Accogliere l’idea della Morte

Oggi parto da questa affermazione di Coelho per riprendere un discorso sempre attuale, perché l’esperienza della Vita e della Morte ci accompagnano spesso nel corso delle nostre giornate, fornendoci spunti particolari di riflessione e spesso scorci di gioia o dolore veramente intensi.
Con la nascita, il nostro campo esperienziale è più che tranquillo, mentre quando giungiamo al termine del nostro cammino non è la stessa identica cosa: mentre l’uno è avvolto dal mistero straordinario della Luce, più intensa e piena, l’altro sembra, stranamente avvolto e avvolgerci nel buio.
Noi e la Morte non andiamo mai a braccetto, …non la comprendiamo, non ci viene affatto spontaneo accoglierla, darle un senso e quindi la reputiamo la parte peggiore del nostro cammino esperienziale animico, da incarnati.
Come fare quindi a viverla nel migliore dei modi, soprattutto quando ci fa visita e va a toccare un nostro caro, una persona che comunque amiamo e conosciamo?
Beh, sicuramente è una risposta complessa a cui oggi risponderò con una semplicissima parola: Medita!
Medita???
Lo so, vi state chiedendo quale sia il nesso tra il cambiare dimensione e la pratica che sto Leggi tutto…

Piccoli accorgimenti per vivere serenamente.

Quando penso zen, penso alla Consapevolezza, perché è lei che ci permette e mi consente, oltre agli amatissimi Angeli ed Arcangeli tutti, di trovare un possibile antidoto a molti dei problemi della società moderna e ai numerosi intoppi quotidiani, che difficilmente si scordano di noi, perdono il nostro indirizzo.

Penso che, Philip Kapleau, maestro zen ed anche autore, ci dia il giusto senso di tutto, quando afferma:

“Intendo lo spirito zen come consapevolezza; intendo vivere zen come vivere una vita di semplicità e naturalezza, opposta a un’esistenza artefatta e piena di sovrastrutture; una vita compassionevole rivolta al benessere nostro e di coloro che ci circondano, piuttosto che una vita orientata all’individualismo e all’aggressività.
Una vita, in sintesi, di armonia con l’ordine naturale delle cose e non in costante conflitto con esso.”
Se da una parte le sue “semplicissime parole” ci arrivano al cuore, dall’altra ci fanno cogliere la nostra lontananza umana, parlo in generale, dalla vita che lui ci prospetta, una Vita sicuramente compassionevole, rivolta al benessere personale ed altrui.
Quanta rabbia, invidia, gelosia, competitività sfrenata, negazione dell’altro e dei suoi dirittti e quindi poco Amore ed Amorevolezza verso noi stessi ed il prossimo?
Beh, ci siamo sicuramente capiti.
Questo indica semplicemente come ciascuno di noi dovrebbe vivere: Leggi tutto…

Meditare per guarire

Ma che cos’è la meditazione?
E’ un’arte, un qualcosa di estremamente semplice e al tempo stesso complicato, almeno per noi, facente parte originariamente della nostra stessa natura animica, ma poi nel tempo, dissoltasi rapidamente e inesorabilmente.
Perché?
Perché originariamente essa ci appartiene, quando nel puro stadio animico trasmettiamo o meglio partecipiamo all’estasi e all’essenza divina e siamo ascolto assoluto e gratitudine piena.
Il problema, come vado sempre ripetendo, è il dopo nascita, quando lentamente, ma, inesorabilmente, come pare ormai da secoli, ci smarriamo, ci smagnetizziamo, perché  fondamentalmente veniamo diseducati.
Viaggiamo circondati da elementi e stimoli disturbanti, che tendono a  farci perdere ogni forma di attenzione sia a noi stessi, che all’altro.
Questo comporta una difficoltà di concentrazione e di amorevolezza sia personale, che verso gli altri.
Sui social parliamo in molti, tutti contemporaneamente  e questo crea o accentua l’autodistruzione del processo di ascolto.
La meditazione è ascolto in gratitudine, vale a dire è mettersi ad ascoltare con la massima benevolenza, perché siamo in pace in piena e perfetta amorevolezza e quindi pronti a ringraziare e ad accogliere.
Chi è contento non è altro che amore.
Forse è per questo che abbiamo e viviamo ed alimentiamo una società così assente, nevrotica e cattiva: perché non ci amiamo e non sappiamo, né possiamo assolutamente dare agli altri, ciò che non ci appartiene, che ci è sfuggito di mano, come un palloncino.

