà per questo che, uno dei primi pensieri genitoriali, è quello di aiutare i figli ad avere una propria casa, così come, il pensiero di ciascuno di noi, rimane quello di acquistarsi una casa.
Cresci con l’idea che tu debba avere una casa di proprietà per stare bene e sentirti “integrato” nel contesto sociale di appartenenza.
Visto il costo attuale degli immobili e soprattutto quello antecedente, è così che vincoli la tua esistenza ad un pugno di mattoni, che diventano il tuo obiettivo primario, intorno al quale, tu e tutto ciò che ti appartiene, ruotate.
Visto che acquistare in un’unica soluzione è abbastanza impegnativo, per poterlo fare, in genere ti rivolgi ad una banca, con la quale stipuli un contratto per provvedere mensilmente al riscatto del tuo “adorato spazio vitale”.
Se tutto ti va al meglio, puoi osare con un mutuo a breve termine, cioè di 10 anni, se invece, per svariati motivi non ti è possibile, ricorri a dilazioni che spesso vanno a coprire uno spazio temporale anche di 40 anni.
Se hai 30 anni, a 70, sarai il felicissimo possessore unico, ed esclusivo, della tua meravigliosa casa.
Straordinario, vero?
40 anni della tua Vita, dedicati a dei mattoni.
Se ci pensi, non ti viene da sorridere?
Nasci per correre come un pazzo e dedicare nobilmente tutta la tua esistenza per raggiungere un obiettivo da cui presto, quando lo avrai tra 20, 30 o 40 anni raggiunto,dovrai comunque scioglierti e lasciarlo quaggiù?
Mi viene da sorridere e a te?
Credi forse che Dio ti chiederà conto e vorrà sapere se hai provveduto a farti una casa e hai pagato regolarmente la rata del tuo mutuo? Personalmente sono certa che ti chiederà ben altro …
Ci pensi mai?
Ieri parlavo con una persona meravigliosa, che l’Universo mi ha fatto incontrare.
E’ la mamma di uno dei miei alunni che dovrei dire ex alunni, perché proprio ieri ci siamo sentite e mi ha confermato ciò che mi aveva confidato alcuni mesi fa: ha sentito, con il marito, fortissimo il desiderio di mollare tutto, inclusa la fatidica casa capestro, e andare a vivere in un luogo più a misura d’uomo.
Un luogo dove il ritmo fosse più naturale, dove i figli respirassero meglio e le persone fossero più sorridenti e solari e lo sta facendo.
La loro non è una scelta dettata dalla ricerca di un posto di lavoro, né si tratta di una fuga amorosa, ma è il puntare finalmente sullo stare bene e sentirsi felici.
Hanno trovato un luogo che rispondesse alle loro esigenze interiori e oggi aspettano i nullaosta dei datori di lavoro, per incominciare una “nuova meravigliosa Vita”.
Che magia!
Che straordinario.
Sono gli unici?
No!
Sono i figli veri del “cambiamento” di cui parlo da un po’ di tempo a questa parte.
Mollare tutto per inseguire altri obiettivi, altre mete in cui la persona, lo stare bene e il lavorare in sinergia umana, vengono prima del mattone e di tutti i vincoli di sangue, quei vincoli che ci destabilizzano e dissanguano, non poco.

