Cosa fare quando il dolore bussa alla porta

Uno dei dolori più intensi da affrontare e risolvere è la “scomparsa” della persona che amiamo o abbiamo amato o con la quale avevamo un legame particolare.
Quando qualcuno esce dalla nostra Vita, e di solito è per sempre, si crea in noi uno stato di dolore veramente intenso e sicuramente faticoso da vari punti di vista.
Non importa se si tratti di una morte reale, di un abbandono o di una perdita, … perché comunque sia avvenuto il fatto, è un’assenza, un vuoto fisico e corporeo, prima che di altra natura, quindi sostanzialmente identica nelle sue dinamiche evolutive successive.
Se dopo l’accaduto, pensando sia giusto e sacrosanto girare immediatamente pagina, ci invitiamo ripetutamente a dimenticare, a voler cancellare quella persona dalla nostra Vita, dai nostri pensieri, stiamo per cozzare come il Titanic contro un iceberg, quindi siamo prossimi ad affondare, passando dal dolore alla sofferenza, cioè a quel circolo poco virtuoso che ci divora, ci consuma, ci trasforma in altro, cioè in individui pericolosi per noi e per gli altri.
Soffrire poi, ci porterà a rinunciare, a negarci tutte le occasioni che l’Universo ci offre e ci consiglia, e a provare paura per tutto ciò che potrebbe farci riprovare le stesse sensazioni, la stessa esperienza, la medesima ferita.
La sofferenza è altro dal dolore ed è gestita potentemente e prepotentemente dalla nostra mente, la quale ci conosce bene e sa perfettamente come intimorirci, propinandoci tutte le possibili sventure che ci toccherebbero di nuovo, se approdassimo ad un’altra relazione, ad un nuovo incontro, ad una nuova amicizia.
Amicizia, amore, relazione anche lavorativa rientrano quindi in un vortice di “pessime occasioni” per sicuri e mortali sofferenze e ferite future, che la mente ci consiglia caldamente di evitare.
E’ solo una forma di difesa, di autodifesa, la quale però gioca a nostro totale svantaggio.
Quello che sto dicendo è che quando qualcosa finisce dobbiamo dare spazio al dolore, perché la ferita c’è e Leggi tutto…

Oggi lavoro con un Coach speciale

Giornate impegnative, il tempo che scorre frenetico …
Molte domande e varie situazioni che scivolano …
C’è bisogno di un supporto per avere la certezza di andare nella giusta direzione ed avere qualche pacca sulla spalla, affinché la Fede non vacilli e tutto sia nel migliore dei modi.
A chi possiamo guardare, con l’ok angelico?
Ho chiesto all’Universo un “segno”, una spinta …
Vi garantisco che a tutti avrei pensato, tranne a lui, Bruce Lee.
Credo che lo conosciate quasi tutti, chi più e chi meno.
Ecco io appartengo alla categoria dei meno, forse meno –  meno ….
La risposta arriva in poche ore: lo incrocio mentre cerco e scelgo, con gli Angeli, una frase per le Leggi tutto…

Ho toccato il fondo

Quando tocchiamo il fondo e ci sentiamo mancare, dobbiamo solo lasciarci andare alla forza vera dell’Universo che sa e ha la visione globale del nostro cammino, quella panoramica che a noi manca.
A volte la Vita, soprattutto quando siamo in chiusura dei vari capitoli personali,  e quindi il cambiamento bussa alla nostra porta, ci fa rimanere senza fiato, trafelati e spaventati, in un’attesa spasmodica, che vorremmo solo evitare, distanziare da noi…
Perché parlare di questo?
Forse perché molti di noi, in questo periodo, stanno percorrendo un sentiero un po’ più faticoso e sconnesso del solito e quindi percepiscono un particolare cambiamento in atto che terrorizza.
Il cambiamento volteggia nell’aria.
Lo respiriamo, lo sentiamo sulla pelle e dentro le ossa …
La reazione è completamente personale, veramente soggettiva: alcuni avvertono una spinta strepitosa a cambiare vita e il desiderio di assecondarla, ma per i più, molto spesso il cambiamento spaventa e immobilizza e basta.
Non sono abituata all’immobilità, ma la conosco e la vivo di respiro, perché appartiene alla massa, ai più.
Cosa fare?
Il cambiamento in essere è a 360 gradi, quindi lo assaporiamo nell’aria stessa, come una sorta di corrente e porta in sé una forza nuova, capace di farci spezzare le catene del passato e frantumare i vecchi schemi sociali, personali, relazionali, che ci tengono prigionieri da generazioni…
E’ in atto un’evoluzione della coscienza, per cui possiamo cogliere l’occasione per fare un salto nella nostra crescita personale, salto in cui ci viene chiesto di uniformarci ai valori universali, quindi ad una morale diversa da quella “in auge” da tempi immemorabili, allineandoci ai comportamenti dell’Universo.
L’Universo non conosce il Nì: per lui o è sì o è no.
Diciamocela tutta: per fare questo salto, dobbiamo cambiare noi stessi, cioè il frutto di una società in crisi, che non vuole perdere il controllo e quindi si abbarbica come l’edera alle sue vecchissime dinamiche, ricusando quanto sta accadendo, perché diverso, altro e mutevole e per tanto, secondo la nostra logica, da temere.
Lo so, non è sempre facile, quantomeno per la nostra mente che è dannatamente attaccata alla più o meno lussuosa zona di comfort e che cerca sempre il “consenso” degli altri.
E’ giunto il momento di fare da soli, di scegliere in base alle proprie nuove dinamiche interiori e quindi dobbiamo perfettamente sapere chi siamo e cosa desideriamo.
Facile?
Assolutamente sì! …Basta ascoltarsi.
Presente “va dove ti porta il cuore”?
Ecco!!!
Si tratta proprio di quello.
Ricordo un fatto successo in casa di amici, alcuni anni fa, che forse può aiutarci a cogliere meglio il nesso del discorso odierno …
Una domenica arrivai e trovai la casa degli amici, immersa nella disperazione.
Disperazione perché a un mese dal matrimonio la nipote, dopo giorni e giorni di inappetenza e insonnia, aveva dichiarato a pranzo, alla famiglia, di getto, senza respirare, che non voleva più sposarsi, perché si era innamorata di un’altra persona, un ragazzo disabile, costretto su una sedia a rotelle.
Vergogna, onta, disperazione, … e sgomento per questa scelta così estrema e sicuramente, a loro dire, frutto di un attacco di “crocerossinite acuta”, tipicamente femminile.
Dov’era il problema?

