La Morte da “piccoli”

Si parla poco di Morte e di Reincarnazione e le nostre conoscenze in merito sono sovente assenti e volutamente deviate.
Sto affrontando questo argomento perché lo sento prioritario e lo rilevo soprattutto nella corrispondenza privata, che ricevo.
Ci sono situazioni nelle quali, sia a causa del dolore che sperimenti, sia per l’educazione avuta, tu crei una tua “lettura” degli eventi.

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Se lasci il gioco

Tutto ha avuto inizio un giorno in cui ero in visita, con la nonna, ad una sua amica.
La figlia giovane, già sposata, aveva perso un bambino ed era lì dalla mamma, a fare colazione.
Muta, silenziosa, stranamente assente.



Io ero piccola, davvero piccola, anagraficamente parlando, eppure già “presente” a certe situazioni e a certe scelte.
Uno sguardo e ho visto.
Sono entrata nel suo dolore “immenso” e ho visto quello che nessuno poteva e sapeva vedere e nemmeno immaginare.
La mia Anima ha letto nella sua, un’“intenzione profonda” e già presa, già decisa.
La guardavo nella sua lentezza, che solo io sembravo notare qualcosa che mi sgomentava e di cui visualizzavo, come nelle sequenze di un film, il motivo o meglio i motivi per cui stava per compiere quel gesto estremo.
Ricordo di aver guardato gli adulti intorno a me e di non aver colto la benché minima reazione in loro, come se il mio vedere, non trovasse nessun riscontro.
Ero allarmata e provavo dolore, poi, d’improvviso, tutto si è dissolto, con la stessa velocità, con cui mi si era presentato.

Il giorno dopo il mio papà, amico di famiglia, corse a casa disperato a darci la notizia, perché a lui era spettato il compito di ritrovare quello che rimaneva del corpo terreno di quell’Anima.
Aspettava, all’insaputa di tutti, un altro piccolo.
E’ stato credo, questo primo incontro con la morte volontaria, o meglio con 2 morti contemporanee, che mi hanno resa consapevole di avere occhi capaci di vedere cose, che ai grandi parevano sfuggire.
E’ stato una sorta di “battesimo” che mi ha portata a percepire in maniera più “adulta”, rispetto ai miei coetanei, il senso della Vita e ad Amarla moltissimo e a rispettarla.
Avevo 4 anni, credo, 5 al massimo e lei è stata la prima Anima, di una lunga serie di Anime che scelgono di “farla finita”, con cui ho avuto contatti.
E ogni volta è stata un’esperienza nuova, unica.

Quello che ho sperimentato allora, si è ripresentato, sovente, in altre situazioni simili.
Quando un’Anima sceglie di abbandonare il suo percorso, il mondo circostante la “bolla”, la religione stessa la bolla.
La sua partenza “anticipata” viene considerata come un gesto molto grave contro la Vita e la sua sacralità e giudicata un’azione sgradita al cospetto del Padre, presso il quale ci si macchia di una “colpa”.
Di queste Anime si preferisce non parlare, per cui persiste ancora oggi, una sorta di “buio”, che avvolge questi eventi e lascia nel dolore più profondo e nella solitudine le famiglie toccate da queste partenze.
Oltre alla disperazione per un gesto così intenso e spesso disarmante, inspiegabile e senza preavvisi, si aggiunge la fatica sociale di vedersi mettere al bando e sentirsi ricusare il conforto di un iter sacro.

Cosa ne è di loro? Cosa succede a queste Anime?

Questa è una delle domande che mi viene posta spesso e a cui ho deciso di rispondere, per cercare di offrire una piccola luce, di fronte a un gesto così importante .

Sono stata spesso a contatto con Anime che si sono tolte la vita e che, a volte, ho incontrato solo pochi giorni prima della data “fissata”, per la partenza e solo per poter intercedere in nome della Sorgente.
Lo so, è un qualcosa che desta molta curiosità, a volte si tratta di una curiosità malata, una curiosità indotta da una morbosità malsana oppure di una curiosità che mi permetto di definire sana, perché dietro c’è il “bisogno” di sapere cosa stia succedendo in un’Anima che opera una scelta di questo tipo e come si risolverà il tutto per lei, dopo l’abbandono del corpo fisico.

Il desiderio malsano porta verso l’horror, l’abisso, il buio e verso quindi tutte quelle manifestazioni energetiche cariche di dolore estremo, mentre la richiesta sana è carica di luce e porta ad una crescita.

