Cerca l’Amore e sarai Felice

Voglia di chiudere subito tutto e smettere di leggere, stamattina?
Ehi sì, lo so, perché forse, solo dall’immagine che ho preparato, per l’ apertura di questo articolo, stai già visionando la suocera, la vicina di casa o la collega e quindi brontoli tra te e te, che, come sempre, la faccio facile io, ma amare e poi tutti e tutto … richiede certi anticorpiiii.
Dai, vedrai che insieme ce la possiamo fare anche oggi.
Siamo abituati veramente alla reattività immediata e a dare molto peso anche solo all’espressione del volto di chi ci sta davanti, soprattutto se si tratta di persone con le quali abbiamo un rapporto un po’ urticante.
Se il tipo o la tipa, con cui interagisci, non appartengono alla tua stretta e benevola cerchia di amici, so e comprendo appieno, che relazionarsi in maniera “divina”, può risultare a volte un tantino faticoso, ma sappi che se lo farai, entrerai in uno stato di grazie veramente eccellente e presto sarai un “intoccabile”, in senso positivo.

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Penso all’Amore

Tempo d’estate e tempo di gossip.
Siamo veramente, in generale, inglobati in un processo che ci sta conducendo verso una sorta di autodistruzione, dalla quale lentamente alcuni Spiriti di Luce si stanno discostando, per riaccendere il fuoco vivificante che possa rianimare il Pianeta e le varie forme di Vita, invertendo la rotta.
Non tutti saliranno sulla Nuova Arca di Noè, ma parecchi sì.
Dicevo che l’estate e la maggiore libertà dai vari impegni, spinge le nostre fonti di informazione a scatenarsi, nel tentativo di vendere più copie e di avere più audience.
Il problema potrebbe non sussistere se questo creasse la diffusione di una serie di notizie “intelligenti”, atte ad accrescere la persona e a renderla libera e pronta  a scegliere il meglio per sé e per gli altri, non affaticata e scema.
Invece si punta sulla curiosità più bassa, morbosa, della gente, incrementando, vivificando e nutrendo gli istinti peggiori che dormono dentro di noi.
E’ così che ti conducono, attraverso certe notizie, a crescere nella tua sete di pettegolezzo e a divenire un individuo sempre, più povero e gretto, assetato solo di disgrazie o notizie piccanti altrui.
I giovani poi, ben nutriti, diventano a loro volta promotori e forti sostenitori di questo “mercato dei sentimenti, delle emozioni e della propria Vita svenduta” sulle varie piazze dei Social.
Certo, se tu fossi un individuo “grande”, non parlo di dati anagrafici, gli unici che sembrano stupidamente interessarci, non correresti questo pericolo o avresti comunque anticorpi migliori, per sapere bloccare questa carneficina sentimentale ed umana.
Si cerca il personaggio noto e meno noto, da paparazzare e spogliare in pubblico, per avere di chi dire, scrivere e parlare. Alcuni personaggi del mondo dello spettacolo poi, sempre alla ricerca di notorietà, si attivano ampiamente, in prima persona, e ci danno tutti i particolari intimi e non sull’ultimo amore, il tradimento fatto o subito, l’amante e il bimbo nato, in arrivo o desiderato.

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La delicatezza di ogni scelta