Uno schema ordinario, spezzato da una scelta “non consueta, non ordinaria”.
L’ordine costituito veniva sovvertito e nella peggiore delle modalità e tempistiche.
Mi viene da sorridere, perché queste sono le situazioni ”meravigliose”, capaci di scuoterci e finalmente smuoverci e riportarci ad un’altra modalità di vivere, più schietta, diretta, vera e viva, che però abbiamo dismesso negli anni e non ci appartiene più.
Viviamo di modelli sociali, personali, familiari, lavorativi, relazionali … rigidissimi, che ci assillano e creano discrepanze interiori e dolori, a volte insopportabili; qualsiasi cosa, fatto, dire o persona, esuli da tali schemi … è altro, pericolosa e devastante, perché mette in discussione, spacca le zone comfort e crea un “nuovo ordine”, inaccettabile per le nostre mente “addomesticate” e succubi del giudizio altrui.
Ovunque andiamo, dobbiamo farlo secondo le nostre convenzioni sociali.
Quella ragazza ”meravigliosa” aveva spezzato uno schema intoccabile, secondo le nostre convenzioni sociali.
Lasciare il futuro sposo per un’altra persona,

a un mese dal matrimonio,

con tutto pronto, (fiori,, chiesa, abiti, confetti, viaggio …)

dopo 4 anni di amore, o presunto tale,

con un bravo ragazzo, ( bravo, perché piace alla famiglia),

per un invalido, “perché diciamocelo chiaro è questo”, che ci ripete la nostra morale povera ed etichettante ….

Vale la pena soffermarsi un secondo su questo episodio, perché ci apre sicuramente a mente.
Vediamo pezzo per pezzo, perché ho “fatto” certe affermazioni….

  1. Quella ragazza aveva spezzato uno schema intoccabile.

Coraggiosa, veramente coraggiosa e non omologata, al punto da preferire la verità affettiva/emotiva e quindi relazionale, che aveva maturato, sicuramente faticosamente, ad una vita falsa, fatta di sotterfugi e fallimenti matrimoniali o di altra natura.
Quante volte, prima del sì, le coppie o una delle due persone coinvolte, viene/vengono presi da dubbi, timori, paure, dal desiderio di non fare quel passo?
“Ah, beh, normale amministrazione”, penserà qualcuno, “di fronte ad una scelta importante questi dubbi sono sacrosanti.”
Sacrosanti sì, ma quanti li ascoltano e danno loro il giusto peso?
Ciò che nasce nel vero bene, non conosce dubbi, dolori, né incertezze.
Ci appartiene e scivola in una normalità universale, che solo a noi, “imprigionati nelle etichette sociali” appaiono assurde, ma non lo sono.
Quando una cosa è giusta, buona, corretta … viene da sé, senza ostacoli e paure.
E quante di quelle sensazioni pre- matrimonio erano e sono state il preludio di un malessere reale, che poi ha creato i suoi effetti devastanti negli anni a venire, coinvolgendo spesso anche i bambini nati, nati anch’essi, sovente, per riempire e voler tacitare qualcosa che disturbava e proprio per questo andava tacitato e riportato nelle modalità ordinarie e consuete del nostro modo di vivere?
Prima ci si fidanza, poi ci si sposa e si fanno figli, altrimenti non si è famiglia e non si fa, non ci deve essere altro.

Infrazioni commesse, in questa storia, che cozzano con la nostra modalità ordinaria di vivere?

  1. Lasciare il futuro sposo per un’altra persona? Non si fa! Meglio una convivenza infelice!!!
  2. A un mese dal matrimonio? con tutto pronto, (fiori,, chiesa, abiti, confetti, viaggio …) Assurdo, con tutto pronto e tanti soldi spesi così bene ( permettetemi l’ironia…)
  3. Dopo 4 anni di amore? Beh, magari l’Amore c’è stato, ma ha fatto, per qualche strana, ma giusta e normale dinamica, il suo corso ed ora, esauritosi non ha più motivo di essere e tanto meno di essere “consacrato”. Ci rendiamo conto che stiamo per “rendere sacro” qualcosa che non ha più valore??? Sarebbe assurdo, veramente contrario ai valori veri …
    Eppure viene fatto e ripetutamente, per non ledere l’immagine, le persone coinvolte, i familiari e le loro “immagini sociali”.
    Così poi la faccia ce la metteranno comunque in seguito con i frutti di questa storia nata un po’ così, …
  4. Con un bravo ragazzo!!! Nessuno mette in dubbio o ha elementi per dire che non lo sia, ma essere bravi non significa che lui vada bene per lei o viceversa … e che l’Amore reciproco esista o sia mai esistito.
    La chicca era poi la scelta alternativa della ragazza: un nuovo compagno disabile.

Questa storia, finita benissimo, perché si sono sposati e hanno due bimbe straordinarie è invece la riprova della forza e del coraggio che dovremmo avere per creare una realtà che veramente ci appartenga e ci consenta di esprimerci ed essere amore, quello vero, non frutto di attese e convenzioni.
Avrebbe potuto finire anche questo nuovo rapporto? Essere frutto della malattia femminile della “Crocerossina”?