Chi ama non è neppure colui che ama, è amore e basta.
Ama per l’amore in sé, perché è questo il modo in cui manifesta  la propria gratitudine all’esistenza.
Questa persona vive in una sinergia talmente dolce, pacata, completa, con il tutto, con l’Universo, che q
uesta è la sua gratitudine, la sua preghiera, la sua modalità di essere e di esistere.
Perplessi?
Beh, è normale che lo siamo, perché ora sicuramente, mentre leggete, ci riaffiorano scene classiche, di ordinaria e comprovata pazzia,  a cui assistiamo quasi quotidianamente, sempre se non ne siamo gli artefici o i partecipanti in qualche maniera e misura.
Persone che si insultano, che si spazientiscono con nulla, che ti mandano a quel paese al minimo rallentamento o lungo la fila del supermercato, o allo stop o perfino mentre stiamo acquistando i biglietti per un film, quindi mentre siamo sul punto di concederci un po’ di sano relax.
Siamo perennemente sofferenti e insofferenti, un po’ schizzati e sicuramente poco attenti ed amorevoli sia verso noi stessi, che verso gli altri.
Amare per l’amore in sé???
Ma cosa ci stiamo dicendo???
Il vero!
Quello che potremmo e dovremmo essere …, perché siamo stati originati  e programmati per esserlo, se solo non ci fossimo discostati così tanto dalla nostra “vera natura”
Il “folle di DIO”, proprio come san Francesco o Madre Teresa, o altri, ama
il mondo intero e non chiede nulla in cambio.
Da’ semplicemente,  perché ha ricevuto così tanto dall’esistenza  che pensa di doverne condividere un pò.
E in questo modo accade quel miracolo che tutti vorremmo, che tutti ci auspichiamo, a cui tutti ambiamo:
il miracolo del ricevere amore, fortuna, denaro, attenzioni, pace…
Ma come è possibile?
Il miracolo è proprio qui, sta nel fatto che più condividiamo e più ci torna indietro e chi ama da folle, da e riceve.
Quando impariamo o meglio impareremo, il segreto e la matematica del condividere, non potremo più essere pazzamente avari, ma diventeremo amorevolmente e follemente prodighi, cioè continueremo semplicemente a condividere sempre di più, perché più condividiamo e più otteniamo, a nostra volta, in cambio.
Cosa possiamo condividere??
Condividiamo la pace,  la nostra beatitudine, condividiamo il nostro amore e l’amorevolezza, oppure l’attenzione o la nostra comprensione.
Condividiamo tutto ciò che possediamo, tutte le nostre ricchezze interiori.
È proprio questo tipo di condivisione che intendo quando dico che l’uomo felice diventa l’amore stesso.
Non è un passaggio così complicato, ma richiede di modificare alcune nostre fasi mentali e di riuscire a lasciar andare un qualcosa che ci appartiene ormai in maniera serrata e distruttiva: l’infelicità, per fare un esempio …
Cambiamo  il nostro stato mentale dall’infelicità alla felicità e osserveremo il miracolo: l’amore inizierà a fluire dentro di noi in migliaia di fiumi, in una miriade di dimensioni e di prospettive diverse.
La vita, quando questo accade, diventa un tale splendore, che l’intelletto si spaventa e non capisce più nulla, perché è insondabile per la mente, è un grande mistero sacro e profano al tempo stesso, è l’estasi suprema, come direbbe Osho.
Yogananda ci dice:
“Se vuoi essere triste nessuno al mondo può renderti felice.
Ma se decidi di essere felice nessuno e niente può toglierti la felicità!”
Siamo talmente abbarbicati sul nostro monte dell’infelicità, ormai cronica, che scendere da lassù, richiede un atto di forza, di pura e semplice forza.