C’è naturalmente anche chi, di fronte a questa prospettiva, inorridisce, proprio come io inorridisco di fronte alla schiavitù che scegliamo come compagna per il nostro cammino.
E tu, cosa ne pensi?
Se ti senti soffocare e anche tu vorresti soltanto scappare il più lontano possibile da questa società che ci ostiniamo a chiamare “evoluta”, oggi ti sentirai un pochino meno solo e non penserai più di essere un “fuori di testa”.
Sì, perché parlare di ciò che si aggira lì dentro, nella tua testa, o meglio ancora lì, nel tuo cuore, è molto faticoso, perché non è così che vivono in famiglia, né è così che hanno vissuto tua nonna e tuo nonno.
E’ per questo che, pensando alle nostre tradizioni, tutto ci risulta così terribilmente faticoso.
Ci sono modalità consolidate di vivere, che ci trasmettiamo da padre in figlio e non riusciamo neppure lontanamente a pensare di contravvenirle e modificarle, perché ci sono intere generazioni che lo hanno fatto prima di noi, credendoci.
Tu ora sai, che stai impiegando tutte le tue energie e le tue risorse, anche quelle future, di cui non hai alcuna certezza, per raggiungere un obiettivo materiale, che si svaluterà sia sul piano economico, che su quello spirituale.
Sai quanti anni di vita hai a disposizione? Nessuno di noi ha la certezza matematica di poter vivere altri quarant’anni, quindi, se ti decidi e fai questa scelta del diventare stanziale e avere una tua casa, significa inevitabilmente, che stai per precluderti tante altre possibilità.
Quali?
Denaro e tempo spesi in viaggi.
Scelta di cambiare Paese.
Cambio di regione o continente.
Nuove opportunità e scelte lavorative.
Corsi di formazione.
Sogni.
Essere ciò per cui sei nato.
E ti pare poco?
Chi ti obbliga a non spostarti?
Chi ti induce a stipulare contratti capestro per tutto questo tempo?
Chi stabilisce cosa sia il meglio per te e per chi ami?
Sei tu che decidi e lo devi fare in massima libertà, in perfetta risonanza con quello che tu, in piena autonomia, reputi importante per te, nella tua Vita.
Abbiamo un’Anima libera e sempre di più fatichiamo ad assecondare queste dinamiche arcaiche.
Questo non significa tuffarsi nel vuoto e sconnettersi da qualunque forma attualmente in essere, sia ben chiaro.
Non sto parlando per indurre le persone a licenziarsi in tronco e a vivere di elemosina agli angoli delle strade.
Sto parlando di pianificazioni graduali, conseguenti a certi bisogni e desideri personali.
Oggi, per chi vuole sentirsi libero, impegnarsi nel modo di vivere ordinario ( casa, muto, affitti a riscatto, lavoro indeterminato…) è sicuramente il sinonimo di infelicità garantita.
Ma già negli anni e secoli passati, molte vite spezzate e coppie scoppiate, possono aver avuto all’origine della loro crisi questo dilemma e bisogno di avere e vivere in maniera più libera.
Se guardi tuo figlio, aiutalo a “crescere” in Libertà.
Insegnagli che non esiste solo il ragioniere, o l’impiegato, ma che oggi più che mai è possibile avere un lavoro stabile oppure nomade.