Ho acquistato alcuni fiori e piantine per il balcone e questo semplicissimo gesto mi è servito per “riscoprire” alcune consapevolezze interiori, particolarmente importanti, che si stavano sbiadendo dentro di me e di cui ti voglio parlare…
Ho sempre sostenuto, con grande stupore, di chi mi sta intorno, che quando scegliamo un oggetto da donare, offrire, condividere con una persona non possiamo poi farne dono ad un’altra.
E’ una consapevolezza atavica, che in questi giorni mi sono ritrovata a dover riscoprire.
E’ una modalità molto importante, quella di applicare in maniera rispettosa varie “piccole regole” universali, ai fini di muoversi in maniera sinergica e costruttiva.
Riciclo, riuso, recupero fanno parte del mio vissuto, ma sono pienamente consapevole che ci sono oggetti privati, che non possiamo rendere, restituire al loro ciclo vitale, quando dobbiamo eliminarle dalla nostra quotidianità, così come so per certo, e oggi te ne parlerò, che se scegli un qualcosa pensando ad una certa situazione o ad una persona ben precisa, non ti verrà poi dato di “recuperarla e riciclarla in altra maniera”.
Cosa significa?
Molto semplicemente che se tu vedi un bel paio di scarpe e pensi ad un’amica e le acquisti per lei, sarà buona cosa, se anche l’amicizia dovesse, per qualsiasi motivo finire, proprio in quei giorni, che tu le offra ciò che le avevi “dedicato” e quindi dia le scarpe a lei e solo a lei.
Perché?

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Ti presento il mio Angelo Custode.

Entrare in un cimitero ci dà il quadro della nostra situazione attuale: siamo legati a doppia mandata a tutte le persone con le quali interagiamo, ma il tipo di filo che viene messo in gioco non corrisponde alle attese Divine.
Immagina questo filo esattamente, come un filo dal colore sbagliato.
Un colore che stride con il resto dei tuoi accessori e che si manifesta in maniera molto appariscente.
Chi ti guarda lo nota.

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Cerco un compagno di viaggio.

Nella nostra Vita, piuttosto complicata, l’aspetto emotivo, sentimentale, relazionale ha la sua importanza e gode del suo giustissimo “posto al sole”.
La fatica è quella di trovare la persona giusta da amare e con cui percorrere un tratto di cammino o tutto il nostro cammino.
Attenzione perché oggi vi sconvolgerò, o meglio minerò seriamente le nostre “convenzioni mentali”, frutto dei condizionamenti sociali e non solo.
A cosa ambiscono di più le persone, soprattutto le donne? Un marito.

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Vivere nella Gioia

Quanto spesso ci sentiamo ansiosi, frustrati, insoddisfatti, infelici da soli, infelici con gli altri?
Quanto spesso siamo infelici con quanto accade nel momento presente?
Come sarebbe la nostra vita, invece, se riuscissimo ad essere in sintonia con noi stessi, con chi ci vive o passa accanto e riuscissimo a provare amore ed essere in amore, con il momento presente?
Come sarebbe la nostra vita se, indipendentemente da ciò che ci accade, fossimo capaci di trovare bellezza, gioia e gratitudine nel momento presente?
Sicuramente na’ bomba, un qualcosa di meraviglioso, sarebbe esattamente quel qualcosa a cui agogniamo da quando siamo nati o poco più.
Già, lo desideriamo, ma viverlo sembra sia veramente tutta un’altra storia.
Impossibile? Leggi tutto…

I condizionamenti femminili


“Dovremmo essere consapevoli del nostro valore
e del grande dono che possediamo:
l’ originalità. “

Parlare di condizionamenti, me ne accorgo anche nel mio ambiente lavorativo, risulta particolarmente “faticoso” sia come argomento da sottoporre all’attenzione altrui, che come “realtà” da accogliere e sulla quale lavorare.
Siamo talmente immersi nei “modi atavici” di pensare, ragionare, riflettere, valutare, considerare la Vita e le sue dinamiche, che sganciarsene risulta veramente un lavoro tantalico.
Eppure non siamo liberi e ce ne accorgiamo, ma i condizionamenti sono un qualcosa di talmente sottile ed appiccicato alla nostra esistenza, al nostro corpo emotivo, che individuarli, aggredirli, smantellarli è veramente impegnativo.
Per esempio …
Quali sono o possono essere i principali, diciamo i 10 condizionamenti più importanti, nella vita di una donna?
Nemmeno uno?
Beh, oggi chiacchiererò proprio a questo proposito, partendo da lontano … da un tempo che ha influenzato parecchio la nostra storia e quindi il nostro quotidiano attuale.
Ricordate i Celti?
Partirò proprio da loro …
Per gli antichi Celti, ma pure per altre culture precristiane, l’archetipo femminile era diviso in tre età o stadi, la Fanciulla (the Maiden), la Madre (the Mother ) e la Donna Saggia (the Crone), ognuno dei quali offre determinati cambiamenti fisici, ormonali e psicologici.