“Una forte determinazione di essere felici vi aiuterà.
Non aspettate le circostanze per cambiare, credendo erroneamente che in esse stanno le difficoltà.
Non fate dell’infelicità un’abitudine cronica.
Ho ripreso da Osho alcune validissime riflessioni a questo proposito, legate alla nostra modalità ed accoglienza della meditazione, rispetto all’oriente.È una benedizione per voi stessi e per gli altri se siete felici.
Se possedete la felicità voi possedete ogni cosa”.
Sono parole meravigliose, ma senza senso, soprattutto senza futuro, se non ci attiviamo per mettere in atto tutto questo e al più presto.
Felici?
Ma come?
“Impara ad essere calmo e sarai sempre felice.”
ci suggerisce.
Questo è, per esempio, l’eccelso consiglio di Yogananda.
 “La libertà dell’uomo è definitiva ed immediata se così egli vuole;
essa non dipende da vittorie esterne ma interne.”
Sì, perché la battaglia più grande che combattiamo è proprio con noi stessi, con le nostre testardaggini, con gli schemi vecchi di generazioni, quelle che ci tramandiamo di padre  in figlio in maniera diretta, senza nessuna tassa di successione e con un esito sempre estremamente favorevole.
La meditazione è quindi un eccellente supporto, ma è il nostro punto di arrivo, non di partenza: prima dobbiamo scoprire quindi chi siamo veramente, lavorare su di noi, per essere liberi, perché allora e solo allora siamo positivi, siamo Amore puro, siamo “educatamente noi stessi “.
Le diverse tecniche delle visualizzazioni e delle affermazioni positive, sono importanti, ma non sono tutto e non sempre possono risultare funzionali se la persona non si cerca, poiché il lavoro vero da fare non è a livello mentale, ma su piani molto più alti e profondi.
Dobbiamo lavorare per estirpare, per cambiare gli schemi di pensiero limitanti, radicati dentro di noi, in maniera devastante.
Ci sono diverse tecniche, diversi indirizzi e varie discipline per lavorare su si sé, ma possiamo anche partire dalla pratica della meditazione, solo se la utilizziamo veramente in tutta la sua potenza, come strumento utile per rientrare nel nostro spazio interiore.
Lo scopo è quello di andare oltre la mente e iniziare a scoprire parti di noi seppellite, più profonde e più potenti sul nostro sé e sulle sue dinamiche.

La scienza sembra aver dimostrato quello che gli insegnamenti spirituali tramandano da sempre e cioè che attraverso lo Spirito si modifica la struttura biologica del nostro corpo.
Parliamo di studi fatti proprio sia sulla meditazione , che sul pensiero positivo, che pare possano favorire la guarigione e una vita più lunga a chi li mette in atto.
Citiamo un articolo che condivide studi e ricerche, sottolineando il rapporto tra Spirito e corpo e gli effetti positivi di alcune attività nel processo di guarigione.
In particolare, se vogliamo documentarci, ci sono 2 psicologi, Philipp Keune e Vladimir Bostanov, che avrebbero fatto un interessante scoperta, facendo un esame neurologico ai propri pazienti, sia prima che dopo un corso di meditazione.
L’esito è stato stupefacente, perché avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano, proprio valutando i risultati di come il cervello, dopo un corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività.
Il cervello dei soggetti che meditavano, aveva acquisito una modalità diversa di operare, cioè non rimuginava continuamente, quindi riusciva ad  indirizzare tutte le risorse  e l’attenzione liberate dai pensieri bui e tom tom, sul test, consentendogli un’efficace concentrazione.

“Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione – ha dichiarato il Dr.Keune – e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”.

Lo sappiamo che in molti ospedali universitari oggi gli psicologi ed i  medici stanno finalmente lavorando per abbinare alla medicina tradizionale, anche le tecniche meditative

Al Massachussetts General Hospital di Boston è stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni.
La loro diagnosi era di disturbi d’ansia generalizzata.
Anche qui, per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione; al termine erano in grado di controllare meglio le loro paure e hanno ricominciato a dormire bene.
Il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva: c’erano zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) che registravano un’irrorazione sanguigna superiore, così come le aree deputate alla regolazione del sentimento.
Buoni gli esiti anche sui centri preposti alla paura.
Molto bella e particolare è anche l’esperienza di una psicologa, se non ricordo male  Bethany Kok, che sta portando avanti un interessante esperimento: per nove settimane 65 donne e uomini ogni sera dovevano annotare in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della giornata.
Queste persone erano state poi portate a fare un corso di meditazione, a cui aveva aderito metà del gruppo.
Con l’attività “alternativa” alle cure tradizionali, si imparava ad esprimere le proprie emozioni con amore, gentilezza e compassione.
Il risultato della ricerca è stato divulgato attraverso la rivista Psychological Science, dove si diceva che il tono del nervo vago, di coloro che meditavano, era aumentato in modo significativo.
Sappiamo che qualcuno sostiene che sia proprio il nervo vago a collegarci all’Anima.