Non inculcargli l’idea che chi non vive in una casa sia un “poveraccio”, ma insegnagli che ci sono battelli/case stupendi sul fiume, dove la gente vive per scelta, non solo perché costretta, così come ci sono persone laureate e con professioni di rilievo, che vivono in camper o van.
Fagli cogliere il bello di “assecondarsi” per fare un qualcosa che lo renda felice, soprattutto professionalmente.
Se lavori con gioia, sappi che chi ti incontra lungo il suo cammino, vivrà nella stessa gioia contagiosa.
Ciò che produrrai e proporrai sarà adeguato alla tua serena presenza.
Lavorare è meraviglioso, se fai qualcosa che ti piace e quindi ci metti amore e serenità.
Hai mai pensato, se lavori in campo informatico, che potresti operare a distanza, quindi potresti benissimo scegliere una postazione operativa in un continente diverso da quello d’origine, oppure diventare un “nomade”, per esempio di tipo digitale.
Chi vive in camper, in van, in case di vario tipo su ruote o imbarcazioni, chi sceglie di seguire se stesso e le proprie inclinazioni sta bene e non per questo è una persona meno valida, meno consapevole o più ignorante rispetto ad altre.
La voglia di crescere, grazie al cielo, non conosce limiti stanziali e non dipende da nulla, se non dal soggetto in sé.
“Voglio viaggiare, ma ho il mutuo, come faccio?”
“Voglio visitare la Nuova Zelanda, ma come faccio con il mio stipendio?”
Su Instagram, o altri Social, anziché cercare tante scemenze, impara a leggere la storia e la testimonianza di persone “alternative”, che hanno detto basta a certi capestri, e lavorando, ma “vivendo in spazi alternativi” risparmiano mutui ed affitti, per poi utilizzare tale denaro per leggere,viaggiare, fare corsi, conoscersi e conoscere.
Sono sereni, sono veri e carichi di gioia e pace interiori.
Perché?
Forse perché riescono ad essere se stessi, a non lasciarsi divorare e incanalare nelle modalità “del tutti han sempre fatto così”ed in questo modo riescono ad esprimere al meglio il loro spirito, attraverso il cuore, la mente e le proprie azioni fisiche.
Ci vuole curiosità.
Ci vuole passione.
Ci vogliono desiderio di mettersi in gioco e tanta “libertà” interiore,
per non lasciarsi spaventare e smontare, soprattutto da chi ti ama, vale a dire amici e parenti stretti.
A scuola so già, che in molti parleranno della scelta controcorrente della mia famiglia, ma io sono con loro e con il mio alunno che ha avuto la fortuna di avere due genitori temerari, che sanno quel che lasciano e proprio per questo sono pronti ad aprire le braccia a ciò che troveranno altrove.
Un tempo, noi occidentali, eravamo nomadi per soddisfare
la nostra sete di dominio e i nostri falsi bisogni materiali; oggi, mentre c’è chi ancora deve scegliere di emigrare a causa nostra, per le nostre scelte economiche, c’è chi segue la propria natura ed è felice così, in piena Libertà.
E tu?
Amorevolmente ti