Ho sperimentato che le Anime che vogliono conoscere in maniera serena questo iter, spesso hanno fatto, in altre vite, un’esperienza diretta di questa situazione o in prima persona, morendo suicide, o attraverso la morte di qualcuno che amavano.

Perché chiedi se lo hai già sperimentato?

Perché i veli ostruiscono la visione di quanto già sai, e quindi la tua Anima vuole conoscere, vuole sapere, desidera riportare qui, in questa sua esistenza terrena, una conoscenza che le appartiene e che ha bisogno di reintegrare.
E’ un sapere che l’Anima incarnata non trova nelle figure religiose, perché queste non amano parlare e dare indicazioni in merito al suicidio e quindi le cerca in chi sente che gliele può fornire.
Ecco perché ne parla magari con me.
A chi sente questo bisogno, che oggi spero di poter in qualche modo soddisfare, dico che può essere che tra le sue “competenze” di Scintilla Divina, ci sia il compito di accompagnare queste Anime trapassate.

Invito tutti coloro che mi stanno leggendo in questo momento, a non affidarsi a nessun Guru, per poter “apprendere” questo compito.
Un’Anima che abbandona la Vita anzitempo è un’Anima tribolata e spesso reticente.
Le guide inviate per il suo caso sono le migliori per accompagnarla e il sostegno da qui, è molto importante, ma lo si può svolgere, solo dopo un apprendistato lungo e, come lo visualizzo io, “creativo”.
Parlo di un lavoro interiore “sudato” e senza interferenze esterne.

Tu puoi essere, quella che io chiamo una Baba Yaga, cioè un’accompagnatrice, eppure dover affidare ad altre Baba Yaga il compito di accompagnare queste Anime, perché esse richiedono una presenza speciale.

Questo naturalmente, è il mio sentire odierno.
L’energia con cui ci si muove è molto particolare e richiede una conoscenza e un’evoluzione Animica molto attenta e tanta tanta Luce e Armonia, Equilibrio.

✨La prima cosa che posso dichiarare è che tutte le Anime, che partono anzitempo, se non oppongono resistenza, passano nella dimensione dell’aldilà.
Il passaggio, come del resto accade anche alle Anime giunte al termine del loro percorso, è comunque soggettivo e fuori dai “canoni e dagli schemi” in cui qui, sulla Terra, cerchiamo di far rientrare tutto e tutti.
✨Pur volendo non posso fare uno schema con dei tempi e degli orari predefiniti, in merito alla possibile “rinascita” di tutte queste Anime.
E’ impensabile.
Ci sono miriadi di personalità e per ognuna c’è una storia a sé stante e di conseguenza un tempo per la reincarnazione.

Se ti trovi dunque nella condizione di aver perso qualcuno in questo modo, t’invito a lasciarlo tranquillo e a non volerlo vedere già reincarnato a tutti i costi.
La cosa migliore è accogliere il loro gesto, amarlo, e lasciare il giusto iter a quell’Anima.

🌞L’attaccamento fa parte dell’Ego e non ha nulla a che vedere con l’Anima e la sua evoluzione.

Dante che visita il regno dei morti, ci dà un’idea ben precisa in merito a una zona, dove possono trovarsi a stazionare queste Anime o alcune tra loro.


Lì tu può andare, nei viaggi astrali notturni, ma scortato da “pilastri di Luce”, cioè da Anime preposte, vedi le guide di Dante, poste di solito al tuo fianco, in doppio, vale a dire una alla tua destra e l’altra alla tua sinistra.
E’ così che ti fanno sorvolare questi luoghi.
C’è chi vuole andarci a tutti i costi per rivedere i propri cari, per sapere di loro, in pratica per curiosare.
In questo caso non mi trova per nulla favorevole.
Sono luoghi in cui permane in forma “concentrata” il dolore, l’angoscia, il caos che ha accompagnato queste Anime, durante la loro esperienza terrena.
E’ un luogo in cui tu sperimenti “anche se in visita” la presenza di tutte queste emozioni e situazioni e l’aria che vi si respiri è asfissiante; questo spiega come mai chi viene ammesso a sorvolare questi spazi di raduno, venga doppiamente scortato.
👉Il film “Nosso Lar” lo rappresenta bene.