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Amarci e vivere al meglio

Il passato serve solo nella misura in cui  ci offre le basi per cambiare noi stessi
e quindi il Mondo. 

Oggi sono in una fase molto riflessiva e meditativa, a proposito di alcuni pensieri che mi frullano in testa, per alcune percezioni che a pelle sto ricevendo da alcuni giorni e che gli Arcangeli, purtroppo, mi confermano.
Sto avendo vari contatti con altre persone che camminano fedelmente incontro al Divino, ma nonostante gli abbracci dolci e fatti con trasporto, qualche parte di me coglie un qualcosa che fatico a definire, come se, in fondo a noi ci fosse un po’ di amarezza, di freddo, o di paura che ci fa vibrare non con la solita trasparente magica gioia.
Mi sto chiedendo perché, cosa sia e da dove provenga tutto questo…

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Saper Amare e sorridere

Siamo noi a decidere,
a scegliere e poi a pagarne le conseguenze o a raccoglierne, per primi, i frutti.

Felicità!
Non c’è nulla di più ricercato di lei e al tempo stesso di vacuo e instabile.
Quando finalmente riusciamo a vivere in piena sintonia con noi stessi e ci mettiamo nella condizione di cogliere appieno la felicità che alberga dentro di noi e quindi di sperimentarla, subito ci coglie un senso di smarrimento, come se pensassimo che si tratta solo di una breve parentesi, che presto svanirà, come se già presagissimo che qualcosa di terribile e temibile ci raggiungerà presto, per cancellarla dalle nostre giornate

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Amare si può


Cosa vuol dire essere innamorati?
Cosa significa amare veramente una persona, in una società in cui la parola amore è a dir poco inflazionata, e spesso usata a sproposito?
Vediamo di parlare ancora una volta di questo magico “stato di grazia”. 