“È lo spirito ad edificare il corpo” scriveva Friedrich Schiller otre due secoli fa, – e l’anima può cambiare il corpo.

“Per guarire con lo spirito dobbiamo avere una eccellente connessione tra anima e corpo”, forse per questo, sconnessi come siamo oggi, siamo anche affetti da numerose patologie, che spesso riteniamo ereditarie o familiari.

Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici.

Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno addirittura studiato le fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che, in genere, sorridevano.
Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009.
Il risultato a loro è parso sorprendente, ma la cultura orientale lo ripete da tempo immemore: coloro che ridevano avevano avuto un grado di mortalità molto più basso, rispetto a chi non sorrideva mai o raramente.
Anche la fede garantisce una maggiore serenità, infatti in un altro studio americano, su 3851 anziani in North Carolina, coloro che pregano e meditano, hanno avuto una vita più lunga, addirittura con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%!
Noi troviamo solo un riscontro, mentre gli scienziati rimangono  giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell’essere umano, perché la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza.
Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate ad attenzione, concentrazione e memoria.
Così contrasta attivamente gli stati di tensione e di esaurimento e non rafforza solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo, per esempio il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce, aumenta l’attività degli enzimi.
Tutta sta chiacchierata oggi, per ricordarci i 101 punti a favore della meditazione, senza contare quella per noi primaria, vale a dire che, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio noi stessi, il mondo rendendoci più sereni e amorevoli con noi stessi e tutta l’altra parte del pianeta …
Ma quella è, per alcuni di noi, ancora oggi, tutta un’altra storia …

Amorevolmente Ti degli Angeli.

La Felicità nel cambiamento

Camminare è importantissimo.
Significa concedersi di poter aprire nuove porte, di sperimentare, di acquisire nuove consapevolezze, di crescere e far parte delle novità in essere oggi e nel divenire che ci attende, come genere umano.
Ma noi siamo “animali” strani, gli unici dotati di poca vera versatilità nel ciclo della Vita universale.
Puntiamo tutto sul futuro, perdendoci il presente.
Facciamo a botte con il nostro passato, ma non concepiamo alcuna forma di divorzio o separazione.
Ho sentito raccontare:

“In uno sperduto campo d’addestramento militare, un plotone era appena tornata alla base, dopo una giornata di marcia sotto un sole cocente.
“Che vita!” esclamò una recluta.
“Lontani chilometri da ogni centro abitato, con un sergente che pensa di essere Attila il Barbaro, niente donne, niente sbornie, nessuna licenza e, in più, i miei stivali sono più piccoli di due misure”.
“Non vorrai prendertela per questo, amico” disse il suo compagno.
“Perchè non ne prendi un altro paio?”
“Non ci penso neanche” fu la risposta
“Toglierli è stato finora l’unico piacere che ho!“ ( ZONA COMFORT???)
Leggi tutto…

In palestra per crescere e vivere

“Il Mondo é il monastero dell’Uomo saggio e la Vita la sua palestra”

Un libro particolare, che cela molte verità e spunti per riflettere è indubbiamente il Piccolo Principe, un magico richiamo al saper conservare il nostro bambino interiore, colui che possiede le redini della nostra parte scalpitante.
Oggi, pensando all’opportunità celata dietro questa parte più semplice e vera di noi, parlerò di come mantenere una mente di principiante per “stare bene” e vivere al meglio.
Cosa dobbiamo fare per gustare al meglio ogni istante, di questa vita frenetica, colma di dilemmi e di paure???
Non svenite, non pensate a ricette strabilianti, anche se alcune mie affermazioni vi sembreranno, di primo acchito, poco fattibili, … mettiamoci invece nella condizione di provare, di lasciare che una parte di noi di Leggi tutto…

Ci sei o ci fai?