✨Anche se viaggi senza il corpo fisico, hai la percezione che ti manchi l’aria, e odi urla, litigi, schiamazzi, perché stai scendendo in una dimensione “inferiore”, quindi non sei di certo in una Città della Luce.


✨I colori prevalenti sono i diversi toni di grigio e di marrone, nero e spesso hai la visione o la sensazione che ci sia fango, come si trattasse di una palude.


Sappiamo che le immagini e le metafore sono un codice animico, quindi è questo che percepisci.

Chi si trova qui è un’Anima invischiata nelle sue dinamiche, da cui non riuscendo ad uscire, o meglio pensando di non poterlo fare, ha fatto la scelta di dare un taglio in questo modo.
E’ un paesaggio carico di gas, soffocante.
🌞Chi fa viaggi astrali, di cui al risveglio ha memoria, vede spesso paradisi e mondi meravigliosi.
✨Qui siamo nella caligine e tutto sembra privo di vita.
le Anime sono accalcate e spesso come curve e questo richiama ancora la loro condizione, di soggetti schiacciati dalla vita.
Queste Anime hanno sete, ma non c’è la possibilità di abbeverarsi, perché tutto è sporco e fangoso e quindi possono attingere solo a questo fango.

A volte l’Anima, dopo il gesto estremo, si ferma ancora qui, come accade a chi è vittima d’incidenti traumatici. Ha desiderato a lungo andarsene, ma ora che lo può fare, non lo fa, perché si ritrova in preda a emozioni dense e a tanta confusione; vede e sente il dolore dei propri cari e crede di potere o di dovere in qualche modo rispondere o spiegare loro qualcosa. Ma è impossibile.

E’ così, che queste Anime vagano in questa dimensione, fino al momento in cui capiscono che qui non hanno più nulla da fare e quindi prendono la decisione di andare oltre.

Una volta maturata questa verità, ecco che qualcuno li preleva e li accompagna.
✨Qui sulla Terra, dove è presente il tempo, le Anime possono rimanere anche decenni, ma nell’aldilà questo soggiorno, per quanto umanamente lungo, è dato solo da pochi istanti.

Questa situazione, di rifiuto della morte, accomuna le Anime “in partenza autonoma”, alle Anime morte in modo violento e traumatico.
Entrambe, spesso, rifiutano la partenza e sostano ancora tra i vivi.

 Chi ha possibilità di fare visita, durante il riposo notturno, a una di queste Anime conosciuta in vita, sa che nel momento in cui la riconosci e la ritrovi, la vedi in una dimensione “sconosciuta”.
Sovente l’Anima è in preda a una sorta di delirio, di affanno e di rabbia, che ti sgomentano. E’ irriconoscibile.

🌞Se tu vieni scortato fino a lei è perché ti è stato concesso il privilegio di riavvolgerla nella Luce.


Non è semplice, ma quando l’Anima riesce a fissare il suo sguardo nel tuo, allora qualcosa d’improvviso accade e lei “ricorda”.
✨Allora, il suo spazio astrale si modifica e ricompare la Luce.
All’inizio è una luce soffusa, ma a mano a mano lui recupera come una sorta di ricordo, leggendolo in te, ecco che sembra riprendersi da un brutto sogno in cui quest’Anima “si era smarrita”.
Allora vedi in lei il dispiacere e la vergogna, lo sconforto.

In genere non ci sono dialoghi, proprio per via delle emozioni in gioco, ma solo sguardi profondi, tra il visitatore e l’Anima in soggiorno.

per farti cogliere al meglio ciò che accade, ti propongo alcune righe dell’ipnologo, Michael Newton, che attraverso migliaia di ipnosi regressive, ha affrontato e approfondito la vita dopo la morte.
Il suo libro è un testo, che se hai curiosità in merito alla vita nell’oltre, ti consiglio di acquistarlo e di leggerlo.

“Cosa succede alle anime che commettono un suicidio ? generalmente possono succedere due cose.

👉Se l’anima è recidiva, sotto sua richiesta viene solitamente fatta incarnare per recuperare il tempo perso, entro cinque anni circa dalla sua morte sulla terra.

👉Le anime comuni sono convinte che sia importante ritornare subito in azione, dopo le esperienze insoddisfacenti della vita precedente.

