Faccio pace con il mio Bambino Interiore

Anche nell’articolo odierno, mi concentrerò sull’importanza dell’appartenerti, del sapere veramente chi sei e cosa desideri maggiormente dalla Vita, perché lo ritengo un argomento fondamentale, in questa fase della nostra storia umana, soprattutto se desideri compiere al meglio il tuo cammino ed esprimere appieno la tua natura animica.
Siamo convinti, da tempi immemori, che ciò che viene fatto dalla moltitudine ne avvalori la veridicità e la sua forza, la sua genuinità, ma così non è.
Cosa significa questo?
Semplicemente che se una cosa viene fatta così da millenni è sicuramente e solo così che la possiamo fare.
Questa modalità da un lato ci ha “rassicurato e preservato” dai grandi cambiamenti, tanto temuti dal genere umano, ma dall’altro ci ha spinti verso l’omologazione di massa e la scarsa espressione del sé.
E’ così che quello che veramente sei, ami, quello che tu vuoi, ciò che desideri, giacciono sepolti da qualche parte in te, in un angolo remoto e buio e raramente trovano modo di esprimersi.
Ogni tanto cercano di farsi strada, quando le cose si ingarbugliano e allora nel caos generale, si crea un piccolo pertugio interiore, nel quale queste parti vere di te si insinuano con tenacia, con la speranza di essere riesumate e quindi di poter finalmente essere.
Ti guardi allo specchio, ma spessissimo la persona che vedi riflettersi sopra quella superficie liscia, non sei veramente tu e fatichi sia a dirtelo, che a riconoscerlo.
Indossi moltissimi abiti, a volte l’uno sopra l’altro, uno per ogni occasione e situazione, e per riscoprirti devi ora, veramente, trovare il coraggio di iniziare a toglierti tutti quegli strati, per riuscire ad osservarti.
Guardi, ma non ti vedi.
Ti scruti, ma non ti conosci.

Leggi tutto…

Desideri. Come fare per realizzarli.

Desideri i tuoi desideri?
Vuoi realizzare ciò che tu desideri?

Vuoi vivere la tua vita come hai sempre sognato, ma non ce la fai?
Vuoi sapere perché non riesci ad ottenere ciò che vuoi?
Forse perché fai scattare una forma di “ mi affondo da solo”?
Sai bene che non è facile ottenere tutto quello che si vuole, soprattutto quando da soli lavoriamo contro noi stessi.
Come?


Leggi tutto…

Sono ammalato cronico di pensieri poco positivi.

Bello questo aforisma, vero.
Se lo leggi con intelligenza, cioè con la capacità “volontaria” di farlo tuo.
Questo aforisma rende appieno come un processo di pensiero possa invalidare la tua vita.
I pensieri negativi?
Ci appartengono e ci seguono, probabilmente, da sempre, quando magari vivevamo nelle caverne o poco più, ma già ci spaccavamo la testa in quattro per qualsiasi cosa.

Leggi tutto…

Desidero essere me stesso e lo sarò

Cerco di essere una Creatura Libera.