Ahi, ahi, oggi ti chiacchiererà di un qualcosa di utile, ma sicuramente faticoso per moltissimi di noi e cioè di amore, separazione e tanto altro …
Che legame può esistere tra l’Amore, la separazione ed il divorzio?
C’è e si cela nel fatto che la separazione, fatta con consapevolezza è un atto d’amore e di estremo coraggio.
Coraggio, perché spesso si salta nel buio, un buio totale, che precede una nuova luce.
C’è l’ignoto che ci attende, il giorno in cui optiamo per questo grandissimo passo, e sta, pronto a ghermirci, proprio oltre quella decisione.
Decisione che cambierà inevitabilmente la nostra vita e anche quella dei nostri figli, che sono, in genere, la nostra preoccupazione maggiore, se ne abbiamo.
Ora, facendo questa scelta, non sappiamo quale direzione prenderà la nostra vita e non abbiamo più certezze, se non quella che vogliamo tagliare un rapporto incancrenito.
Abbiamo con noi, solo paure e speranze.
E Amore.
Amore, sì, perché quando si arriva ad una scelta così difficile, dietro ci sono tante notti insonni, tanti pensieri, tanti tentativi, andati a vuoto, che ci hanno dilaniato e spesso minato nelle nostre sicurezze  e nell’autostima.
Si può decidere, come nel mio caso, di farlo come gesto estremo di amore verso l’altra persona, che vive con i piedi in due scarpe, come avrebbe detto mia nonna, senza avere nemmeno lontanamente l’idea di stare ledendo non una, ma ben due donne contemporaneamente.
In realtà è un Amore che ci appartiene, perché prima che verso l’altro, tagliare una relazione malata è amare noi stessi ed i nostri  figli,  compiendo una scelta che, ci auguriamo, ci porti nella direzione della tanto desiderata serenità, che ci spetta, come a tutti.
Se restassimo, l’unica cosa che ci spetterebbe,  sarebbero le lacrime, i calzini sporchi, le camice o le mutande da lavare e stirare.
E non aggiungo altro.
Sadica?
No, incornicio semplicemente il quadro, in maniera diretta, materiale, del cosa ci comporta il restare.
Lo facciamo quindi per amore, per rientrare in quell’ordine cosmico di stare bene o meglio in quel ciclo di tranquillità, nel quale siamo nati, ed a cui dovremmo appartenere tutti, nessuno escluso.
Non si può vivere infelici.
Non si deve, mai.
Il dolore, ricordiamocelo bene, non viene da Dio.
Quindi, una relazione che ci procura dolore non è buona e va troncata, per il bene di tutte le persone coinvolte.
A volte, soprattutto noi donne, pensiamo di rimanere in questa condizione di amarezza, dolore perenne, per non togliere qualcosa ai figli e per mostrare che siamo nati per crescere anche nella tenacia e nell’adattamento.
Sicuramente sì, siamo nati anche per questo, ma c’è tenacia e tenacia, così come esistono varie forme di adattamento, ma sicuramente valevoli nella misura in cui, ci portano ad un equilibrio positivo e quindi ad un benessere, alla espressione della nostra felicità, non al suicidio.
Qualsiasi aspetto non positivo, non appartiene né alla Luce, né alla nostra essenza divina.
E’ grave pensare quindi dare ai figli l’infelicità, come esempio di adattamento,oppure la finzione e la bugia come fossero un clima naturale tra le mura di casa.
Se pensiamo, poi, che i figli, piccoli o grandi che siano, non abbiano intuito cosa sta accadendo tra le mura di casa, togliamocelo dalla testa: noi donne li abbiamo generati ed essi, almeno fino ad un certo punto della loro esistenza(fino a quando non li abbiamo diseducati e rieducati secondo gli schemi ed i pregiudizi sociali che ci appartengono) sono empatici e sentono qualsiasi vibrazione nasca, parta e si aggiri tra le nostre viscere.
Stanno al gioco ed imparano a “barare” ed è una cosa riprovevole.
Insegniamo loro, proprio usando gli affetti, ciò che di più bello possa esistere per il genere umano, a fingere e a diventare adulti affettivamente corrotti e persi.
Nooooo!
E’ ora di finirla.
Quanti meccanismi scattano mantenendo queste realtà familiari alla deriva,meccanismi che poi pagheremo, quando passeremo, alla inevitabile separazione posticipata o tardiva?
E’ inutile attendere, perché l’amputazione in qualche modo avverrà oppure ci sarà un’implosione spaventosa dello stesso nucleo, al completo, che coinvolgerà veramente tutte le persone coinvolte.
Sì quindi a tagli rapidi, veloci, una volta constata l’impossibilità alla rimarginazione del nucleo.
E’ solo dopo tanto dolore che si arriva a questa decisione e non può essere che un atto d’amore e di coraggio a spingerci in quella direzione.
Cosa succede poi?
Di tutto!

