Darsi Valore è fondamentale.

Ci sono tanti piccoli gesti, che dovrebbero e potrebbero entrare nella nostra quotidianità per aiutarci a stare bene, a fare la differenza a essere la differenza e quindi a sostenerci lungo il nostro cammino.
Osserva tuo figlio mentre fa un disegno.
Sicuramente, se ha scelto di sua spontanea volontà di farlo, ce la sta mettendo tutta e si concentra.
Osservalo però quando lo termina.
Lo firma?
Se non lo firma, sappi che non lo sta riconoscendo come suo, come espressione del suo sé, di ciò che lui è e sa fare.
Può sembrare una sciocchezza, ma ogni azione quotidiana che compiamo, parla di noi, di come ci approcciamo alla vita, di come ci amiamo, di come ci sentiamo dentro.
Ogni nostro gesto racconta se ci stimiamo e ci riconosciamo e traccia il profilo di come ci percepiamo o non ci percepiamo, se ci riteniamo degni di stare sulla terra, di abitare in un certo spazio e di “riempirlo” con la nostra presenza, le nostre azioni, i nostri gesti, i nostri pensieri, i nostri prodotti, oppure no.
E’ così che noi e quindi i nostri figli, o i nostri alunni, tracciamo il nostro profilo e mostriamo agli altri, come siamo disposti ad affacciarci alla vita.
Un bambino che non mette anche solo uno scarabocchio su quello che fa, significa che non dà il dovuto peso a quel disegno, e prima ancora non dà peso a se stesso, che lo ha prodotto.
Non si dà peso, non si dà il “giusto valore” e questo noi insegnanti lo riscontriamo poi a scuola quando ritiriamo gli elaborati di un compito o di una verifica e troviamo fogli e quaderni senza il nome del proprietario, senza nessun riferimento a chi lo ha eseguito.
Perché?

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L’immagine che dai di Te

A volte si osservano i profili e le immagini postate sui vari Social e viene spontaneo sorridere, pensando che quando pubblichiamo, e la parola lo dice chiaramente, stiamo vendendo qualcosa di noi su un mercato non ristretto, ma addirittura che giunge ben al di là di ogni nostra immaginazione.
Quella mia fotografia parla di me. Dice chi sono, cosa amo, cosa mi accade, cosa desidero, addirittura lascia supporre cosa penso.
Viene da chiedersi se ci sia questa consapevolezza, visto la “svendita” costante che facciamo di noi stessi, delle nostre emozioni e di quelle dei nostri figli e delle persone che amiamo.
Se posti la fotografia di un incidente che ti è capitato di recente, quale pensi sia la reazione della maggior parte delle persone che la potranno osservare?
Penseranno forse:” Che fortunato!” o al contrario ti apostroferanno con un’altra espressione?
Quello che non sappiamo e non consideriamo è che il pensiero ha una sua forza, produce una sua energia e contribuisce a creare una certa realtà.
Questa dinamica la sperimentiamo costantemente, quando ci riconosciamo prossimi ad una sconfitta, ad un insuccesso, per esempio in ambito lavorativo o scolastico o di qualsiasi altra natura.

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Stanchezza e ascolto.

E’ facile che in questo periodo con la mascherina sul volto, quindi con una respirazione limitata, una ventilazione più lenta, meno energetica e accrescitiva, tu ti senta stanco.
E’ quindi molto importante curare l’alimentazione e muoversi con maggiore attenzione verso l’ascolto anche del tuo Sé.
Hai bisogno di cibi più alcalini, quindi di una persona, possibilmente esperta di nutrizione, che ti guidi nel conoscere i tuoi bisogni  reali e nella scelta alimentare affinché risulti più corretta per te, in modo che il tuo corpo non subisca affaticamenti inutili.
La stanchezza però arriva anche per altri motivi, come per esempio dal protrarsi di questa situazione “di disagio e tensione” o da un discorso legato alla tua storia personale, quindi un disagio remoto, che la condizione attuale sta solo facendo riaffiorare e accentuando.

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Dobbiamo entrare in serie A.

Strano il titolo odierno?
Non direi.
E’ giunto il tempo di essere molto diretti e di fare parte di coloro che se la cartellina è verde, sanno indicarla come tale, senza il timore di cosa potranno pensare o di come diranno di visualizzarla le altre persone (a proposito della cartellina, mi rifaccio al video allegato nell’articolo pubblicato il giorno 30 di ottobre, che invito, chi non lo avesse ancora fatto, a leggere e visualizzare).
Ci sono luoghi comuni e pensieri imperversanti, pensieri che creano consolidamenti emotivi, affaticanti e poco costruttivi, così come esistono punti di vista che si discostano dalla logica spirituale.
Sostengo questo, perché basta guardare alcuni post, pubblicati sui Social, per notare come l’opinione pubblica tenda ancora a ricercare la Felicità, fuori di sé, non nell’interiorità della persona, nel proprio Sé.
Partire chiedendo a qualcuno che sta fuori di noi di renderci felici, significa ormai, essere prossimi alla squalifica, significa cioè far parte di una squadra che gioca in serie B o in C, con tutto il rispetto per chi rientra in queste categorie sportive.