Puntare sull’unicità, non sull’appiattimento di massa, o meglio ancora sul poter esprimere quello che ci appartiene nel migliore dei modi, per dare spazio a noi stessi e creare e contribuire al cammino generale dell’Uomo.
Ogni essere umano, non essendo un’isola, nel suo percorso di crescita,  “eredita” inevitabilmente, il linguaggio, le credenze, i valori, le regole e i ruoli tipici del proprio popolo, della propria famiglia e del gruppo sociale a cui appartiene.
Nasco nella giungla eredito questo e questo…
Nasco nel deserto questo e quell’altro …
In altri termini, apprendiamo il modo di vedere la realtà e di vivere la propria vita da chi sta intorno a noi, ambiente incluso.
Come si chiama tutto questo processo?
Inculturazione e socializzazione.
Importanti?
Sì, ma nella misura in cui ci “rendono liberi”, non soggetti a …, cosa che in realtà avviene regolarmente.
Sono indubbiamente passaggi essenziali, che ci rassicurano, soprattutto da bambini, quando guardiamo i grandi e vorremmo essere forti come il papà, scaltri come lo zio, pacati come il nonno …
Sono tappe che ci consentono di orientarci nel mondo e diventare membri riconosciuti della società, ma c’è un prezzo da pagare, e piuttosto alto, per tutto questo.
Più introiettiamo questa eredità culturale, più ci abituiamo a vedere la realtà solo ed esclusivamente attraverso certe “lenti preconfezionate” e a ragionare secondo determinati schemi mentali.
Siamo come macchine, o meglio, è la
nostra mente che, per certi versi, ci rende simili a un computer, programmato in larga misura da altre persone, dai nostri genitori, dalla scuola, dai libri, dai mass media, per fare, dire o non fare, non dire certe cose.
Abbiamo bisogno di fare invece più esperienza, per acquistare maggiore autonomia “versatile”.
Esperienza?
Perché non ne facciamo?
Sicuramente sì, certo, in tutto entra anche un po’ della nostra esperienza diretta, ma è poca cosa: non più del 5-10 per cento di quanto sappiamo e crediamo vero deriva dalla nostra esperienza personale, tutto il resto è qualcosa che abbiamo letto su libri o giornali, che abbiamo visto e udito al cinema o alla televisione, che ci hanno detto i nostri genitori e gli insegnanti, quindi qualcosa che “ci viene consegnato”.
Ogni situazione è come una medaglia, ha due facce.
Anche questo processo di apprendimento “dagli altri” presenta quindi, da un lato, importanti vantaggi, perché ci consente di velocizzare il nostro orientamento nel mondo, senza che ogni generazione debba ripartire dall’età della pietra, ma dall’altro,  diventano, con il tempo, un ostacolo formidabile alla nostra crescita individuale e collettiva se non si evolvono fluidamente.
E questo, purtroppo, è quello che è avvenuto alla nostra civiltà e a ogni altra civiltà attuali.
Perché sostengo questa posizione?
Perché ogni civiltà, una volta raggiunto un certo grado di organizzazione sociale, tende ad irrigidirsi su se stessa, in uno strenuo mantenimento di principi, credenze, valori che un tempo erano nuovi e funzionali, ma che poi, non evolvendosi, divengono sempre più anacronistici.
Perché ci si irrigidisce?
Per una forma di conservazione: i gruppi e le classi dominanti vogliono mantenere il loro potere, la loro condizione, così come tutti i soggetti, o una buona parte di chi forma una società.
Certo, qualcosa di stabile, che funga da pilastro sociale, ci vuole, è utile, anzi spesso indispensabile, per non perdersi in un mare di input sensoriali.
Il problema è che gran parte degli schemi, delle credenze, o dei valori di una società vengono portati avanti a prescindere dalla loro effettiva validità,  a volte per semplice ignoranza o superstizione, più spesso per altri motivi, non sempre edificanti.

Leggi tutto…

Come crescere senza limitarsi la Vita


Sei storie limitanti che ci raccontiamo e che ci impediscono di stare al meglio?
Eccole!
Pronte all’uso e servite su un vassoio d’argento, per tutti coloro, tra noi, che si piangono addosso ripetendosele a fasi alterne, una sola per volta o addirittura più d’una per volta…
Oh, oh… qualcuno se le ripete tutte e sei insieme?
Aiutoooo!
Urge allora un intervento mirato ed immediato.
Tu sei il peggior nemico di te stesso, se a volte ti ripeti che le hai sperimentate tutte e non riesci ad uscire da questa fase nera della tua vita, perché ti mantieni, come fa l’ospite, nell’anticamera e non ti permetti di entrare nel cuore della casa, che ti attende.
Se quindi sei come un atleta in panchina o un ospite incerto sul da farsi, oggi ti prenderò per mano e insieme vedremo che cosa stai combinando …
Sicuramente, se ti ritieni un buono a nulla, spesso ti troverai a ripeterti una o più di queste frasette deleterie e magiche, che sto per darti, lasciandoti andare alla deriva, tra Leggi tutto…