👉Per coloro che continuano a tirarsi indietro quando le cose si complicano, esistono luoghi di riflessione per un buono scopo, che non contengono un pantheon di orrori in una zona infima e oscura riservata ai peccatori.
👉Invece di essere puniti in un teatro purgatorio, queste anime potrebbero offrirsi volontarie per andare in un bellissimo mondo planetario con acqua, alberi e montagne, ma senza altre forme di vita.
👉In questi loghi di isolamento non hanno contatti con altre anime, a eccezione delle visite sporadiche di una guida per assisterle nelle riflessioni e nell’autovalutazione. 

👉Esistono diversi generi di luoghi di isolamento e devo ammettere che sembrano estremamente noiosi, e forse volutamente.

E’ come rimanere in panchina mentre la squadra continua a giocare , sfida dopo sfida.
✨Apparentemente questa medicina sembra funzionare, perché le anime tornano nei loro gruppi rinfrescate, ma consce di essersi perse molte vicende e opportunità, di sviluppo personale insieme agli amici.
👉Ciononostante, esistono anime che non rinunceranno mai ad adattarsi alla terra.
Ho sentito che alcune vengono riassegnate ad altri mondi, per le loro incarnazioni future.” 


🌞La morte di per sé non ti trasforma, e non risolve come per magia le tue fatiche terrene, ma semmai, ti allunga solo le tempistiche.

E’ la Vita, e la Scuola che essa ti presenta, l’unica in grado di offrirti tutte quelle opportunità di crescita indispensabili; se tu la rifiuti, pensando di trarne qualche vantaggio, ti complichi solo il percorso, soprattutto se poi non parti o ritardi ad oltranza questo momento.

👉E’ la personalità che fa questi scivoloni, perché è spinta dalla disperazione e in preda all’angoscia.
Braccata dai suoi demoni, le pare che tutto vada al contrario e questo la spinge a interrompere la sua possibilità di crescere; le sue giornate le fanno credere di essere senza via d’uscita, perché le manca la luce  e quindi non vede la porta in fondo al tunnel.

🌞Se conoscessimo meglio la Vita e le sue dinamiche, così come la morte, affronteremmo le difficoltà con uno spirito più creativo e più proficuo.

Purtroppo i culti religiosi non aiutano in tal senso e non danno il sostegno necessario.
Allora, di fronte alle difficoltà l’Anima si sente sola e dimenticata il suo Potere, la sua forza creativa e vede tutto da un’unica prospettiva, quella negativa.

I suicidi, molto spesso, si pentono rapidamente di quanto hanno fatto e prima ancora scelto, e questo accade quando si rendono conto che per il loro problema, c’erano soluzioni; ora vedono che tutto era parte di un disegno tracciato da loro stessi e a cui hanno rinunciato. Questo li angoscia, ma è impossibile ritornare indietro. Almeno per ora.

C’era un disegno, un progetto importante, e tutto li riportava a un “compito importante”, che ora, con la morte, viene disatteso.
Quando si risvegliano da quel sogno della personalità, sui piani sottili, allora la situazione per l’Anima è davvero amara: ha rinunciato a un processo al quale teneva tantissimo, per seguire dei demoni, che l’hanno plagiata.
Tutto quello che l’Anima si porta dentro, di insoluto, sulla terra è comunque filtrato dal corpo fisico e mentale, mentre nel corpo astrale tutto si palesa, le emozioni dilagano, riprendono tutto il loro spazio e i demoni prendono una forma visibile.
👉Quello, per l’Anima è un momento impattante.

Il vissuto, post scelta, è comunque “soggettivo”, quindi i percorsi si differenziano spesso tra loro.
L’importante è rimanere aperti a tutte le possibilità.
Un’Anima può essersi risolta anche un istante prima di lasciare il suo corpo fisico.

👉Invito però chi ora sta leggendo, a non dedurre niente circa la morte anzitempo, di Amici e di Parenti, perché lo so, la nostra mente e il nostro modo di affrontare la vita ci spinge a volere sempre certezze e a crearcele, là dove ci siano dei vuoti, ma questo non risponde alle leggi Animiche soggettive
Se c’è stato un legame affettivo molto forte, l’ego vuole di certo riscattare tutto il vissuto e la persona con cui abbiamo avuto una relazione, è normale, ma va evitato questo passaggio.
Si desidera con il cuore che quell’Anima sia come le altre, che rientri nel processo “normale”, che abbiamo in testa e a cui siamo stati abituati, ma non lo dobbiamo fare.