In genere, nella stragrande maggioranza dei casi è in questa fase, che emergono i nostri reali profili e abbiamo quindi modo di visualizzare appieno i tratti belli o abominevoli di noi stessi e dell’altro.
Se l’ex si comporta da “canaglia”, beh, non prendiamocela, ma ringraziamo il cielo di non dover più convivere sotto lo stesso tetto e impariamo a tirare un bel sospiro di sollievo, per la fortuna attuale, e abbandoniamo qualsiasi idea di ripicca, per non agganciarci alle sue dinamiche ed esche.
Le meschinerie che l’altro mette in gioco, non illudiamoci, gli appartengono, gli sono sempre appartenute, ed ora, che giochiamo a carte scoperte le sta solo manifestando: vivevamo con un baro e lo dobbiamo solo accogliere come verità.
Per molti di noi, è un periodo di forte conflitto, di rabbia e di rancore, sentimenti repressi che vengono a galla, facendo, a volte, veri e gravi danni.
Ecco perché poi diciamo che i figli dei separati sono “individuabili”: perché loro stanno nel mezzo della guerra dei “Roses”.
Il nostro Amore dovrebbe aiutarci a saper lasciare andare, a non agganciarci a tutte quelle reazioni incontrollate che l’altro sollecita, proprio per il nostro equilibrio mentale ed il bene supremo dei figli, anche a costo di perderli, per un po’.
Una volta cresciuti, torneranno e più grandi e saggi di prima.
Entrare nel pieno del conflitto, invece, li renderà meschini, opportunisti, doppiogiochisti e tanto altro.
Vogliamo questo?
Non credo proprio, quindi evitiamo “tutte le situazioni” fatte per questioni di principio.
Non è sano.
Ma oggi non voglio soffermarmi su questo, voglio andare oltre, immaginando insieme, che tutti noi separati/divorziati, superato questo periodo iniziale della separazione, ed i successivi, per chi li ha, ci si ritrovi  finalmente, una bella mattina, predisposti per un nuovo amore.
Abbiamo fatto pace con la situazione precedente, ci siamo riscoperti e ora vogliamo ricominciare.
Bene.
“Bene un cavolo, ti, non è per nulla semplice!”, brontolerà ora qualcuno di voi.
E’ vero, concordo, per tutti noi è bellissimo, a parole, ma peccato che non sia affatto semplice, soprattutto per chi ha dei figli.
Perché?
Beh, diciamoci la verità: i figli sono probabilmente un dono inestimabile per chi li ha, ma sono un “pacchetto optional “ per chi arriva e deve entrare nella famiglia.
Dissacrante?
No, realista.
Ci sono fatiche e difficoltà, che vengono a toccare entrambe le parti coinvolte, cioè sia chi ha dei figli, e vuole trovare un nuovo compagno di vita,e sia il compagno o la compagna di vita che arriva, e che deve accettare la sua posizione nelle retrovie della classifica, prendendosi in carico una situazione per intero.
Perché è vero che i genitori restiamo noi, ora soprattutto, come generanti, perché chi arriva deve in qualche modo trovare un suo posto all’interno del menage familiare.
Noi donne siamo più versatili, anzi molto.
L’uomo no, un po’ meno, concedetemelo maschietti.
Per le donne single, con figli, è più complesso trovare nuovamente l’amore, questo perché gli uomini, in genere, si spaventano di più, rispetto alle donne, davanti a certe situazioni.
Una donna con figli è una donna sicuramente più, beh, impegnativa, sia dal punto di vista emotivo, che pratico, rispetto ad una donna single, senza figli.
Di contro troviamo che ha, sicuramente, meno pretese e fa meno capricci: non ne ha il tempo.
Scherzo!!!
Invece, gli uomini single, con figli, sono un’eccellente attrattiva per il nostro spirito “infermieristico” femminile, quindi i maschietti sono indubbiamente facilitati nell’incontrare altre donne, disposte a fare le madri, anche in modalità a volte assurde.
Di contro c’è che potrebbero non accettare di non essere sul podio delle attenzioni dell’uomo in questione, eh sì, perché mica tutte sono Penelope.
Insomma, lo so, oggi sono particolarmente realista e quindi maliziosamente veritiera, ma dobbiamo saperlo ed accettare tutti i pro e i contro, di sempre,come in tutte le situazioni.
Se guardiamo, cioè affrontiamo senza stereotipi, di nessun genere, questa situazione in sé, possiamo notare delle rigidità, che sono comuni a tutti.
Chi arriva, non importa se un lui o una lei, in un contesto che era già stato strutturato, poi destrutturato, e ricompattato si trova di fronte a vere ed oggettive difficoltà:

  1. Fin dove arrivare con questi bambini/ragazzi?
  2. … quindi qual è la giusta distanza?
  3. Sul podio familiare, quale posto dovrà occupare?
  4. Reggerà l’essere piazzato/piazzata magari in una posizione, diciamo non prima?
  5. Ci saranno scelte e rapporti con l’altro genitore che andranno solo rispettate
  6. Accogliere ogni cosa con Amore e quindi con la Pace interiore, che rende capaci di trovare un posto, in qualsiasi contesto, sentendoci apposto, a casa, bene.