Ciao Bambino interiore

C’è una parte unica, forte, capace di smuoverci sempre, anche nei momenti più bui e insicuri della nostra Vita, che spesso giace ferita, abbandonata e dimentica di sé …
E’ la bambina o il bambino interiore, che vive in noi.
Tutti abbiamo questa magica e straordinaria creatura interiore, ma spesso è frastornata, dimenticata, soffocata dal nostro passato e dall’educazione ricevuta.
Mai capitato di vivere un disagio emozionale apparentemente immotivato?
Oppure di avere la sensazione di aver nascosto, nel profondo,  una parte più sensibile e indifesa, che però ci risulta sconosciuta e quasi da tacitare, che di fronte a certi eventi chiede di uscire fuori?
Voglia di dondolarsi sull’altalena?
Di urlare, correndo nel vento?
O ancora di veder improvvisamente, in una giornata qualsiasi, riaffiorare in noi dei ricordi, dei momenti dell’ infanzia in cui abbiamo provato solitudine e sensi di colpa o fragilità?
Oggi parleremo proprio di questa parte straordinaria: il nostro Bimbo interiore, per conoscerlo e risanare le ferite emotive e godere della prorompente Energia che scaturisce da lui!

Ci capita mai di ripetere frasi come: “non sono capace, non ce la faccio”, “non me lo merito”, “nessuno può aiutarmi”?
Mai sentito parlare delle 5 Ferite emotive che sperimentiamo nell’infanzia?
Quel bimbo ferito è molto reattivo, quando da adulti ci si ripropongono situazioni che richiamano il nostro passato “ferente”, che ci portano indietro nel tempo, e quindi nel presente a momenti di reattività incontrollata verso i nostri figli o i nostri genitori?
Non possiamo ricercare e braccare tutti i perché di un tempo, ma possiamo tentare di risolvere i problemi odierni, cercando i perché,  piuttosto che praticando i come.
C’è una dilagante epidemia di malessere emotivo e di confusione esistenziale, una crisi di valori e relazionale, di fronte alle quali l’unica strada scelta dalla massa diventa quella di minimizzare e andare avanti, condividendo semmai la propria insoddisfazione emotiva sui Social tra un acquisto e un altro.
Viviamo di futilità e di insoluti …
E così le persone perdono tonnellate di tempo libero tra shopping compulsivo e smarthphone.
Socializzare?
Meglio online.
La soluzione più semplice? Minimizzare.
Per stare bene?
Spendere…
Come?
Nei centri commerciali o online non importa, l’importante è sentirsi bene spendendo.
Se spendo sono.
Se spendo possiedo, quindi valgo.
Ma spendere e piacere non sono soluzioni valide per le sofferenze profonde del cuore e dell’Anima, che non a caso sono dentro di noi, non fuori.
Se vogliamo avere relazioni sane, sentirci pienamente soddisfatti delle nostre giornate, eccitarci al solo pensiero di dove sta andando la nostra vita, dobbiamo tornare a noi, partendo dalla nostra base, dal nostro sé interiore.
Perché in una cosa Sigmund Freud aveva visto giusto?