Spesso si sentono dialoghi di questo tipo:
“Sì, lo so, si è tolto la vita, ma era così dolce, è io sono sicuro che è lo stesso in paradiso!”
👉No! Non è né qui, ne là!
Lascialo al suo cammino.
E’ la stessa pretesa di quando un’Anima ti chiede :

“Dove andrò dopo la morte?”

 🌞Abbiamo sempre bisogno di caselle e di “riconoscimenti”.
Il trapasso è un qualcosa di estremamente delicato e soggettivo.
Dovunque si trovi l’Anima che ha posto fine ai suoi giorni o dovunque andrai tu, o io, quando sarà il momento, sarà un luogo benedetto, e adatto.
Quando esci dal corpo fisico sarai solo dentro te stesso e niente di più e niente di meno, quindi ti troverai dove dovrai stare.
Essere nella palude, tra i fumi, il fango o in un giardino isolato o in una città radiosa è legato all’attitudine e al lavoro che hai svolto.

L’esistenza non giudica, quindi va tutto bene.
La nostra convinzione che ci attenda un Dio burbero e giudice ci viene dal dogma religioso, che ti tiene in pugno, e che non educa alla Morte con il dovuto rispetto, e sminuisce la stessa figura del Padre, dipingendolo con le stesse caratteristiche umane.
Dio è la Sorgente dell’Amore e noi siamo sue Scintille, siamo Lui e Lui è noi, Lui che fa esperienza di sé, attraverso tutte le sue Scintille.
Come può punire una parte di sé?
Ogni cosa fa parte dell’esistenza.

💌Lo so, il suicidio non è pianificato, cioè NON FA PARTE del Progetto che un giorno preparasti con il tuo Angelo Custode e altre Guide, è invece parte del Libero Arbitrio, della tua personalità.

Un’Anima scivolata in un brutto sogno, ha tante possibilità, come il piccolo nel grembo della madre che può scegliere di tornare sui suoi passi, perché si sente incapace e crede di aver fatto una scelta avventata, scegliendo quella famiglia, quel momento storico, quell’ambiente…
La stessa cosa può succedere ai genitori che possono pensare o realizzare un aborto.

👉Ogni interruzione è fuori dal Progetto e questo comporta, di solito, che l’Anima scelga un rientro rapido, ma anche in questo caso sto parlando di una possibilità “soggettiva”. Per molte Anime è andata così, ma ci sono le eccezioni.

Tutti siamo chiamati a tornare a Casa e ciascuna Anima lo fa in autonomia, seguendo il cammino che si sceglie, passo dopo passo.
La meta è unica, la modalità è diversificata.
Dobbiamo accogliere questo aspetto, rispettarlo e uscire dalla mente “collettiva” ed egoica, che tutto vada e debba andare come noi vorremmo.
No!

🧡Qui siamo in un campo speciale ed è tempo di fare e osare quello che fino ad ora non è mai stato fatto.

Non esistono termini di paragone, perché siamo Scintille di un’Unica Fonte, e ciascuna racchiude in sé una parte di quella bellezza e perfezione, come ✨ogni tassello di un puzzle è una parte unica e straordinaria del Puzzle stesso..

Buon cammino e buona riflessione a tutti!
Con Grande Amore, ✨Ti degli Arcangeli!


Senza paura.

Siamo stati allevati ed educati a “temere” la morte, come fosse la “stanza segreta” nella quale non è bene avventurarsi. Al contrario, chi ha vissuto l’esperienza di partire e poi rientrare dall’aldilà, sa bene che quando ritorni, sei sereno e hai smarrito quelle paure ataviche, che ti erano state trasmesse.
La paura della morte, affligge anche i credenti, anzi oserei dire che terrorizza di più loro, rispetto a chi, per esempio, spesso si dichiara ateo.


La Morte è di certo un grande Tabù, forse il tabù per antonomasia del mondo terreno, dove il senso ed il contatto con il sacro è stato perso e sostituito da una cultura materialistica.

Di recente ho dedicato un post sul Canale di Telegram, anche alla morte dei nostri Amici Animali, perché anche affrontare la loro scomparsa fisica non è sempre facile e richiede attenzione da ambo le parti.