“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore.
Chi guarda fuori, sogna.
Chi guarda dentro, si sveglia.”
Jung

Lo so, darete a questo titolo il significato solito, …ma, visto che ti, cioè io, non rientro sicuramente nella normalità omologata, l’ho scelto pensando all’aspetto sottinteso che emerge da questa espressione e cioè la CONSAPEVOLEZZA …
Riuscire a raggiungere la consapevolezza e a mantenerla nell’arco della giornata è una capacità meravigliosa, che ci offre diversi benefici.
Il problema vitale è però come poterla ottenere … e in quali ambiti.
In realtà dovremmo riuscire a conquistarla e ad espanderla un po’ in tutti gli aspetti del nostri essere ed esistere…
Quando?
Beh, partendo dall’istante in cui apriamo gli occhi…
Impariamo ad essere più presenti ad ogni singolo momento e Leggi tutto…

L’Arcobaleno che abbiamo dentro

“Il sole c’è, esiste, vive e crea vita.
Dobbiamo semplicemente imparare a vederlo oltre le nuvole.
E vedremo anche gli stupendi colori dell’arcobaleno della nostra vita…
della nostra felicità.”

Omar Falworth

 

Di quale sole stiamo parlando?
Della grande Luce interiore.
Della sorgente dei nostri pensieri positivi, della fiducia, della voglia di fare e mettersi sempre in gioco, del nostro stare bene sempre, anche quando le nuvole ci attraversano il cammino o ci scivolano dentro …
Scoprire chi siamo veramente, ci rende positivi e quindi capaci di vivere in leggerezza, come amore puro, incondizionato e incontaminato …
Il nostro problema più grande, in generale, è capire perché le cose ci accadono e avere fede, anche quando la terra trema e noi con lei …
Il dolore allora ci soffoca e tenta di toglierci non solo il respiro, ma la capacità di cogliere ancora il bello di noi stessi e dell’esistenza, soprattutto di quel periodo che stiamo vivendo …
Allora l’abbandono a Dio è la nostra UNICA soluzione …
Quando il mare è in tempesta e la furia degli elementi ci sballotta a destra e a anca, dobbiamo adottare il sistema della nave: smettere di opporre resistenza, cercando a tutti i costi il controllo, e affidarci alla burrasca, alla corrente impetuosa, al mare della Vita e solo a lui.
Questo ci condurrà esattamente DOVE DOBBIAMO ANDARE e DOVE DOVREMMO ESSERE … non più in là, né più in qua …
E’ un grosso cambiamento, quello di saper accettare questo, perché siamo tendenzialmente “possessivi” e convinti che il CONTROLLO SIA L’ARMA MIGLIORE … guai a seguire l’onda … che ci porta oltre, fuori dalle nostre posizioni e vedute e fa fiorire il nostro esistere, il nostro essere, sì, perché è proprio il consegnarci alla burrasca che ci darà l’isola felice in cui finalmente sostare …
Forse dovremmo visualizzare tutto questo, visualizzarci proprio come se ci trovassimo dentro una barchetta, in un oceano, davanti ad una barriera corallina, la quale protegge la nostra nuova terra promessa; allora riusciremmo a capire veramente il senso di queste parole, per crescere e vivere bene anche i momenti di fatica, soprattutto quelli emotivi e relazionali.