Forse il perché ce lo rivela la nostra modalità odierna di “stare al Mondo”;  il 99% dei casini che viviamo, da adulti, nascono, guarda caso, proprio nei primi anni di vita, da come abbiamo vissuto ed imparato ad affrontare ed interpretare gli eventi, soprattutto quelli che reputiamo stressanti e, di conseguenza, da come rispondiamo alle prime vere difficoltà della nostra vita.
Le fatiche?
Tanto più le ignoriamo, tanto più forti diventano.
Niente potrà mai sostituire il lavoro interiore sulla nostra infanzia, su questo, il signor Freud aveva, purtroppo, perfettamente ragione e da vendere.
“ Mi è successo da piccolo, che sarà mai!!”
E’ importante quel che successe, perché qualsiasi evento, soprattutto traumatico, per quanto oggi possa risultarci lontano, di poco conto o banale, ai nostri occhi di adulti fatti e saccenti, lascia ed ha lasciato delle tracce, delle orme, delle ferite,  vere e proprie, che spingono oggi una parte di noi, la più vera, creativa e giocosa, in pratica il nostro ammirevole e magico Bimbo Interiore, a spegnersi, a chiudersi in se stesso.
E questo capita a tutti, nessuno escluso, anche a chi come noi e te, in base ai parametri ufficiali, può dirsi sano, equilibrato, sereno.
Se non lo abbiamo coltivato, il bimbo si è assopito, è regredito e, nel peggior dei casi, sparito.
Ogni evento vissuto da piccoli può lasciare ferite spirituali e poi psicologiche, relazionali, dalle quali fatichiamo poi a liberarci.
Ecco perché oggi sono qui a parlare del Nostro bimbo interiore, forse perché è molto importante ritrovarlo, capire le sue ragioni e reintegrarlo al più presto nella nostra esistenza, da ora, da subito, non domani o dopo.
Perché da questo suo esistere e dalla sua energia, dal suo entusiasmo, dalla sua creatività, dipende il nostro benessere emozionale profondo, la nostra esistenza, e tutto ciò che ha a che fare con il nostro reale equilibrio.
Il nostro vissuto, può essere di gran lunga superiore a quello che la maggior parte delle persone prova, sperimenta, comunemente, soprattutto se non hanno mai fatto percorsi del genere, se siamo cultori e portavoce della Vita del nostro Bambino interiore.
La verità è che solo dopo aver trovato e riabilitato il nostro “Bambino Interiore” schiacciato, reso falsamente adulto, ferito e abbandonato possiamo tornare a sperimentare un vero e profondo benessere generale, spirituale ed emotivo.
Perché stai leggendo questa pagina?
Probabilmente è perché è arrivato il momento  di capire chi è il tuo/nostro bambino o la tua/nostra bambina interiore, cosa desidera veramente, come comunicare con lui/lei e in che modo anche tu/noi, con un po’ di pratica, possiamo riabilitarlo e farlo tornare nella tua/nostra vita, amplificando e rendendo sommo il senso della tua/nostra felicità di ogni santa giornata.
Esiste un modo efficace per superare i propri limiti emotivi riabbracciando il proprio Bambino Interiore? Assolutamente sì!
C’è e lo dobbiamo attivare.
Se il nostro bambino interiore è ferito, la nostra parte adulta non si svilupperà mai in maniera armoniosa ed in modo sano.
Il pregresso è il terreno dell’attuale.