Quando un Compagno Animale ci lascia,  sono poche le persone, che elevano una preghiera e fanno un saluto, dedicando una cerimonia ai propri Amici, partiti per il “Grande Viaggio”.
Di solito è più facile dare una sepoltura dignitosa al proprio Cane o al proprio Gatto quando in casa c’è un piccolo, un figlio o un nipotino; allora non ci si vergogna e si cerca in questo modo di stemperare il dolore che il bambino manifesta, facendogli scavare una nicchia per la sepoltura, in un piccolo spazio, utile per accogliere il canarino, oppure un altro Animaletto che è morto.
Ma niente di più.
Un adulto che svolge una piccolo cerimonia di commiato per un Animale è di sicuro visto come una sorta di marziano.
Molti considerano la morte come un sonno, come una specie di stato privo di consapevolezza, di coscienza.
Lei arriva e ti priva della tua identità.
Ti ghermisce, all’apparenza, senza un perché, e in maniera che tu reputi sempre brutale e ingiusta.

Chi l’ha conosciuta e ha oltrepassato quella porta tanto “temuta”, sa che la vita non è l’ombelico del mondo, ma semmai un semplice passaggio, un battito di mani, qualcosa di veloce e di breve, come un soffio di vento.

Morire non è perdersi, ma bensì ritrovarsi.
 Ti stacchi dalla dimensione materiale, per rinascere nella piena Dimensione dello Spirito.
E’ ritrovare tutto il tuo Potere.
E’ sentirti e riconoscerti appieno.

Ma che cosa accade quando termini questo viale, quando esci dal sentiero terreno, tracciato per te?
Vediamolo di nuovo, insieme.

Effettivamente si tratta di un sentiero tracciato, perché per prima cosa bisogna rammentarsi che la morte è già scritta dentro ciascuno di noi, nel nostro DNA; lì, da qualche parte, c’è una data. Si tratta della data fissata per questo passaggio che, sebbene in molti considerino nefasta, ciascuno di noi porta con sé, da quando apre gli occhi in questo corpo.

Ci sono persone, e ho conosciuto la moglie di una di queste, che con svariati anni d’anticipo, parlano della propria morte e di come avverrà, ai propri congiunti, mentre ne esistono altre, che paiono inconsapevoli e altre persone ancora, molto sensibili, che sentono e sanno perfettamente quando la loro vita si appresta a finire.
A volte ce lo comunicano, altre tacciono, ma il loro “com-portamento” a chi li sa osservare, muta, proprio perché l’ora X si avvicina.
Una cugina del mio papà, spedì a tutti gli zii una raccolta fotografica con alcune immagini, in bianco e nero, e dei versi scritti e scattati da lei, per quell’occasione.
L’album si chiudeva con la sua immagine, dietro il finestrino bagnato dalla pioggia, di un taxi.
La busta arrivò, a quasi tutti i destinatari, il giorno della sua morte, avvenuta in giovane età.

Ci sono lettere, poesie, diari di altre Anime nelle quali, in qualche modo, esse parlano di sé e di questa partenza, che preannunciano, come se dentro avessero ben chiara questa data; il mondo circostante si stupisce, soprattutto perché spesso quando ne parlano, nulla fa presagire una loro partenza, eppure essi sanno, sono in qualche modo con-sapevoli.

💙A volte alcune Anime, vengono contattate attraverso i sogni e in diversi modi resi partecipi dell’avvicinarsi della loro partenza o di quella di un familiare o di una persona cara.

💙In altre situazioni invece, tutto ti viene illustrato attraverso una metafora con la quale ti si prospetta l’avvicinarsi di quella scadenza, affinché tu sia pronto.
E’ così che nel sogno notturno tu puoi visualizzare specchi d’acqua scura, paesaggi desolati, lande desertiche, aride, prive di Vita.

💙Più spesso l’Anima che riceve questo telegramma, viene contattata da persone amate, già defunte, oppure da Spiriti di Luce.
Queste visioni, in genere, sono più nutrienti, perché raccontano qualcosa d’inerente il viaggio che l’Anima si appresta a fare; sono apparizioni che infondono serenità e calma, una calma a cui non siamo abituati in questa esperienza psico – fisica.

Le stesse Creature, che hanno contattato l’Anima, in genere, ritornano il giorno stabilito, per un accompagnamento effettivo.

A volte l’apparizione avviene durante la veglia, altre in presenza completa, ad occhi aperti.
Se l’Anima che riceve questo supporto è in corpo che si trova in uno stato comatoso o giace ammalato, ricevendo questa visita, entra in una sorta di pacificazione; allora cambia l’espressione del volto e spesso la persona si desta e fissa un punto preciso della stanza.