Sono tutte difficoltà concrete e reali, per molti di noi separati/divorziati, che si aggiungono a quelle, variabili delle variabili, date dalla personalità dei soggetti coinvolti, dalla complessità della situazione, cioè dall’iter burocratico del divorzio avvenuto o ancora in essere.
E per chi sta dall’altra parte, come vanno le cose?
Domanda di riserva??
Beh, anche chi sta dall’altro lato non si sente in vacanza, perché incontra anche lui/lei delle difficoltà oggettive:

  • Dove incontrare una persona interessante?
  • Come fare a trovare  il tempo per frequentarla e conoscerla, tra il compito di Pierino e la pallavolo di Cinzia?
  • Quando, come e dopo quanto, se … si deve o si potrà presentarla ai figli?
  • Dilemma peggiore? Capire se questa persona può essere adatta anche per i propri figli!
  • Accettare, in prima persona, che il nuovo amore,entri nell’ordine familiare attuale, che occupi un suo posto, senza
  • Fare mai paragoni con i vissuti precedenti e le figure coinvolte.

Ci vuole fiducia, ma soprattutto essere grandi dentro e innamorati veramente, prima di sé, poi degli altri, perché quello che ho, un po’ironicamente dipinto, è un quadretto indubbiamente complesso e se una delle variabili fosse poi che entrambi hanno dei figli, la difficoltà di incontrarsi e di conoscersi aumentano esponenzialmente.
Perché?
Cerchiamo di scoprirlo e coglierlo insieme.
Mille domande, soprattutto per chi ha dei figli.
(Sarà buono con i miei bambini? Posso fidarmi? Li amerà davvero, anche se …?Rispetterà i ruoli? Non si stuferà di me perché non ho abbastanza tempo? Mi capirà,quando dovrò rinunciare ad una cena, ad fine settimana tutto nostro speciale,per la tonsillite virale di Paolino o la malattia immaginaria di Fabiola? Ecco alcune delle domande di rito).

Chi sta dall’altra parte, spesso inconsapevole di tutto questo, a sua volta comunque si domanda se sarà in grado di sostenere tutto il“pacchetto”, perché è impegnativo.
Anche qui, come nel caso della separazione, ritengo che anche una nuova relazione sia un atto d’amore e di coraggio veramente grandi, unici, anzi: forse maggiori di quello precedente.
Anche in questo caso dovremo applicare l’Amore verso l’altro e verso noi stessi e ci vorrà coraggio, perché nonostante le mille difficoltà, che vediamo, ci dovremo lasciare andare e iniziare a camminare insieme.
Vittimismi e paure, quindi mettiamoli al bando e concediamoci tutto, con amorevole Amore.
Ma visto che , sono in vena di scrivere a proposito di questo argomento acchiappante, vediamo da vicino altri aspetti, che ho anticipato prima.

1- Dove la/lo incontro?

Le occasioni per incontrare l’amore non sono così rare, come pensiamo.