L’infanzia è una fase cruciale per lo sviluppo della nostra personalità.
Noi l’abbiamo voluta e fatta diventare ciò che è.
Quando diciamo che abbiamo una Vita da schifo, spesso attribuiamo ad altri le colpe di tutto questo, mentre in realtà noi siamo, in prima persona i veri e unici artefici del tutto.
È il periodo, la nostra infanzia,  in cui tutto ciò che acquisiamo definisce e definirà chi siamo e saremo.
Oggi, come tra 20 anni.
E’ il bambino interiore colui che ci aiuta e aiuterà nel nostro sviluppo generale come persone, tenendo conto che mente, corpo e spirito saranno sempre perfettamente uniti tra loro.
Durante l’infanzia impariamo a pensare, a riflettere,  ad avere le idee più o meno chiare, su fatti, eventi, persone e noi stessi, in modo da poter discutere, valutare, accogliere  il mondo circostante, l’uomo, la Vita stessa; è in questa fase che impariamo a distinguere il bene dal male, basandoci su valori che ci permettono di formulare giudizi e quindi di comportarci in base ad essi.
È il periodo dei genitori super/eroi in cui loro sono i nostri unici modelli da seguire, le figure che ci danno sicurezza e che ci fanno sentire amati e apprezzati, anche se, purtroppo, a volte accade esattamente il contrario.
Osserviamo i loro atteggiamenti e i loro comportamenti, i quali avranno un forte impatto nelle nostre emozioni, nella nostra percezione della vita, dell’amore, del perdono, dell’accoglienza …
Non serve che ci dicano, noi assorbiamo per osmosi dai loro stessi comportamenti …
Tutte queste sensazioni di amore o di rifiuto, di paura o di fiducia in se stessi, vengono da loro e ci rimarranno impresse nella memoria interamente e per sempre.
Se non soffochiamo il nostro Bambino interiore, possibili danni, verranno rimarginati da lui.
Ma farlo sopravvivere a questa fase è il vero problema di fondo.
Un’infanzia sana è essenziale per il nostro sviluppo ottimale verso l’età adulta, ma sappiamo, purtroppo per esperienza diretta, che la maggior parte delle persone non ha avuto un’infanzia del genere e quindi langue in situazioni “particolari” e perpetra sui nuovi nati gli stessi identici disastri “ambientali”, peggiorandoli spesso.
Il bambino interiore viene sostituito da un nuovo nato, che  è esattamente questo, quell’insieme di credenze, buone e meno buone, che ci sono stati instillate durante i nostri primi anni di vita, sin dal grembo materno, di idee che abbiamo assorbito, che sono rimaste impresse nella nostra memoria e che oggi ci rendono ciò che siamo e che ci fanno comportare in questo, anziché in quel modo.
Quindi, se il nostro bambino interiore è stato ferito, imbavagliato, provato, negato, trasformato …, la nostra parte adulta non si svilupperà in modo sano.
Se gli è accaduto qualcosa, nell’età adulta ci trascineremo un senso di affaticamento, di inettitudine, di abbandono, di disagio … e le ferite emotive ricevute ci bruceranno le carni, oltre che il cuore, la mente e l’Anima e sarà così fino al momento in cui le riconosceremo e faremo un percorso di guarigione interiore.
È importante considerare che, se vogliamo davvero guarire il nostro bambino interiore, non dovremo cercare colpevoli fuori di noi, accusando i nostri genitori di essere i principali responsabili del fatto che noi siamo in un certo modo, ma al contrario, dovremo mostrare loro gratitudine se vogliamo veramente guarire ed essere altro.
Gli Ho’oponopono o le Costellazioni saranno un eccellente toccasana, ma non solo …
Dobbiamo dire, con consapevolezza e dal cuore:
“Grazie papà, grazie mamma per tutto quello che mi avete dato, e anche per quello che non mi avete dato: ora, da adulto, mi impegno ed impegnerò ardentemente, con l’aiuto di Dio e dell’Universo ad ottenerlo.
Grazie per avermi messo nelle condizioni per crescere e diventare Me”.