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Amare veramente

Mi capita spesso di sentir parlare di incapacità delle nuove generazioni al “sacrificio”.
Beh, questo discorso è alquanto complicato.
Da una parte abbiamo chi pare votato al sacrificio per nascita, per origine, per non si capisce bene quale motivo, almeno all’apparenza e dall’altra parte qualcun altro che non sembra sapere che esista e cosa in realtà sia.
Se pensiamo ai ragazzi, poi, è opinione comune che la loro rovina sia l’assenza di inclinazione e predisposizione al sacrificio.
Questo nasce da nuove modalità di leggere, vivere e partecipare la Vita.
Siamo stati accelerati, partendo sempre dal campo esperienziale economico, e quindi abituati a digitare poche cifre per avere il denaro utile per qualcosa, oppure ricevere a casa, in poche ore, qualsiasi tipo di merce, o ancora far circolare notizie, documenti, immagini e pensieri al semplice spaio temporale di un click.
Così ci siamo “impigriti” e abbiamo di conseguenza “addestrato” i nostri cuccioli d’Uomo ad avere tutto subito, senza attesa, senza il tempo esatto del “desiderio”, tempo durante il quale un qualcosa di desiderato a livello profondo, possa prende forma, per trasformarsi in un sogno, e poi via via in una “sudata” manifestazione reale.
Questo comporta una sorta di convinzione che tutto sia a portata di click, spendibile in nano secondi.
Sentimenti, emozioni, cibi, abbigliamento, denaro, tutto sembra piovere da chissà quale altro pianeta, senza sforzo, senza tensione, attesa, costruzione onirica, desiderata.
Ma il sacrificio in sé, vale? E’ necessario? E’ buona cosa?
Chi, tra i 2 schieramenti ha ragione?

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Scelgo la Fiducia in me stesso

Il nostro peggior nemico, attualmente, non è il covid (che scrivo con la lettera minuscola, volutamente), ma la situazione creata intorno ad esso, una situazione che punta a far scivolare le persone nel burrone del “conflitto di svalutazione”, cioè in una sorta di diminuzione esponenziale dei propri valori. Tu non ti sai più dare valore.
Le persone, se dovessero giocarsi in borsa, attualmente,  si sottostimerebbero tantissimo, e questo crea un contesto molto fragile, sia da un punto di vista reattivo, che creativo.
Emotivamente già fragili, con tantissimi casi di scarsa autostima e poco amore personale, siamo stati rinchiusi nelle nostre case e bombardati continuamente con notizie “impegnative”, anche realistiche, nessuno lo mette in dubbio, ma date, ribadite, riproposte, con un’eco rinforzante senza precedenti, quindi aggressivo.
Perché?
Apparentemente  questo genere di informazione, ci è stato detto che venisse fatta per tenerci informati, per renderci consapevoli della gravità del momento e quindi per accrescere il nostro senso di responsabilità sociale, vale a dire per farci assumere comportamenti di tutela della nostra e dell’altrui salute.
In realtà, chi conosce il mondo del network pubblicitario, sa bene che lo scopo è stato ed è tuttora, di ben altra natura e origine.
E’ stata approntata e perpetrata una sorta di lavaggio del cervello dell’opinione pubblica, con la scusa che qsi trattasse di informazione e formazione, indispensabili per la salute del paese.

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Ci vuole coraggio per sapere chi Sei.

Osservo alcune persone intorno ad un tavolo stendere una progettazione comune.
La cosa che balza subito all’occhio è il diverso atteggiamento tra la parte maschile e la parte femminile, dei convenuti.
Seduti in maniera diversa, con espressioni e posture diverse, affrontano e rielaborano la consegna in maniera veramente “diversa”.
Riprendo così, quasi senza avvedermene, il filo dei pensieri che da giorni, mi scorre dentro come un film, un film nel quale mi interrogo sul come otterremo questa collaborazione e questo indispensabile completamento tra le due parti del cielo: il maschile e il femminile.
E’ stato detto e scritto che noi, donne, prenderemo in mano la situazione storica in questa fase evolutiva dell’uomo, per trasformare ciò che fino ad ora era stato impostato in maniera bellicosa, modificando una realtà nata dall’impostazione maschile e basata sulla forza e quindi sull’aggressività.
In ambito politico, in questa fase storica così particolare, stiamo assistendo infatti al coraggio di alcune rappresentanti del popolo che osano affrontare i colleghi e dire apertamente ciò che pensano di quanto sta accadendo, anche a costo di perdere la propria posizione all’interno di uno schieramento politico e addirittura la tanto ambita sedia nell’amministrazione del Paese.
Meno duttili al compromesso, quando si parla di Vita e di Valori, noi donne siamo state riservate ad un compito ancora una volta eccelso e impegnativo, di fronte al quale non sembriamo comunque arretrare in nome di falsi miti ed ideologie.
Dice di noi Osho:

«Amore, fiducia, bellezza, sincerità, onestà e autenticità sono tutte qualità femminili, ma benché siano molto più importanti di quelle maschili, l’intero passato è stato dominato dagli uomini e dalle loro qualità.

Durante una guerra, ovviamente, l’amore, la verità, la bellezza e la sensibilità estetica non sono di alcuna utilità. Per combattere, occorre un cuore più duro della pietra: servono semplicemente odio, rabbia e follia distruttrice.

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Esercizio di felicità: L’Amore per la Vita

Ripeti l’affermazione che segue a voce alta.
Poi ripetila a voce più bassa, poi ancora più bassa, poi in un sussurro e infine ripetila solo mentalmante.

“Fa che il mio Amore diffonda la sua risata
in tutti i cuori
in ogni persona di qualsiasi razza.
Fa che il mio Amore riposi nel cuore dei fiori,
degli animali
e nei piccoli granelli di polvere di stelle.”

Dalle “Meditazioni Metafisiche” di Paramhansa Yogananda (1932).

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