Cerca l’Amore e sarai Felice

Voglia di chiudere subito tutto e smettere di leggere, stamattina?
Ehi sì, lo so, perché forse, solo dall’immagine che ho preparato, per l’ apertura di questo articolo, stai già visionando la suocera, la vicina di casa o la collega e quindi brontoli tra te e te, che, come sempre, la faccio facile io, ma amare e poi tutti e tutto … richiede certi anticorpiiii.
Dai, vedrai che insieme ce la possiamo fare anche oggi.
Siamo abituati veramente alla reattività immediata e a dare molto peso anche solo all’espressione del volto di chi ci sta davanti, soprattutto se si tratta di persone con le quali abbiamo un rapporto un po’ urticante.
Se il tipo o la tipa, con cui interagisci, non appartengono alla tua stretta e benevola cerchia di amici, so e comprendo appieno, che relazionarsi in maniera “divina”, può risultare a volte un tantino faticoso, ma sappi che se lo farai, entrerai in uno stato di grazie veramente eccellente e presto sarai un “intoccabile”, in senso positivo.

Leggi tutto…

Che bella la mia casa colorata

Mai esclamato rientrando a casa, dopo una giornata intensa:
“Che bello, sono finalmente a casa!”
La casa è il nostro nido, il nostro adorato rifugio, il luogo per eccellenza dove isolarci dalla frenesia e dal “fuori”, a volte così imprevedibile e faticoso, per e dove raccogliersi su di sé.
Siamo in fondo animali pure noi e quindi ci appartiene, come a tutte le altre specie viventi la “passione e l’amore” per il “letto caldo” che ci accoglie e ci avvolge.
La casa è quindi, come fossimo uccellini a volte temerari ed altre smarriti,  il nido accogliente dove riposarci, il posto per antonomasia dove rigenerarsi e pensare solo al nostro benessere.
La casa ti rispecchia e la crei a tua misura.
Ordinata o disordinata, pulita o sporca, grande o piccola, con porticato o senza, bifamiliare o isolata l’hai desiderata, scelta, creata a “tua immagine e somiglianza”.
Spesso, tu stai a guardare se tuo figlio ti assomiglia o assomiglia al nonno…beh, sappi che la tua casa è il tuo specchio meglio e più anche del figlio che hai messo al mondo.
Ecco perché  di solito la osservi, la immagini e la crei, momento per momento, arredandola e organizzandola con la massima cura, con tantissimo amore ed attenzione.
Un figlio solitamente, e giustamente, è diverso da te, ma la tua casa no.
Ecco perché deve avere una marcia in più ed essere, un “centro di benessere psico-fisico, la tua prima Beauty Farm, proprio come sono soliti considerarla le persone orientali, perché l’obiettivo principale, quando investi in lei, deve essere quello che sia armonica e porti armonia nella tua Vita.
Ho seguito un corso di Feng Shui, qualche anno fa,  e so, per certo che l’obiettivo a cui tende la tradizione nipponica, che ora si è diffusa un po’ ovunque, è quella di arredare la tua casa secondo alcuni principi,  che trovo eccellenti e veritieri, sebbene mi sia accorta che il solo corso non mi ha trasmesso tutte le consapevolezze necessarie, che vengono completate dagli Arcangeli, i quali amano il colore e ti chiedono un ambiente curato, anche dal punto di vista cromatico..
L’ambiente circostante cambia, è mutevole, e quindi anche la situazione della tua abitazione, nonostante tutte le attenzioni tipiche del Feng Shui, che magari attuasti un tempo, è da monitorare sempre.
Esistono nodi sotterranei che spostandosi creano squilibri geofisici, dannosi per la nostra salute, oppure costruzioni circostanti che danneggiano l’equilibrio del territorio, per non parlare delle persone che abitano e popolano i vari spazi e contesti abitativi sopra, sotto o nelle vicinanze del tuo contesto abitativo.
Per questo avere cura di lei, attraverso le piante, i materiali, appositi piccoli stratagemmi, può solo sostenerla nel suo “star bene” e quindi farci stare al meglio.
Per esempio una cosa molto simpatica ed importante è la scelta dei colori delle pareti e degli arredi.
Devi scegliere i colori più adatti a ciascun ambiente.

Leggi tutto…

Imparo ad amarmi ed essere felicemente Io.

Accogliersi ed amarsi non ci appartiene realmente, sebbene siamo dei forti cultori del benessere fisico, che pensiamo di ottenere frequentando soprattutto le palestre o i luoghi dove pratichiamo vari tipi di sport.
Veniamo da una cultura molto radicata in noi, una cultura basata sul dolore, sulla sopportazione e sull’abnegazione di noi stessi.
Ogni piccolo desiderio o cosa utile solo a sé, è stata per moltissimo tempo oggetto di bando dalla nostra mentalità ordinaria, come fosse un’azione peccaminosa e frutto del nostro egoismo.
Guardarsi allo specchio?
Giammai.
E’ per questo che ancora oggi, spessissimo, come fosse parte integrante del nostro DNA, nonostante il proliferare degli specchi, noi ci guardiamo, ci vediamo nello specchio, ma solo da un punto di vista strettamente fisico.
L’occhio vede il corpo e spesso non lo apprezza, ma non vede l’Anima che lo rende vivo e lo alimenta.
Se non ti osservi, non ti conosci, non ti ami e sicuramente non lavori per il tuo bene e per stare bene.
 Prova a pensarci…
Ti sei mai preso del tempo per pensare e dare spazio a te stesso?
Hai capito bene.
Cosa ne sai e cosa pensi in realtà di te stesso?
Prova a farlo e ti accorgerai che ciò che rimandi di te stesso è ciò che ti sei sentito dire, ripetere, appioppare da genitori, fratelli, parenti, amici, insegnanti ….
Ma tu chi sei?
Sei veramente così?
Sei come ti stai etichettando?