Sapete perché?
Perché, alla fine, anche loro sono stati un prodotto della propria storia, e ci hanno dato quello che potevano, che avevano loro stessi tra le mani, né più né meno.
Nessuna attività può vendere ciò che non possiede.
Così nelle relazioni.
Non so e non posso dare, se non ciò che mi appartiene.
Siamo convinti che, se loro, mamma e papà, avessero saputo agire diversamente per mostrarci il loro amore incondizionato, lo avrebbero fatto???
Beh, pensiamoci, perché è esattamente così.
Non ci siamo mai evoluti abbastanza e quindi ciò che abbiamo avuto è ciò che era possibile ricevere da loro, né più, né meno che quello.
Recriminare ora non serve, né a noi, né a loro.
Questo non vuol dire che li giustifichiamo in toto, ma che stiamo diventando consapevoli di ciò che sentiamo, riconoscendo i nostri sentimenti e affrontandoli per guarire interiormente.
Oggi siamo adulti e, quindi, responsabili nel cercare e trovare soluzioni, nello sbarazzarci, o nel tentativo di farlo,  di allontanare modi di pensare e comportamenti che ci impediscono di crescere come persone integre, piene, migliori ed evolute spiritualmente.
Bambini.
Essere sempre bambini, sapendo essere sani interiormente, liberati da qualsiasi attaccamento e rancore, proprio come solo  loro sanno fare e ci mostrano.
Nelle Sacre Scritture ci viene detto che per entrare nel regno dei cieli bisogna essere come bambini, e vivere come loro.
E può esserci qualcosa di più sincero, vitale, immediato, reale e puro dell’innocenza dei piccoli, quell’innocenza che viene dall’Anima di un bambino, dal suo cuore infinito e ben connesso al cielo?
No!!
È meravigliosa la semplicità con cui vivono, sempre, senza mai complicarsi la Vita,  come invece sanno fare molto bene gli adulti.
La loro capacità di Amare e perdonare è impressionante, veramente e pienamente da imitare.
Se tutti vedessimo il mondo attraverso i loro occhi, sarebbe veramente un posto favoloso e migliore, in cui vivere perfettamente, tutti.
La grande ironia è che molti bambini vogliono crescere rapidamente e diventare grandi, adulti, e coloro che ora sono adulti desiderano invece, frustrati, tornare bambini.
Ma Bambini lo siamo tutti, se abbiamo un Grande Bambino Interiore.
Cosa possiamo quindi fare, nella situazione attuale?
Tornare ad essere, Spiritualmente,  bambini.
Quando scivolavamo e cadevamo da bambini, cosa facevamo?
Correvamo tra le braccia della mamma per trovare consolazione, perché eravamo certi che lei avrebbe potuto fare qualcosa per farci tornare il sorriso, guarire le ferite e farci stare meglio.
La cercavamo pieni di fiducia, cercavamo il suo abbraccio, e anche soltanto le sue carezze e la sua voce ci tranquillizzavano.
Nelle braccia dei nostri genitori, quando siamo piccoli,  c’è qualcosa di speciale che nessun altro può darci. Quindi, bisogna tornare bambini, per lasciarci ora andare tra altre braccia, quelle del nostro Padre celeste amorevole, di Dio, sicuri del fatto che Lui avrà sempre la capacità di salvarci da qualsiasi caduta nella vita e di guarirci, a prescindere da quanto malandata e profonda sia stata la nostra Vita e le ferite e le sbucciature avute.
Dobbiamo tornare bambini!
Ci piacerebbe farlo?
Penso di non essere l‘unica, ma che molte persone abbiano un bambino interiore molto vivace, attivo e sveglio, soprattutto coloro che non prendono le cose troppo sul serio e che cercano di vedere la Vita da un’altra prospettiva, dal famosissimo lato B, attraverso e come avessero gli occhi di un bambino, come se fosse una grande avventura, imparando ad apprezzare le cose più semplici.
Per questo tutte le persone dovrebbero mantenere un cuore piccino,  infantile, il più puro e semplice possibile, in modo da poter percepire tutto l’Amore e la gioia che Dio ha in serbo per Tutti.