Sicuramente sì, ma nulla è per sempre e fino a quando non accetteremo che la dinamicità ed il cambiamento sono inclusi nell’esistenza e la sorreggono, la vivificano, pretenderemo di avere il “per sempre” proprio nelle situazioni più impegnative, importanti e portanti della nostra vita individuale e sociale, destinandoci al fallimento.
Perché quando un amore finisce spesso una delle due persone coinvolte perseguita l’altra e non accetta la parola fine?
Proprio perché alla base manca la comprensione e l’accoglienza del vero valore dell’Amore, che non è prendere, ma dare e spendersi in una condizione costante di cambiamento.
Se pretendiamo di mantenere la relazione e quindi l’Amore in una realtà fissa, ferma, statica … abbiamo perso in partenza.
Un fiore ha bisogno di aria, acqua, terra, vento …per crescere e dischiudere la sua corolla, i suoi petali, così l’Amore, che se viene messo sotto una campana di vetro, soffoca, proprio come farebbe un fiore.
Cambiare.
Crescere.
Accogliere.
Uscire da questi schemi/pensiero che hanno fatto ammuffire la nostra vivacità, la nostra vitalità personale e sociale.
Dovrebbe scandalizzarci vedere due persone ormai distanti, consacrarsi … non il contrario.
Il coraggio è del guerriero, di chi guarda oltre queste “convenzioni” che generano, proprio come diceva Einstein sempre gli stessi risultati… solo che io, con gli Angeli, non la chiamiamo follia, ma pazzia; pazzia è uscire dalla propria essenza, follia è uscire dagli schemi della folla, cioè della massa.
Se quindi oggi,
forse proprio ora,  abbiamo deciso che è il momento giusto per cambiare vita, abitudini, lavoro, relazioni, dobbiamo entrare nella dinamica dei folli, cambiando noi stessi e il nostro punto di osservazione delle cose.
Difficile? Impossibile?
Né difficile, né impossibile.
Basta volerlo ed ascoltarsi.
Tutti abbiamo qualcosa dentro che ci parla, si racconta e ci invita a fare qualcosa che non osiamo mai fare, per paura del giudizio o di rompere le convenzioni il bon ton a cui siamo stati educati.
L’attaccamento a qualsiasi cosa (situazioni, persone, abitudini,…) è un freno, è una gabbia che limita la nostra libertà di essere e anche quella di cambiare.
Quante persone ripetono un sacco di giustificazioni a chi chiede loro di cambiare rotta, per stare meglio e vivere, amare, ritrovarsi, essere come desiderano …
E’ soprattutto la nostra mente, sono i nostri schemi nei quali viviamo a tenerci prigionieri e, finché siamo “addormentati”, non ci accorgiamo nemmeno di esserlo.
Chi sono io?
Una risvegliatrice!!!

Un folletto mandato a spaccare questi schemi.
Le storie che raccontiamo ai nostri figli in realtà “ci raccontano”, parlano di noi, del genere umano e prevengono e prevedono tutto.
Presente la “Bella addormentata nel bosco” che dorme 100 anni?
E quel principe azzurro che la bacia e la risveglia?
E’ la nostra storia, niente altro che questa storia.
E’ il cambiamento, tentato varie volte nei secoli, ma sempre naufragato, perché mai sorretto dalla parte migliore e più consapevole di noi: l’Anima, l’unica viva, vitale, che ci sopravvive.
Il cambiamento non dovrebbe mai spaventarci, piuttosto è il contrario: il rimanere fermi, immobili, mummificati, lasciando le cose esattamente come stanno, che dovrebbe terrorizzarci, perché non portano nessun miglioramento nella nostra faticosa, avvilente, sonnolenta vita.
Il cambiamento è una cosa naturale, intrinseca nella natura di tutto l’Universo, tranne che in noi, nel genere così detto “umano”.
Allora cerchiamo di abbandonare la nostra zona di comfort e di aprirci al nuovo fluendo nella vita e forse staremo meglio e saremo meglio per noi e per chi ci incrocia e/o vive accanto.

Il cambiamento, che ci piaccia o meno, è l’unica costante nell’Universo!

Cosa dobbiamo fare allora?
Mettere in atto la Resilienza e la Forza di volontà.
Soprattutto in questo periodo di crisi, dobbiamo cercare di sviluppare una certa resilienza, che potrebbe rappresenta la nostra salvezza.
La resilienza è proprio quella capacità di accogliere una situazione, all’apparenza negativa, come un’occasione per attuare un cambiamento nella nostra vita, che la migliori.

Se l’Universo ci fa trovare l’auto con una gomma sgonfia, anziché bestemmiare, imprecare, cercare il presunto colpevole fuori di noi, accogliamo questo fatto come una possibilità, una novità.
Cosa posso fare ora che ho una gomma a terra?
Come posso gestire la cosa?
Cosa mi offre questa situazione?
Tutto è un’occasione, basta solo saperla vedere, notare.
E se quella gomma mi avesse evitato un tamponamento? Come posso sapere cosa mi aspettava e perché l’Universo ha fatto questo?
Noi partiamo sempre dal presupposto che lui agisca per il nostro male, ma egli risponde alle leggi divine del Creato e lavora in realtà, contrariamente a quanto crediamo, per il nostro bene, sempre e solo per quello.
Ricordiamoci che tutto ciò che ci accade l’abbiamo creato noi, l’abbiamo in qualche modo concesso, attratto nella nostra vita per un effetto di risonanza e molto probabilmente ci sta servendo per imparare qualcosa, per evitare qualcosa, per trovare qualcosa e per godere … sì, proprio per godere …
Noi invece, spessissimo, non riusciamo a fluire in modo naturale con gli eventi della nostra vita e facciamo attrito, resistenza.
In questo modo blocchiamo la nuova realtà che potrebbe entrare nella nostra vita, rimanendo invece aggrappati a quella a cui siamo tanto affezionati ( vedi il matrimonio in casa di amici).
Ma non disperiamoci, perché abbiamo un grande strumento dalla nostra parte: la forza di volontà.
Attraverso la nostra forza possiamo creare e trasformare qualsiasi cosa.
Il nostro potere è infinito, basta solo volerlo.
Grazie alla nostra grande e magica forza di volontà, ciascuno di noi è in grado di affrontare tutte le sfide della vita e apportare qualsiasi cambiamento nella nostra realtà.
Iniziamo a cambiare pensiero!
“Quando soffia il vento del cambiamento, c’è chi costruisce muri, chi mulini a vento” è una frase che adoro, mi appartiene ….
Non amo Don Chisciotte, non sono come lui …: io i mulini li costruisco e li attivo, non mi spiaccico contro.
Fermiamoci ad ascoltarci, ci serveee!
Se stiamo stretti nei nostri panni, siamo come anime in pena, sentiamo il desiderio di cambiare qualcosa nella nostra vita, cerchiamo … cerchiamo…  cerchiamo …significa che è ora di farlo!
Fare la pazzia dell’amica, della ragazza …
Dovremmo fermarci ad ascoltare la nostra voce interiore che come sempre ci sta parlando e visto che non l’ascoltiamo ci viene la tosse, non ci lascia, si trasforma in emicrania, in occhi che piangono, respiro che non viene … e allergia.
Allergia a noi stessi.
Allergia alla Vita.
Allergia a questo nostro modo di essere e vivere.
Perché così tanti intolleranti e allergici?
Siii l’inquinamento fa la sua “grande parte”, ma noi lo anticipiamo e lo sosteniamo.
Io per prima, perché nel mio caso vorrei mangiare, produrre e vivere in mezzo a una Natura amica, che rispetto e amo secondo il mio Spirito, che le appartiene.
La nostra voce interiore non sbaglia mai.
Certo, bisogna saper distinguere tra la voce dell’Anima e quella della mente, quella che va ed è andata sempre per la maggiore, quella che ci ha stressato in maniera ineguagliabile e ci lascia ancorati a queste dinamiche ambientali, sociali, relazionali, affettive e lavorative attuali devastanti e in fase di crollo a picco.
Recuperare la dimensione dell’ascolto è fondamentale per capire profondamente ciò a cui anela la nostra anima, spesso imprigionata in una vita che ne soffoca la sua vera missione, quella che spesso consideriamo “impossible”, ma che in realtà è fattibilissima.
Povera e cara anima, forse è giunto il momento di iniziare ad ascoltarti di più, cercando il tuo vero sogno, quello della tua vita, cioè quella missione che sei venuta a compiere, che stai tentando di compiere da secoli e sempre con risultati, beh, alquanto incerti e d infruttuosi, visto il numero di reincarnazioni.
Abbiamo a disposizione strumenti molti potenti, come l’osservazione e l’ascolto, che ci aiutano nella nostra indagine interiore per conoscerci profondamente e scoprire chi siamo veramente.
Possiamo trovare diversi modi per riuscire a riconnetterci con noi, con la parte più vera e profonda, quella che anneghiamo e rinneghiamo spessissimo, per non dire sempre, soprattutto attraverso la natura, la contemplazione e la meditazione.
Più entriamo in noi, più a nostra missione, il nostro sogno, la fotografia della nostra vita ideale saranno più limpidi, più chiari e tutto ci sarà più chiaro, fattibile, e rientrerà nella giusta “normalità dei folli”, quella che cambia spesso.
Chiediamoci una volta per tutte:
“Perché non sono felice?
Perché non sono/siamo soddisfatto/i?
Cosa mi manca?
Quando sto bene?
Cosa voglio fare nella vita?
Cosa desidero veramente???