A volte le persone si riprendono e parlano o invocano un genitore o una figura che fu loro molto cara in Vita.
E’ una sorta di canto del cigno, a cui segue la chiusura degli occhi fisici e il distacco delle percezioni ordinarie; i sensi iniziano allora a funzionare solo in maniera “sottile”: la parola svanisce, ma nulla di ciò che accade intorno passa inosservata.

💙L’Anima in partenza, anche con gli occhi chiusi, vede, sente e sa tutto.
Essa partecipa contemporaneamente, fuori dallo scorrere spazio temporale terreno, sia alla vita del mondo visibile, che del mondo invisibile.

Poi, ognuno con i propri tempi, si ritrova fuori dal corpo, che ora può guardare dall’alto, con calma, serenità e distacco; prima ci si sposta nell’eterico e poi si raggiunge il piano che corrisponde alla propria evoluzione.
La cremazione proietta l’Anima in maniera anomala nell’oltre, proiettandola subito nell’astrale in maniera brusca e impattante.

A volte, quando la morte è improvvisa e magari violenta, l’Anima non comprende, come ho già avuto modo di dire, quanto le è successo oppure si rifiuta di accogliere questa fine terrena, fisica, sia per l’immediatezza, che a causa del dolore che vede dilaniare la sua famiglia o una persona amata.
In questa situazione, spesso, decide di restare e lo farà fino a quando non si sarà consapevole di quanto le è successo e non sentirà il bisogno di andare oltre.

Chi muore in un incidente improvviso è molto attaccato alla dimensione materiale, a cui è stato sottratto, e così non solo rimane, ma tenta di vivere come se fosse ancora nel suo corpo fisico.
Rimane allora accanto alle persone con cui ha interagito e che ha amato, cercando di richiamare la loro attenzione, fino a quando non accade qualcosa che lo costringe ad andarsene.

Di là, l’Anima osserva tutte le sue azioni, come fosse al cinema, e si rivedesse dentro un film; la visione è impegnativa, perché non esistono trucchi e maschere, quindi la verità appare nella sua nuda realtà.

E’ il momento della pesata, del bilancio di tutto il tempo trascorso nel corpo e quindi, dopo questa presa di coscienza, si crea una sorta di memento, utile per il prossimo “progetto di Vita”.
L’esperienza futura è così determinata da quanto avvenuto nell’ultima incarnazione e nelle precedenti, sempre se qualcosa non è stato superato.

✨Dopo questo passaggio obbligato, l’Anima si sposta nel piano che corrisponde alla propria evoluzione, e quindi alla capacità sviluppata di sapere e potere cogliere la verità.
Qui conservi il tuo bagaglio, per intero:   tutte le esperienze passate, la tua personalità, l’intelligenza e la cultura.

La tua evoluzione animica è esattamente quella che hai raggiunto qui, sulla terra, prima di morire.

👉 Quindi il vero Lavoro, è qui, nella realtà fisica e va affrontato e fatto fruttare.
👉 Qui, in questa scuola, puoi progredire e aumentare le tue frequenze; oltre acquisisci una diversa coscienza, più profonda in merito al tuo operato e puoi, in qualche modo attivarti, per migliorare qualche aspetto del tuo Karma.
👉 Come?
✨Per esempio venendo in aiuto di altre Anime, incarnate oppure ✨sostenendo e accompagnando le Anime durante il trapasso, in maniera attenta, amorevole e compassionevole.

L’esperienza a cui stiamo prendendo parte è di grande importanza e va assaporata con grande attenzione, ai fini di trasmutare e rientrare nel grande ciclo, dotata di una nuova Maestria.
Felice e proficuo cammino, a Tutti!

Amorevolmente🧡 Ti degli Arcangeli

Quello che non sai…

Assistere a morti accidentali, improvvise, se ti è capitato di esserne in qualche modo spettatore, t’ingenera una sorta d’irrequietudine, come se Tu vivessi in uno stato di Choc, ti senti in qualche modo, profondamente co_in_volto.
L’agitazione che sperimenti, ti sembra un fatto “normale”, perché sei stato testimone di “un passaggio”, una morte avvenuta in modo inaspettato e traumatico, quindi la tua interpretazione immediata, di tipo terreno, ti rimanda che assistere ad un incidente di tipo mortale ha scosso i tuoi sistemi e ti quindi ti ha coinvolto emotivamente.

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Ciao! A presto!