Certo, spesso non si riesce a mantenere questo approccio alla Vita, 24 ore su 24, perché quando, stando in mezzo alla massa, ci riemergono la paura e le frustrazioni, che il gruppo volutamente o inconsapevolmente sostiene, coltiva e promuove, il nostro Bambino interiore si spaventa e allora l’adulto gli parla e lo rassicura dicendogli a gran voce:
“Sii calmo piccolo mio, adesso io adulto, ti coccolo e mi prendo cura di te.
Dio si prenderà cura di entrambi.
Non c’è nulla da temere, siamo tutti e due al sicuro“.
E’ tempo di abbracciare il Bimbo Interiore, di riportarlo in Vita, di dargli modo di essere e parlarci …
Guardiamolo negli occhi e lasciamolo poi libero di parlarci e raccontarci cosa e come fare e poi seguiamolo …
Non si è mai troppo grandi per farlo rinascere, anche se ci vuole un pizzico di follia, una grande passione e tanta Fede.
Amorevolmente ti*** degli Angeli.

“Quando penso alla mia bambina interiore, la bambina che ero, mi rendo conto che lei è uno degli eroi non celebrati della mia vita.

Le sue ferite sono state coraggiosamente sopportate, il suo dolore spesso è stato silenzioso.

La sua determinazione mi ha tenuto in vita, i suoi sogni mi hanno spronato a camminare.

Il suo Essere Selvaggia mi ha donato la libertà.

Il suo coraggio e il suo spirito vivono dentro di me adesso.

Io la libero dalla vergogna o dalla colpa, la libero dalla responsabilità.

Benedico lei e la onoro, mentre continuo il mio viaggio, grata per il suo lavoro.”

Sono Felice quando… (9 consigli efficaci)

Ci sono giornate in cui la Vita sembra sorriderci e tutto scivola leggero e regolarmente giocoso.
In quei momenti, diciamocelo in tutta onestà, siamo convinti che il mondo sia meraviglioso, gli amici strepitosi, i figli, se ne abbiamo eccezionali, …
Perfino la suocera, quando siamo in giornate sì e “una bella persona”.
sono i momenti magici, in cui siamo in sinergia con una parte migliore di noi e con l’alto, anche se in maniera inconsapevole, e tocchiamo il nostro “cielo affettivo/emotivo” dando ascolto al nostro cuore e ai nostri desideri più belli, ai nostri sogni ed ai nostri obiettivi di vita più “aulici” avrebbe detto qualche sommo poeta del passato…
In quei momenti, facilitati, sappiamo quello che vogliamo e, cosa ancora più importante, come raggiungerlo.
Per il resto del tempo, quello messo meno bene, no!
Tutti dentro, nel profondo di noi stessi,  sentiamo e sappiamo quanto è meravigliosa la vita, soprattutto quando siamo felici e così, giustamente, aspiriamo ad esserlo ogni giorno.
Non siamo nati per soffrire, né per portare croci, ma impostiamo la nostra Vita in maniera che Leggi tutto…

5 SEMPLICI CONSIGLI per trovare la forza per risollevarsi.


Vivere è impegnativo, credo sia un’opinione condivisa da tutti.
La maggior parte di noi lo sa perfettamente, che la matematica non gioca a favore della certezza, quindi c’è consapevolezza totale che la nostra vita può cambiare, e farlo, bruscamente, da un momento all’altro.
Ci alziamo la mattina con gioia, ci auguriamo una buona giornata, ma …, cosa ne sarà di noi e come si srotolerà la mattinata prima, il pranzo poi, e la restante parte del giorno sono e restano un mistero, anche per chi consulta sempre il proprio oroscopo.
Incidenti, malattie, la perdita del lavoro e mille altri eventi avversi possono stravolgere la nostra esistenza, e spesso,  in modo improvviso e devastante.
L’imprevedibilità ci “azzanna”.
E’ proprio in queste circostanze “estreme”, che ci risulta difficile, parecchio complicato, riuscire a pensare che ciò che ci si presenta, che bussa alla nostra porta, come una catastrofe, possa invece in qualche modo, rivelarsi ed essere un’opportunità, un’occasione.
Proprio due giorni fa, è accaduto.
Un ragazzo che conosco, è stato travolto da un’auto pirata, dileguatasi, ed ora sta lottando tra la vita e Leggi tutto…