 

E’ tutto è dentro di noi, basta leggere, ascoltarsi e soprattutto accogliersi.
Se so e non mi ascolto … beh, allora mi merito tutta l’infelicità e i casini che ho, me li sono scelti, voluti, desiderati.
Spesso, anzi troppo spesso, è la paura che ci blocca e ci impedisce di fluire nel cambiamento.
La paura nasce nella mente, dal controllo che vogliamo sempre avere sulle cose e dal timore di perderne altre a cui ci siamo attaccati e che pensiamo ci diano quel benessere, rispetto, posto … che la società promette a chi si comporta secondo certi canoni e convenzioni.
Dovremmo rinunciare e cercare di lasciare andare questo eccessivo controllo sulla nostra vita e comprendere che ogni cambiamento avviene per il nostro bene.
Dobbiamo trasformare la paura in un’apertura verso il nuovo, diventando disponibili nei confronti della vita e delle sue novità, perché niente arriva per danneggiarci, ma per donarci.
Questa apertura di mente e cuore ci permette di riconoscere le opportunità che la Vita ci offre proprio in questo momento.
E’ TEMPO di riconoscere e trasformare schemi e convinzioni limitanti che ci stanno bloccando e che, in questo momento, non ci permettono di trasformare alcune parti di noi e di essere feliciiii.
O forse non è questo che desideriamo e vogliamo veramente, perché siamo votati alla sofferenza illimitata  e alla fatica senza frutto …
Cambiare vita dovrebbe avere l’obiettivo di renderci più felici, no?
Però, se essere felici ci “disturba” … restiamo fermi, immobili e non lamentiamoci.
Basta iniziare col riconoscere i  nostri schemi mentali e una volta riconosciuti, capire su quali aspetti dobbiamo muoverci e lavorare per riuscire a fluire nella vita più facilmente.
Cerchiamo quindi metterci in cammino e predisporci a cambiare per stare finalmente BENE.
In questo percorso, che scivolerà come acqua, nel momento in cui avremo accettato di metterci in gioco in una maniera diversa, impareremo a sviluppare una qualità importante: la fiducia in noi stessi, nel Mondo e negli altri.
Avere fiducia in se stessi significa avere fiducia nella vita, è una fede che non è speranza,  ma è la consapevolezza che la realtà esteriore è uno specchio di quella interiore.
Tranquilli, sereni, con un atteggiamento giocoso e grato verso tutto … è questo che ci manca.
Essere così significa che la vita ci dona e ci offrirà sempre occasioni per cui essere grati e gioiosi.

Impariamo ad essere consapevoli che tutto ciò che ci accade, CONTRARIAMENTE A QIUANTO CI E’ STATO INSEGNATO, non è frutto della sfiga, ma accade per il nostro SOMMO bene.
Bella rivoluzione, vero?
Eh sì, concordo.
E’ questa forse la fatica più grande da concederci.
La Vita ci Ama e ci sostiene ogni istante,  perché noi le apparteniamo, siamo Vita!!
La fiducia che avremo e coltiveremo nei confronti della vita sarà direttamente proporzionale a ciò che riceveremo e saremo.

“Quando non avevo più nulla da perdere, ho ricevuto tutto.
Quando ho provato umiliazioni eppure ho continuato a camminare, ho compreso che ero libero di scegliere il mio destino.”
Sia questo il nostro motto….

Con Amore grande ti**** degli Angeli.

Sono Felice quando… (9 consigli efficaci)

Ci sono giornate in cui la Vita sembra sorriderci e tutto scivola leggero e regolarmente giocoso.
In quei momenti, diciamocelo in tutta onestà, siamo convinti che il mondo sia meraviglioso, gli amici strepitosi, i figli, se ne abbiamo eccezionali, …
Perfino la suocera, quando siamo in giornate sì e “una bella persona”.
sono i momenti magici, in cui siamo in sinergia con una parte migliore di noi e con l’alto, anche se in maniera inconsapevole, e tocchiamo il nostro “cielo affettivo/emotivo” dando ascolto al nostro cuore e ai nostri desideri più belli, ai nostri sogni ed ai nostri obiettivi di vita più “aulici” avrebbe detto qualche sommo poeta del passato…
In quei momenti, facilitati, sappiamo quello che vogliamo e, cosa ancora più importante, come raggiungerlo.
Per il resto del tempo, quello messo meno bene, no!
Tutti dentro, nel profondo di noi stessi,  sentiamo e sappiamo quanto è meravigliosa la vita, soprattutto quando siamo felici e così, giustamente, aspiriamo ad esserlo ogni giorno.
Non siamo nati per soffrire, né per portare croci, ma impostiamo la nostra Vita in maniera che Leggi tutto…