Osservo una donna, mentre alla stazione saluta un parente, che raggiante, carica le sue valigie sul treno e si appresta a partire.
Lui è sorridente, carico di doni e del ricordo dei bei momenti, appena trascorsi, mentre lei ha il fiato corto e gli occhi lucidi e con la mano, non smette di salutarlo e di fargli cento raccomandazioni.
Mi accorgo che ogni partenza per l’Uomo, poco avvezzo a questo momento, è sempre “importante” e il proprio stato d’animo, spesso, impedisce di cogliere, la gioia dell’altro, soprattutto per chi, nonostante la bella esperienza, vuole solo fare ritorno “a casa”. La sua.

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Vita e Morte. Morte & Vita

Il personale di una struttura o di un ospedale che si trova ad assistere un corpo che soffre e giunge al termine del suo cammino, spesso deve farsi carico oltre che di chi parte, anche di chi resta, cioè dei familiari, rimasti lì, a vegliare, accanto al letto.
Ogni persona ha un suo modo di somatizzare e di restituire il pathos e tutta quella serie di emozioni, che accompagnano un saluto così speciale.

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La Transizione dell’Anima

Oggi parliamo ancora di morte e di certo qualcuno, leggendo, toccherà qualcosa, perché la morte ci spaventa e fa parte delle esperienze che la persona cerca di allontanare dal suo spazio vitale.
In realtà, senza l’accoglienza della Morte, non può esserci neppure la Vita.
Basta osservare la Natura, la nostra grande Maestra Divina.
Transi_azione, è solo quando “passi” oltre.
Ho sempre ammirato le culture dove il momento della partenza di un’Anima per altri spazi, viene accolta e festeggiata, proprio come si è soliti fare per una nascita, perché in realtà si tratta di una nascita.

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Rielaborare un lutto è trasmutare

Rielaborare un lutto, sia che si tratti di una reale “scomparsa” fisica, sia che si tratti di un abbandono o della fine di qualcosa, che aveva un certo peso nella nostra vita e nel suo scandirsi, è laborioso.
Questa fatica fa parte della Terza Dimensione, una dimensione dove tutto è stato “stra_volto”, cioè girato e rigirato in modo che il suo reale aspetto ci sfugga e ci risulti impossibile da leggere, da notare, e da vivere, secondo la visione Divina, Cristica, originaria.

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Onorare la Terra e le Anime

Sono legata alla Terra, ai suoi profumi e alla sua ritualità ciclica, e quando ritorna la festa di Halloween so che si apre sempre una sorta di parentesi e di baccanale, senza precedenti.
Mentre il Natale ci trova tutti concordi, questa festa ci separa e divide l’opinione pubblica tra i ferventi sostenitori e i detrattori, cioè coloro che la considerano una festa pagana e “americana, quindi lontana dalla nostra cultura”.

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Un viaggio importante

Due incontri fatti poco fa, mi hanno illuminato a proposito dell’argomento che andrò ad affrontare oggi.
Due persone, due donne, due amiche, con bambini di età diversa, ma entrambe sintonizzate sulla medesima frequenza di “il mio” bambino, una frequenza molto gettonata e pericolosa per la nostra storia animica.
Siamo profondamente attaccati alla materia, che cerchiamo di controllare e possedere e molto “ignoranti”, nel senso letterale e pieno di questo  termine, a propsito di chi siamo e della missione che stiamo compiendo quaggiù.
Nessuno ci educa a cogliere il vero valore, il senso pieno della Vita e della Morte.
Se ci appartenessero non utilizzeremmo così intensamente i possessivi e non saremmo gli accaniti “possessori” di tutto, figli, mogli e compagne incluse.
Non siamo corpi venuti a fare un’esperienza divina, ma semmai Creature divine, venute a fare un’esperienza terrena.
Perché? E da dove veniamo?
Fondamentalmente ci incarniamo per crescere ulteriormente e poter così accedere a nuove dimensioni, con il desiderio di poter raggiungere il punto più alto e quindi entrare in uno stato di totale fusione con la nostra origine; Dio.
Ognuno di noi viene da uno di quei piani  dei Mondi sottili, Mondi dove l’Anima vive perfettamente a suo agio, immersa in una condizione di Luce e di Amore accrescitivi e unici.
Immagina l’ultima parte del Mondo Divino come una grande tenuta, con costruzioni diverse nella dimensione, nella forma e nelle decorazioni; lì, all’interno di una vasta proprietà, sopra un’altura,  c’è una sorta di costruzione a più piani.

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