Sicuramente chi frequenta più ambienti, magari per lavoro, o chi si iscrive a corsi vari ha più possibilità statistiche, almeno così si dice o meglio scrive, di incontrare la sua anima gemella, ma, tranquilli, anche chi non cerca l’amore e fa altro o tende ad isolarsi non è per forza destinato a stare solo: se il Cielo ha scelto una nuova persona per lui/lei, stiamo tranquilli che l’Amore busserà anche alla sua porta.
Basta la vita quotidiana, pura e semplice, a consegnarci tutte le occasioni e credo siano gli incontri più belli. Altro scoglio, me lo sento ripetere tantissimo nelle vostre lettere o dalle amiche:
“Eh, ma io ora sono grassa, chi mi prende più? “ , oppure “sono vecchia/o” o“sono pelato e ho la pancia” “Già, tu dici così, perché sei minuta.”
Beh, il ridicolo è che io ho sperimentato di nuovo l’Amore, dopo la separazione, senza averlo assolutamente cercato e soprattutto, senza averlo riconosciuto.
Ricordiamoci che l’amore arriva quando NOI CI AMIAMO.
Quando abbiamo stima di noi, di come siamo dentro e fuori, l’amore ci riconoscerà.
Chi si ama sorride di più e il sorriso attira sempre positività.
Io, quando arrivò di nuovo, non lo riconobbi, non mi accorsi che mi corteggiava, ma ti è fatta così, e fu lui a dichiararsi, altrimenti avremmo fatto le calende greche.
E’ entrato ed uscito dalla mia vita, oggi credo, dopo quattro anni e mezzo, nel“giusto tempo”, che ci era dato di accompagnarci.
Dobbiamo lasciare ogni forma di apprensione e stare certi che qualsiasi cosa ci spetti l’Universo ce lo concederà, senza torcerci neppure un capello.
Là dove c’è dolore e sofferenza è il nostro Libero Arbitrio che entra in gioco e crea casini, di varia entità e natura.
Se non arriva è perché sovente noi lo rallentiamo in qualche modo, magari con le paure, legate al passato.
Tagliareeee!
Altrimenti creiamo un Karma infinito.

2- E il tempo? “Non ho tempo” , frase classica.
 Ti non ha mai avuto problemi di tempo, di nessun genere.
Proviamo a concederci il tempo, quindi a conoscerne meglio il valore, ad usarlo in maniera più attenta, inventandocelo anche, perché sovente lo sciupiamo, riservandolo “ai falsi doveri”, quindi a un qualcosa che ci affonda.
Questa del tempo, mi dispiace, ma è una delle scuse più usate e quella che regge veramente meno.
Una cena, un caffè, un aperitivo, una colazione, le commissioni insieme… se davvero si vuole passare del tempo con una persona, una “quadra” la si trova sempre.

3- Altra domanda da un milione di dollari? Sìììììì!!!

Potrò fidarmi?

Oppure: ”Sarò in grado?”

SE il Cielo ci manda una nuova storia è perché siamo pronti!
Dobbiamo entrare nell’ottica che anche noi facciamo parte dei “cicli” che regolano la vita quaggiù.
Poi, ricordiamoci, che nella vita qualche rischio bisogna pur assumerselo,capito “Ponzi Pilati”???
Certo non abbiamo la sfera di cristallo, né la bacchetta magica, ma insomma: vogliamo vivere?
Quindi, con una dose di prudenza, non eccessiva e maniacale, passetti continui, tempo utile, qualche emicrania in più, sto scherzando, e un po’ di sana fantasia e follia e tanta fiducia in ciò che ci viene inviato dall’Universo e sicuramente, se deve essere sarà.
Tutto va accolto e assaporato, dosato e bilanciato, al fine di osservarlo più da lontano e vedere cosa ci mostra, senza quelle modalità spasmodiche ed ordinarie a cui siamo stati cresciuti ed educati.

4- E se ci si scopre geloso/a dei suoi bambini?
Ahi, ahi, ahi!
I bambini esistono e sono un’altra cosa.
Abbiamo ruoli diversi, quindi con chi competiamo, con nasini colanti e compiti?
Loro possono o essere accolti nella nuova coppia senza problemi o possono invece essere motivo di accuse e recriminazioni, il che non va, nella maniera più assoluta.
Ci chiedevamo se ci avrebbe lasciati?
Beh, stiamo sicuri che se entriamo in competizione con i figli, facciamo scenate ogni tre per due, non ci muoviamo con amorevolezza verso tutti, la sfera di cristallo non serve, per prevedere la solitudine all’orizzonte e sarà poi inutile piangere e recriminare, per un qualcosa di “cercato”.
Beh, l’amore sappiate che non ha limiti e chi ha figli, chi vi incontrerà e s’innamorerà di voi, amerà anche i vostri figli senza se e senza ma, quindi non inventateveli voi, ecco perché ribadisco:

“INNAMORATI DI TE, DELLA VITA E DOPO DI CHI VUOI. “

Allora non conoscerai le paturnie mentali, i capricci, le ripicche, le meschinerie, né la servitù, ma solo il camminare veramente mano nella mano, sia sotto il sole, che nelle giornate di pioggia (che saranno comunque poche, visto il cambio climatico in atto), con lui/lei e chi vi sta intorno, se c’è.
Buona rinascita e scoperta dell’Amore a tutti!