Come ritrovare la Pace

Spesso la nostra vita quotidiana ci prospetta situazioni inattese ed impegnative, quindi può apparire e rivelarsi simpatica, dinamica, oppure, al contrario, caotica al punto di poterci sopraffare.
A volte riuscire a riportare la serenità, la pace interiore e la tranquillità nelle nostre esistenze, sembra un desiderio vano, quasi senza speranza, eppure le cose non devono necessariamente andare in questo modo. Cosa fare?
Cambiare rotta.
Non invertirla per ritornare sui propri passi, ma per indirizzarsi verso nuove occasioni.
Piccoli ma significativi cambiamenti possono consentirci di raggiungere traguardi rilevanti, anche da questo punto di vista.
Ecco allora 8 semplici e pratici consigli, per riuscire a riportare un po’ di calma interiore, tranquillità e Leggi tutto…

Imparo a sorridere

In queste giornate, dedicate ai defunti, mi guardo intorno con una certa curiosità e respiro con allegria l’aria finalmente più pulita e leggera, dopo le piogge di queste ultime ore.
Intorno non c’è serenità ed i sorrisi si possono a fatica contare sulle dita di una mano.
Perché?
Come mai siamo sempre più cupi e forse rabbiosi dentro?
Mi viene in mente una pubblicazione molto carina di chi, come me, crede e si propone per aiutare e risvegliare l’Anima e quindi la Vita interiore ed esteriore delle persone e dei giovani.
Ci sarebbe bisogno di una dose doppia, una razione di polvere “magica”, per creare una situazione più radiosa nelle giornate di ciascuno di noi.
Il Cielo ci e si propone continuamente, soprattutto attraverso i suoi messaggeri ( vedi gli Angeli e gli Arcangeli), per aiutarci a vivere la nostra vita pienamente, per spingerci a raggiungere la felicità, ma siamo faticosamente aggrappati alle nostre dinamiche e quindi avvolti nel buio più totale, tanto che il sorriso è quasi sparito dalla nostra quotidianità.
Chi sorride è uno zombi, o uno scemo … secondo i più, che non sanno comprendere cosa ci sia e ci possa essere  di lieto nella nostra situazione attuale.
Eppure è proprio quando abbiamo toccato il fondo, e siamo immersi nelle tenebre dell’Anima, che ci viene offerta l’occasione per una Rinascita veramente unica e speciale, basta solo saperla vedere, cogliere e quindi farla propria.
Un’occasione, il problema è questo.
E’ stupenda l’etimologia della nostra lingua, perché ci spiega veramente il valore delle parole che usiamo …
Occasione deriva dal latino e significa cadere davanti … quindi un qualcosa di vicinissimo che sta a noi, alla nostra “libertà” di agguantare e usare, fare nostro.
Ci sono tre cose che ci accomunano sicuramente:
La prima è che, in questo preciso istante, in buona o parziale salute fisica, tutti noi siamo vivi, siamo tutti meravigliosamente e terribilmente vivi.
Siamo vivi e questo è già un ottimo motivo per sorridere ed essere grati alla Vita.
Il proverbio ci dice: “Fin che c’è vita c’è speranza!”
E allora?
Perché non prenderne atto e non sorridere …
Comunque e qualunque sia il mio stato odierno, a livello emotivo, affettivo, relazionale, economico, lavorativo … sono ancora qui e posso mettermi in gioco e cambiare la partita, se lo stato attuale delle cose non mi va.
Non ci basta questa new?
Beh, allora c’è un’altra strepitosa notizia: la morte ci attende tutti, da qualche parte e Leggi tutto…

6 mosse per raggiungere la Santa Pazienza

Ci sono giornate nelle quali, per quanto pazienti si possa essere, i nostri sistemi, messi spesso a dura prova, sembrano divenire ingestibili e quindi, nonostante la nostra conclamata consapevolezza che la soluzione più adatta, più appropriata, sarebbe quella di rimanere tranquilli, schizziamo e diamo a volte il peggio di noi.
A tutti spesso capita di innervosirsi, e poi perdere la pazienza, con i nostri familiari, con i nostri amici e a maggior ragione con coloro che non ci sono particolarmente simpatici.
Perché?
Le motivazioni possono essere parecchie e nascere dentro di noi o essere accentuate e sollecitate dall’esterno e dai vari camion della spazzatura, da cui ci lasciamo sommergere, e di cui abbiamo parlato in più occasioni.
La costante rimane allora la modalità rabbiosa con cui ci muoviamo in quei frangenti.
Ma è possibile gestire questi eventi e soprattutto la rabbia, che ne scaturisce, ed evitare reazioni violente? Probabilmente sì, e forse, come vedremo, è la calma il modo migliore per gestire anche le situazioni più critiche e stressanti, che spesso ci arrivano a sorpresa.
La pazienza è, in effetti, una delle migliori qualità che ciascuno di noi dovrebbe possedere,  e che Leggi tutto…

Accogliere l’idea della Morte

Oggi parto da questa affermazione di Coelho per riprendere un discorso sempre attuale, perché l’esperienza della Vita e della Morte ci accompagnano spesso nel corso delle nostre giornate, fornendoci spunti particolari di riflessione e spesso scorci di gioia o dolore veramente intensi.
Con la nascita, il nostro campo esperienziale è più che tranquillo, mentre quando giungiamo al termine del nostro cammino non è la stessa identica cosa: mentre l’uno è avvolto dal mistero straordinario della Luce, più intensa e piena, l’altro sembra, stranamente avvolto e avvolgerci nel buio.
Noi e la Morte non andiamo mai a braccetto, …non la comprendiamo, non ci viene affatto spontaneo accoglierla, darle un senso e quindi la reputiamo la parte peggiore del nostro cammino esperienziale animico, da incarnati.
Come fare quindi a viverla nel migliore dei modi, soprattutto quando ci fa visita e va a toccare un nostro caro, una persona che comunque amiamo e conosciamo?
Beh, sicuramente è una risposta complessa a cui oggi risponderò con una semplicissima parola: Medita!
Medita???
Lo so, vi state chiedendo quale sia il nesso tra il cambiare dimensione e la pratica che sto Leggi tutto…

Solitudine amata e ricusata.