Leggi tutto…

Vivi di tempo e di energia

Vivi di social, succhia tempo, ed energie.
Ti imbarchi in mille attività, spesso spinto dalle mode, dai consigli di amici o dalle esigenze e richieste dei parenti.
La tua vita diviene così un frullatore, una sorta di centrifuga che ti strizza, ti sminuzza, ti sbatacchia e ti spreme all’inverosimile.
Ti te, a fine giornata, resta solo, un esiguo quantitativo di succo, che a lungo termine, tende pure a scomparire.
Se non sai sforbiciare gli impegni e non segui i tuoi ritmi energetici, dilapidandoli fuori orario, ti accorgerai che il tempo per una cenetta con la tua lei, un film con gli amici, due salti in palestra o una corsettina intorno all’isolato, ce l’avresti sicuramente, ma una volta rientrato tra le mura domestiche, già in fase di “risparmio energetico”, sei portato a perderti e spegnerti in attività, apparentemente tranquille, ma che non portano a nessun beneficio reale, né aggregativo, né amicale, né emotivo e tanto meno lavorativo, in senso stretto.
Il tempo e l’energia. Se non le metti in gioco entrambe, non costruisci nulla di buono.
Se ti manca una di queste due componenti, il tuo progetto di vita faticherà a prendere forma e probabilmente, anche se dovesse nascere, fallirà nel lungo termine.
E’ così che molte persone iniziano corsi, riprendono gli studi, si iscrivono in palestra,  aprono un’attività, ma poi mollano e lasciano che tutti i loro buoni propositi iniziali, il loro entusiasmo, scemino drasticamente.
Hanno il tempo, anche se spesso poi si raccontano e ti rivendono, che gli manca il tempo, ma non sanno come sfruttare al meglio, cioè come ottimizzare, la loro energia.
A volte basterebbe andare in palestra al mattino o viceversa alla sera, per non mollare e quindi raccogliere eccellenti frutti.
Questa modalità andrebbe applicata a tutto, diete incluse.
Qualsiasi tua necessità, che chiami in causa tempo ed energie, è sottoposta alla stessa legge della porta e dei 2 cardini: la porta si apre, solo se ruota su 2 cardini perfetti, cioè il tempo e l’energia. Se uno dei due salta, diciamo che la porta è scardinata e non possiamo aprirla, non almeno nella maniera consueta.

Leggi tutto…

Parola d’ordine: rallentare.

Che tipo di persona sei?
Pazientemente paziente o impaziente?
Quando una cosa non accade come tu te l’eri programmato o immaginato, come reagisci? Fulmini e saette o riprogrammazione paziente del “caso”?
Siamo dei vortici, immediati e reattivi come schegge ed i nostri figli lo sono più di noi, perché riflettono il clima che respirano ed assimilano, adattandolo alle loro “nuove” potenzialità umane.
Sono “una nuova generazione” celeste, prima che umana.
Eh sì, perché tuo figlio oggi nasce, con una marcia in più, con abilità e potenzialità nuove, perché deve crescere, vivere e soprattutto interagire con un contesto che richiede molti cambiamenti e varie inversioni di rotta.
Lui deve avere le idee chiare e amare ciò che lo circonda per sanarlo e salvarlo.
Qual è il guaio?
Che se lo diseduchi e lo riprogrammi, secondo le dinamiche odierne, lo distruggi e fai di lui un Attila del nuovo ciclo umano.
Ci vuole una marcia in più e la fretta, la reazione immediata non possono più essere le nostre fedeli compagne e quelle dei nostri figli.
Basta urla disumane per un parcheggio mancato.
Basta non saper aspettare i tempi di reazione della persona in prima fila al semaforo di turno.
Basta incitazioni inaudite durante la partita di tuo figlio, contro il compagno più lento, che ha mancato un goal.
Basta brontolare contro l’impiegato di turno, perché il terminale funziona a rilento e tu imputi la colpa a lui.
Basta!