Siamo abituati ad etichettare e controllare, gestire TUTTO, quindi  non è così facile arrivare ad uno stato di coscienza, dove essere semplicemente se stessi senza controllo e quindi naufraghi nella volontà divina…
Sicuramente la tempesta non viene dall’alto, ma è stata concessa.
Sicuramente noi abbiamo già fatto la nostra parte, fino ad arrivare in prossimità di questo tratto pericoloso e agitato …, ma sicuramente Dio ha calcolato tutto e ha deciso che così dovesse essere …
E allora, perché preoccuparci e spezzare i remi e la nostra schiena, nel tentativo folle ed inutile di andare contro i cavalloni impetuosi e le acque turbolente???
Accettare!!!
Lasciare all’alto la GESTIONE PIENA di ogni cosa e intanto attivarsi a gustare, semplicemente sdraiati sul fondo della nostra imbarcazione i tempi migliori, le nuove spiagge, invocando aiuto, facendoci Ho’Oponopono, meditando, … attivandoci per non mettere pensiero, né altro …
Lo so, lo sappiamo che non siamo “educati a questo” …
Visto però che  la nostra mente influenza, in modo importante, la nostra vita, iniziamo a diventare più consapevoli di noi stessi e proviamo a gestire meglio le nostre emozioni e i nostri pensieri e qualcosa sicuramente cambierà …
La storia ci ha mostrato che coloro che hanno una visione positiva della vita sono anche quelli che generalmente raggiungono il successo.
Come fanno???
Sanno staccarsi dagli eventi.
Sanno vedere l’isola oltre la barriera corallina e le acque buie e torve…
Sanno cantare anche sotto la pioggia, magari a fatica, ma lo fanno, … senza pensare, senza pretendere, senza abbattersi mai …
Cambiare l’attitudine mentale, riuscire ad osservare ogni cosa dal lato B, cioè da un punto di vista più in luce, più radioso, sereno, pacifico, multiforme …, senza giudizio, passando quindi dal negativo al positivo, perché tutto questo ci porta ad un cambiamento radicale sia nel nostro  stile di vita, sia in ogni campo personale familiare, amicale, relazionale e professionale.
Cambiare il nostro tipo di approccio, alla Vita in generale, e alle fatiche e prove, in maniera particolare,  ci aiuta a passare per esempio dalla sf…. perenne, come la chiamiamo noi, dalla depressione, dall’insuccesso apparente, al vedere le cose sotto un altro punto di vista,  indubbiamente più solare e tranquillo.
Chi non ha avuto esperienze dolorose, faticose?
CHI???
Fanno parte della crescita…
Ma continuare a portarsele dentro e vivere in funzione di quelle, misurando tutto e tutti come si trattasse degli stessi personaggi, di quelle identiche situazioni  e persone CI FA PERDERE IL NUOVO, e ci SACRIFICA All’INFELICITA’ PERENNE …
PERCHE’???
Perchè avere dubbi, non credere, non ascoltare, non voler andare oltre ???
Perché???
Forse perché pensiamo che tutto sarebbe come allora, ma NON E’ COSI’ …
Non è più quel contesto.
Le persone sono cambiate …
Noi siamo cresciuti …
e l’Universo ci ripresenta non un dolore nuovo, ma un’OCCASIONE GRANDE, meravigliosa, una Ferrari rossa fiammante, bella dentro e fuori, che dobbiamo solo guidare, dimostrando che tutte le lezioni di guida prese, sono servite a qualcosa …
Se prendiamo di petto ogni cosa, spesso aggiungiamo solo DUBBI, fatica a fatica, parole pesanti a pensieri orribilmente destabilizzanti, macigni a frane e così non riusciamo a guardare oltre e Leggi tutto…

7 volte Zen

“Un uccellino appoggiato su un albero non ha mai paura che si spezzi il ramo,
perché la sua fiducia non è riposta sul ramo
ma nelle sue proprie ali.”
O. V.

Cosa ci manca per VIVERE al MEGLIO?
La leggerezza dell’uccellino che non sposta sull’ altro il suo poter essere e quindi la sua “serenità”.
Il ramo può essere robusto o esile, ma poco importa … il piccolo vi sosta e si guarda intorno con curiosità senza il pensiero in sé che sotto le sue zampine il pezzo d’albero possa cedere e farlo precipitare: per lui non esiste neppure nel più recondito dei suoi pensieri e se anche ci fosse,  non lo considera, non lo anticipa, e quindi ciò non avviene e non avverrà  mai …
Ha buone ali e una “consapevolezza primitiva” per cui non pensa, ma vive …
Il piccolo ha quello che manca a noi, la fiducia incondizionata …
Viviamo, ne ho più volte parlato, presi dal bisogno di avere, controllare e piangiamo se non raggiungiamo una cosa e piangiamo dopo averla ottenuta per paura di perderla …
Siamo animaletti strani, uccellini che non vivono …
Oggi proviamo a pensare zen e quindi a dare una sterzata alla nostra esistenza , perché gli Arcangeli continuano a rammentarci che ora è il tempo di “invertire la rotta e salire sul treno ….”
Lo spirito zen lo avvicineremo come un possibile antidoto a molti dei problemi della faticosa quotidianità, che è così perché noi la rendiamo così …
Immaginiamo insieme, ora n questo preciso istante di prendere un bel sacco per lo smaltimento dei rifiuti …
Apriamolo e poi immaginiamo di riempirlo delle nostre paure, di tutte le delusioni, della rabbia, dell’aggressività, … delle delusioni , delle lacrime versate e di quelle rimaste lì, a mezzo dei nostri bellissimi occhi …
Apriamo la finestra  e affidiamo al vento del cambiamento questo sacco, con grande amore, chiedendo che Leggi tutto…

L’Energia dell’Aria

“…incominciò a invidiare la libertà del vento
e avvertì che avrebbe potuto essere come il vento.
Niente lo impediva, se non lui stesso.”

