Prendersi cura di sé.

Viviamo in una società nella quale l’apparenza conta più dell’essenza e l’avere risulta essere l’elemento portante, per contare e essere considerato una persona di valore.
E’ così, che la stragrande maggioranza delle persone, che vogliono contare, cerca di avere l’ultimo tipo di cellulare e si prende cura della propria auto, più che della sua relazione affettiva o di se stesso.
L’auto deve essere bella, di grossa cilindrata, sempre pulitissima, senza un graffio, con cerchioni in lega.

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La via d’uscita – Poesia e Pensieri

I vecchi sistemi di espansionismo sono diventati via via sempre più sofisticati.
L’uomo del ventunesimo secolo infatti si è di sicuro imborghesito rispetto al vecchio soldato, che una volta impugnava le armi per riuscire a saccheggiare, a distruggere o a conquistare un villaggio oppure addirittura un’intera regione. I tempi sono proprio cambiati!
Oggi l’uomo sembrerebbe capace di creare a tavolino delle crisi economiche, utilizzando metodi diversi e parecchio alternativi.
Quali?

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Esci dalla Fossa delle Marianne.

La conosci la Fossa delle Marianne?
Credo proprio di sì, perché è famosa e stamattina ho pensato che lei, questa notissima “depressione” marina, dell’Oceano Pacifico, ci rappresenti al meglio, e lo faccia ogni volta che viviamo sul fondo della nostra Vita, schiacciati dalle nostre paure.
Sei lì nel fondo.
Attorno a te, c’è un Oceano incantevole, da favola, ma tu non lo puoi né vedere, né vivere, perché sei giù, giù, giù di parecchie migliaia di metri.
Sei affossato nei tuoi dubbi, nelle tue innumerevoli preoccupazione, sprofondato nelle tue “salde e fermissime paure”, sopraffatto dall’angoscia e tallonato dal panico.

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Grazie Coronavirus.

Perché grazie?
Come poter essere grati a colui che sembra divorare le nostre certezze?
Leggi e scoprirai che tutto è possibile, basta cambiare prospettiva.

Ho parlato spesso della Gratitudine, ma sicuramente non ti saresti mai aspettato di trovare un mio articolo con un protagonista “così discusso”, messo in primo piano e, non solo, vedermi ringraziarlo.
Sì, lo ringrazio. Sono grata a questo personaggio, così discusso, visualizzato dalle masse come un “mostro” sociale.

Provo per lui Gratitudine, perché ci sta costringendo a fare quello che da tempo avremmo dovuto avere il coraggio di fare, ma non ci decidevamo a fare, e cioè, fermarci e respirare, e assaporare ogni cosa, incluso il tempo.

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Mi alzo dal divano.

Titolo strano, vero?
Beh, oggi la nostra chiacchierata la dedico a tutte le persone che hanno la “sindrome da divano”, cioè sono, come li chiamo io, “divano dipendenti”.
Questo magico oggetto è sia reale, che simbolico, in quanto a parte essere un “appendice fisica” per molte persone, soprattutto maschi, (non vogliatemene, ma l’esperienza coniugale mi ha purtroppo “erudita ed educata in tal senso”), lo è anche in forma “simbolica”, in quanto rappresenta il nostro rimanere ancorati a certe situazioni, certi credo, certe dinamiche e zone confort.

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La mia Intelligenza

Sei intelligente quando riesci a guardarti dentro, sopra e sotto le righe, quando riesci a coglie il meglio di ogni cosa e quando riesci a mettere d’accordo il tuo conscio con il tuo inconscio.
E’ allora che usi la tua intelligenza intuitiva e smetti di ragionarci, mettendo semplicemente in gioco lei e queste tue due parti, conscia ed inconscia, che entrano così finalmente in connessione, permettendoti di arrivare a te e quindi al tuo meglio.
Che bello! Così ti centri.
Ma bisogna farlo e sapere come.

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Conosco me stesso, quindi Ti rispetto

Ciao, oggi riparto dal rispetto, perché mi accorgo di quanto sia difficile farsi rispettare, in una società nella quale, spesso ti chiedono cose che sei stato educato ad accogliere come dei doveri, mentre in realtà sono solo opzioni, scelte che spetta a te decidere se assecondare, oppure ricusare.
Secondo questa logica del “tu mi devi altrimenti”, siamo stati segregati e ridotti in schiavitù per secoli, perdendo la nostra identità e quindi il rispetto di noi, dei nostri bisogni e delle nostre volontà.

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Rispettosamente rispettare. Una legge universale.

Sto risciacquando i piatti e penso.
Penso a come sia difficile portare rispetto e accogliere ciò che accade agli altri, senza voler a tutti i costi interferire.
La mente spazia a proposito di varie situazioni, tutte ordinarie, che noi spesso affrontiamo senza riuscire  a mantenere la giusta neutralità, al fine di rispettare l’altra persona coinvolta o il fatto in essere.
Perché vogliamo dire la nostra?

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Niente complicazioni. Soffro di sindrome da orologio svizzero.

Parola d’ordine?
Tutto sotto controllo!
Quante amiche e conoscenti mi dicono con gioia che per stare bene devono tenere sempre tutto sotto controllo.
Si definiscono a sera affaticate, ma credono fermamente che il loro ruolo di donna sia proprio legato a questo aspetto: una femmina deve gestire e controllare la vita di tutti gli altri.
Brrrr…
Controllare cosa?
Come se la Vita non fosse già complicata abbastanza, dobbiamo pure, come il miglior generale napoleonico, tenere tutto strettamente sotto la nostra “super visione”.
Non sapevo che il buon dio ci avesse messo al mondo per manipolare il nostro prossimo e tutto l’entourage.
Anche tu saresti venuta al mondo per fare la bigliettaia? Per verificare, programmare, gestire, manipolare, stressare la vita di chi ami?
Queste non sono le mansioni richieste e parte del tuo Meraviglioso Proposito Divino, ma auto costruzioni e costrizioni, puramente terrene.

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Sostituire la Gratitudine alle scuse

Scusa è una parola che mi appartiene, che ho “consumato ”letteralmente per anni, ripetendola spesso a chiunque reputassi di aver offeso o avvicinato in maniera poco attenta.
Scusa per uno spintone dato per sbaglio.
Scusa per un ritardo.
Scusa per una parola che aveva irritato l’altra persona.
Scusa per un pensiero espresso e mal colto.
Oggi sto sostituendo le scuse con il “Grazie”.

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