Leggi tutto…

Con un pizzico di Pazienza

Siamo i figli schizzati di un’epoca senza pazienza, i migliori allievi che San Francesco potrebbe augurarsi e trovare, per guidarci sulla santa via del ritorno alla Virtù della Pazienza.
Basta che ti guardi intorno e cogli tutti i segni della fretta, del vortice nel quale viviamo.
Se scatta il rosso al semaforo, puoi giocarti quello che vuoi, che almeno un automobilista si attaccherà al clacson e non contento ti riempirà di “pesanti” invettive.
Un prodotto senza codice alla cassa e mezza fila grugnisce ed impreca contro la cassiera, contro di te, contro la vita.
Un rallentamento al casello, dovuto alla banconota che non viene riconosciuta dal self service e perfino la voce registrata ti va ripetendo isterica:” Introdurre la tessera o il denaro.
Introdurre la tessera o il denaro!!”
“Eh che diamine!”
E avere un po’ di santa pazienza?
Che ti puoi aspettare se perfino le parti robotiche create da noi, hanno i nervi a fior di pelle?
Mi viene da sorridere, perché lavorare con il Cielo richiede tanta pazienza e un allenamento continuo e costante.
Quello che non sai, forse, è che lassù esiste un concetto temporale molto slegato dal nostro e quindi il calare un notizia celeste,  nei contesti temporali umani, comporta una fatica non indifferente, soprattutto perché tu, che quaggiù ricevi, hai in mente i “tempi terreni” ed esigi che tutto sia nell’immediato.

Leggi tutto…

Voglio una vita meno complicata.

Siamo dei meravigliosi emuli di Vasco e della sua “Vita spericolata e piena di guai”.
Sembra che siamo nati con il desiderio pazzo di complicarci la vita e di non tollerare, nella maniera più assoluta alcuna forma di pacifica esistenza. Pensa  al tuo lavoro.
Non è forse vero che tutto e tutti, te compreso, spesso non fate altro che cercare, con grande maestria e destrezza, di complicarti la vita?
Siamo poco avvezzi alla semplicità e alla linearità e so già, da ora, che ciò di cui parlerò oggi, ti troverà consenziente, ma faticosamente in difficoltà, all’atto di mettere in pratica, perché stiamo fermamente bloccati nella nostra zona comfort, di fatiche e disagi, tanto che il solo pensiero di abbandonarla ci appare impossibile e da evitare nella maniera più assoluta.
I benefici di una vita più lineare, sono visibilissimi, sono alla portata di tutti, eppure evitati come la peste dai più.
Tutti possiamo scegliere di vivere un’esistenza più semplice, ma in pochi ci attiviamo per sperimentarla realmente.

Leggi tutto…

Semplicemente vivere.

Ciao! Oggi mentre trafficavo con cuore leggero in cucina, tra peperoni e capperi, pensavo, anzi pregustavo la gioia di poter assaporare quel piatto dai colori così intensi e dai profumi cosi veri e mi sentivo bene, in pace con me stessa e con il Mondo, l’intero mondo.
Ripensavo alla bellezza della semplicità, quella semplicità che molti credono sia trascuratezza o povertà, mentre non è assolutamente così.
Essere semplici, non significa essere gretti, rozzi, poco avvezzi alle parole, né andare in giro con magliette sporche o senza due soldi in tasca, ma avere un cuore che sa ancora palpitare di fronte al sole che nasce, al sorriso di una persona, al profumo del legno che ti pervade, al suono del vento.
Spesso parlo della mia nonna o della mia bisnonna. Mi rivedo bambina, a piedi scalzi, come piace a me, tra il legno che il nonno faceva essiccare in grandi cataste, a sognare i paesi lontani, da cui quei tronchi provenivano, annusando il profumo delle diverse resine … era pura estasi per me.
Un’altalena fatta con una corda e un pezzo di legno, per volare alta, tra le arcate dei capannoni dove le tavole di legno sprigionavano quei meravigliosi profumi.
Lo so, le mie compagne giocavano con la Barbie, ma a me non interessava nulla: io avevo dentro la forza di tutti quei magici profumi e li cercavo e mi nutrivo delle poche parole, ma dell’immensa saggezza della piccola nonna.
La seguivo nel giardino, tra i gigli, le sue stelle alpine, i ciclamini e gli immensi gerani, che aveva addirittura ereditato dalla sua mamma e che ancora, nutriti dalla sua amorevole presenza, rallegravano ogni angolo di casa.
E stavo bene.
Ero una bambina vivacissima, solare, sempre pronta a correre e cantare.
Quella bambina non è mai morta, nonostante le fatiche ed i dolori e sa e riconosce e desidera ancora oggi solo il bello ed il meglio per sé e per gli altri.
Meglio?