                                                  Dall“L’alchimista” di P. Coelho

Oggi parlerò dell’aria, un altro meraviglioso elemento …,  a cui sento in parte di assomigliare e appartenere <3<3<3

Quando penso all’aria e alla sua energia, penso al vento e all’incredibile forza ki che la Natura, attraverso l’aria, può sprigionare  in qualunque luogo, con qualsiasi tempo e stagione.

Quasi impercettibile, fissa, allegra, violenta … ci porta profumi, sapori, immagini, ricordi e forzaaa, rigenerazione …
Mari, deserti, montagne, città… quando il vento arriva ci possiamo aspettare di tutto!
Quando ero piccola a volte mi dava noia, perché sembrava sconvolgere l’ordine … ora la apprezzo moltissimo, perché c’è bisogno della sua frizzante presenza, in cui mi riconosco e credo molti di voi sappiano cogliere e Leggi tutto…

6 modi per sconfiggere l’impazienza!


Santa Pazienza!
Già, santa perché nella nostra quotidianità sembra una virtù da attribuire e che appartenga o sia appartenuta soltanto alle persone estremamente mistiche o ai grandi Maestri Ascesi.
Difficile da trovare, ancor più rara da mettere in pratica, è un aspetto che spesso ci manca, ma che renderebbe sicuramente migliore la vita sia di chi ne possiede poca, che di chi vive loro accanto o vicino, sia in maniera temporanea che, soprattutto, prolungata.
Le situazioni al limite tensione, sono veramente moltissime, se non la coltivi dentro di te, …
tanto che ognuno di noi sta già pensando ad un’ampia gamma di fatti, persone ed eventi …, perché la quotidianità sembra sempre volerci misurare a questo proposito, mettendoci davanti un’infinità di possibili cause per esplodere …
Tutti abbiamo quindi una certa familiarità con quelle situazioni in cui per esempio,  ci si trova in fila alla cassa del supermercato e davanti a noi ci sono una decina di persone con il carrello pieno e Leggi tutto…

Mi Amo … meditando

Calma e meditazione zen

“Impara ad entrare in contatto col silenzio che è dentro te stesso
ed a capire che tutto in questa vita ha uno scopo.”
(Elizabeth Kübler-Ross)

La meditazione rappresenta un formidabile aiuto per calmare la nostra mente, tribolata, aumentare la presenza e l’attenzione, gestire meglio le ansie, le paure e le “mostruose preoccupazioni” ( voglio usare una parola forte), che sembrano appartenere al quotidiano della maggior parte delle persone che popolano il pianeta.
Lei rappresenta un contatto magico con il Regno da cui proveniamo, un alleato prezioso se vogliamo sentirci meglio con noi stessi, più a nostro agio con l’Universo interiore ed esteriore, più centrati e concentrati, più sereni, leggeri e rilassati, molto … molto… rilassati.
La meditazione, ti porta ovunque, ti sostiene, ti illumina, ti permette di comprendere qualsiasi cosa, di Leggi tutto…

Il “gusto di saper Essere felici”

Essere felice“La felicità è Amore, … nient’altro”
Hermann Hesse

Amore verso se stessi e verso gli Altri.
Amore incondizionato, 
Amore della ricerca …
e conoscenza”

Vi consiglio di leggere “Il gusto di essere felici” di Matthieu Ricard.
Sto parlando da parecchio tempo di questa emozione o stato d’animo, ma renderla parte della nostra vita, sembra estremamente impegnativo per parecchie persone, soprattutto nella “densità della vita quotidiana” e nella nostra cultura, dove su cinque cose belle accaduteci e una brutta, spesso e volentieri rammentiamo quella meno esilarante e Leggi tutto…

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