Nell’era dei social network a consumo illimitato, dei negozi, ahimé, aperti 24 ore su 24 e del divertimento ed intrattenimento non stop, cioè «sempre e comunque», gli Arcangeli mi chiedono di parlare niente meno che della solitudine, forse perché si tratta di una condizione che paradossalmente viviamo nel peggiore dei modi e di cui, raramente, cogliamo la profondità ed il vero senso, quello descritto da Osho.
La sindrome della solitudine è una specie di morbo, che sembra colpire sempre più persone.
Se penso a Uno, nessuno, centomila di Pirandello, penso proprio a lei, alla famosissima solitudine o meglio alle centomila di forme che la diversificano, pur lasciandola integralmente lei.
Per prima cosa, facciamo una distinzione di base, molto semplice, per inquadrare meglio il fenomeno. Esiste una solitudine subìta e una solitudine cercata e voluta.
La più temuta è sicuramente la prima.
La solitudine subìta è quella che comunemente vediamo e viviamo come un qualcosa di sgradevole, perché è quel sentirsi soli, intesa come la mancanza di qualcuno al nostro fianco, qualcuno con cui parlare, condividere, una persona da amare da assaporare in tutte le sue sfumature buone e meno buone.
Questo tipo di esperienza rappresenta per noi una fatica e ci porta fastidio e sofferenza, creando poi, per risvolto, una difficoltà a volte intensa a stringere nuovi legami affettivi per insicurezza, per paura, per una sensazione di inadeguatezza a creare e sperimentare ancora una ulteriore condivisione e partecipazione all’altro con tutte le sensazioni che questo può comportare.
Questo tipo di situazione, inizialmente forzata, diventa poi, con il tempo, una scelta, perché dopo tutto ci offre Leggi tutto…

Meno oggetti più crescita e cambiamento.

Fermiamoci un istante ad osservare tutto intorno a noi.
Con calma, senza fretta.
Guardiamoci intorno.
Cosa notiamo?
Una quantità spropositata di cose, di oggetti ed alcuni, in particolare, più presenti di altri.
Mai come oggi, sia noi che i nostri figli, necessitiamo di una nuova visione del mondo, ma soprattutto di noi stessi.
Guardandoci intorno, non importa l’ambiente in cui ci troviamo, vedremo sicuramente tanti oggetti, oggetti che già possediamo o che immaginiamo, perché li vorremmo …
Cosa sono?
I nostri specchi magici, simili allo specchio della matrigna di Biancaneve.
Sono gli oggetti di un desiderio insaziabile.
Con calma, riflettiamo per vedere quanti di essi sono realmente utili ed analizziamo le Leggi tutto…

Piccoli accorgimenti per vivere serenamente.

Quando penso zen, penso alla Consapevolezza, perché è lei che ci permette e mi consente, oltre agli amatissimi Angeli ed Arcangeli tutti, di trovare un possibile antidoto a molti dei problemi della società moderna e ai numerosi intoppi quotidiani, che difficilmente si scordano di noi, perdono il nostro indirizzo.

Penso che, Philip Kapleau, maestro zen ed anche autore, ci dia il giusto senso di tutto, quando afferma:

“Intendo lo spirito zen come consapevolezza; intendo vivere zen come vivere una vita di semplicità e naturalezza, opposta a un’esistenza artefatta e piena di sovrastrutture; una vita compassionevole rivolta al benessere nostro e di coloro che ci circondano, piuttosto che una vita orientata all’individualismo e all’aggressività.
Una vita, in sintesi, di armonia con l’ordine naturale delle cose e non in costante conflitto con esso.”
Se da una parte le sue “semplicissime parole” ci arrivano al cuore, dall’altra ci fanno cogliere la nostra lontananza umana, parlo in generale, dalla vita che lui ci prospetta, una Vita sicuramente compassionevole, rivolta al benessere personale ed altrui.
Quanta rabbia, invidia, gelosia, competitività sfrenata, negazione dell’altro e dei suoi dirittti e quindi poco Amore ed Amorevolezza verso noi stessi ed il prossimo?
Beh, ci siamo sicuramente capiti.
Questo indica semplicemente come ciascuno di noi dovrebbe vivere: Leggi tutto…

Entusiasmo in ogni cosa

Santo e meraviglioso Entusiasmo!

L’entusiasmo è un po’ il pepe della Vita, l’elemento ad hoc, per vivere in maniera alternativa e dinamica ogni nostra esperienza.
E’ lui, l’ingrediente essenziale dei nostri successi.
In questo articolo vi parlerò dei 10 metodi, non convenzionali, da buona “folle angelica”, per fare il pieno di energia e tornare ad essere sempre entusiasta della pioggia, come del sole, della luce, come delle ombre della sera, dello studio, come del lavoro e della vita in generale.
Entusiasmo???
Sì, santo entusiasmo, un’emozione senza la quale …
“Niente di grande fu mai compiuto senza entusiasmo.” , come disse R. W. Emerson.
Conoscete l’etimologia della parola entusiasmo?
È bellissima… e veramente unica.
Entusiasmo deriva dall’accoppiata dei termini greci: en (dentro) e thèos (dio).
Essere entusiasta significa quindi, letteralmente, avere un dio dentro di sé.
Quando siamo entusiasti della nostra vita, entriamo infatti in uno stato di grazia che contagia tutto e tutti: non c’è ostacolo o persona che possa resisterci.
Viaggiamo, sicuramente, tre metri sopra la Terra.
Anche le mete più ambiziose diventano realizzabili, le difficoltà invece di abbatterci ci galvanizzano e un’energia calda e profonda pervade ogni cellula del nostro corpo.

Ma ritrovare l’entusiasmo non sempre è facile.

In questa società dormiente, spiritualmente parlando, ma economicamente frenetica, ci sentiamo giorno dopo giorno sempre più in competizione, in soggezione, in confusione, produciamo e respiriamo, espelliamo, emozioni pericolose e affaticanti, come la paura, la rabbia, il nervosismo, quindi entriamo in stati di stress, competitività malata, depressione, nevrosi e per calmare i nostri nervi ci rifugiamo nella distrazione, più assurda e banale, come le trasmissioni demenziali, che sembrano rilassarci, ma in realtà ci risucchiano e ci smemorizzano l’energia mentale.
Come possiamo tornare ad essere entusiasti nel posto di lavoro, all’università, nella nostra vita privata? Come possiamo tornare a sentire quel “dio amorevole, che scalpita dentro di noi?