Imparo a sorridere

In queste giornate, dedicate ai defunti, mi guardo intorno con una certa curiosità e respiro con allegria l’aria finalmente più pulita e leggera, dopo le piogge di queste ultime ore.
Intorno non c’è serenità ed i sorrisi si possono a fatica contare sulle dita di una mano.
Perché?
Come mai siamo sempre più cupi e forse rabbiosi dentro?
Mi viene in mente una pubblicazione molto carina di chi, come me, crede e si propone per aiutare e risvegliare l’Anima e quindi la Vita interiore ed esteriore delle persone e dei giovani.
Ci sarebbe bisogno di una dose doppia, una razione di polvere “magica”, per creare una situazione più radiosa nelle giornate di ciascuno di noi.
Il Cielo ci e si propone continuamente, soprattutto attraverso i suoi messaggeri ( vedi gli Angeli e gli Arcangeli), per aiutarci a vivere la nostra vita pienamente, per spingerci a raggiungere la felicità, ma siamo faticosamente aggrappati alle nostre dinamiche e quindi avvolti nel buio più totale, tanto che il sorriso è quasi sparito dalla nostra quotidianità.
Chi sorride è uno zombi, o uno scemo … secondo i più, che non sanno comprendere cosa ci sia e ci possa essere  di lieto nella nostra situazione attuale.
Eppure è proprio quando abbiamo toccato il fondo, e siamo immersi nelle tenebre dell’Anima, che ci viene offerta l’occasione per una Rinascita veramente unica e speciale, basta solo saperla vedere, cogliere e quindi farla propria.
Un’occasione, il problema è questo.
E’ stupenda l’etimologia della nostra lingua, perché ci spiega veramente il valore delle parole che usiamo …
Occasione deriva dal latino e significa cadere davanti … quindi un qualcosa di vicinissimo che sta a noi, alla nostra “libertà” di agguantare e usare, fare nostro.
Ci sono tre cose che ci accomunano sicuramente:
La prima è che, in questo preciso istante, in buona o parziale salute fisica, tutti noi siamo vivi, siamo tutti meravigliosamente e terribilmente vivi.
Siamo vivi e questo è già un ottimo motivo per sorridere ed essere grati alla Vita.
Il proverbio ci dice: “Fin che c’è vita c’è speranza!”
E allora?
Perché non prenderne atto e non sorridere …
Comunque e qualunque sia il mio stato odierno, a livello emotivo, affettivo, relazionale, economico, lavorativo … sono ancora qui e posso mettermi in gioco e cambiare la partita, se lo stato attuale delle cose non mi va.
Non ci basta questa new?
Beh, allora c’è un’altra strepitosa notizia: la morte ci attende tutti, da qualche parte e Leggi tutto…

Piccoli accorgimenti per vivere serenamente.

Quando penso zen, penso alla Consapevolezza, perché è lei che ci permette e mi consente, oltre agli amatissimi Angeli ed Arcangeli tutti, di trovare un possibile antidoto a molti dei problemi della società moderna e ai numerosi intoppi quotidiani, che difficilmente si scordano di noi, perdono il nostro indirizzo.

Penso che, Philip Kapleau, maestro zen ed anche autore, ci dia il giusto senso di tutto, quando afferma:

“Intendo lo spirito zen come consapevolezza; intendo vivere zen come vivere una vita di semplicità e naturalezza, opposta a un’esistenza artefatta e piena di sovrastrutture; una vita compassionevole rivolta al benessere nostro e di coloro che ci circondano, piuttosto che una vita orientata all’individualismo e all’aggressività.
Una vita, in sintesi, di armonia con l’ordine naturale delle cose e non in costante conflitto con esso.”
Se da una parte le sue “semplicissime parole” ci arrivano al cuore, dall’altra ci fanno cogliere la nostra lontananza umana, parlo in generale, dalla vita che lui ci prospetta, una Vita sicuramente compassionevole, rivolta al benessere personale ed altrui.
Quanta rabbia, invidia, gelosia, competitività sfrenata, negazione dell’altro e dei suoi dirittti e quindi poco Amore ed Amorevolezza verso noi stessi ed il prossimo?
Beh, ci siamo sicuramente capiti.
Questo indica semplicemente come ciascuno di noi dovrebbe vivere: Leggi tutto…

css.php