Leggi tutto…

Felice o Infelice lo scegli tu

Siamo figli di una società dove tutti, anche chi si lamenta, sta in realtà economicamente a galla.
C’è un benessere fondamentalmente materiale che ci gestisce e che rende la nostra vita metodica, rapida e alienante.
In tutto questo ci smarriamo e fatichiamo a sentirci veramente sereni, accoglienti, felici.
Hai tutto, ma spessissimo non sei felice.
Guardati intorno e sarà un gioco da ragazzi avere conferma di quel che ti sto scrivendo.
Affacciati alla finestra ed osserva le persone che passano lungo la via.
Quante persone hanno un sorriso stampato sul viso?
Quante hanno il volto disteso?
Quante parlano e si rivolgono all’altro con voce pacata, allegra, dinamica e gentile?
Sembriamo una banda di arrabbiati, di brontoloni cronici, di insoddisfatti.
Mamme che alzano la voce con i figli; figli che strillano e spesso pestano i piedi; pedoni che imprecano, altri che borbottano.
Ma dove è finita la nostra ilarità, la gioia di vivere, la solarità?
In un buco nero, perché quaggiù essere felici sembra solo un miraggio, ambito, ma quasi impossibile da raggiungere e da attivare.
Teorie?

Leggi tutto…

Penso all’Amore

Tempo d’estate e tempo di gossip.
Siamo veramente, in generale, inglobati in un processo che ci sta conducendo verso una sorta di autodistruzione, dalla quale lentamente alcuni Spiriti di Luce si stanno discostando, per riaccendere il fuoco vivificante che possa rianimare il Pianeta e le varie forme di Vita, invertendo la rotta.
Non tutti saliranno sulla Nuova Arca di Noè, ma parecchi sì.
Dicevo che l’estate e la maggiore libertà dai vari impegni, spinge le nostre fonti di informazione a scatenarsi, nel tentativo di vendere più copie e di avere più audience.
Il problema potrebbe non sussistere se questo creasse la diffusione di una serie di notizie “intelligenti”, atte ad accrescere la persona e a renderla libera e pronta  a scegliere il meglio per sé e per gli altri, non affaticata e scema.
Invece si punta sulla curiosità più bassa, morbosa, della gente, incrementando, vivificando e nutrendo gli istinti peggiori che dormono dentro di noi.
E’ così che ti conducono, attraverso certe notizie, a crescere nella tua sete di pettegolezzo e a divenire un individuo sempre, più povero e gretto, assetato solo di disgrazie o notizie piccanti altrui.
I giovani poi, ben nutriti, diventano a loro volta promotori e forti sostenitori di questo “mercato dei sentimenti, delle emozioni e della propria Vita svenduta” sulle varie piazze dei Social.
Certo, se tu fossi un individuo “grande”, non parlo di dati anagrafici, gli unici che sembrano stupidamente interessarci, non correresti questo pericolo o avresti comunque anticorpi migliori, per sapere bloccare questa carneficina sentimentale ed umana.
Si cerca il personaggio noto e meno noto, da paparazzare e spogliare in pubblico, per avere di chi dire, scrivere e parlare. Alcuni personaggi del mondo dello spettacolo poi, sempre alla ricerca di notorietà, si attivano ampiamente, in prima persona, e ci danno tutti i particolari intimi e non sull’ultimo amore, il tradimento fatto o subito, l’amante e il bimbo nato, in arrivo o desiderato.

Leggi tutto…
css.php