Ecco 10 consigli pratici e poco ortodossi per riaccendere il fuoco dell’entusiasmo.
Quando siamo sotto tono, anche se non abbiamo entusiasmo,

  1. Fingiamo l’entusiasmo!!!

Fingere??

Sì, avete letto bene.
Quando non ci sentiamo entusiasti, concediamocelo, fingendo.
E’ un modo per esercitarsi, fingere, finché non ci riusciamo.
Però dobbiamo applicarci, cioè fingere al meglio, il nostro meglio!
Provo a spiegarmi…
Esiste un legame profondo,  e biunivoco tra i nostri stati d’animo e la nostra fisiologia, per esempio tra la postura e il come stiamo, come ci sentiamo emotivamente, infatti, quando siamo scoraggiati, appesantiti, in qualche modo provati, tendiamo, per esempio, a curvare le spalle.

 

Quindi, se modifichiamo il nostro atteggiamento posturale, corporeo, possiamo modificare il modo in cui ci sentiamo.
Ok’, ma come ritrovo l’entusiasmo partendo dal corpo???
Ci sono dei modi tipici di comportarsi delle persone pervase dall’entusiasmo, per esempio, la voce è rapida, variata, ha un tono alto, ed è caratterizzata da cambi improvvisi di tono e ritmo.
Gli occhi sono ben aperti, vivaci, come fontane zampillanti, luminosi, sembrano quasi brillare e danzare.
I gesti sono frequenti, ampi e coinvolgono diverse parti del corpo, soprattutto le mani, con la loro gestualità.
Un sorriso incornicia sempre il volto, che passa, rapidamente, da un’espressione all’altra.

Quando siamo senza tono, dobbiamo fare come quando siamo un po’ più pallidi del dovuto: c’è chi mette il fard, chi un correttore, chi il fondotinta; questi prodotti che non fanno altro che, replicare quegli aspetti mancanti alla persona, in quel frangente, fingono e ci riportano colore e tranquillità; così, allo stesso modo, dobbiamo camuffarci, fingere, quando ci sentiamo giù di tono e osservare cosa accade…

  1. Passioneeeee

    Sempre in tutto!
    Circola l’idea malsana che il segreto sia quello di trovare sempre lo scopo della propria vita; a volte lo si scopre solo “vivendo”, come la dice la canzone.
    Intendiamoci, non è che non bisogna cercarlo o averlo, ma non sta scritto da nessuna parte che non puoi vivere con entusiasmo, finché non sarai fulminato e cadrai sulla via di Damasco!
    Anzi, è spesso vero il contrario, per moltissimi di noi.
    Se ci mettiamo sempre una briciola di entusiasmo, passione e dedizione in tutto, anche nelle piccole cose e nelle attività ordinarie, è probabile che presto salti fuori, come da un cilindro magico, lo scopo della nostra vita, anche laddove non lo avremmo mai pensato, né cercato.
    Non ci credete?
    Provate oggi stesso!
    Invece di affrontare il prossimo compito, qualunque sia, dal pelare le patate, al prepararsi per una verifica di mate, all’accudire al figlio più faticoso, con la solita trascinata insofferenza e superficialità, facciamolo con un atteggiamento di sincera curiosità, come se lo facessi per la prima volta, come se stessimo per inoltrarci nella giungla, … facciamolo con la massima concentrazione, con lo stesso amore che un artigiano mette nel suo lavoro e vedremo accadere dei veri miracoli dentro e intorno a noi.
    Crediamo forse che una patata non senta la nostra avversione per lei?
    O che il figlio non sia allertato dall’energia poco fiduciosa che il nostro corpo emana nei suoi confronti?

  2. Obiettiviiiii!

Nella Vita, ci vogliono sempre dei traguardi, perché non siamo funghi, che crescono in forma parassitaria.
Quante persone, anche, beh, diciamo non più in fasce, oggi sostengono che non sanno cosa fare da grandi e non hanno dei punti fermi?
Inaudito!!!
Accipicchia, ci sarà pure qualcosa che vogliamo migliorare nella vita, qualcosa che vogliamo o vorremmo poter  cambiare?!
Troviamola, rimbocchiamoci le maniche ed impegniamoci a  raggiungere questo benedetto obiettivo.
Impariamo  a prendere un impegno con noi stessi e a rispettarlo per un tempo sufficientemente lungo da ottenere dei cambiamenti concreti, è uno di quei superpoteri che non solo ci ridaranno voglia di fare, di scendere in campo, ma ci ricaricheranno di puro entusiasmo, che ci consentirà di realizzare l’inimmaginabile.
Partiamo in piccolo, magari da obiettivi che possiamo realizzare nell’arco di una, massimo due settimane, per poi puntare più in alto e accettare una nuova sfida.

  1. Immagine per immaginare e fare!

    Dobbiamo avere una direzione verso cui tendere, una visione di massima di quello che vogliamo, questo può essere la chiave di volta per riaccendere l’entusiasmo nella nostra vita.
    In questi casi una immagine può esserci estremamente utile, oppure un insieme di immagini e parole che rappresentano quello che desideriamo, abbiamo in mente, vorremmo…

Ottenere.

Essere.

Provare.

Appena ne abbiamo la possibilità, ritagliamoci un’ora tutta per noi e iniziamo a cercare all’interno di siti,  online, o su giornali, riviste, locandine pubblicitarie, immagini, citazioni e parole che ci ispirino profondamente e che raffigurino gli obiettivi che vorremmo ottenere, raggiungere, le emozioni che vogliamo provare, i mentori che vogliamo prendere in considerazione  emulare, la persona che vogliamo essere, diventare.
Stampiamo, ritagliamo e poi creiamo un collage da appendere in un posto da guardare ogni mattina, come la porta del frigorifero, l’anta dell’armadio, così che,  appena svegli e ogni sera prima di andare a dormire le foto ci rammentino qualcosa di noi e dei nostri progetti.
Una visualizzazione, può essere uno strumento molto potente e può aiutarci a riportare il nostro focus quotidiano su ciò che vogliamo veramente nella nostra vita.

  1. “Analfabetismo”

Analfabeta?
“Ma cosa ci dici ti?”
Già, inun momento in cui tutti premono per lanciarci nel marasma informatico, io vi parlo esattamente del contrario.