Amorevolmente ti**** degli Angeli

Cosa fare quando il dolore bussa alla porta

Uno dei dolori più intensi da affrontare e risolvere è la “scomparsa” della persona che amiamo o abbiamo amato o con la quale avevamo un legame particolare.
Quando qualcuno esce dalla nostra Vita, e di solito è per sempre, si crea in noi uno stato di dolore veramente intenso e sicuramente faticoso da vari punti di vista.
Non importa se si tratti di una morte reale, di un abbandono o di una perdita, … perché comunque sia avvenuto il fatto, è un’assenza, un vuoto fisico e corporeo, prima che di altra natura, quindi sostanzialmente identica nelle sue dinamiche evolutive successive.
Se dopo l’accaduto, pensando sia giusto e sacrosanto girare immediatamente pagina, ci invitiamo ripetutamente a dimenticare, a voler cancellare quella persona dalla nostra Vita, dai nostri pensieri, stiamo per cozzare come il Titanic contro un iceberg, quindi siamo prossimi ad affondare, passando dal dolore alla sofferenza, cioè a quel circolo poco virtuoso che ci divora, ci consuma, ci trasforma in altro, cioè in individui pericolosi per noi e per gli altri.
Soffrire poi, ci porterà a rinunciare, a negarci tutte le occasioni che l’Universo ci offre e ci consiglia, e a provare paura per tutto ciò che potrebbe farci riprovare le stesse sensazioni, la stessa esperienza, la medesima ferita.
La sofferenza è altro dal dolore ed è gestita potentemente e prepotentemente dalla nostra mente, la quale ci conosce bene e sa perfettamente come intimorirci, propinandoci tutte le possibili sventure che ci toccherebbero di nuovo, se approdassimo ad un’altra relazione, ad un nuovo incontro, ad una nuova amicizia.
Amicizia, amore, relazione anche lavorativa rientrano quindi in un vortice di “pessime occasioni” per sicuri e mortali sofferenze e ferite future, che la mente ci consiglia caldamente di evitare.
E’ solo una forma di difesa, di autodifesa, la quale però gioca a nostro totale svantaggio.
Quello che sto dicendo è che quando qualcosa finisce dobbiamo dare spazio al dolore, perché la ferita c’è e Leggi tutto…

Amorevolmente Amare


Adoro gli insegnamenti di Madre Teresa e tra tutti gli scritti, di varia origine e natura, oggi, per volere degli Angeli, che ci custodiscono, e degli Arcangeli che presiedono ogni nostra azione e iniziativa, attingerò dal bellissimo testo Preghiera:
”Insegnami l’Amore”
Perché proprio da questo?
Perché l’Amore è il motore di ogni cosa, è il carburante del nostro essere e divenire; egli ci appartiene come scintilla originaria, eppure non lo mettiamo in gioco e lasciamo che la Vita ordinaria lo blocchi e lentamente lo spinga nei recessi più profondi di noi, per soffocarlo ed impedirgli di colorare il Mondo, e di colorarci, come dovrebbe appunto essere.
Tutto nelle nostre relazioni quotidiane, sembra orientato a farci credere che nulla più di buono esista in questa nostra società e di conseguenza ci spinge a chiuderci o a metterci nella condizione di scegliere la chiusura e l’assenteismo all’altro, cioè allo stammi alla larga, perché sei o potresti essere un grandissimo bidone, un potenziale errore, una creatura malvagia che, dopo avermi in qualche modo sfruttato, mi colpirà a Leggi tutto…

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