Perché?
Cosa sto sostenendo?
Nel caso in cui non lo aveste capito, parlo di essere un analfabeta funzionale, cioè di essere in grado di leggere, ma non in grado di comprendere appieno il significato di ciò che leggiamo.
Ecco, questo è il mio 5° suggerimento, poco ortodosso per tornare ad essere entusiasta della  vita è quello di diventare un analfabeta… “informazionale2, cioè una persona che è in grado di informarsi sulle ultime notizie del giorno, ma non lo fa.
Perché?
Perché tutti gli strumenti di informazione, cioè TG, giornali e siti di news online, non forniscono una rappresentazione oggettiva della realtà: questi mezzi di informazione non fanno altro che riportare 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, gli “quelle notizie che fanno rumore e queste notizie sono spesso notizie drammatiche, come omicidi, crisi economiche, atti di violenza, furti”,  che ci fanno vibrare male, dormire peggio e perdere la fiducia, il sorriso, l’ottimismo, la voglia di mettersi in gioco e quindi di essere persone vivaci, entusiaste della Vita.
Alimentare di continuo la nostra mente con queste informazioni non ci rende più preparati, ci rende solo più spaventati, demotivati e frustrati.

Un’ottima strategia per ritrovare entusiasmo e ottimismo è dunque quella di fare una sana “dieta mediatica“.

Ps. Dieta mediatica non significa azzerare qualsiasi fonte di informazione e vivere nel limbo.
No.
Avere una sana dieta mediatica significa sbarazzarsi delle informazioni fast-food e arricchire la propria mente con informazioni di approfondimento , come libri, saggi, documentari …
Significa sapere anche con alcune ore di ritardo di un tremendo terremoto in un altro punto della Terra ed attivarsi mandando Luce, pregando, sostenendo in maniera positiva, non con un rosario di miseri “poveri!”, “ci mancava pure questa” oppure “piove sempre sul bagnato!” o altre frasi fatte del cavolo!!!

Non sai da dove partire? Parti da una delle mie “£0 carte per amarsi” o da una pagina di Uriele, da una frase di Gandhi, una poesia di Madre Teresa, ma partiiiii ….

  1. Basta frignate inutili e futili!

“Ogni minuto che passi a lamentarti, perdi sessanta secondi di felicità”.
È impensabile, anzi, fisicamente impossibile, lamentarsi ed essere entusiasti contemporaneamente.
O scegli di lamentarti, concentrandoti su tutto ciò che non va nella tua vita, quindi ti stra piangi addosso, scegli di essere entusiasta, focalizzandoti su quello che invece già funziona o potrebbe funzionare alla grande con un po’ di impegno in più.

  1. Frase motivazionale, avantiiiii

    Impariamo a tenere con noi, come mentine alza zuccheri, semplici, anche brevissime frasi motivazionali, capaci di alzarci l’indice glicemico dell’entusiasmo, togliendoci dai tripppp soliti, comuni al nostro modo di vivere.
    Dove tenerle?
    Sul cruscotto dell’auto, oppure nella tasca della borsa o dello zaino, nella tasca del nostro mitico spolverino, oppure semplicemente nel portafoglio.
    Ogni volta che ci sentiremo giù di corda e privi di passione, apriremo quel foglietto e rileggeremo il nostro super concentrato vitaminico, cioè quelle 2/3 frasi; questo gesto, semplice, può fare miracoli.

Che frasi? Frasi che parlino al nostro cuore e alla nostra mente.

Se può esserti utile, in questi articoli ne ho raccolte diverse:

  1. Musicaaa!

Uno dei modi più semplici ed efficaci in assoluto per cambiare il nostro stato d’animo e ritrovare l’entusiasmo è infatti quello di utilizzare la musica.
Il brano giusto, al momento giusto, quindi più playlist che ci parlino e guidino, a seconda del momento, facendoci spaziare dal campo puramente emozionale, a quello meditativo, a quello rilassante, a quello ricaricante e rienergizzante.
Dove sentirle?
Ovunque, perché sono in grado di darci la carica in pochi secondi.

Ma la musica a volte non basta…
Il ritmo musicale agisce sui nostri istinti più primordiali, ma perché la nostra motivazione duri, dobbiamo essere in grado di nutrire anche il nostro intelletto.

Quindi, se puntiamo a qualcosa di ispirante, sono sicuramente da preferire le cuffie insonorizzate, perché si prestano anche per audiolibri.

  1. Esemplificare!

Ci sono occasioni in cui dobbiamo dimostrare entusiasmo, anzi è essenziale presentarlo, per il raggiungimento di un obiettivo.
Esempio? Durante un colloquio di lavoro!
Prima o poi, arriva sempre la fatidica frase:
“Perché le piacerebbe lavorare qui?”
E’ allora che, se vogliamo mostrarci entusiasti per la posizione, dobbiamo pensare a qualcosa di specifico che ci piacerebbe dell’azienda o della posizione.
Più saremo specifici, e meglio sarà, perché dimostreremo di esserci documentati, non di aver inviato 3000 curriculum ed essere approdati lì da Marte, freschi, freschi ….

Questo trucchetto funziona non solo nei colloqui di lavoro, ma anche quando stiamo insieme agli altri.
Uno dei vantaggi dell’avere maggior entusiasmo è infatti quello di piacere di più agli altri.
Pensiamoci bene: preferiamo la compagnia di persone sempre fiacche e negative o di persone piene di entusiasmo e voglia di vivere?
Appunto, se desideriamo la differenza, cerchiamo anche di esserlo!!
Impariamo a non trattenere i complimenti sinceri, che ci vengono dal cuore e/o dall’Anima, a partecipare agli eventi, ad essere realmente più empatici.

  1. Puntare in altooooo!

Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più.
Simpatiche?
Antipatiche?
Emotive?
Anafettive?
Positive?
Negative?
Brillanti?
Spente oppure accese come fari? …

Applicare i consigli che ho suggerito, servirà a ben poco,  se frequentiamo quotidianamente persone che ci drenano le energie, ci gambizzano, ci abbassano l’autostima e… ci frantumano i maroni (quando ce vo’, ce vo’!).
Alziamo noi stessi ed innalziamo la media personale e nazionale, imparando a circondarci di persone positive, entusiaste e propositive.
Su!!!!
E’ tempo!
Alziamo la media e ci alzeremo più scattanti e pimpanti la mattina e tutto girarà in altre direzioni e con altre metodiche.
Per oggi ho terminato e vi lascio con un grandissimo  e dolcissimo abbraccio

Semplicemente la vostra ti**** degli Angeli

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